{"id":31996,"date":"2024-01-30T21:14:52","date_gmt":"2024-01-30T21:14:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=31996"},"modified":"2024-01-30T21:14:52","modified_gmt":"2024-01-30T21:14:52","slug":"presenze-femminili-nella-collezione-darte-della-banca-ditalia-sede-di-firenze-capolavori-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/01\/30\/presenze-femminili-nella-collezione-darte-della-banca-ditalia-sede-di-firenze-capolavori-della-modernita\/","title":{"rendered":"Presenze femminili nella Collezione d\u2019Arte  della Banca d\u2019Italia  sede di Firenze. Capolavori della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/mostra-2023verso-la-modernita-presenze-femminili-nella-collezione-darte-della-banca-ditalia-e1706646970950.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-31997\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/mostra-2023verso-la-modernita-presenze-femminili-nella-collezione-darte-della-banca-ditalia-e1706646970950.jpeg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" \/><\/a>Fino a domenica 10 marzo 2024, la Banca d\u2019Italia ospita negli ambienti di rappresentanza della Sede di Firenze la mostra \u201c<strong><em>Verso la modernit\u00e0. Presenze femminili nella collezione d\u2019arte della Banca d\u2019Italia<\/em><\/strong>\u201d. L\u2019iniziativa si propone di far conoscere al pubblico un importante nucleo di opere della Banca, aprendo alla collettivit\u00e0 le porte dello storico palazzo di Via dell\u2019Oriuolo. La mostra consolida ulteriormente il percorso di valorizzazione del patrimonio artistico intrapreso dalla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/ingresso-e1706647000110.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-31998 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/ingresso-e1706647000110.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"318\" \/><\/a> Banca, in una prospettiva di responsabilit\u00e0 sociale, nella consapevolezza del valore identitario delle testimonianze d\u2019arte, che rappresentano un volano straordinario per la crescita non solo culturale del Paese. L\u2019arte \u00e8 infatti un potente strumento di comunicazione, offre occasioni di incontro, di riflessione, di gioia.<\/p>\n<p>La mostra, curata da Ilaria Sgarbozza e Anna Villari, presenta una rassegna di lavori che parte dall\u2019epoca che segn\u00f2 l\u2019apertura al pubblico (1871) della nuova Sede della Banca Nazionale in via dell\u2019Oriuolo (dal 1893 Banca d\u2019Italia) per arrivare alla met\u00e0 del Novecento. Una rassegna che permetter\u00e0 sia di riflettere sul lungo percorso di emancipazione della donna nelle diverse dimensioni, civili, economiche, culturali e sociali, sia di interrogarsi e discutere sulle sfide ancora aperte. Un tema all\u2019attenzione della Banca d\u2019Italia, che contribuisce attivamente allo studio dei divari di genere nell\u2019attuale mondo del lavoro e delle professioni, a partire dai pi\u00f9 bassi tassi di partecipazione femminile e dai divari retributivi, indagandone le cause, le implicazioni sulle prospettive di crescita della nostra economia, i possibili rimedi in un contesto di progressi troppo lenti e parziali.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/OIP-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-31999\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/OIP-1.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"180\" \/><\/a>IL PROGETTO ESPOSITIVO E LE OPERE<\/strong>. Attingendo alla collezione della Banca d\u2019Italia, la mostra racconta uno spaccato del momento fondante della cultura italiana che, dopo decenni di lotte risorgimentali, combattute anche attraverso i linguaggi dell\u2019arte, della pittura, della musica, della poesia, vede la nascita del Regno d\u2019Italia, con capitale civile e culturale Firenze. Lo fa seguendo la trasformazione del ritratto femminile tra i primi anni \u201970 dell\u2019Ottocento e la met\u00e0 del Novecento: dalle novit\u00e0 realiste e di resa<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/145349-3_LEGA_MATERNIT_72dpi-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32000 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/145349-3_LEGA_MATERNIT_72dpi-1.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/145349-3_LEGA_MATERNIT_72dpi-1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/145349-3_LEGA_MATERNIT_72dpi-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a> psicologica della scuola di Giovanni Fattori, passando attraverso le ricerche formali e narrative di giovani artisti formatisi nel clima delle avanguardie, per arrivare ai linguaggi del ritorno all\u2019ordine, di nuove sensibilit\u00e0 espressive, di diversi classicismi.<\/p>\n<p>Ritratti di donne e opere di donne artiste, un\u2019affascinante serie di lavori che racconta come la donna, abbandonando progressivamente la dimensione domestica e familiare, abbia conquistato con determinazione uno spazio di libert\u00e0 ove affermare pienamente la propria statura intellettuale. Il titolo \u201cVerso la modernit\u00e0\u201d traccia una direttrice che non \u00e8 solo cronologica ma anche, e soprattutto, socio-culturale e di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Da modella, c\u00f2lta principalmente nella dimensione domestica e familiare, con qualche eco di rassicuranti mondi rurali, la donna emerge progressivamente come protagonista della societ\u00e0 borghese o aristocratica fin de si\u00e8cle, fino a definire un proprio spazio di libert\u00e0, consapevole del proprio potere seduttivo ma anche del proprio, nuovo, ruolo sociale e intellettuale. <strong>Nel percorso si propone anche un focus su cinque artiste, le cui opere e le cui biografie \u2013 in tre casi strettamente legate a Firenze \u2013 delineano bene il modello femminile dell\u2019artista professionista, che solo nel Novecento pu\u00f2 esprimersi pienamente. Si tratta delle opere di Marisa Mori, fiorentina, allieva di Felice Casorati e a Firenze frequentatrice della cerchia futurista; di Nella Marchesini, anche lei prediletta di Casorati, frequentatrice a Torino di Piero Gobetti, amica di Natalino Sapegno, Carlo Levi, Federico Chabod, illustratrice apprezzata e presente a Biennali e Quadriennali; di Maryla Lednicka-Szczytt, scultrice polacca in Italia negli anni \u201920, tra Firenze e Milano, vicina al gruppo Novecento di Margherita Sarfatti e protetta da Giuseppe Toeplitz, esponente del mondo bancario italiano e internazionale; di Pasquarosa Bertoletti Marcelli, che giunta a Roma appena sedicenne da Anticoli Corrado, diventa pittrice ed espone con successo alle mostre della<\/strong> <strong>Secessione, alle Biennali e Quadriennali, conquistando un ruolo di rilievo; di Leonetta Cecchi Pieraccini, allieva di Fattori, moglie di Emilio Cecchi, sorella di Gaetano Pieraccini, primo sindaco di Firenze dopo la Liberazione, al centro di un vitalissimo mondo intellettuale e artistico, che osserva con sensibilit\u00e0 e attenzione e restituisce tramite l\u2019esercizio della pittura e della scrittura.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/707-scorcio-di-donna-o-donna-dormiente.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32001\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/707-scorcio-di-donna-o-donna-dormiente.jpeg\" alt=\"\" width=\"544\" height=\"643\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/707-scorcio-di-donna-o-donna-dormiente.jpeg 914w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/707-scorcio-di-donna-o-donna-dormiente-254x300.jpeg 254w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/707-scorcio-di-donna-o-donna-dormiente-867x1024.jpeg 867w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/01\/707-scorcio-di-donna-o-donna-dormiente-768x907.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 544px) 100vw, 544px\" \/><\/a>All\u2019inizio del percorso espositivo, come omaggio a Firenze e alla donna che pi\u00f9 di ogni altra ne rappresenta le radici culturali, si \u00e8 scelto di esporre alcune edizioni pregiate della Divina Commedia, aperte su tavole raffiguranti Beatrice: figura s\u00ec \u201cgentile\u201d e pietosa, ma anche illuminata dalla sapienza e dalla saggezza. E\u2019 inoltre esposto un dipinto del fiorentino Raffaello Sorbi, datato 1863, in cui Beatrice, da musa e comprimaria, conquista un\u2019esemplare centralit\u00e0 visiva e narrativa.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PALAZZO.<\/strong>\u00a0La mostra offre anche l\u2019occasione per visitare gli ambienti della Sede di Firenze della Banca d\u2019Italia normalmente chiusi al pubblico. Attraverso il nobile atrio Donatello, salendo l\u2019elegante rampa della scala elicoidale, \u00e8 possibile ammirare gli ambienti di rappresentanza del palazzo, i saloni ornati di stucchi, le volte dipinte, gli arredi coevi.\u00a0L\u2019edificio \u00e8 esso stesso testimonianza di quel periodo centrale nella storia di Firenze, e dunque dell\u2019Italia, in cui si \u00e8 definito il concetto di nazione in senso moderno. Edificato in stile neorinascimentale su progetto di Antonio Cipolla tra il 1865 e il 1869 (periodo in cui Firenze fu capitale d&#8217;Italia), il palazzo \u00e8 emblematico del nuovo \u201cstile italiano\u201d, sintesi culturale della nascente unit\u00e0 nazionale. Nel ricco apparato decorativo degli interni \u00e8 possibile cogliere richiami ai valori dell\u2019unificazione.<\/p>\n<p><strong>ARTISTI ED OPERE IN MOSTRA<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Lednicka-Szczytt Maryla, <em>L&#8217;angelo nero<\/em>, 1921, legno nero ebanizzato, cm. 100x75x48<\/li>\n<li>Giovanni Fattori, <em>Profilo di donna<\/em>, seconda met\u00e0 del XIX sec., cm. 41&#215;26<\/li>\n<li>Francesco Paolo Michetti, <em>Bimba al sole<\/em>, 1870, olio su tela, cm. 46&#215;34<\/li>\n<li>\u00a0Silvestro Lega, <em>Maternit\u00e0<\/em>, 1881-82, olio su tela, cm. 88&#215;52<\/li>\n<li>\u00a0Antonio Mancini, <em>Felicit\u00e0,<\/em>1900-1910, olio su cartone telato, cm. 76,5&#215;55,5<\/li>\n<li>Giuseppe De Nittis, <em>Il mazzo di giunchiglie,<\/em>1880 circa, acquerello su cartoncino, cm 25&#215;32<\/li>\n<li>Giacomo Grosso, <em>Sulla terrazza<\/em>, 1891, olio su tavola, cm. 38&#215;50<\/li>\n<li>Pompeo Mariani, <em>Figura femminile seduta<\/em>&#8211;\u00a0<em>Luisa Bianchi,<\/em>1894 olio su tela, cm 35&#215;54<\/li>\n<li>Vincenzo Irolli, <em>Ritratto della Baronessa Chiarand\u00e0<\/em>, 1890, olio su tela, cm. 72&#215;40<\/li>\n<li>Paolo Troubetzkoy, <em>Amazzone,<\/em>1905 circa, bronzo patinato, cm 47&#215;4<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"11\">\n<li>Oscar Ghiglia,\u00a0<em>Ritratto di signora<\/em>, 1906, olio su tela cm. 40&#215;30<\/li>\n<li>Ardengo Soffici, <em>L\u2019acquaiola,<\/em>1925, olio su tela, cm 192&#215;9313.<\/li>\n<li>Carlo Socrate, <em>Ritratto di ragazza con mandolino,<\/em>1922, olio su tela, cm. 107&#215;6<\/li>\n<li>Luciano Ricchetti,\u00a0<em>Le due mammine<\/em>, prima met\u00e0 del XX sec. (1940?), olio su tela, cm 200&#215;16<\/li>\n<li>Mario Mafai,\u00a0<em>Ritratto di Lina<\/em>, 1930, olio su tavola, cm. 38&#215;29<\/li>\n<li>. Carlo Levi, <em>Ritratto di donna con gli occhi chiusi<\/em>, 1937, cm 45 x 30<\/li>\n<li>Alberto Magnelli, <em>Etude femme accoude\u00e9<\/em>, 1924-28, olio su tela, cm. 60&#215;51<\/li>\n<li>Marcello Dudovich, <em>Signora con levriero sulla spiaggia<\/em>, 1930 circa, tempera su carta, cm 48&#215;36<\/li>\n<li>Virgilio Guidi, <em>Donna seduta<\/em>, 1937, cm 53&#215;45<\/li>\n<li>Massimo Campigli, <em>Due donne,<\/em>1929, olio su tela, cm. 55&#215;48<\/li>\n<li>Pasquarosa Bertoletti Marcelli,\u00a0<em>Vaso di fiori<\/em>, 1927, olio su tavola, cm. 46,5&#215;38<\/li>\n<li>Leonetta Pieraccini Cecchi, <em>Fiori<\/em>, 1920-24, olio su cartone, cm. 44,5&#215;35<\/li>\n<li>Leonetta Pieraccini Cecchi, <em>Ragazza che cuce<\/em>, 1927, olio su tavola, cm. 50&#215;38<\/li>\n<li>Nella Marchesini, <em>Donna che dorme<\/em>, 1920 circa, olio su tavola, cm. 49&#215;59<\/li>\n<li>Marisa Mori, <em>Studio di nudo,<\/em>1928, olio su tela, cm. 36&#215;26<\/li>\n<li>Felice Casorati, <em>Clelia<\/em>, 1937, olio su tela, cm 110 x 63<\/li>\n<li>Felice Casorati, <em>Studio per &#8220;Daphne a Pavarolo<\/em>, cm 41&#215;31,8<\/li>\n<li>28. Orfeo Tamburi, <em>La Cecchina<\/em>, 1943, olio su tavola, cm 51&#215;42<\/li>\n<li>Ettore Tito, <em>Giochi in riva al lago<\/em>, 1910, olio su cartone, cm 49 x 71<\/li>\n<li>Lucio Fontana, <em>Ritratto femminile<\/em>, 1956, ceramica riflessata e oro, h cm 29<\/li>\n<li>Raffaello Sorbi, <em>Dante che incontra Beatrice<\/em>, 1863, olio su tela, cm 98,5&#215;76<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sono inoltre in mostra:<\/p>\n<p>&#8211; La Comedia di Danthe Aligieri poeta diuino, con l\u2019espositione di Christophoro Landino (1529)<\/p>\n<p>&#8211; La Comedia di Dante Aligieri con la noua espositione di Alessandro Vellutello (1544)<\/p>\n<p>&#8211; La Commedia di Dante Aligieri commentata da Ugo Foscolo\u00a0(1842-1843)<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fino a domenica 10 marzo 2024, la Banca d\u2019Italia ospita negli ambienti di rappresentanza della Sede di Firenze la mostra \u201cVerso la modernit\u00e0. Presenze femminili nella collezione d\u2019arte della Banca d\u2019Italia\u201d. L\u2019iniziativa si propone di far conoscere al pubblico un importante nucleo di opere della Banca, aprendo alla collettivit\u00e0 le porte dello storico palazzo di Via dell\u2019Oriuolo. La mostra consolida ulteriormente il percorso di valorizzazione del patrimonio artistico intrapreso dalla Banca, in una prospettiva di responsabilit\u00e0 sociale, nella consapevolezza del valore identitario delle testimonianze d\u2019arte, che rappresentano un volano straordinario per la crescita non solo culturale del Paese. 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