{"id":31739,"date":"2024-01-04T20:31:44","date_gmt":"2024-01-04T20:31:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31739"},"modified":"2024-01-04T20:31:44","modified_gmt":"2024-01-04T20:31:44","slug":"lappassionata-di-carol-rama-il-capolavoro-di-una-figura-centrale-e-singolare-della-storia-dellarte-italiana-a-palazzo-rhinoceros-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/01\/04\/lappassionata-di-carol-rama-il-capolavoro-di-una-figura-centrale-e-singolare-della-storia-dellarte-italiana-a-palazzo-rhinoceros-a-roma\/","title":{"rendered":"L\u2019Appassionata di Carol Rama. Il capolavoro di una figura centrale e singolare della storia dell\u2019arte italiana a palazzo rhinoceros a Roma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-768x576-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31740 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-768x576-1.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-768x576-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-768x576-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-rama-appassionata_00.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31741\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-rama-appassionata_00.jpg\" alt=\"\" width=\"577\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-rama-appassionata_00.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-rama-appassionata_00-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/carol-rama-appassionata_00-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/a>La Fondazione Alda Fendi \u2013 Esperimenti porta\u00a0<strong>per la prima volta in mostra\u00a0<em>Appassionata<\/em>, un capolavoro di Carol Rama del 1980, a palazzo rhinoceros a Roma<\/strong>, l\u2019hub culturale ideato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel con la linea artistica di Raffaele Curi. <strong>Il dipinto \u00e8 al centro dell\u2019esposizione \u00a0inaugurata marted\u00ec 12 dicembre 2023 e si pu\u00f2 visitare fino al 20 gennaio 2024. Come sempre, l\u2019ingresso \u00e8 gratuito.<\/strong><\/p>\n<p>Con\u00a0<em>Appassionata\u00a0<\/em>di Carol Rama viene riproposta la fortunata formula espositiva di rhinoceros che presenta al pubblico\u00a0<strong>un capolavoro inedito nella Citt\u00e0 Eterna, una sola e magnifica opera d\u2019arte che si fa fulcro di un caleidoscopio di suggestioni<\/strong>. Dopo l\u2019<em>Adolescente<\/em>\u00a0di Michelangelo, i\u00a0<em>Santi Pietro e Paolo<\/em>\u00a0di El Greco la\u00a0<em>Giovane donna<\/em>\u00a0cubista di Picasso provenienti dall\u2019Ermitage, pietre miliari di questa linea di mostre, i riflettori si accendono ora sull\u2019opera di Carol Rama, che proviene da una collezione privata. Il dipinto dialoga con l\u2019architettura progettata da Jean Nouvel, proponendo un\u2019esperienza immersiva nella quale l\u2019arte, lo spazio, la musica e la storia si fondono e seducono il visitatore.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019inaugurazione della mostra,\u00a0<strong>marted\u00ec 12 dicembre 2023 <\/strong>rhinoceros ha ospitato la\u00a0<strong>presentazione del volume\u00a0<em>Carol Rama. Catalogo ragionato 1936-2005<\/em>, voluto dall\u2019Archivio Carol Rama<\/strong>\u00a0e sostenuto da Fondazione Sardi per\u00a0l\u2019Arte. Frutto di un\u2019accurata ricerca scientifica iniziata nel 2014 e pubblicato in due tomi da Skira editore, il catalogo analizza compiutamente sette decenni di lavoro\u00a0dell\u2019artista, dal 1936 al 2005, in tutta la loro complessit\u00e0 e particolarit\u00e0. A presentarlo sono state \u00a0le curatrici del volume,\u00a0Maria Cristina Mundici, Raffaella Roddolo e Maria Grazia Messina, insieme ad Alda Fendi e Raffaele Curi, che di Carol Rama \u00e8 stato amico negli anni della giovent\u00f9.<\/p>\n<p>Come sempre, \u00e8 ricca e multiforme la proposta espositiva di palazzo rhinoceros. I vari livelli espositivi sono collegati fra loro dall\u2019<strong>installazione<em>\u00a0Selvages<\/em>\u00a0di Raffaele Curi, dedicata a Jasper Johns e alla storia della bandiera americana, che inaugura la nuova serie dei \u201cPianerottoli in chiacchiera\u201d<\/strong>. Gli spazi di rhinoceros gallery al piano terra ospitano invece la\u00a0<strong>mostra\u00a0<em>DRAWN-OUT<\/em>, organizzata in collaborazione con Fran\u00e7ois Ghebaly<\/strong>, che presenta opere su carta di undici artisti internazionali operanti a Los Angeles.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/R.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31742 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/R.jpg\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/R.jpg 937w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/R-300x211.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/R-768x541.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>CAROL RAMA INCONTRA JEAN NOUVEL<\/strong><br \/>\nNell\u2019idea installativa di Raffaele Curi, che delinea la mostra,\u00a0<strong>la poetica di Carol Rama si incontra con quella di Jean Nouvel<\/strong>, l\u2019archistar progettista di palazzo rhinoceros. Uguali e contrarie, le due figure sono\u00a0accomunate dal senso della povert\u00e0, della sofferenza e da una seduzione per la precariet\u00e0, che viene espressa dalla metafora del letto di ospedale.<\/p>\n<p>Intimo e suggestivo, il progetto di <strong>Raffaele Curi vuole evocare il nerofumo della casa dell\u2019artista <\/strong>affacciata sugli abbaini di Torino. Per ricrearne l\u2019atmosfera, viene scelto come\u00a0<strong>contenitore espositivo uno degli appartamenti progettati da Jean Nouvel all\u2019interno di rhinoceros<\/strong>, normalmente non aperto al pubblico. Qui dentro, la penombra viene squarciata da un faro acceso sul dipinto\u00a0<em>Appassionata<\/em>\u00a0di Carol Rama. Un\u2019altra luce illumina un metronomo in movimento, posto proprio sotto il quadro, per richiamare il metronomo regalatole da Man Ray, conservato tuttora nella sua casa museo. Se vuole scoprire la didascalia dell\u2019opera, il visitatore deve avvalersi dell\u2019aiuto di una pila elettrica. <strong><em>Appassionata\u00a0<\/em>\u00e8 anche il titolo della Sonata per pianoforte n. 23 di Beethoven, compositore del quale Carol Rama era una grandissima estimatrice, che satura l\u2019aria come colonna sonora, sottolineando la struggente bellezza del dipinto.<\/strong> Le vicende dell\u2019arte si intrecciano con le vite e con le memorie personali: nel suo omaggio all\u2019artista, di cui era sodale e frequentatore in giovent\u00f9 per il tramite del\u00a0mitico gallerista torinese Luciano Anselmino,\u00a0Raffaele Curi vuole ricordare le occasioni in cui dormiva a casa di Carol e, per ringraziarla, le regalava dischi di musica classica.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/885b12900f1db459e410bbe2787526d4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31743\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/885b12900f1db459e410bbe2787526d4.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/885b12900f1db459e410bbe2787526d4.jpg 774w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/885b12900f1db459e410bbe2787526d4-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/885b12900f1db459e410bbe2787526d4-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/a>Figura centrale, e singolare, della storia dell\u2019arte italiana, Carol Rama (Torino, 1918-2015) attraversa il Novecento all\u2019insegna dello sperimentalismo di soggetti e materiali<\/strong>. Insignita nel 2003 del Leone d\u2019oro alla carriera in occasione della 50\u00aa Biennale di Venezia, dagli anni duemila inizia a essere apprezzata oltre i confini nazionali. La sua fama cresce ulteriormente dopo il 2015 anche grazie a importanti retrospettive in Europa e negli Stati Uniti. In breve, diviene un\u2019icona di creativit\u00e0 per artisti di generazioni recenti.<\/p>\n<p><strong><em>SELVAGES<\/em>, UN\u2019ISTALLAZIONE DI RAFFAELE CURI<\/strong><br \/>\n<strong>I pianerottoli di palazzo rhinoceros diventano il palcoscenico privilegiato dove accadono<\/strong>, di volta in volta,\u00a0<strong>le nuove occasioni installative<\/strong>\u00a0dettate dalla linea artistica che Raffaele Curi imprime alla Fondazione Alda Fendi \u2013 Esperimenti. Sono momenti di riflessione e di provocazione, di scambi e di ribellione, che danno il via al ciclo espositivo ribattezzato dei\u00a0<strong>\u201cPianerottoli in chiacchiera\u201d<\/strong>. A inaugurare questa intrigante e innovativa proposta \u00e8 l\u2019installazione\u00a0<em>Selvages<\/em>. La parola in American English indica la cimosa, cio\u00e8 il lembo di stoffa che si trova al bordo di una pezza di tessuto all\u2019uscita dal telaio. \u00c8 un termine tecnico del settore tessile che Curi adopera, come una figura retorica, per evocare un drappo di stoffa \u2013 forse quello della bandiera americana?\u00a0<strong>Usando l\u2019idea di cimosa come fonte di ispirazione della sua installazione, Curi concepisce attraverso immagini e parole una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/Carol-RAMA-Raffaele-CURI-e-MAN-RAY-700x467-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31744 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/Carol-RAMA-Raffaele-CURI-e-MAN-RAY-700x467-1.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/Carol-RAMA-Raffaele-CURI-e-MAN-RAY-700x467-1.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/Carol-RAMA-Raffaele-CURI-e-MAN-RAY-700x467-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/a> riflessione sulla cultura e sullo stile di vita americani, raccontati attraverso lo sguardo di Jasper Johns<\/strong>, uno dei principali esponenti del movimento artistico del New Dada, che mescola icone sociali e mediatiche e oggetti industriali per raccontare e criticare la societ\u00e0 dei consumi.<br \/>\nNelle opere della serie\u00a0<em>Flag<\/em>, che Raffaele Curi cita e moltiplica nei vari ambienti espositivi del palazzo, Jasper Johns fa della bandiera a stelle e strisce il soggetto privilegiato della sua ricerca. A sventolare artisticamente a rhinoceros sono dunque le bandiere ripensate dal genio di Johns, che offrono a Curi il pretesto per raccontare la storia affascinante della nascita del vessillo, che nella sua versione attuale con cinquanta stelle si deve alla scelta del presidente\u00a0Eisenhower di adottare il disegno proposto nel progetto scolastico di uno studente di diciassette anni. Si parte dalle gesta della cucitrice di Filadelfia che lo confezion\u00f2, su incarico di George Washington: quella Betsy Ross che del primo presidente USA era la pantalonaia, diventata poi un\u2019icona patriottica. La donna \u00e8 protagonista di un prezioso film muto del 1917, diretto da George Cowl e Travers Vale, con protagonisti Alice Brady e John Bowers. Si tratta di una vera chicca per cinefili, che viene proiettata all\u2019interno del percorso espositivo insieme al documentario\u00a0<em>Jasper Johns Flag 1954-55<\/em>, realizzato nel 2010 da Reiner E. Moritz.<\/p>\n<p>I miti fondativi dell\u2019identit\u00e0 americana lasciano spazio alle critiche e alle contraddizioni interne, permettendo a Curi di passare, di citazione in citazione, al drammaturgo Eugene O\u2019Neil, fino ad arrivare all\u2019opera\u00a0<em>Moratorium\u00a0<\/em>che vede Jasper Johns, nel 1969, farsi interprete del movimento contro la guerra in Vietnam. A chiudere il cerchio \u00e8 il volto di Washington, impresso sulle banconote da un dollaro, che osserva i visitatori sottolineando il cortocircuito attualissimo tra arte, guerra e merce.<\/p>\n<p><strong><em>DRAWN-OUT<\/em>, IN COLLABORAZIONE CON\u00a0FRAN\u00c7OIS GHEBALY<\/strong>&#8211; <strong>Il disegno contemporaneo<\/strong>\u00a0\u00e8 protagonista a rhinoceros gallery, nelle sale espositive del piano terra del palazzo, e le sue declinazioni vengono osservate\u00a0<strong>in una prospettiva internazionale nella mostra\u00a0<em>DRAWN-OUT<\/em>, organizzata da Alessia Caruso Fendi in collaborazione con Fran\u00e7ois Ghebaly<\/strong>, che riunisce una selezione di opere su carta degli artisti\u00a0Mariem Bennani,\u00a0Sascha Braunig, Sharif Farrag, Patricia Iglesias Peco, Mike Kuchar, Ann Leda Shapiro, Sayre Gomez, Jessie Makinson, Danielle Orchard, Max Hooper Schneider e Ross Simonini.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Alda Fendi \u2013 Esperimenti porta\u00a0per la prima volta in mostra\u00a0Appassionata, un capolavoro di Carol Rama del 1980, a palazzo rhinoceros a Roma, l\u2019hub culturale ideato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel con la linea artistica di Raffaele Curi. Il dipinto \u00e8 al centro dell\u2019esposizione \u00a0inaugurata marted\u00ec 12 dicembre 2023 e si pu\u00f2 visitare fino al 20 gennaio 2024. Come sempre, l\u2019ingresso \u00e8 gratuito. 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