{"id":32048,"date":"2024-02-04T19:17:20","date_gmt":"2024-02-04T19:17:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32048"},"modified":"2024-02-04T19:17:20","modified_gmt":"2024-02-04T19:17:20","slug":"emil-m-cioran-con-finestra-sul-nulla-pubblicato-da-adelphi-preziosi-frammenti-di-vita-morte-e-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/02\/04\/emil-m-cioran-con-finestra-sul-nulla-pubblicato-da-adelphi-preziosi-frammenti-di-vita-morte-e-solitudine\/","title":{"rendered":"Emil M. Cioran con \u201cFinestra sul nulla\u201d pubblicato da Adelphi. Preziosi frammenti di vita, morte e solitudine."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Cioran.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32049\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Cioran.jpg\" alt=\"\" width=\"565\" height=\"945\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Cioran.jpg 1200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Cioran-179x300.jpg 179w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Cioran-612x1024.jpg 612w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Cioran-768x1286.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Cioran-917x1536.jpg 917w\" sizes=\"(max-width: 565px) 100vw, 565px\" \/><\/a>Un giorno di primavera del 1990\u00a0<strong>E.M. Cioran<\/strong>, gi\u00e0 diventato \u201cil vate del vuoto interiore\u201d (come lui stesso ebbe a definirsi) usc\u00ec dalla sede parigina di Gallimard. Dal 1949 in poi l&#8217;editore francese aveva pubblicato un suo libro pi\u00f9 o meno ogni quattro anni, i primi solo a bassa tiratura. All&#8217;epoca, invece, si era trasformato in un bestsellerista, da fare impallidire -quanto a nichilismo-\u00a0<strong>Nietzsche<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Leopardi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il 20 giugno 1995 moriva Emil Cioran, filosofo,<\/strong> non molto distante dai Giardini del Lussemburgo dove amava tanto passeggiare, forse troppo lontano da quel paradiso terrestre che era stata in giovent\u00f9 la Romania, \u201cisolata da tutto e circondata da schiavi\u201d; <strong>scrittore e soprattutto uomo profondamente controverso, la sua voce ha attraversato il Novecento parlando direttamente al cuore e alla mente dei suoi lettori.<\/strong> Amava definirsi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/183646527-2c3831e8-44e3-4286-b0df-df1ee4ccb6d1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32050 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/183646527-2c3831e8-44e3-4286-b0df-df1ee4ccb6d1.jpg\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/183646527-2c3831e8-44e3-4286-b0df-df1ee4ccb6d1.jpg 735w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/183646527-2c3831e8-44e3-4286-b0df-df1ee4ccb6d1-300x170.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><\/a> \u201cfratello\u201d di Leopardi, profondamente convinto dell\u2019inconvenienza dell\u2019essere nato.<\/p>\n<p>Nel corso di una lunga crisi interiore, Emil M. Cioran vaga nell\u2019anonimato dei boulevard di Parigi e in piccole provvisorie camere d\u2019albergo, abbozzando quattro opere senza pubblicarne nemmeno una. <strong>Quel manoscritto esce ora da Adelphi col titolo di \u201cFinestra sul nulla\u201d<\/strong> <strong>(<\/strong>Emil M. Cioran, Finestra sul nulla, Saggi, Adelphi, pp.\u00a0227, <strong>Euro <\/strong>14,00)<strong>.<\/strong> Ogni definizione che vi \u00e8 raccolta racconta di una depressione evidente: \u201cHo preso sul serio la morte. L\u2019ho preceduta\u201d, la felicit\u00e0 \u00e8 un \u201cpane volgare\u201d, \u201cMossa a piet\u00e0 dalle Tenebre, la Luce vi \u00e8 discesa per salvarle ma ha finito per esserne sconfitta\u201d, \u201cGli uomini si assomigliano gli uni agli altri peggio delle croci di un cimitero militare\u201d, \u201cuna purezza ostile alla collettivit\u00e0 [\u2026] alla massa e alla melma stupida\u201d, \u201chai vissuto troppo in mezzo ai tuoi simili perch\u00e9 il loro fiato impuro non ti insudiciasse\u201d. <strong>Una raccolta di aforismi ci conferma Cioran quale filosofo dell\u2019assurdo. Ci restituisce il suo irriducibile approccio depressivo, il senso dell\u2019inanit\u00e0 del tutto, al quale nemmeno la scienza o la medicina possono opporsi. Al pensatore rumeno \u00e8 negato anche il sollievo del riposo.<\/strong><\/p>\n<p>All&#8217;autore \u00e8 negato anche il sollievo del riposo: \u201cLa natura ci ha donato il sonno, incoscienza reversibile, per guarirci dal male che lo stato di veglia infligge\u201d, poich\u00e8 soffre di insonnia. Resta, per fortuna, la musica, \u201csolo lei [\u2026] mi consola di essere mai stato\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>Finestra sul nulla<\/em><\/strong><strong>\u00a0(Adelphi 2022) di<\/strong>\u00a0<strong>Emil Cioran<\/strong>\u00a0raccoglie una serie di appunti e aforismi del filosofo franco-romeno scritti tra il 1943 e il 1945, ritrovati presso la Biblioth\u00e8que litt\u00e9raire Jacques Doucet di Parigi; furono composti durante i primi anni dell\u2019esperienza francese di Cioran, spaesato e desideroso di scrivere infinitamente nel suo esilio volontario. L\u2019opera presenta diversi frammenti composti in un periodo intenso per la vita dell\u2019autore. Cioran amava definirsi \u201cfratello d\u2019elezione\u201d di Giacomo Leopardi, e sopra ogni cosa risolutamente \u201canti-Sartre\u201d, quello che sembrerebbe solo un esistenzialismo intriso di cupo \u00a0e nero pessimismo \u00e8 infatti in realt\u00e0 un pensiero molto pi\u00f9 arduo, una filosofia\u00a0 fuor dal comune, quasi stoica. Ironia e paradosso accompagnano le pagine di opere come \u201cConfessioni e anatemi\u201d o \u201cLa tentazione di esistere\u201d, in cui la vita \u00e8 appunto talvolta una tentazione altre una condanna: \u201cMi piacerebbe essere libero, perdutamente libero. Libero come un nato morto\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/th.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32051\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/th.jpg\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/th.jpg 472w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/th-300x178.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><\/a>Cioran analizza e scrive dei temi cruciali della vita, vale a dire dell\u2019amore, della paura, della rabbia, del timore. Pessimista conscio, pensante, ossessivo, Emil Cioran analizza pulsioni e drammi dell\u2019uomo; l\u2019uomo soffre e il dolore \u00e8 il primo dei sei macro-temi della raccolta. \u201cLa gelosia \u00e8 il desiderio di soffrire ad ogni costo\u201d. \u201cTutto \u00e8 reversibile, tranne il dolore\u201d. \u201cChi non prova un\u2019immensa piet\u00e0 di s\u00e8 stesso non pu\u00f2 odiare gli uomini\u201d. \u201cQuanto alla sofferenza: si \u00e8 obbligati a riflettervi sinch\u00e9 non \u00e8 finita\u201d. \u201cLa felicit\u00e0 conduce alla noia; l\u2019infelicit\u00e0 mai. Non c\u2019\u00e8 alcuna saziet\u00e0 nel dolore; quanto al piacere, si svuota\u201d. \u201cI piaceri esauriscono i nostri sensi; i dolori il nostro essere\u201d. L\u2019essere comporta la vita, da mettere in contrasto con la morte. \u201cLa paura del ridicolo interrompe l\u2019inno alla vita\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E ancora: \u201cGli altri hanno sacrificato la loro vita per niente; l\u2019Importante nessuno l\u2019ha scoperto, nessuno vi si \u00e8 dedicato. Intorno a me osservo destini sostituibili; niente di decisivo n\u00e9 di irrevocabile\u201d, \u201cQuando stringo la mano a qualcun altro rinuncio all\u2019Assoluto\u201d, \u201cA furia di volerci sempre superare finiamo fatalmente per raggiungere i limiti della nostra resistenza. La volont\u00e0 polverizza la vita; la pigrizia la conserva\u201d, \u201cNoi viviamo solo grazie e ci\u00f2 che ignoriamo\u201d, \u201cPreferisco un\u2019anima vuota ma piena di dubbi a una grande anima che non si basi su una mente divorata da interrogativi\u201d, \u201cOgni individuo ha per tomba il senso che egli ha dato alla vita\u201d. \u201cOgni desiderio eccede la vita: ecco l\u2019inconveniente dell\u2019essere umano\u201d, \u201cCon la prima goccia che \u00e8 stillata nel cuore, vi si \u00e8 insediata anche la morte\u201d, \u201cNelle nostre ossa il futuro ha preparato la sua tomba\u201d. <strong>La morte \u00e8 un pensiero dominante per Cioran. <\/strong><\/p>\n<p>Durante il vivere, ovvero tra vita e morte, c\u2019\u00e8 solitudine, \u201cAvere una\u00a0<em>vocazione<\/em>\u00a0significa poter restare soli con se stessi\u201d, \u201cChi ha letto nello sguardo e nei gesti degli uomini non ha da trarne che una lezione: l\u2019impietrimento del cuore; e un solo ideale da proporre: la solitudine\u201d; \u201cLa solitudine \u00e8 all\u2019origine di tutti gli\u00a0<em>eventi<\/em>\u201d, \u201c\u00c8 il\u00a0<em>circo<\/em>\u00a0della solitudine di cui ha bisogno la purificazione interiore\u201d. <strong>La solitudine \u00e8 l\u2019assurdo, l\u2019incomprensibile, il non vivere, il dolore, quella morte che Cesare Pavese motivava con \u201cla morte si sconta vivendo\u201d.<\/strong> Da filosofo errante scrive frammenti senza senso, assurdi, \u201cLe idee, le cose o le persone mi attraggono solo per il loro grado di impossibilit\u00e0\u201d, \u201cGli unici momenti propizi sono quelli che ci rigettano fuori dal tempo\u201d, \u201cIl formicaio umano va rimpinzato e lasciato gemere di saziet\u00e0 in un impero dell\u2019ingozzamento\u201d, \u201cColoro che non avvertono il bisogno di tormento non scopriranno mai il vizio\u201d.<\/p>\n<p>Per Cioran l\u2019assurdo scaturisce dal vivere, <strong>la tematica<\/strong> <strong>dell\u2019esistenzialismo \u00e8 l\u2019ultimo elemento del libro. <\/strong>\u201cDopo ogni incontro con qualcuno altro, uomo o donna, saggio o cretino, le domande sono sempre le stesse: perch\u00e9 non si uccide? Come fa a non contemplare il suicidio? Com\u2019\u00e8 possibile che ignori a che punto egli sia inutile?\u201d, \u201cCos\u00ec spesso mi sono immaginato di non esistere, che \u00e8 sorprendete che io esista ancora\u201d, \u201cTutto ci\u00f2 che smussa le spine dello spirito ci aiuta a vivere\u201d, \u201cL\u2019immaginazione ha generato gli angeli; la realt\u00e0, i carnefici\u201d, \u201cChi ignora la decadenza non fa parte integrante dell\u2019umanit\u00e0. Il fallimento attesta la veridicit\u00e0 della nostra appartenenza alla sorte e alle faccende umane\u201d. \u201cVi sono sguardi che, intravedendo le cose, ci riconducono all\u2019origine di tutti gli atti\u201d, \u201cNoi siamo malati, e alla ricerca di un possente rimedio; ci struggiamo intorno a una promessa impossibile\u201d.<\/p>\n<p>La lettura di questo libro mi ha fatto scoprire un Cioran ateo credente dell\u2019essere che \u00e8 il nulla. <strong>La lettura di questo libro mi ha dato maggiore consapevolezza dell\u2019essere uomo.<\/strong> Dentro questi aforismi, nascosto, ma c\u2019\u00e8, <strong>un inno alla vita che passa attraverso la morte.<\/strong> \u00a0E infine, la preziosit\u00e0 e la bellezza di queste pagine filtra nella forza ancestrale delle parole non di un filosofo, ma di un uomo; che ha trovato nella scrittura e nella filosofia una terapia del dolore alle sue notti insonni che lo hanno anche visto tentare il suicidio, immobile nel suo tempo infinito, pieno di attese inutili, rese ancor pi\u00f9 agghiaccianti dal ticchettio dell\u2019orologio.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un giorno di primavera del 1990\u00a0E.M. Cioran, gi\u00e0 diventato \u201cil vate del vuoto interiore\u201d (come lui stesso ebbe a definirsi) usc\u00ec dalla sede parigina di Gallimard. Dal 1949 in poi l&#8217;editore francese aveva pubblicato un suo libro pi\u00f9 o meno ogni quattro anni, i primi solo a bassa tiratura. All&#8217;epoca, invece, si era trasformato in un bestsellerista, da fare impallidire -quanto a nichilismo-\u00a0Nietzsche\u00a0e\u00a0Leopardi. Il 20 giugno 1995 moriva Emil Cioran, filosofo, non molto distante dai Giardini del Lussemburgo dove amava tanto passeggiare, forse troppo lontano da quel paradiso terrestre che era stata in giovent\u00f9 la Romania, \u201cisolata da tutto e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/02\/04\/emil-m-cioran-con-finestra-sul-nulla-pubblicato-da-adelphi-preziosi-frammenti-di-vita-morte-e-solitudine\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,41640,87,17030,26,47,80448,28369,41632,44754],"tags":[532000,16584,532001,531999,17491,355195,41636],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32048"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32048"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32056,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32048\/revisions\/32056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}