{"id":31708,"date":"2024-01-01T20:33:09","date_gmt":"2024-01-01T20:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31708"},"modified":"2024-01-01T20:33:09","modified_gmt":"2024-01-01T20:33:09","slug":"amarsi-lamore-nellarte-da-tiziano-a-bansky-a-palazzo-montani-leoni-di-terni-la-citta-di-san-valentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/01\/01\/amarsi-lamore-nellarte-da-tiziano-a-bansky-a-palazzo-montani-leoni-di-terni-la-citta-di-san-valentino\/","title":{"rendered":"Amarsi. L\u2019Amore nell\u2019arte da Tiziano a Bansky a Palazzo Montani Leoni di Terni la citt\u00e0 di San Valentino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/1_tiziano_venereadone-e1704140238512.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-31709\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/1_tiziano_venereadone-e1704140238512.jpeg\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"461\" \/><\/a>La\u00a0<strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni<\/strong> ha aperto al pubblico <strong>negli spazi di palazzo Montani Leoni<\/strong>, nel cuore di\u00a0<strong>Terni<\/strong>\u00a0(fino al 7 aprile 2024) l<strong>a mostra \u201cAmarsi. L\u2019Amore nell\u2019arte da Tiziano a Bansky\u201d. Dopo il successo riscosso dalla mostra \u201cDramma e passione. Da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi\u201d, con oltre 26 mila visitatori, la Fondazione Carit ha scelto di concentrarsi su un tema molto caro alla citt\u00e0 di Terni:\u00a0l\u2019Amore.<\/strong> Concepita come\u00a0<strong>omaggio a San Valentino<\/strong>\u00a0(III-IV sec.), protettore degli innamorati e patrono di Terni, la rassegna propone un avvincente racconto che raccoglie le iconografie pi\u00f9 note e appassionanti dedicate al sentimento che ha maggiormente ispirato gli artisti nel corso dei secoli. Dall\u2019amore pi\u00f9 puro, come quello di una madre per il proprio figlio,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/3_Guercino_Venere-Amore-e-Marte-1024x877-1-e1704140273901.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31710 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/3_Guercino_Venere-Amore-e-Marte-1024x877-1-e1704140273901.jpeg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"493\" \/><\/a> all\u2019amore seducente, in cui per secoli Venere e Cupido hanno sedotto e condannato i cuori di uomini e donne, fino alle relazioni pi\u00f9 problematiche e ambigue descritte dagli artisti del Novecento, il visitatore potr\u00e0 immergersi in un percorso ricco di storie ed emozioni.<\/p>\n<p>La mostra \u201cAMARSI. L\u2019Amore nell\u2019Arte da Tiziano a Banksy\u201d, a cura di Costantino D\u2019Orazio, con la co-curatela e direzione di Anna Ciccarelli e con la collaborazione di Federica Zalabra, ha l\u2019obiettivo di\u00a0<strong>indagare l\u2019iconografia del sentimento d\u2019amore nella storia, dall\u2019Antichit\u00e0 fino al XXI secolo<\/strong>, grazie ad una serie di opere che affrontano le principali declinazioni di questo tema, che ha attraversato tutta l\u2019arte in ogni tempo. Dalla mitologia greca e romana, attraverso le icone dell\u2019amore spirituale medioevale, fino al recupero dell\u2019Antico in epoca Rinascimentale, la sua trasformazione nel Barocco e lo sguardo nostalgico nell\u2019Ottocento, l\u2019Amore ha potuto fare affidamento su una serie di immagini e storie che soltanto nel Novecento cominciano ad essere messe in discussione. Nella mostra, questa metamorfosi dello sguardo sar\u00e0 raccontata in circa 40 opere, tra pittura, scultura e ceramica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/7_Dosso-Dossi_il-risveglio-di-Venere-o-Psiche-rifiutata-da-Cupido1525-1024x780-1-e1704140315561.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31711\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/7_Dosso-Dossi_il-risveglio-di-Venere-o-Psiche-rifiutata-da-Cupido1525-1024x780-1-e1704140315561.jpeg\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"451\" \/><\/a>La mostra AMARSI \u00e8 stata \u00a0l\u2019occasione per presentare per la prima volta al pubblico l\u2019ultima opera acquisita dalla\u00a0<strong>Fondazione Carit: una delle versioni pi\u00f9 raffinate del dipinto \u201cVenere e Adone\u201d (1554 circa) della bottega di Tiziano Vecellio<\/strong>. Nella scena, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, il giovane Adone abbandona la dea Venere che si torce disperata nel tentativo di trattenerlo. Il richiamo della caccia \u00e8 pi\u00f9 forte dell\u2019Amore che dorme placidamente sullo sfondo, sotto un albero. \u00c8 l&#8217;alba, ma il cielo nuvoloso sembra presagire il dramma che tra poco avverr\u00e0: Adone verr\u00e0 ucciso da un cinghiale, dal suo sangue nascer\u00e0 il fiore dell\u2019anemone. Soggetto replicato pi\u00f9 volte dalla bottega di Tiziano, sotto la supervisione del maestro, \u201cVenere e Adone\u201d arriva a Terni, che entra cos\u00ec a far parte di un circuito che collega la citt\u00e0 a New York (Metropolitan Museum), Londra (National Gallery), Los Angeles (Getty Foundation), Washington (National Gallery) e Madrid (Museo del Prado), dove sono conservate alcune delle tele gemelle.<\/p>\n<p>Il genere umano non ha espresso l\u2019Amore sempre nello stesso modo. Le storie d\u2019amore raccontate da Ovidio nelle\u00a0<em>Metamorfosi<\/em> per secoli sono state fonte inesauribile di immagini e racconti coinvolg<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/8_Antonio-Canova_Venere-con-Amore_1798-inv.-44-1024x785-1-e1704140347794.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31712 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/8_Antonio-Canova_Venere-con-Amore_1798-inv.-44-1024x785-1-e1704140347794.jpeg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"446\" \/><\/a>enti, mentre oggi sono considerati miti forse meno adatti a raccontare il nostro modo di esprimere questo sentimento. Il trasporto che spesso suscita il desiderio nel corso del tempo \u00e8 stato assecondato, represso o controllato, ma in ogni epoca ci sono sempre state opere d\u2019arte in grado di rappresentare questi diversi atteggiamenti. Assieme alla letteratura e, forse in maniera ancora pi\u00f9 iconica e pregnante, l\u2019Arte costituisce uno strumento perfetto per conoscere l\u2019antropologia dei sentimenti e capire come sia cambiato il nostro rapporto con essi. L\u2019Amore, senza dubbio, occupa il posto principale in questa vicenda secolare: quello passionale vissuto in giovent\u00f9, quello impossibile e scandaloso vissuto tra gli dei e gli uomini, quello tragico e quello eterno, come l\u2019amore di una madre per i propri figli. Dall\u2019Antichit\u00e0 fino al XX secolo \u00e8 possibile individuare delle icone che, pi\u00f9 di altre immagini, sono in grado di esprimere come il sentimento d\u2019amore sia stato avvertito, raccontato e rappresenta.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione si apre con un omaggio a San Valentino, protettore degli innamorati e patrono di Terni, che compare nel dipinto attribuito a Giambattista Volpato raffigurante <em>San Valentino battezza santa Lucilla<\/em>\u00a0(Museo Civico, Bassano del Grappa), copia della grande opera<em>\u00a0<\/em>di Jacopo Bassano, nel quale il giovane sacerdote restituisce la vista alla ragazza, a seguito della sua conversione al Cristianesimo.<\/strong> \u00c8 uno dei tanti miracoli del santo, noto soprattutto per aver protetto coppie di innamorati ostacolate nella possibilit\u00e0 di vivere liberamente il loro sentimento.<\/p>\n<p>La mostra prosegue presentando le opere in ordine cronologico: nella sezione archeologica sfilano i due protagonisti principali dell\u2019Amore pagano, Venere e Cupido. <strong>A Terni arrivano la\u00a0<em>Venere di Ocriticum<\/em>\u00a0(Museo Archeologico Nazionale d\u2019Abruzzo, Chieti) e due splendide ceramiche in cui Eros volteggia corteggiando una figura femminile allo specchio (Fondazione Sicilia).<br \/>\n<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/6_Hayez-francesco_m-il-bacio_dopo-1859_acquerello-su-carta-923x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31713\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/6_Hayez-francesco_m-il-bacio_dopo-1859_acquerello-su-carta-923x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/6_Hayez-francesco_m-il-bacio_dopo-1859_acquerello-su-carta-923x1024-1.jpeg 923w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/6_Hayez-francesco_m-il-bacio_dopo-1859_acquerello-su-carta-923x1024-1-270x300.jpeg 270w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/6_Hayez-francesco_m-il-bacio_dopo-1859_acquerello-su-carta-923x1024-1-768x852.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a>Con la caduta della civilt\u00e0 romana, oltre alla geografia politica anche l\u2019espressione dell\u2019Amore subisce un brusco cambiamento. Banditi i gesti pi\u00f9 espliciti e le pose pi\u00f9 trascinanti, il sentimento viene sublimato nell\u2019ottica religiosa dell\u2019amore sponsale tra Dio e gli Uomini. Un sentimento luminoso che perde qualsiasi accezione passionale e si traduce delle numerose rappresentazioni di Madonne con bambino che percorrono l\u2019Europa intera: <strong>in mostra sar\u00e0 rappresentata la scuola umbra di\u00a0Pinturicchio\u00a0con la\u00a0<em>Madonna con bambino<\/em>\u00a0della Fondazione Perugia, che si confronta con il raffinato fronte di cassone nuziale istoriato in prestito dalla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia e con una delicata e intima\u00a0<em>Vergine con bambino<\/em>\u00a0di stampo raffaellesco.<\/strong> Queste scene cos\u00ec pure e castigate aprono le porte alle figure pi\u00f9 sensuali e provocanti concepite da alcuni tra i maggiori maestri del Cinquecento, come\u00a0<strong>Dosso Dossi<\/strong>\u00a0&#8211; <strong>in mostra il dipinto\u00a0<em>Psiche abbandonata<\/em>\u00a0<em>da Amore<\/em>\u00a0(Unicredit Banca), nato in una Ferrara godereccia e al contempo neoplatonica &#8211; e<\/strong>\u00a0<strong>Tintoretto<\/strong>, <strong>dalla cui bottega veneziana emerge un\u2019elegante rappresentazione di\u00a0<em>Venere con le tre Grazie<\/em>\u00a0(Museo Nazionale di Capodimonte, in deposito presso la Camera dei Deputati), inno all\u2019Amore ispirato all\u2019armonia della Natura, fino al fiammingo\u00a0Frans Floris, che rappresenta una raro abbraccio tra\u00a0<em>Adamo ed Eva<\/em>\u00a0mentre si consuma il Peccato Originale (Gallerie degli Uffiz<\/strong>i<strong>).<\/strong><\/p>\n<p>Nel Seicento, gli artisti attingono in modo ancora pi\u00f9 profondo e sperimentale alle vicende narrate nell\u2019Antichit\u00e0, saccheggiando soprattutto le\u00a0<em>Metamorfosi<\/em>\u00a0di Ovidio, che per secoli resteranno il testo di riferimento per l\u2019iconografia dei sentimenti. Ne \u00e8 prova <strong>la\u00a0<em>Diana e Callisto <\/em>del<\/strong>\u00a0<strong>Cavalier d\u2019Arpino<\/strong>\u00a0(BNL) \u2013 descritte nel momento in cui la dea scopre che la sua ninfa \u00e8 scandalosamente incinta del figlio Arcade &#8211; o <strong>l\u2019<em>Allegoria dell\u2019Amore\u00a0<\/em>rifiutato di<\/strong>\u00a0<strong>Guido Reni<\/strong>(Pinacoteca Capitolina, Ro<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/2_Banksy_Girl-with-ballon_fronte-727x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31714 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/2_Banksy_Girl-with-ballon_fronte-727x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"803\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/2_Banksy_Girl-with-ballon_fronte-727x1024-1.jpeg 727w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/2_Banksy_Girl-with-ballon_fronte-727x1024-1-213x300.jpeg 213w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a>ma), di recente attribuzione, che in mostra anticipano <strong>l\u2019irresistibile fascino del\u00a0<em>Cupido, Venere e Marte<\/em>, straordinario capolavoro di<\/strong>\u00a0<strong>Guercino<\/strong>, in arrivo dalla Galleria Estense di Modena. In questo celebre dipinto, l\u2019invenzione del gesto di Cupido, che punta la freccia verso lo spettatore, rappresenta uno dei primi tentativi di ridurre in modo esplicito la distanza tra lo spettatore e le figure rappresentate, in un dialogo inedito, che trasforma noi spettatori nelle vittime prescelte dal dio dell\u2019Amore.<br \/>\n<strong>I rimandi caravaggeschi dell\u2019<em>Amor vincit omnia<\/em>\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>Giovan Giacomo Sementi\u00a0<\/strong>(Fondazione CARISBO), <strong>della\u00a0<em>Venere e Adone<\/em>\u00a0di<\/strong>\u00a0<strong>Domenico Fiasella<\/strong>\u00a0(Cr\u00e9dit Agricole) e la drammatica scena in cui\u00a0<strong><em>Vulcano fabbrica la frecce di Cupido<\/em>\u00a0di<\/strong>\u00a0<strong>Alessandro Tiarini<\/strong>\u00a0(Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia), la pittura barocca pi\u00f9 raffinata \u00e8 rappresentata da un affresco riportato di Guercino in cui\u00a0<em>Cupido attira l\u2019attenzione di Venere<\/em>\u00a0(Accademia di San Luca), <strong>da un tenero\u00a0<em>Cupido dormiente<\/em>\u00a0dipinto su tela da<\/strong>\u00a0<strong>Guido Reni<\/strong>\u00a0(Galleria Corsini, in deposito presso la Camera dei Deputati), in cui emerge la natura fanciullesca della divinit\u00e0 pi\u00f9 impertinente e imprevedibile dell\u2019Olimpo.<\/p>\n<p>Il rigore neoclassico trasforma Amore in un personaggio pi\u00f9 quieto ed equilibrato, persino dolce nella sua innocenza, come compare <strong>nelle tele di<\/strong>\u00a0<strong>Antonio Canova<\/strong>, <strong>in cui\u00a0<em>Venere e Cupido<\/em>\u00a0si scambiano teneri gesti d\u2019affetto, quali quelli tra una madre e un figlio (Museo Canova, Busseto).<\/strong> Si tratta di alcune tra le ultime scene mitologiche della mostra, che con l\u2019Ottocento si immerge nell\u2019immaginario romantico di\u00a0<strong>Francesco Hayez<\/strong>, <strong>con cui l\u2019Amore diventa un sentimento intrecciato con le istanze patriottiche del Risorgimento. Cos\u00ec accade nel celebre Bacio, di cui a Terni sar\u00f2 esposto il bozzetto ad acquerello (Pinacoteca Ambrosiana) e lo studio dei\u00a0<em>Vespri siciliani<\/em>\u00a0(BNL), in cui l\u2019Amore ispira gesti di grande<\/strong> <strong>impegno civile per la libert\u00e0<\/strong>.<br \/>\nNell\u2019ultima parte della mostra, dedicata al XX e XXI secolo, vengono messi in discussione tutti i principi d\u2019Amore raccontati in precedenza. Dallo sguardo interrogativo <strong>della moglie di<\/strong>\u00a0<strong>Giacomo Balla<\/strong>, <strong>ritratta dal marito nel\u00a0<em>Dubbio<\/em><\/strong>\u00a0(Galleria Comunale d\u2019Arte Moderna, Roma) all\u2019abbraccio d\u2019addio di <strong>due enigmatici manichini ch<\/strong>e\u00a0<strong>Giorgio De Chirico<\/strong>\u00a0<strong>identifica come\u00a0<em>Ettore e Andromaca<\/em>\u00a0<\/strong>(Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea), il Novecento trascina l\u2019Amore in una dimensione sempre pi\u00f9 problematica, riflettendo anche in questo sentimento le inquietudini dell\u2019epoca. Non basta nemmeno la <strong>falcata eroica dell\u2019<em>Angelo ribelle su fondo giallo<\/em>\u00a0d<\/strong>i\u00a0<strong>Osvaldo Licini<\/strong>\u00a0(Museo del Novecento, Milano) a restituire una visione pi\u00f9 dolce di questo sentimento, che\u00a0<strong>Mario Schifano<\/strong>\u00a0rappresenta nei colori squillanti di cuori prodotti dai passi di un moderno Pegaso,\u00a0<strong>Alberto Burri<\/strong>\u00a0<strong>indaga proponendo una serie di segni erotici dedicati a\u00a0<em>Saffo<\/em>, mentre\u00a0Bansky\u00a0affida allo sguardo inerme di una bambina a cui il vento ha sottratto un palloncino a forma di cuore (<em>Balloon Girl<\/em>,<\/strong> Collezione d\u2019arte Fondazione Carit: un\u2019immagine controversa, che non lascia indifferenti e chiude questa mostra, un invito ad trovare la forma pi\u00f9 idonea a ciascuno di noi per amarsi.<br \/>\nLa mostra sar\u00e0 accompagnata da un catalogo pubblicato da De Luca Editore con testi di Stefania Auci, Anna Ciccarelli, Costantino D\u2019Orazio, Angelo Mellone e Federica Zalabra.<br \/>\nLa progettazione dell\u2019allestimento della mostra \u00e8 stata curata dallo Studio Sciveres Guarini.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La\u00a0Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni ha aperto al pubblico negli spazi di palazzo Montani Leoni, nel cuore di\u00a0Terni\u00a0(fino al 7 aprile 2024) la mostra \u201cAmarsi. 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