{"id":31786,"date":"2024-01-09T18:52:57","date_gmt":"2024-01-09T18:52:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31786"},"modified":"2024-01-09T18:52:57","modified_gmt":"2024-01-09T18:52:57","slug":"settantanni-di-rai-1954-2024-tra-ricordi-e-rimpianti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/01\/09\/settantanni-di-rai-1954-2024-tra-ricordi-e-rimpianti\/","title":{"rendered":"Settant\u2019anni di Rai (1954-2024) tra ricordi e rimpianti."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/1704268129608.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31787\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/1704268129608.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/1704268129608.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/1704268129608-300x231.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/1704268129608-768x591.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a>Da qualche giorno la RAI ha compito settant\u2019anni. Sono pochi, sono molti?\u00a0 Dipende, certo oggi a osservarla in tutti i suoi meandri \u00a0e corpi esterni e interni mamma Rai\u00a0 gli anni non se li porta bene.<\/strong> Una Rai che da settant\u2019anni paghiamo noi, con le tasse, con il canone (<strong>il famoso libretto che mia madre Ada Damiani Franza gelosamente conservava per i<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/raiinizio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-31788 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/raiinizio.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/raiinizio.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/raiinizio-300x249.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a> tagliandi annuali<\/strong>), e dunque prima pagata con il libretto, oggi con la voce Rai unitamente alla luce domestica.<\/p>\n<p><strong>Tutto ha avuto inizio il 3 gennaio del 1954<\/strong>, il sottoscritto aveva cinque anni, quella nascita cambiava e cambi\u00f2 totalmente il costume italiano. Fu una rivoluzione, perch\u00e9 erano gli anni del dopoguerra, alle porte era in arrivo il boom economico che marcher\u00e0 la vita a partire dal 1960.\u00a0 <strong>Quello \u201cscatolone\u201d, quel \u201cmobile inizialmente con esterno in radica\u201d allora messo a disposizione di pochissimi, mi ha fatto ritrovare tra questi pochissimi, perch\u00e9 mia madre lo acquist\u00f2 subito e ancora oggi lo conservo<\/strong> -ne mostro la foto- nel palazzo di famiglia nel Salento, ad Alessano. \u00c8 la mattina di<strong>\u00a0domenica 3 gennaio 1954<\/strong>, con la Seconda guerra mondiale terminata da meno di un\u00a0decennio<strong>\u00a0<\/strong>e un paese che\u00a0iniziava a rialzarsi\u00a0da quella tragedia. Finita l\u2019era di\u00a0<strong>Alcide De Gasperi,\u00a0<\/strong>il presidente era Giuseppe Pella, ma stava per lasciare l\u2019incarico (si dimetter\u00e0 due giorni dopo) ad un giovane<strong>\u00a0Amintore Fanfani<\/strong>. Al Quirinale, Luigi Einaudi.<strong> Alle 11 l\u2019annunciatrice televisiva Fulvia Colombo avviava le trasmissioni televisive regolari<\/strong>\u00a0del Programma Nazionale, l\u2019attuale Rai 1 con queste parole: \u201cLa Rai \u2212 Radiotelevisione Italiana inizia oggi il suo\u00a0<strong>regolare servizio di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205431.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31790\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205431.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205431.jpg 661w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205431-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/a> trasmissioni televisive<\/strong>\u201d. Il primo programma televisivo in assoluto \u00e8\u00a0<strong><em>Arrivi e partenze<\/em><\/strong>, condotto da\u00a0<strong>Mike Bongiorno e Armando Pizzo.<\/strong>\u00a0La sera stessa prende il via<em>\u00a0La Domenica Sportiva<\/em>, il programma <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/sddefault.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-31789 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/sddefault.jpg\" alt=\"\" width=\"583\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/sddefault.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/sddefault-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/a>pi\u00f9 longevo della televisione, ancora oggi in onda. L\u2019acronimo Rai, erede dell\u2019Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) significava allora\u00a0<strong>Radio Audizioni Italiane<\/strong>, dopo un decreto luogotenenziale del 26 ottobre 1944. Rester\u00e0 tal quale anche dopo che a quelle\u00a0<strong>audio\u00a0<\/strong>si affiancheranno le trasmissioni tele-<strong><em>visive<\/em><\/strong><em>.<\/em>\u00a0Alla fine della guerra erano rimaste\u00a0<strong>solo dodici stazioni a onde medie<\/strong>\u00a0e due a onde corte. Nel 1945 il sistema radiofonico italiano veniva <strong>riunificato sotto la Rai<\/strong>\u00a0e i trasmettitori superstiti furono organizzati in<strong>\u00a0due reti.<\/strong> Il 25 giugno 1946, giorno dell\u2019insediamento dell\u2019<strong>Assemblea Costituente,\u00a0<\/strong>iniziarono le trasmissioni di\u00a0<em>Oggi al Parlamento.<\/em> Nel 1948\u00a0<strong>termina la ricostruzione\u00a0<\/strong>dell\u2019infrastruttura\u00a0<strong>radiofonica<\/strong>, danneggiata durante la guerra, con il\u00a0<strong>completamento\u00a0<\/strong>della nuova rete nazionale di\u00a0<strong>ventotto trasmettitori.\u00a0<\/strong>Le due reti si espandono fino a coprire\u00a0<strong>tutto il territorio nazionale<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205505-rotated.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-31791\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205505-rotated.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205505-rotated.jpg 496w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/20240103_205505-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><\/a>Iniziava contestualmente\u00a0<strong>la fase pionieristica e sperimentale delle trasmissioni televisive.\u00a0<\/strong>Il 10 settembre 1952, dalla\u00a0<strong>sede Rai di Milano,<\/strong>\u00a0veniva testato e avviato il\u00a0<strong>primo telegiornale<\/strong>\u00a0con la notizia trasmessa che riportava la\u00a0regata storica di Venezia. Il\u00a0<strong>26 gennaio 1952<\/strong>\u00a0il Governo firmava una\u00a0<strong>convenzione\u00a0<\/strong>con cui venne concessa alla Rai l\u2019<strong>esclusiva delle radioaudizioni circolari<\/strong>, della\u00a0<strong>televisione\u00a0<\/strong>e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-31792 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"183\" \/><\/a> della\u00a0<strong>filodiffusione\u00a0<\/strong>fino al 15 dicembre 1972. Contestualmente, tutte le azioni della societ\u00e0 passavano all\u2019<strong>IRI<\/strong>, ponendo la Rai sotto il<strong>\u00a0controllo indiretto del governo italiano.\u00a0<\/strong>Il 19 novembre si decide l\u2019istituzione del\u00a0<strong>canone televisivo<\/strong>\u00a0introdotto l\u2019anno successivo.\u00a0Pochi mesi dopo lo storico annuncio di Fulvia Colombo, il 10 aprile, la Radio Audizioni Italiane S.p.A. cambiava la\u00a0<strong>denominazione\u00a0<\/strong>sociale in <strong>RAI Radiotelevisione Italiana S.p.A<\/strong>. Nel 1957, con un\u00a0decennio di anticipo\u00a0rispetto alla tempistica inizialmente prevista,<strong>\u00a0tutto il territorio italiano<\/strong>\u00a0<strong>\u00e8 coperto<\/strong>\u00a0dal segnale televisivo. Il 3 febbraio la Rai inizia a trasmettere\u00a0<strong>messaggi pubblicitari<\/strong>\u00a0in TV con\u00a0<strong><em>Carosello<\/em><\/strong>, mentre il 19 dicembre a Roma si inaugura lo storico centro di produzione televisivo di\u00a0<strong>via Teulada 66<\/strong>. Sono gli anni in cui il servizio pubblico \u00e8\u00a0<strong>fondamentale\u00a0<\/strong>anche come<strong>\u00a0collante del paese,\u00a0<\/strong>il 25 novembre 1958 iniziano i corsi di\u00a0<strong>Telescuola<\/strong>, rivolti ai ragazzi impossibilitati a frequentare la scuola obbligatoria.<\/p>\n<p><strong>Tutto inizi\u00f2 con il canale unico, in bianco-nero,<\/strong> dalle 16 alle 17 i cartoni animati, poi la friggitoria -cos\u00ec dal suono, vale a dire nulla-, alle 20 il telegiornale, a seguire il Carosello per la pubblicit\u00e0, scenograficamente messo in piedi dall\u2019amico artista Luca Crippa di Seregno. E dopo il Carosello, noi bambini a letto e si proseguiva con un film, o quelle puntate de \u201cIl Mulino del Po&#8217;\u201d di Riccardo Bacchelli. Nel 1951 era nato Sanremo Festival. \u201cSignore e Signori, benvenuti al Casin\u00f2 di Sanremo per un&#8217;eccezionale serata organizzata dalla Rai, una serata della canzone con l&#8217;orchestra di Cinico Angelini\u201d. Con queste parole il\u00a029 gennaio 1951\u00a0si aperse il primo festival della canzone italiana a Sanremo, condotto da Nunzio Filogamo. Le prime due edizioni di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/06983dac04ea414b86db3bd77ec7a093.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31793 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/06983dac04ea414b86db3bd77ec7a093.jpg\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/06983dac04ea414b86db3bd77ec7a093.jpg 774w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/06983dac04ea414b86db3bd77ec7a093-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/06983dac04ea414b86db3bd77ec7a093-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/a> Sanremo Festival furono vinte da Nilla Pizzi, nel 1951 con \u201c<em>Grazie dei fior\u201d<\/em> e nel 1952\u00a0<em>con \u201cVola colomba<\/em><em>\u201d. <\/em>Di questa prima edizione non si conserva quasi traccia sui quotidiani dell\u2019epoca, che al massimo avevano liquidato la notizia con un piccolo trafiletto. I cantanti in gara furono solamente tre, che eseguirono tutte le venti canzoni selezionate. La televisione ancora non c\u2019\u00e8, a trasmettere l\u2019evento \u00e8 la radio ed \u00e8 proprio il pubblico radiofonico a decretarne il successo, con una grande partecipazione di ascolti.\u00a0<strong>Dal 1961\/62 lo \u201cscatolone\u201d fu inserito <\/strong><strong>in un involucro in<\/strong>\u00a0<em><strong>materiale<\/strong><\/em>\u00a0plastico dalle forme molto squadrate. <strong>Nel 1954 gli abbonati alla TV furono 24.000, mentre nel 1965 il numero si alz\u00f2 a 6 milioni.<\/strong> \u00a0La pubblicit\u00e0 televisiva cominci\u00f2 nel 1967, ed aveva uno spazio di soli 10 minuti, chiusa in un contenitore che si chiamava \u201cCarosello\u201d. <strong>Alla fine degli anni Cinquanta, con l&#8217;avvento della neonata televisione (allora in bianco e nero e con un solo canale), come non ricordare Mario Riva con lo spettacolo musicale Il Musichiere (primo\u00a0 quiz \u00a0musicale televisivo della storia della TV), trasmesso dal 7 dicembre 1957 fino al 7 maggio 1960 dalla Rai \u00a0con circa 90 puntate. <\/strong>Dal 1960 comincia un programma \u201cNon \u00e8 mai troppo tardi\u201d, un corso per insegnare a leggere e a scrivere agli adulti analfabeti, in Italia ancora numerosissimi. <strong>Si nota eccome il servizio pubblico, con l\u2019indimenticabile lezione del Maestro Alberto\u00a0 Manzi. E non mancavano le bonarie rampogne dell\u2019indimenticabile Padre Mariano. La gestione della RAI allora era politicamente tutta democristiana<\/strong>, cio\u00e8 del governo. Fino al 1960 nessun leader politico parl\u00f2 in Tv. In seguito ebbe inizio \u201cTribuna politica\u201d, un programma con i giornalisti che intervistano i politici. Hanno comunque successo programmi di intrattenimento <strong>come \u201cLascia o raddoppia\u201d e \u201cRischiatutto\u201d<\/strong> al gioved\u00ec, mentre al sabato sera vi era sempre presente un variet\u00e0. I Tg velinari, ma sobri e composti, certo non paragonabili ai Tg frufru ed evasivi (in tutti i sensi) di oggi. Eppoi va detto che erano gli anni della vera industria culturale, la prima e in tante zone la sola, l\u00e0 nelle estreme lontananze del Sud, dove andare a scuola o aprire salotti radical-chic non era nemmeno pensabile. Lo scoprii bene io quando dal basso Salento andavo a Roma. Ormai l\u2019Italia aveva voltato pagina, la tragedia bellica era <strong>definitivamente alle spalle\u00a0<\/strong>e il nuovo\u00a0<strong>miracolo economico\u00a0<\/strong>del paese completato.<\/p>\n<p><strong>Di quella TV che vi ho descritto, di quella Rai cosa sopravvive e cosa prosegue?\u00a0\u00a0 Ricordi e rimpianto, ve lo dico a cuore aperto.\u00a0 Il tempo ha trasformato tutto, \u00e8 cambiata la stagione italiana, anzi le stagioni italiane<\/strong>.\u00a0 E se quella Rai contribu\u00ec a fare l\u2019Italia, la Rai di oggi \u00e8 tutto e nulla, avvolta in una sottocultura che stringe una nazione allo stremo, sfibrata, malata. Il livello qualitativo si \u00e8 perso da un po&#8217;, nessuna originalit\u00e0, nessuna novit\u00e0, innovazione zero, fantasia zero, se non quella visibile corsa a far numero e a replicare la tv commerciale.\u00a0 <strong>E\u2019 il tempo degli \u201cAffari Tuoi\u201d la trasmissione dei pacchi su Rai 1, che non \u00e8 altro che un incitamento di stato al gioco d\u2019azzardo (vi \u00e8 stato ultimamente anche un corso di aggiornamento per i giornalisti italiani promosso dall&#8217;Ordine).<\/strong>\u00a0 Eppoi i noiosi Fiorello, Montalbano e company. L\u2019Informazione? Di parte e di partito. Ma questa \u00e8 un altro capitolo che non intendo iniziare, perch\u00e8 andrei fuori tema.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da qualche giorno la RAI ha compito settant\u2019anni. Sono pochi, sono molti?\u00a0 Dipende, certo oggi a osservarla in tutti i suoi meandri \u00a0e corpi esterni e interni mamma Rai\u00a0 gli anni non se li porta bene. Una Rai che da settant\u2019anni paghiamo noi, con le tasse, con il canone (il famoso libretto che mia madre Ada Damiani Franza gelosamente conservava per i tagliandi annuali), e dunque prima pagata con il libretto, oggi con la voce Rai unitamente alla luce domestica. 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