{"id":31642,"date":"2023-12-26T22:02:47","date_gmt":"2023-12-26T22:02:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31642"},"modified":"2023-12-26T22:02:47","modified_gmt":"2023-12-26T22:02:47","slug":"guarneri-hemmes-un-duo-guarneri-principe-dellarte-analitica-dal-museo-piaggio-di-pontedera-alla-gallery-rosenfeld-di-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/12\/26\/guarneri-hemmes-un-duo-guarneri-principe-dellarte-analitica-dal-museo-piaggio-di-pontedera-alla-gallery-rosenfeld-di-londra\/","title":{"rendered":"Guarneri- Hemmes, un duo. Guarneri principe dell\u2019arte analitica, dal Museo Piaggio di Pontedera alla Gallery Rosenfeld di Londra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/locandina-guarneri-hemmes-scaled-e1703627568343.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31643\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/locandina-guarneri-hemmes-scaled-e1703627568343.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"795\" \/><\/a>Il Museo Piaggio di Pontedera torna a parlare di grande arte contemporanea con il progetto\u00a0<em><strong>GUARNERI &#8211; HEMMES, ILLUSIONE VIBRAZIONE<\/strong><\/em>, a cura di Francesco Mutti e Cesare Orler. Negli spazi espositivi del Museo, secondo una visione che ha nella fruibilit\u00e0 di entrambi gli artisti la sua vera matrice propulsiva, la mostra si propone di evidenziare differenze e similitudini di due celebrati Maestri dei nostri giorni: il fiorentino\u00a0<strong>Riccardo Guarneri<\/strong>\u00a0(<em>Firenze, 1933<\/em>) e il livornese\u00a0<strong>Hemmes<\/strong>\u00a0(<em>Livorno, 1946<\/em>), il primo definitamente analitico, il secondo dichiaratamente informale. Sullo sfondo, un percorso che li vuole lontani l&#8217;uno dall&#8217;altro: tanto inevitabilmente celebrato dai grandi palcoscenici nazionali e internazionali quello di\u00a0<strong>Guarneri<\/strong>, considerato da molti tra gli anticipatori e poi caposcuola dell&#8217;arte analitica italiana, quanto intimo e sofferto &#8211; ma non meno foriero di successi tangibili &#8211; quello di\u00a0<strong>Hemmes<\/strong>, al giorno d&#8217;oggi l&#8217;artista che, con ogni probabilit\u00e0, meglio interpreta quel profondo e sofferto rapporto interiore che sosta tra chi sente e chi opera attraverso l&#8217;arte informale.<\/p>\n<p>In esposizione quasi\u00a0<strong>trenta opere complessive che sapranno rendere merito alla differente ricerca di entrambi, laddove questa poi si materializzi in una declinazione individuale delle idee comuni di \u201cluce\u201d e di \u201ctempo\u201d<\/strong>: nel nome della luce,\u00a0<strong>Guarneri<\/strong>\u00a0genera uno spazio assoluto, astratto-geometrico, del tutto intellettuale, ai limiti della deprivazione prospettica; nella luce,\u00a0<strong>Hemmes\u00a0<\/strong>invece sopravvive tra le ombre fisiche di una materia pittorica in aggetto, uno spazio pulsante di vita e colmo di asperit\u00e0 che crea un legame tra vissuto e gesto. Per quanto riguarda il tempo invece, questo \u00e8 sia ci\u00f2 che consiglia l\u2019osservatore a sostare per istanti infiniti di fronte alla rivelazione tonale delle opere di\u00a0<strong>Guarneri<\/strong>, sia quello che costringe nelle sue strette spire chiunque si avvicini alle terribili cromie di\u00a0<strong>Hemmes<\/strong>, nella speranza di una via di fuga. Il primo piroetta sulla tela con una delicatezza che affascina e sorprende ancora oggi, potere di un\u2019arte \u201ca lento consumo\u201d in contrasto allo scorrere di una vita oggi pi\u00f9 che mai frenetica; il secondo si rende campione di un particolare momento creativo, attraente e ossessivo al contempo, in grado di trascinare chi osserva alla forma pi\u00f9 carnale del gesto artistico.<\/p>\n<p><strong>Mi soffermo maggiormente sull\u2019amico Riccardo Guarneri, artista di chiara fama, del quale gi\u00e0 nel 2017 ben quattro lavori sono entrati a far parte della collezione permanente del Centre Pompidou di Parigi. Figura principe dell\u2019arte analitica, quel movimento in cui ha trovato modo di incastonare la sua poetica, Guarneri lascia vivere il suo lirismo fatto di linee, geometrie e colori, direi toni, e tutto pare un concerto musicale,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-il-sublime-e-il-pittoresco-2023.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31644 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-il-sublime-e-il-pittoresco-2023.jpg\" alt=\"\" width=\"565\" height=\"711\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-il-sublime-e-il-pittoresco-2023.jpg 750w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-il-sublime-e-il-pittoresco-2023-239x300.jpg 239w\" sizes=\"(max-width: 565px) 100vw, 565px\" \/><\/a> musica metafisica, poesia di mondi, terreni e celesti, quel \u201cdolce apparire\u201d che gi\u00e0 muoveva su altra direzione Giorgio Morandi. \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Riccardo Guarneri. <\/strong>Nasce a\u00a0<em>Firenze\u00a0<\/em>nel\u00a0<em>1933<\/em>. Inizia a dipingere nel\u00a0<em>1953<\/em>, alternando la pittura all\u2019attivit\u00e0 musicale. Dopo una breve stagione informale, dal\u00a0<em>1962\u00a0<\/em>intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce che diventano suoi principali oggetti di studio all&#8217;interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce a\u00a0<em>L&#8217;Aja<\/em>\u00a0nel\u00a0<em>1960\u00a0<\/em>con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla\u00a0<em>Biennale di Venezia<\/em>\u00a0(con\u00a0<strong><em>Agostino Bonalumi\u00a0<\/em><\/strong>e\u00a0<strong><em>Paolo Scheggi<\/em><\/strong>) e alla mostra\u00a0<em>Weiss auf Weiss<\/em>\u00a0alla\u00a0<em>Kunsthalle\u00a0<\/em>di\u00a0<em>Berna<\/em>. Nel\u00a0<em>1967\u00a0<\/em>\u00e8 invitato alla\u00a0<em>Biennale di Parigi<\/em>\u00a0nella sezione &#8220;<em>Nuove Proposte<\/em>&#8220;. Nel\u00a0<em>1972\u00a0<\/em>tiene la prima antologica al\u00a0<em>Westfalischer Kunstverein\u00a0<\/em>di\u00a0<em>M\u00fcnster<\/em>. Partecipa alle\u00a0<em>Quadriennali di Roma<\/em>\u00a0del\u00a0<em>1973\u00a0<\/em>e del\u00a0<em>1986<\/em>. Nel\u00a0<em>1981\u00a0<\/em>al\u00a0<em>Palazzo delle Esposizioni<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Roma<\/em>\u00a0espone a\u00a0<em>Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980<\/em>, mostra che nel\u00a0<em>1997\u00a0<\/em>viene riproposta alla\u00a0<em>Kunsthalle di Colonia<\/em>\u00a0<em>Abstrakte Kunst Italiens &#8217;60\/&#8217;90<\/em>. Nel\u00a0<em>2004<\/em>, presso la\u00a0<em>Galleria d&#8217;Arte Moderna<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Palazzo Pitti<\/em>\u00a0a\u00a0<em>Firenze<\/em>, si tiene l&#8217;importante mostra antologica\u00a0<em>ContrappuntOluce<\/em>. Con l&#8217;occasione viene edito un catalogo con saggi critici di\u00a0<em><strong>Giovanna Uzzani<\/strong><\/em>\u00a0e\u00a0<em><strong>Maria Grazia Messina<\/strong><\/em>, dichiarazioni dell&#8217;artista e un&#8217;antologia di scritti critici, a tutt&#8217;oggi testo di riferimento per l&#8217;opera di\u00a0<strong>Guarneri<\/strong>.<br \/>\nNel\u00a0<em>2008\u00a0<\/em>\u00e8 tra gli artisti della mostra\u00a0<em>Pittura Aniconica<\/em>\u00a0presso la\u00a0<em>Casa del Mantegna<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Mantova<\/em>. Tre anni dopo prende parte a\u00a0<em>Percorsi riscoperti dell&#8217;arte italiana &#8211; VAF-Stiftung 1947- 2010<\/em>\u00a0al MART di\u00a0<em>Trento\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Rovereto<\/em>. Nel\u00a0<em>2000\u00a0<\/em>l&#8217;artista si confronta con un&#8217;esperienza totalmente nuova, realizzando il progetto per il mosaico di\u00a0<em>24 mq<\/em>\u00a0della stazione\u00a0<em>Lucio Sestio<\/em>\u00a0della metropolitana di\u00a0<em>Roma<\/em>.<br \/>\nDalla met\u00e0 degli anni\u00a0<em>2000<\/em>, nell&#8217;ambito di un rinnovato interesse critico sulla pittura analitica, fioriscono in Italia e all&#8217;estero le mostre dedicate ai protagonisti di questa corrente artistica. Cos\u00ec\u00a0<strong>Riccardo Guarneri<\/strong>\u00a0(che ne \u00e8 uno dei maggiori esponenti) \u00e8 invitato nel\u00a0<em>2007\u00a0<\/em>a\u00a0<em>Milano<\/em>, al\u00a0<em>Palazzo della Permanente<\/em>, per la mostra\u00a0<em>Pittura Analitica. I percorsi italiani 1970-1980<\/em>; nel\u00a0<em>2008\u00a0<\/em>alle mostre collaterali all&#8217;<em>Arte Fiera di Bergamo<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>Genova<\/em>; nel\u00a0<em>2009\u00a0<\/em>alla\u00a0<em>Fondazione Zappettini<\/em>; nel\u00a0<em>2011\u00a0<\/em>e nel\u00a0<em>2014\u00a0<\/em>alla galleria\u00a0<em>Cavana\u00a0<\/em>di\u00a0<em>La Spezia<\/em>\u00a0e poi ancora nel\u00a0<em>2013\u00a0<\/em>da\u00a0<em>Valmore di Vicenza\u00a0<\/em>e da\u00a0<em>Elleni\u00a0<\/em>di\u00a0<em>Bergamo<\/em>. Nel\u00a0<em>2015\u00a0<\/em>\u00e8 tra gli artisti di\u00a0<em>Un\u2019idea di pittura. Astrazione analitica in Italia, 1972-1976<\/em>\u00a0presso la Galleria d\u2019Arte Moderna di Udine e nel\u00a0<em>2016\u00a0<\/em>partecipa ad altre due importanti mostre collettive:\u00a0<em>Pittura Analitica. Anni &#8217;70<\/em>, presso la galleria Mazzoleni Art di Londra, e\u00a0<em>Gli anni della pittura analitica. I protagonisti, le opere, la ricerca<\/em>\u00a0al\u00a0<em>Palazzo della Gran Guardia di Verona<\/em>.<br \/>\nQuesti anni vedono\u00a0<strong>Guarneri\u00a0<\/strong>protagonista anche di importanti mostre personali: nel\u00a0<em>2015\u00a0<\/em>alla\u00a0<em>Galerie 21<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Livorno\u00a0<\/em>e in ben tre gallerie milanesi (<em>Il Milione<\/em>,\u00a0<em>Antonio Battaglia<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Clivio<\/em>) per finire con l&#8217;esposizione di\u00a0<em>New York<\/em>\u00a0alla galleria\u00a0<em>Rosai Ugolini Modern<\/em>. Nel\u00a0<em>2016\u00a0<\/em>sono invece le gallerie\u00a0<em>Michela Rizzo<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Venezia\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Progetto Elm di Milano\u00a0<\/em>a esporre un&#8217;ampia selezione di opere dell&#8217;artista.\u00a0<em>Progetto Elm<\/em>\u00a0replica nel\u00a0<em>2017\u00a0<\/em>presentando le opere di\u00a0<em>Guarneri\u00a0<\/em>in una personale ad\u00a0<em>Artissima<\/em>, la prestigiosa fiera internazionale torinese. Nel\u00a0<em>2017\u00a0<\/em>viene invitato ad altre importanti rassegne sulla pittura analitica:\u00a0<em>Pittura Analitica ieri e oggi<\/em>\u00a0alla\u00a0<em>Galleria Mazzoleni\u00a0<\/em>di Torino,\u00a0<em>Pittura analitica: origini e continuit\u00e0<\/em>, dislocata nelle due sedi di Villa Contarini (<em>Piazzola sul Brenta, PD<\/em>) e della\u00a0<em>Rocca di Umbertide<\/em>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-sfumare-in-alto-e-in-basso-2023.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31645\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-sfumare-in-alto-e-in-basso-2023.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"699\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-sfumare-in-alto-e-in-basso-2023.jpg 650w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2023\/12\/galleryrosenfeld-riccardo-guarneri-sfumare-in-alto-e-in-basso-2023-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/a>Sempre nel\u00a0<em>2017\u00a0<\/em>un importante riconoscimento giunge all&#8217;artista con l&#8217;invito da parte di Christine Macel alla\u00a0<em>57\u00aa Biennale Internazionale d&#8217;Arte\u00a0<\/em>di\u00a0<em>Venezia\u00a0<\/em><strong><em>Viva Arte Viva<\/em><\/strong>. Il\u00a0<em>2018\u00a0<\/em>inizia, invece, con una trasferta londinese, in occasione della mostra personale organizzata da\u00a0<em>Ian Rosenfeld<\/em>\u00a0presso la galleria\u00a0<em>Rosenfeld-Porcini di Londra<\/em>; per poi approdare in\u00a0<em>Puglia<\/em>, con una personale al\u00a0<em><strong>MAAC &#8211; Museo Archeologico e di Arte Contemporanea<\/strong><\/em>, a\u00a0<em>Ceglie Messapica<\/em>. Nel\u00a0<em>2019\u00a0<\/em>il\u00a0<em>Museo del Novecento di Milano<\/em>\u00a0inserisce un&#8217;opera di\u00a0<strong>Guarneri\u00a0<\/strong>nell&#8217;ambito della riorganizzazione del museo, inaugurando un nuovo itinerario espositivo. Il\u00a0<em>Museo del Novecento di Firenze<\/em>, invece, gli dedica una mostra personale. Nel\u00a0<em>2021<\/em>, quattro sue opere entrano a far parte delle collezioni permanenti del\u00a0<em>Centre Pompidou<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Parigi<\/em>. Docente di pittura nelle\u00a0<em>Accademie di Belle Arti di Carrara<\/em>,\u00a0<em>Bari<\/em>,\u00a0<em>Venezia\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Firenze<\/em>, \u00e8\u00a0<em><strong>Accademico Emerito<\/strong><\/em>\u00a0per l&#8217;<em>Accademia delle Arti del Disegno di Firenze<\/em>. Vive e lavora nella sua citt\u00e0 natale.<\/p>\n<p><strong>Hemmes\u00a0<\/strong>(al secolo\u00a0<strong>Maurizio Stiaffini<\/strong>) nasce a\u00a0<em>Livorno\u00a0<\/em>nel\u00a0<em>1945<\/em>. Appresa l\u2019arte del disegno dal padre e dallo zio paterno, noti maestri orafi cittadini, si immerge nella pittura pi\u00f9 pura secondo la migliore tradizione figurativa toscana, iniziando adolescente a dipingere paesaggi e nature morte. Termina quindi gli studi di ingegneria. Nel frattempo viene ammesso con borsa di studio ai corsi dell\u2019<em>Accademia di Belle Arti di Livorno<\/em>, ottenendo eccellenti risultati e consensi unanimi. Inizia dunque la prima, importante stagione espositiva, con la partecipazione a premi di pittura nazionali dei pi\u00f9 noti. Avvicinandosi al \u201c<em>Movimento Spazialista<\/em>\u201d &#8211; di cui condivide taluni ideali &#8211; porta lentamente a maturazione una sua originalissima ricerca pittorica che fa della matericit\u00e0 e di un\u2019analisi minuziosa e approfondita del colore le sue qualit\u00e0 pi\u00f9 evidenti. Tra le esposizioni pi\u00f9 recenti si ricordano le personali presso le filiali livornesi della\u00a0<em>Cassa di Risparmio di Torino<\/em>\u00a0e della\u00a0<em>Unicredit\u00a0<\/em>(<em>2002-03<\/em>), alla\u00a0<em>Galleria L\u2019Acquario di Roma<\/em>\u00a0(<em>2004<\/em>), alla\u00a0<em>Galerie Etienne de Causans di Parigi<\/em>\u00a0(<em>2005<\/em>) seguita, sempre nel\u00a0<em>2005<\/em>, dalla celebre \u201cmostra di protesta\u201d, allestita in occasione della\u00a0<em>LI Biennale di Venezia<\/em>, per il\u00a0<em>Padiglione Italia<\/em>\u00a0nella chiesa di\u00a0<em>San Gallo<\/em>\u00a0&#8211; proseguita poi nella\u00a0<em>Galleria San Vidal<\/em>. Nel frattempo, tra il\u00a0<em>2005\u00a0<\/em>e il\u00a0<em>2013\u00a0<\/em>si registrano le presenze a importanti fiere di settore, italiane ed estere (<em>Verona, Padova, Reggio Emilia, Bergamo, Firenze, Roma, San Moritz, Salisburgo, Vienna, Graz, Ausburg, Genova, Milano<\/em>), conteso tra le gallerie\u00a0<em>C.A.O.S<\/em>. di\u00a0<em>Roma<\/em>,\u00a0<em>Art Point Black\u00a0<\/em>di\u00a0<em>Padova<\/em>,\u00a0<em>Granelli\u00a0<\/em>di\u00a0<em>Livorno<\/em>,\u00a0<em>Erlebnis Galerie<\/em>\u00a0di Vienna, Azkenta Galerie di Graz, Galerie Due Fenser di Ausburg, Meggiato Arte di\u00a0<em>Milano<\/em>,\u00a0<em>Galleria Athena<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Livorno<\/em>. Del\u00a0<em>2009\u00a0<\/em>la celebre mostra\u00a0<em>5 eVenti. I cardini della visione<\/em>\u00a0presso la sala della\u00a0<em>Fondazione Piaggio<\/em>\u00a0e la proficua collaborazione con la casa di moda\u00a0<em>Peuterey<\/em>, con la quale espone i suoi lavori negli atelier di\u00a0<em>Catania, Torino, Bologna, Roma, Milano, Vicenza &#8211; in Italia; e D\u00fcsseldorf, Monaco, Barcellona, Londra\u00a0<\/em>e\u00a0<em>New York\u00a0<\/em>&#8211; nel resto del mondo, donandogli una visibilit\u00e0 assoluta. Altra collaborazione con la grande sartoria italiana \u00e8 quella del\u00a0<em>2010\u00a0<\/em>quando, nei locali della<em>\u00a0Fondazione \u201cE. Coveri\u201d<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Firenze<\/em>, una sua personale riscuote ampio successo di critica e di pubblico. Del\u00a0<em>2015\u00a0<\/em>la personale presso\u00a0<em>Galleria 33<\/em>\u00a0ad Arezzo; del\u00a0<em>2017\u00a0<\/em>l\u2019intervento espositivo al\u00a0<em>Golf Club<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Forte dei Marmi\u00a0<\/em>e la presenza nelle sale della Luxury &#8211; Excellence du Monde. Del\u00a0<em>2019\u00a0<\/em>\u201c<em>Relazione Informale<\/em>\u201d (<em>04 maggio &#8211; 02 giugno 2019<\/em>) nelle sale del\u00a0<em>DAV &#8211; Dipartimento di Arti Visive<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Soresina\u00a0<\/em>(CR). Del\u00a0<em>2021\u00a0<\/em>\u00e8 \u201cDialogo\u201d (09-20 ottobre) presso la Galleria \u201c<em>Le Stanze<\/em>\u201d nella sua citt\u00e0 natia. Vive e lavora a\u00a0<em>Livorno<\/em>.<\/p>\n<h2>In contemporanea con la mostra al Museo Piaggio, Riccardo Guarneri lo troviamo alla Gallery Rosenfeld di Londra con &#8211; Within and Beyond &#8211; Looking into the Infinite<\/h2>\n<p><strong>Gallery Rosenfeld\/London is delighted to present (15\/12\/2023-16\/02\/2024) the exhibition <em>Within and Beyond &#8211; Looking into the Infinite<\/em>, which will feature the works of Riccardo Guarneri, Marianna Gioka and Min Woo Nam. <\/strong>Each of these three artists are very different, both in the language they use in their art and in their very different ages, yet all share similar preoccupations. None of them are making any political, economic, or social declarations but rather they are united in a metaphysical search for meaning both deep within us and beyond us in the unfathomable universe.<\/p>\n<p>The eldest of the three is the artist Riccardo Guarneri. His finely wrought and refined artworks are realised with the simplest of materials; pencils, coloured crayons, rulers, rubbers etc. Essentially no different from those that young children utilise when they take their first steps into art. The titles are a literal description of the apparent contents of the works. However, the apparent prosaicness of the titles is a very powerful spiritual force. The works exude a sense of tranquillity and peacefulness and are an invitation for us to reflect on our inner being but also the wider universe beyond our world. Last year, Guarneri suffered a serious health problem which, thankfully, he has fully overcome, yet this led to a change in his latest works where there is a palpable sense of things disappearing into pure empty space. However, there is no drama, merely a reinforced sense of gradual peace. In a very different language, fifty years earlier, the Italian painter Giorgio Morandi created a similar effect in the mind of the viewer. Both artists\u2019 works share an apparent simplicity and purity which invite us to a profound meditation.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo Piaggio di Pontedera torna a parlare di grande arte contemporanea con il progetto\u00a0GUARNERI &#8211; HEMMES, ILLUSIONE VIBRAZIONE, a cura di Francesco Mutti e Cesare Orler. Negli spazi espositivi del Museo, secondo una visione che ha nella fruibilit\u00e0 di entrambi gli artisti la sua vera matrice propulsiva, la mostra si propone di evidenziare differenze e similitudini di due celebrati Maestri dei nostri giorni: il fiorentino\u00a0Riccardo Guarneri\u00a0(Firenze, 1933) e il livornese\u00a0Hemmes\u00a0(Livorno, 1946), il primo definitamente analitico, il secondo dichiaratamente informale. Sullo sfondo, un percorso che li vuole lontani l&#8217;uno dall&#8217;altro: tanto inevitabilmente celebrato dai grandi palcoscenici nazionali e internazionali quello [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2023\/12\/26\/guarneri-hemmes-un-duo-guarneri-principe-dellarte-analitica-dal-museo-piaggio-di-pontedera-alla-gallery-rosenfeld-di-londra\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,66652,10357,66637,44441,87,35266,26,66655,17505,35188,28369,409394],"tags":[417457,531792,531794,531793,59666,355195,66713],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31642"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31642"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31642\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31649,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31642\/revisions\/31649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}