{"id":31559,"date":"2023-12-18T20:20:25","date_gmt":"2023-12-18T20:20:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31559"},"modified":"2023-12-18T20:20:25","modified_gmt":"2023-12-18T20:20:25","slug":"marionette-e-avanguardia-picasso-depero-klee-e-sarzi-lesposizione-alla-fondazione-palazzo-magnani-di-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/12\/18\/marionette-e-avanguardia-picasso-depero-klee-e-sarzi-lesposizione-alla-fondazione-palazzo-magnani-di-reggio-emilia\/","title":{"rendered":"Marionette e Avanguardia. Picasso Depero Klee e Sarzi. L\u2019esposizione alla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/VISUAL-MARIONETTE-E-AVANGUARDIA_70x100_BASSA0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31560\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/VISUAL-MARIONETTE-E-AVANGUARDIA_70x100_BASSA0.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/VISUAL-MARIONETTE-E-AVANGUARDIA_70x100_BASSA0.jpg 567w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/VISUAL-MARIONETTE-E-AVANGUARDIA_70x100_BASSA0-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a>Reggio Emilia, dicembre \u00a02023 &#8211;\u00a0<\/em>Quella proposta dalla\u00a0<strong>Fondazione<\/strong>\u00a0<strong>Palazzo Magnani<\/strong>\u00a0a Reggio Emilia, fino al 17 marzo 2024, \u00e8 una mostra-spettacolo assolutamente originale, nel senso che una mostra cos\u00ec in Italia non si \u00e8 mai vista. E nemmeno all\u2019estero. Ad andare in scena \u00e8 \u201c<strong>Marionette e Avanguardia. Picasso \u00b7 Depero \u00b7 Klee \u00b7 Sarzi<\/strong>\u201d, a cura di\u00a0\u00a0<strong>James M. Bradburne<\/strong>, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k4fdW.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31561 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k4fdW.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k4fdW.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k4fdW-300x129.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esposizione si sviluppa attorno al concetto di \u201cquarta parete\u201d, ovvero la capacit\u00e0 di coinvolgimento emotivo che fa di uno spettacolo ben riuscito una realt\u00e0 capace di immergere lo spettatore nella storia messa in scena. Quando una marionetta o un burattino rompe la quarta parete, conquista la fiducia del pubblico, dando allo spettacolo il potere di sfumare la divisione tra palcoscenico e mondo, tra arte e vita. A capirlo bene sono stati quegli artisti &#8211; protagonisti del mondo dell\u2019Arte e del Teatro di figura &#8211; che, piuttosto che liquidare le marionette e i burattini (in inglese si usa per entrambi il termine\u00a0<em>puppets<\/em>) come semplici giochi per bambini, hanno preso sul serio il loro entusiasmo e anzi, hanno guardato al \u201cgioco creativo\u201d come a una fonte di ispirazione estetica per cercare nuove modalit\u00e0 di espressione visiva. La nozione stessa di \u201cbambino\u201d come distinto dall&#8217;adulto si \u00e8 manifestata in vari modi nel corso del Novecento e ha stimolato alcuni artisti a sfruttare il potenziale educativo del \u201cteatro di figura\u201d, spesso apparentemente legato ai bambini, per creare un mondo migliore e migliorare i cittadini in un momento cruciale del loro sviluppo.<\/p>\n<p>Mentre alcuni artisti vedevano il potenziale delle marionette e dei burattini per immaginare un mondo migliore, i satirici usavano spettacoli trasgressivi e pungenti per attaccare l&#8217;<em>establishment<\/em>\u00a0politico. Rivolgendosi a un pubblico adulto e attingendo a una solida tradizione di satira politica del \u201cteatro di figura\u201d, i burattini, in particolare, sono stati usati anche per criticare le condizioni politiche e sociali. La miniatura di un burattino, infatti, lo rende un portavoce sicuro per una protesta a voce alta, perch\u00e9 la sua mordacit\u00e0 \u00e8 mitigata dalla carineria. Chi potrebbe essere<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/142631-04_Ettore-Prampolini_-e1702930174535.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-31563 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/142631-04_Ettore-Prampolini_-e1702930174535.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"572\" \/><\/a> infastidito da un\u00a0<em>puppet<\/em>? I burattini dicono la verit\u00e0 al potere in un modo in cui gli attori teatrali tradizionali non possono mai farlo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/142627-05_Paul-Klee_-e1702930105743.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31562\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/142627-05_Paul-Klee_-e1702930105743.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"430\" \/><\/a>A Palazzo Magnani ad accogliere i visitatori sono i costumi a grandezza naturale disegnati da\u00a0<strong>Pablo Picasso<\/strong>\u00a0per\u00a0<em>Parade<\/em>, balletto coreografico che i\u00a0<em>Ballets russes\u00a0<\/em>di Sergej Djaghilev portarono in scena a Parigi nel 1917. Poi una folla di\u00a0<em>puppets<\/em>: le marionette (manipolate dall\u2019alto) e i burattini (manipolati dal basso), dagli esemplari pi\u00f9 antichi, come i Pulcinella o gli Arlecchino della\u00a0<strong>Commedia dell\u2019Arte<\/strong>, a quelli di Otello Sarzi, reggiano di adozione, realizzati con materiali sperimentali.<\/p>\n<p>Due palcoscenici (a simulare una baracca e un\u00a0<em>castelet<\/em>) allestiti nelle sale a piano terra, consentiranno a tutti i visitatori di cimentarsi con il \u201cteatro di figura\u201d. Grazie alla collaborazione con la\u00a0<strong>Compagnia marionettistica Carlo Colla\u00a0<\/strong>di Milano e l\u2019<strong>Associazione 5T\u00a0<\/strong>di Reggio Emilia, un ricco programma di micro-spettacoli\/performance, interpretati da professionisti del \u201cteatro di figura\u201d, anima i fine settimana per tutta la durata della mostra. Vedendoli all\u2019opera c\u2019\u00e8 da chiedersi: \u201cLe marionette e i burattini vanno in paradiso quando muoiono?\u201d, domanda del tutto naturale, collocandosi i\u00a0<em>puppets<\/em>\u00a0in una zona grigia, tra creature viventi e oggetti inanimati.<\/p>\n<p>Alcuni protagonisti dell\u2019Arte si sono \u201cappropriati\u201d e cimentati in questa forma d\u2019arte per la loro qualit\u00e0 di incantesimo e ambiguit\u00e0. I registi come mezzo per sostituire gli attori. Il sogno di dare vita agli oggetti e le conseguenze della loro autonomia hanno affascinato scrittori e artisti da Collodi a Capek, ma anche tanti artisti italiani come i\u00a0<strong>futuristi Enrico Prampolini<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Fortunato Depero<\/strong>: le marionette esprimevano un\u2019estetica macchinica, erano astratte e, dopo la devastazione della Prima guerra mondiale, catturavano la triste realt\u00e0 dei soldati di ritorno amputati e mutilati, come illustrato da Sironi, Carr\u00e0 e de Chirico. Fino alla fine degli anni Venti,\u00a0<strong>Vienna\u00a0<\/strong>era una delle capitali culturali europee e, insieme a\u00a0<strong>Berlino<\/strong>, una fucina di creativit\u00e0 nell&#8217;arte, nel teatro, nella musica, nella filosofia e nelle scienze.<\/p>\n<p>Alla fine dell\u2019Ottocento, sull&#8217;onda dell&#8217;orientalismo, le classiche marionette giavanesi cominciarono ad apparire sulle scene europee. L&#8217;artista e illustratore austriaco\u00a0<strong>Richard Teschner<\/strong>, in particolare, svilupp\u00f2 l&#8217;arte della marionetta a bastone fino a raggiungere un punto culminante, che influenz\u00f2 artisti da Parigi a Mosca.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145155-39_Aleksandra-Aleksandrovna-Ekster-e1702930205633.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-31564\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145155-39_Aleksandra-Aleksandrovna-Ekster-e1702930205633.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"461\" \/><\/a>Grazie alla riscoperta da parte di\u00a0<strong>Oskar Schlemmer<\/strong>\u00a0del classico di Kleist\u00a0<em>Sul teatro delle marionette<\/em>\u00a0(1810), le marionette, i giocattoli e i giochi per bambini divennero un elemento centrale della pratica del\u00a0<strong>Bauhaus<\/strong>\u00a0nella Weimar degli anni Venti:\u00a0<strong>Paul Klee, Andor Weininger, Lothar Schreyer, Sophie T\u00e4uber Arp\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Oskar Schlemmer.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019indagine si sposta quindi sull&#8217;avanguardia russa con \u201cLe marionette e la Rivoluzione\u201d. Quando Lenin<strong>\u00a0<\/strong>e la moglie Natalia Krupskaya decisero di combattere l\u2019analfabetismo e di formare il nuovo cittadino sovietico, capirono che l\u2019uso delle marionette era l&#8217;ideale e, lavorando con artisti,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145157-9_Depero_1_-e1702930232893.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31565 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145157-9_Depero_1_-e1702930232893.jpg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"428\" \/><\/a> architetti e scrittori di primo piano, figure come Natalia Sats, Samuil Marshak,\u00a0<strong>El Lissitzky, Aleksandra Ekster, Nina Efimova<\/strong>, hanno sperimentato nuove forme di teatro per bambini.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione si completa con un omaggio a\u00a0Otello Sarzi\u00a0(Vigasio, VR 1922 \u2013 Reggio Emilia 2001) grazie alla stretta collaborazione con la<\/strong>\u00a0<strong>Fondazione Famiglia Sarzi<\/strong>. Nato da una tradizione di burattinai che durava da generazioni, Otello fu un giovane aiutante della compagnia itinerante di famiglia che, nel tempo, entr\u00f2 in contatto con alcuni dei protagonisti della scena artistica, teatrale e cinematografica italiana dell\u2019epoca.\u00a0 Nel 1957, a Roma, Otello inizia la sua opera creativa e innovativa con il \u201cT.S.B.M.\u201d\u00a0<em>Teatro Stabile Burattini e Marionette<\/em>, intrattenendo importanti collaborazioni, mettendo in scena testi di Brecht (<em>Un uomo \u00e8 un uomo<\/em>), Garcia Lorca (<em>Il teatrino di Don Cristobal<\/em>) e Arrabal (<em>Pic-nic<\/em>) e realizzando, con tecniche innovative, anche figure molto grandi. Ne \u00e8 un esempio la figura gigante di carta realizzata da Otello Sarzi per lo spettacolo\u00a0<em>Mavra<\/em>\u00a0di Igor Stravinskij rappresentato al Festival &#8220;Due Mondi&#8221; di Spoleto nel 1984. La compagnia intraprende tourn\u00e9e anche all&#8217;estero e, nel 1969, si stabilisce presso Reggio Emilia, alternando presenze nazionali, europee e internazionali. Frequenti sono le collaborazioni con la televisione italiana. Numerosi i suoi spettacoli di rilievo, spesso anche tecnicamente molto complessi, ambiziosi e sempre caratterizzati da un forte impegno culturale e un&#8217;esplicita consapevolezza politica. Otello Sarzi rappresenta, in Italia, uno dei momenti pi\u00f9 alti e importanti del \u201cteatro di figura\u201d nel secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>\u201c<em>Ritengo che l&#8217;obiettivo principale della mostra sia quello di aprire uno spazio dell&#8217;immaginazione in cui un bastone possa tornare a essere un cavallo, un drago o un flauto<\/em>\u201d, chiosa\u00a0<strong>James M. Bradburne<\/strong>, che della mostra \u00e8 il coordinatore scientifico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145159-37_Sophie-Taeuber-Arp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145159-37_Sophie-Taeuber-Arp.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145159-37_Sophie-Taeuber-Arp.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/145159-37_Sophie-Taeuber-Arp-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/a>\u201c<em>Questa proposta assolutamente originale rappresenta un altro bel traguardo raggiunto da Palazzo Magnani nel segno non soltanto della qualit\u00e0 artistica, ma anche di una grande attenzione a due tratti distintivi della nostra comunit\u00e0: l\u2019estro, il genio e la fantasia del nostro territorio, qui testimoniati dalle opere di Otello Sarzi, e il sistema educativo, un\u2019altra nostra eccellenza, pure protagonista di questo progetto<\/em>\u201d, dice il Presidente della Provincia di Reggio Emilia,\u00a0<strong>Giorgio Zanni<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u201cUna mostra davvero unica<\/em>\u00a0\u2013 aggiunge l\u2019Assessora alla cultura e al marketing territoriale del Comune d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k1Kdo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31567 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k1Kdo.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k1Kdo.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/AA1k1Kdo-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/a>i Reggio Emilia,\u00a0<strong>Annalisa Rabitti &#8211;<\/strong>\u00a0<em>che parla di marionette e burattini come un mondo artistico, scoprendolo nel percorso dei grandi nomi dell\u2019arte del Novecento come Picasso, Depero, Klee e mette in relazione questi grandissimi con Otello Sarzi, una figura poetica che ha segnato la storia artistica ed educativa di Reggio Emilia.\u00a0 Questa, infatti, diventa un\u2019occasione per valorizzare il nostro patrimonio cittadino e metterlo in connessione con il patrimonio internazionale del \u201cteatro di figura\u201d. Una mostra sognante, Marionette e Avanguardia parler\u00e0 un linguaggio trasversale, tanto ai bambini quanto al mondo degli adulti, che anche grazie a laboratori e incontri collaterali alla mostra, sar\u00e0 l\u2019occasione per far riemergere la parte pi\u00f9 bella di noi adulti, la meraviglia tutta infantile che le marionette e i burattini sanno evocare\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Rossella Cantoni<\/strong>, la Presidente della Fondazione Famiglia Sarzi, racconta: &#8220;<em>Nel 2022, anno del centenario della nascita di Otello Sarzi, avevamo proposto alla Fondazione Palazzo Magnani una mostra che rendesse omaggio alla portata innovativa del lavoro dell&#8217;artista burattinaio. Successivamente la scelta compiuta dalla Fondazione Magnani e da James Bradburne, ha allargato molto gli orizzonti e gli obiettivi, accogliendo il nome di Otello Sarzi accanto ai prestigiosi Picasso, Depero, Klee, Teschner. Questa scelta ci rende pieni d\u2019orgoglio per il riconoscimento alla grande creativit\u00e0, alla tecnica rappresentativa e all\u2019impegno sociale espressi da Otello Sarzi nei tanti decenni di vita e di lavoro espressi nella nostra Reggio Emilia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>Dopo il lavoro svolto con le mostre \u201cWhat a Wonderful World\u201d e \u201cL\u2019arte inquieta. L\u2019urgenza della creazione\u201d, con questo progetto espositivo \u2013\u00a0<\/em>dice\u00a0<strong>Maurizio Corradini<\/strong>, Presidente della Fondazione Palazzo Magnani<em>\u00a0\u2013 la Fondazione prosegue nel suo progetto di valorizzazione del patrimonio locale, ponendolo in dialogo con i grandi movimenti artistici europei. La mostra sar\u00e0 anche l\u2019occasione per riscoprire una parte importante della vocazione educativa della nostra citt\u00e0, (quando personaggi straordinari si trovarono a lavorare fianco a fianco, sperimentando e innovando), nonch\u00e9 l\u2019opportunit\u00e0 di riappropriarsi di quella forza creativa, quel potere di immaginazione, che ognuno di noi ha fin dalla tenera et\u00e0, ma che fatica a mantenere nel corso della vita.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La mostra \u00e8, inoltre, l\u2019occasione per stimolare riflessioni attraverso una serie di incontri pubblici su tematiche storico-artistiche, ma anche di stretta attualit\u00e0. Se da un lato viene approfondito il contesto storico dei movimenti e dei protagonisti della mostra, cos\u00ec come la dimensione pedagogica del burattino in alcune delle grandi tradizioni europee, fino alle sperimentazioni degli anni Settanta e Ottanta del Novecento che hanno fatto di Reggio Emilia una delle capitali mondiali della ricerca in ambito educativo, dall\u2019altro l\u2019attenzione \u00e8 portata su alcuni aspetti meno noti del teatro di figura come il tema\u00a0<em>dell\u2019embodiment\u00a0<\/em>e del\u00a0<em>doppio<\/em>, fino agli automi e agli\u00a0<em>avatar digitali<\/em>; l&#8217;utilizzo del teatro di figura come strumento per prendersi cura delle persone e delle relazioni, gli aspetti\u00a0<em>\u00a0<\/em>filosofici, psicologici e psichiatrici ad esso correlati.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Stanghellini, Mauro Sarzi, Alessandro Bergonzoni,\u00a0 Fulvio De Nigris, Adriano Ferrari, Martina Mazzotta, Gabriele Vacis, Christian Fuchs, Nicoletta Misler,\u00a0 Moreno Pigoni\u00a0<\/strong>sono solo alcuni dei protagonisti che ci accompagneranno in questo viaggio meraviglioso.<\/p>\n<p>Marionette e avanguardia nasce anche per far rivivere il valore della creativit\u00e0 e il potere\u00a0 dell\u2019immaginazione in ognuno di noi, per questo durante il primo weekend di apertura, tutto\u00a0<strong>Corso Garibaldi<\/strong>\u00a0sar\u00e0 animato da eventi e spettacoli.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Reggio Emilia, dicembre \u00a02023 &#8211;\u00a0Quella proposta dalla\u00a0Fondazione\u00a0Palazzo Magnani\u00a0a Reggio Emilia, fino al 17 marzo 2024, \u00e8 una mostra-spettacolo assolutamente originale, nel senso che una mostra cos\u00ec in Italia non si \u00e8 mai vista. E nemmeno all\u2019estero. Ad andare in scena \u00e8 \u201cMarionette e Avanguardia. Picasso \u00b7 Depero \u00b7 Klee \u00b7 Sarzi\u201d, a cura di\u00a0\u00a0James M. Bradburne, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani. L\u2019esposizione si sviluppa attorno al concetto di \u201cquarta parete\u201d, ovvero la capacit\u00e0 di coinvolgimento emotivo che fa di uno spettacolo ben riuscito una realt\u00e0 capace di immergere lo spettatore nella storia messa in scena. Quando una [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/12\/18\/marionette-e-avanguardia-picasso-depero-klee-e-sarzi-lesposizione-alla-fondazione-palazzo-magnani-di-reggio-emilia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,80688,74779,53709,53710,66803,66558,9894,10357,44441,87,35351,35224,2018,59550,26,17505,35188,51665,4625,409394,35225],"tags":[531757,531756,531755,73590,93600,23393,80460,531758,531753,531760,80694,28320,355195,531754,531759],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31559"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31559"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31559\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31569,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31559\/revisions\/31569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}