{"id":31533,"date":"2023-12-14T21:02:56","date_gmt":"2023-12-14T21:02:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31533"},"modified":"2023-12-14T21:02:56","modified_gmt":"2023-12-14T21:02:56","slug":"linferno-delliran-nelle-foto-di-newsha-tavakolian-artista-iraniana-al-mudec-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/12\/14\/linferno-delliran-nelle-foto-di-newsha-tavakolian-artista-iraniana-al-mudec-di-milano\/","title":{"rendered":"L\u2019Inferno dell\u2019Iran nelle foto di Newsha Tavakolian artista iraniana al MUDEC di Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/And-They-Laughed-at-Me-768x581-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31534\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/And-They-Laughed-at-Me-768x581-1.jpg\" alt=\"\" width=\"436\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/And-They-Laughed-at-Me-768x581-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/And-They-Laughed-at-Me-768x581-1-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/a>Mostre come questa hanno molto da insegnare. Perch\u00e9 l\u2019Inferno \u00e8 tra i vivi, \u00e8 tra noi, l\u2019Inferno \u00e8 nell\u2019Iran, ormai prossimo alla catastrofe.<\/strong> <strong>Le foto di Newsha Tavakolian, artista iraniana, raccontano al MUDEC l\u2019Inferno dell\u2019Iran. Immagini che descrivono e raccontano un paese distrutto dove la violenza \u00e8 dettata dalla Sharia e dalla dittatura Islamica. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Fondazione Deloitte e Deloitte Italia in collaborazione con 24 ORE Cultura presentano al\u00a0<strong>Mudec Photo a partire dal 13 dicembre 2023,<\/strong>\u00a0<strong><em>And They Laughed at Me<\/em>\u00a0dell\u2019artista iraniana Newsha Tavakolian\u00a0<\/strong>(Teheran, 1981). La grande\u00a0<strong>mostra fotografica &#8211; che rimarr\u00e0 aperta al pubblico<\/strong>\u00a0fino\u00a0<strong>al 28 gennaio 2024 con ingresso libero<\/strong>, \u00e8 curata da Denis Curti e rappresenta la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/143670-md-e1702586764476.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31535 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/143670-md-e1702586764476.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"432\" \/><\/a> conclusione della prima edizione del\u00a0<strong>Photo Grant di Deloitte<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Fondazione Deloitte<\/strong>:\u00a0<strong><em>And They Laughed at Me<\/em><\/strong>\u00a0\u00e8 infatti\u00a0<strong>il progetto vincitore della sezione Segnalazioni.<\/strong>\u00a0 All\u2019interno della mostra, sar\u00e0 esposta anche una selezione di elementi dal progetto<strong>\u00a0<em>Dust From Home<\/em>\u00a0della fotografa brasiliana Fernanda Liberti<\/strong>\u00a0(Rio de Janeiro, 1994), che ha vinto la Open Call del concorso, dedicata alle artiste e agli artisti Under 35.<\/p>\n<p><strong>Il Photo Grant di Deloitte<\/strong>, concorso fotografico tra i pi\u00f9 importanti d\u2019Italia e tra i principali a livello internazionale, \u00e8 promosso da\u00a0<strong>Deloitte Italia<\/strong>\u00a0con il patrocinio di\u00a0<strong>Fondazione Deloitte<\/strong>\u00a0e in collaborazione con\u00a0<strong>24 ORE Cultura<\/strong>, la direzione artistica di\u00a0<strong>Denis Curti<\/strong>\u00a0e il team di\u00a0<strong>BlackCamera.<\/strong><br \/>\nIl tema proposto per la prima edizione\u00a0<em>Photo Grant\u00a0<\/em>di Deloitte<em>\u00a0<\/em>\u00e8 stato\u00a0<strong><em>Connections,\u00a0<\/em><\/strong>sul quale\u00a0<strong>oltre<em>\u00a0<\/em>700 autrici e autori<\/strong>hanno lavorato per proporre una propria narrazione e interpretazione visiva di cosa significhi \u2013\u00a0secondo la propria sensibilit\u00e0 artistica \u2013\u00a0\u201cessere connessi\u201d a livello umano, professionale, economico o ambientale.<\/p>\n<p>Il tema delle \u201c<strong>connessioni<\/strong>\u201d, sviluppato attraverso il mezzo artistico della\u00a0<strong>fotografia<\/strong>\u00a0e interpretato da\u00a0<strong>artisti<\/strong>\u00a0<strong>di diverse culture<\/strong>\u00a0<strong>nel mondo<\/strong>\u00a0trova nel Mudec il luogo espositivo pi\u00f9 coerente per dare piena voce al progetto\u00a0<strong>Photo Grant di Deloitte e Fondazione Deloitte<\/strong>, che condivide in toto la Vision artistica e di ricerca culturale del Museo delle Culture nella veste di\u00a0<strong>Institutional Partner<\/strong>. Il lavoro di Newsha Tavakolian viene\u00a0presentato &#8211; attraverso un allestimento immersivo\u00a0&#8211; negli spazi esclusivi di Mudec Photo, che dal 2018 ospitano ininterrottamente le mostre dei pi\u00f9 grandi fotografi del Novecento e della nostra epoca contemporanea.\u00a0 Lo sguardo della fotografa\u00a0in questo progetto espositivo rappresenta una testimonianza vivida di una societ\u00e0 in continua evoluzione e delle lotte di coloro che la compongono.<\/p>\n<p>Newsha Tavakolian, nata a Teheran nel 1981, ha lavorato per strada come fotografa in momenti di apertura del suo paese, l\u2019Iran, ma nei periodi di grande censura ha trovato e sperimentato modi alternativi per contribuire con il suo linguaggio artistico a documentare quei cambiamenti e quegli eventi che inevitabilmente continuano a plasmarci oggi.<\/p>\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/\u00a9-Newsha-Tavakolian-And-They-Laughed-At-Me.-A-group-of-young-women-in-Tehran-resembling-a-mountain.-2020-e1702586832777.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31536\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/\u00a9-Newsha-Tavakolian-And-They-Laughed-At-Me.-A-group-of-young-women-in-Tehran-resembling-a-mountain.-2020-e1702586832777.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"428\" \/><\/a>And They Laughed at Me<\/em><\/strong>\u00a0intende\u00a0<strong>riflettere su una strategia di repressione militare iraniana finalizzata ad accecare le persone mediante proiettili di gomma<\/strong>. Questa misura distopica, spesso utilizzata dalla polizia per impedire la diffusione di informazioni, mira a prevenire che la popolazione sia consapevole di ci\u00f2 che accade nella contemporaneit\u00e0.<br \/>\nIl percorso espositivo svela la maturit\u00e0 narrativa delle immagini e la profonda carica umana del lavoro dell\u2019artista, un vero e proprio manifesto che utilizza il linguaggio visivo per contrastare il terrorismo repressivo di un organismo politico che mira a sopprimere l&#8217;autodeterminazione individuale a vantaggio di fini totalitari. Le immagini di Newsha Tavakolian riflettono la sfida di interpretare la storia collettiva in un mondo in Iran segnato dall&#8217;oppressione politica. Le sue fotografie sono cariche di interrogativi e mettono in evidenza il conflitto tra la societ\u00e0 imposta e il desiderio di cambiamento individuale. Emerge fortemente come la paura indotta dalle decisioni politiche iraniane abbia trasformato la stessa organizzazione sociale in una minaccia per l\u2019ordine costituito. Nel contesto di questa realt\u00e0 oppressiva, le opere in mostra rappresentano una voce coraggiosa che si oppone a un destino ineluttabile, combinando elementi tipici del reportage e composizioni concettuali che rivelano il dramma dell&#8217;oppressione e finiscono per tracciare un cammino rivoluzionario verso la libert\u00e0, ispirato dall\u2019unione di tante anime coraggiose.<\/p>\n<p><em>\u00abPer questo progetto ho scelto consapevolmente una teoria di negativi dovuti a errori miei o di altri, allo sviluppatore del laboratorio o alla macchina fotografica\u00bb\u00a0<\/em>scrive l\u2019artista.<em>\u00a0\u00abHo raccolto queste immagini indesiderate, imperfette, frammentate, perch\u00e9 anch<\/em>\u2019<em>esse fanno parte della storia e delle narrazioni, non si possono cancellare. Mostrano la realt\u00e0 grezza e non rifinita, a cui non possiamo sottrarci. I cambiamenti che non possiamo negare e l<\/em>\u2019<em>inesorabilit\u00e0 del tempo che passa. All<\/em>\u2019<em>epoca non ero formata professionalmente, il mio sguardo non aveva peso, era ingenuo, con una disponibilit\u00e0 che mi faceva guardare e vagare in tutte le direzioni. Ora, a distanza di anni, a causa del tempo che passa il mio sguardo \u00e8 diventato pesante; come posso liberarmene? Come posso liberare il mio sguardo da questo peso?\u00a0\u00a0Dalla rivisitazione di queste immagini d<\/em>\u2019<em>archivio, sullo sfondo di eventi ancora una volta terribili, emerge un chiaro rito di passaggio dalla speranza e dai sogni della giovinezza verso la delusione della realt\u00e0 e la conclusione che c\u2019\u00e8 una sola vera scelta nella vita: essere attratti dalle tenebre o scegliere di combattere le tenebre e andare verso la luce\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\nCon oltre 70 opere tra immagini d\u2019archivio, scatti inediti e fotogrammi,\u00a0la mostra\u00a0<strong><em>And They Laughed at Me<\/em><\/strong>\u00a0<strong>testimonia\u00a0visivamente e\u00a0racconta al visitatore il volto drammatico<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/MG184781-1280x1023-1-e1702586881116.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31537\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/MG184781-1280x1023-1-e1702586881116.jpg\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"442\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>dell\u2019oppressione in Iran,\u00a0<\/strong>dal 1996 ad oggi.<strong>\u00a0<\/strong>L\u2019obiettivo della macchina fotografica<strong>\u00a0<\/strong>di<strong>\u00a0<\/strong>Newsha Tavakolian<strong>\u00a0<\/strong>si<strong>\u00a0\u201csostituisce agli occhi seviziati&#8221; dei suoi connazionali. Le sue immagini, pregnanti di carica umana, riescono ad amplificare la voce, a lungo soffocata, di tutti coloro che hanno subito questa repressione e violenza.<\/strong><\/p>\n<p>A lato della mostra di Newsha Tavakolian viene presentata anche l\u2019idea progettuale\u00a0<strong><em>Dust From Home<\/em>\u00a0di Fernanda Liberti<\/strong>. La fotografa brasiliana si concentra sulla\u00a0<strong>diversit\u00e0 delle migrazioni<\/strong>, prendendo spunto dalla storia della sua famiglia di origine siriana, italiana e albanese, che ha attraversato l\u2019oceano per stabilirsi in Brasile, cercando un nuovo inizio. Fernanda ha iniziato il suo percorso utilizzando l&#8217;archivio fotografico di famiglia, con l&#8217;obiettivo di creare un legame visuale tra paesaggio, tempo, nostalgia, eredit\u00e0 e politica. La realizzazione di questo progetto diventer\u00e0 una mostra nell\u2019edizione 2024 del Photo Grant di Deloitte. La mostra\u00a0<em>And They Laughed at Me<\/em>\u00a0di Newsha Tavakolian \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da 24 ORE Cultura.<\/p>\n<p><strong>Newsha\u00a0<\/strong><strong>Tavakolian<\/strong>\u00a0(Teheran, 1981), membro di Magnum Photos, \u00e8 una fotografa, artista visiva ed educatrice iraniana nota per il suo lavoro che documenta la condizione umana. Newsha Tavakolian ha iniziato la sua carriera nella fotografia in giovane et\u00e0, diventandone una figura di spicco. La sua fotografia \u00e8 caratterizzata da una narrazione evocativa e dall\u2019attenzione a catturare le delicate emozioni che ci modellano come esseri umani. Ha trattato una vasta gamma di argomenti, dalle sfide affrontate dalle donne in Iran e nel mondo, alle conseguenze delle tensioni nelle zone di conflitto. Il suo lavoro spesso combina l&#8217;arte con il documentario, confondendo i confini tra realt\u00e0 e immaginazione. Nel corso della sua carriera, Newsha Tavakolian ha ricevuto numerosi premi, come il\u00a0<em>Carmignac Gestion Award<\/em>, il\u00a0<em>Prince Claus Award<\/em>\u00a0e numerosi premi fotografici internazionali. Le sue fotografie sono state esposte in prestigiose mostre in tutto il mondo. Tra gli altri, il lavoro di Newsha Tavakolian ha trovato posto nelle collezioni private di istituzioni internazionali, tra cui il Victoria &amp; Albert Museum, il Los Angeles County Museum of Art (LACMA), il British Museum, la Sackler Gallery e il Boston Museum of Fine Art. Nel 2019 Newsha Tavakolian ha realizzato il suo primo cortometraggio\u00a0\u201cFor the Sake of Calmness\u201d. Attualmente si sta preparando per la produzione del suo primo lungometraggio in Iran e Romania.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mostre come questa hanno molto da insegnare. 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