{"id":32058,"date":"2024-02-05T20:11:17","date_gmt":"2024-02-05T20:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32058"},"modified":"2024-02-05T20:11:17","modified_gmt":"2024-02-05T20:11:17","slug":"albert-anker-e-il-tema-dellinfanzia-in-mostra-alla-fondation-pierre-gianadda-di-martigny-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/02\/05\/albert-anker-e-il-tema-dellinfanzia-in-mostra-alla-fondation-pierre-gianadda-di-martigny-svizzera\/","title":{"rendered":"Albert Anker e il tema dell\u2019infanzia in mostra alla Fondation Pierre Gianadda di Martigny-Svizzera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Affiche-Anker-et-lenfance-FPG-2024-e1707163425497.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32059\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Affiche-Anker-et-lenfance-FPG-2024-e1707163425497.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"603\" \/><\/a>Vent\u2019anni fa la Fondation Pierre Gianadda present\u00f2 la prima retrospettiva di Albert Anker in Svizzera dopo quella organizzata a Neuch\u00e2tel nel 1910, subito dopo la sua morte. <strong>In questa nuova mostra, visitabile fino al 30 giugno 2024 mette al centro la produzione artistica avente a tema l\u2019infanzia; argomento ampiamente frequentato dall\u2019artista sicuramente segnato dalla perdita in tenera et\u00e0 di due dei suoi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32060 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v3.jpg\" alt=\"\" width=\"541\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v3.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v3-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><\/a> sei figli.<\/strong><\/p>\n<p>Per la selezione delle opere Matthias Frehner, curatore dell\u2019esposizione con Regula Berger, ha coinvolto i principali musei svizzeri, ma anche prestigiose collezioni da cui arrivano a Martigny i dipinti pi\u00f9 significativi dell\u2019attivit\u00e0 artistica di Anker, cui si aggiungono importanti lavori su carta che permettono di seguire la genesi di molti suoi dipinti.<\/p>\n<p>Attraverso le opere di Anker, si percepisce come l\u2019artista fosse appassionato della Svizzera, di cui rappresenta luoghi e personaggi come espressione di un paese idilliaco, lontano dalle bassezze del mondo, che ha fiducia nel futuro. Descrive cos\u00ec una Svizzera con bambini disciplinati, vecchi malinconici, artigiani laboriosi, partecipi di un\u2019attivit\u00e0 ordinata.<\/p>\n<p><strong>La mostra si sviluppa per sezioni secondo un piano particolarmente efficace<\/strong> predisposto dai curatori: si parte da una incursione narrativa di Anker riguardante la storia della Svizzera in particolare come luogo di passaggio e\/o di accoglienza di esuli provenienti dalla Francia (nel passato come nel tempo a lui contemporaneo) per poi concentrarsi sul tema proprio dell\u2019esposizione che privilegia la rappresentazione dei bambini nelle varie situazioni della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Ecco allora dapprima <strong><em>Enfants dans la nature<\/em><\/strong> (Bambini nella natura) in cui l\u2019attenzione \u00e8 rivolta al mondo della campagna bernese dove i<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32062 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v6.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v6.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v6-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><\/a> bambini sono coinvolti nel lavoro contadino (siamo negli ultimi decenni dell\u2019Ottocento) e costituiscono un aiuto per i genitori nell\u2019attivit\u00e0 lavorativa in fattoria, in casa o nei campi. \u00a0Poi <strong>L\u2019enfant mort <\/strong>(Il bambino morto) che affronta il dramma della mortalit\u00e0 infantile, che colp\u00ec anche l\u2019artista nel 1869 con la scomparsa del figlio di due anni Rudolf a causa della difterite. Questo evento drammatico \u00e8 all\u2019origine non solo del dipinto che rappresenta il figlio sul letto di morte, vestito di bianco su un lenzuolo immacolato con un mazzolino di fiori tra le mani giunte, ma anche della sua dedizione alla ritrattistica del mondo dell\u2019infanzia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32061\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v4.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v4.jpg 403w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v4-202x300.jpg 202w\" sizes=\"(max-width: 403px) 100vw, 403px\" \/><\/a>In <strong><em>Garde des enfants \u00e0 la maison &#8211; Les tout-petits chez les grands-parents <\/em><\/strong>(Cura dei bambini in casa \u2013 I bimbi a casa dei nonni) racconta la custodia dei pi\u00f9 piccoli affidata agli anziani della famiglia, mentre le madri sono impegnate con gli uomini nei campi. I momenti di tenerezza &#8211; sorprendente il nonno che sorveglia il neonato &#8211; sono inquadrati in ambienti umili ma decorosi e con la giusta luce viene dato valore anche agli indumenti poveri che costituiscono il vestiario dei piccoli come dei vecchi.<\/p>\n<p>Di grande impatto, poi, il rapporto che esiste tra <strong><em>Fr\u00e8res et soeurs <\/em><\/strong>(Fratelli e sorelle) in cui i pi\u00f9 grandi prestano attenzione ai pi\u00f9 piccoli e l\u2019artista li guarda e li rappresenta mentre dormono, leggono o si divertono giocando con bambole, macchinine, domino, sonagli, fischietti o gatti.<\/p>\n<p>Infine ecco <strong><em>Enfants dans la communaut\u00e9 <\/em><\/strong>(Bambini nella comunit\u00e0) dove i piccoli partecipano gioiosi agli eventi tradizionali della comunit\u00e0, dalle vendemmie alle feste paesane, in cui Anker, ispirandosi alla pittura olandese del XVII secolo, pu\u00f2 illustrare interessanti scene di genere.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker-e-l-infanzia-L-Ecole-en-promenade_Albert-Anker.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32063 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker-e-l-infanzia-L-Ecole-en-promenade_Albert-Anker.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker-e-l-infanzia-L-Ecole-en-promenade_Albert-Anker.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker-e-l-infanzia-L-Ecole-en-promenade_Albert-Anker-300x176.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker-e-l-infanzia-L-Ecole-en-promenade_Albert-Anker-768x449.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La sezione conclusiva della mostra &#8211; <strong><em>Apprendre et jouer <\/em><\/strong>(Imparare e giocare) &#8211; documenta l\u2019ampia considerazione riservata all\u2019attivit\u00e0 scolastica sia all\u2019interno che all\u2019esterno delle aule (<em>L\u2019Ecole en promenade, <\/em>1872, <em>La le\u00e7on de gymnastique, <\/em>1879) e fa riferimento alla Costituzione federale svizzera del 1874 che impone a tutti i cantoni di rendere la scuola primaria obbligatoria e laica e all\u2019incarico dell\u2019artista come segretario della Commissione scolare locale.<\/p>\n<p>L\u2019interessante raccolta di opere in mostra \u00e8 esemplare della produzione di Albert Anker, una produzione che fu particolarmente apprezzata e che ha fatto dell\u2019artista uno dei principali esponenti dell\u2019arte svizzera della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32064\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v2.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v2.jpg 466w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Anker_FPG_2024v2-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a>ALBERT ANKER. <\/strong>Nato ad Anet nel Canton Berna nel 1831, ultimo di tre figli, Albert Anker dall&#8217;et\u00e0 di cinque anni vive a Neuch\u00e2tel dove il padre Samuel lavora come veterinario cantonale. Molto presto dimostra un talento eccezionale per il disegno, frequentando, durante il suo periodo al college, lezioni private con Louis Wallinger. Nel 1847 perde il fratello Friedrich e la madre Marianne Gatschet. Prosegue poi gli studi a Berna, ospite di uno zio veterinario, e consegue la maturit\u00e0 nel 1851. Intraprende poi gli studi di teologia all&#8217;Universit\u00e0 di Berna, poi a quella di Halle in Germania, per tornare a Berna nel 1854 dove ottiene finalmente il consenso del padre per abbandonare gli studi di teologia e dedicarsi alla pittura. Si trasferisce allora a Parigi e frequenta i corsi del pittore Charles Gleyre. Nel 1855 si iscrive all\u2019\u00c9cole imp\u00e9riale et sp\u00e9ciale des Beaux-Arts che frequenta verosimilmente fino al 1860. Riceve un modesto aiuto dal padre e si mantiene tenendo dei corsi di disegno. In questi anni di formazione ottiene varie medaglie di terza e seconda classe. Nel 1859 partecipa per la prima volta al Salon de Paris e vi esporr\u00e0 fino al 1885, ottenendo una medaglia d\u2019oro nel 1866. Nell\u2019autunno 1861 viaggia attraverso l\u2019Italia dove copia le opere dei maestri antichi. Sposa Anna Ruefli nel 1864 da cui avr\u00e0 6 figli. Dopo i suoi debutti a Parigi trascorre estate e inverno nel suo paese natale dove fin dal 1859 ha installato un proprio atelier. Ottiene un rilevante successo sia a Parigi che ad Anet. E a partire dal 1870 si impegna a favore della costruzione del Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Berna. Nella sua cittadina diviene membro della Commissione scolastica e del Consiglio Parrocchiale. Intanto compie viaggi in Svizzera, Belgio, Italia e Germania. Impegnato nella vita politica, sociale e artistica del suo cantone e del suo paese, saggio psicologo, si muove nell\u2019ambito di una \u201cdemocrazia dialogante\u201d. Deputato al Gran Consiglio, membro della Commissione federale delle Belle Arti e della Fondation Gottfried-Keller, riceve dall\u2019Universit\u00e0 di Berna una laurea honoris causa. Alla fine di settembre del 1901 un colpo apoplettico paralizza temporaneamente la sua mano destra. Di conseguenza riuscir\u00e0 a eseguire solo due dipinti con la mano sinistra. Si rifar\u00e0, per\u00f2, realizzando ogni anno un centinaio di acquerelli. Anker, pittore dell\u2019armonia, si spegne ad Anet il 16 luglio 1910 e il Mus\u00e9e d\u2019art et d\u2019histoire di Neuch\u00e2tel gli rende omaggio con una retrospettiva nell\u2019autunno dello stesso anno.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vent\u2019anni fa la Fondation Pierre Gianadda present\u00f2 la prima retrospettiva di Albert Anker in Svizzera dopo quella organizzata a Neuch\u00e2tel nel 1910, subito dopo la sua morte. In questa nuova mostra, visitabile fino al 30 giugno 2024 mette al centro la produzione artistica avente a tema l\u2019infanzia; argomento ampiamente frequentato dall\u2019artista sicuramente segnato dalla perdita in tenera et\u00e0 di due dei suoi sei figli. Per la selezione delle opere Matthias Frehner, curatore dell\u2019esposizione con Regula Berger, ha coinvolto i principali musei svizzeri, ma anche prestigiose collezioni da cui arrivano a Martigny i dipinti pi\u00f9 significativi dell\u2019attivit\u00e0 artistica di Anker, cui [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/02\/05\/albert-anker-e-il-tema-dellinfanzia-in-mostra-alla-fondation-pierre-gianadda-di-martigny-svizzera\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,10357,53794,28386,44441,87,35351,17505,35188,28369,4625],"tags":[532003,386457,532002,386456,355195,532004],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32058"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32058"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32067,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32058\/revisions\/32067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}