{"id":32191,"date":"2024-02-17T18:12:29","date_gmt":"2024-02-17T18:12:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32191"},"modified":"2024-02-17T18:12:29","modified_gmt":"2024-02-17T18:12:29","slug":"mario-schifano-e-il-suo-percorso-fotografico-e-pittorico-da-abc-arte-a-milano-e-a-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/02\/17\/mario-schifano-e-il-suo-percorso-fotografico-e-pittorico-da-abc-arte-a-milano-e-a-genova\/","title":{"rendered":"Mario Schifano e il suo percorso fotografico e pittorico da ABC-ARTE a Milano e a Genova."},"content":{"rendered":"<p><em><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Locandina-Milano-Schifano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32192\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Locandina-Milano-Schifano.jpg\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"712\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Locandina-Milano-Schifano.jpg 879w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Locandina-Milano-Schifano-240x300.jpg 240w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Locandina-Milano-Schifano-818x1024.jpg 818w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Locandina-Milano-Schifano-768x961.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 569px) 100vw, 569px\" \/><\/a>Mario Schifano. \u00a0Correre rapinoso attraverso le cose del mondo&#8221;\u00a0<\/strong><\/em>a cura di Alberto Salvadori. Con questa mostra\u00a0<strong>ABC-ARTE<\/strong>\u00a0celebra uno dei piu\u0300 importanti artisti italiani,\u00a0<strong>Mario Schifano<\/strong>, attraverso un approfondito ed esaustivo\u00a0<strong>percorso fotografico e pittorico<\/strong>. Tramite un nucleo di<strong>\u00a093 fotografie originali e 29 monocromi,<\/strong>\u00a0la mostra allestita da ABC-ARTE nella sede storica di\u00a0<strong>Genova<\/strong>\u00a0con appendice autonoma nella sede di\u00a0<strong>Milano,<\/strong>\u00a0ABC-ARTE ONE OF,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-schifano-ritratto-anni-60.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-32196 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-schifano-ritratto-anni-60.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-schifano-ritratto-anni-60.jpg 470w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-schifano-ritratto-anni-60-300x213.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a> accompagna gli spettatori in un percorso totalizzante, arricchito dalla proiezione di un corposo materiale multimediale composto da rare diapositive e fotografie. <strong>Nella\u00a0sede meneghina\u00a0il percorso sara\u0300 piu\u0300 intimo ed introduttivo, nella<\/strong>\u00a0<strong>sede genovese<\/strong>\u00a0<strong>i visitatori avranno l&#8217;opportunita\u0300 di immergersi completamente nell&#8217;opera dell&#8217;artista attraverso una selezione piu\u0300 ampia di lavori. <\/strong>Il\u00a0<strong>vernissage a Milano<\/strong>\u00a0si \u00e8 tenuto giovedi\u0300\u00a0<strong>8 febbraio 2024<\/strong>\u00a0alle 18.30, mentre a\u00a0<strong>Genova<\/strong>\u00a0vi \u00e8 stato giovedi\u0300\u00a0<strong>15 febbraio 2024<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Ti vorrei portare in una strada vicino a Piazza del Popolo per vedere le strisce pedonali. Li\u0300 ho pensato di fare i quadri monocromi. Per me tutto e\u0300 cominciato in quel momento&#8221;<\/em>. Inizia cosi\u0300 la vicenda di Mario Schifano, dalla visione della realta\u0300 portata all&#8217;interno della sua opera. Il quotidiano e la vita reale entrano e divengono protagoniste del suo lavoro. Non omette il vissuto anzi lo esalta e lo rende il principale attore del suo essere artista.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>titolo della mostra<\/strong>\u00a0imprime il<strong>\u00a0senso del divenire nella sua opera<\/strong>\u00a0attraverso la cattura di immagini, siano esse statiche, siano esse in movimento. In fondo il nomignolo a lui dato da Parise, il Puma, definiva bene una delle grandi qualita\u0300 di questo straordinario artista: la sua agilita\u0300 felina e ferina nel cogliere l&#8217;attimo della vita. Sua compagna di viaggio fin dall&#8217;inizio e\u0300 la\u00a0<strong>macchina fotografica,<\/strong>\u00a0in versione\u00a0<strong>6&#215;6 e 35 mm<\/strong>,\u00a0<strong>poi anche la polaroid<\/strong>. La visione schermica in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-abc3733-det.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32197 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-abc3733-det.jpg\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-abc3733-det.jpg 750w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-abc3733-det-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-abc3733-det-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/a>tesa come elemento strutturale e concettuale diviene essenziale nella pittura di Mario Schifano e anche il cinema come altro paradigma assunse una sua rilevanza. Nel decennio degli<strong>\u00a0anni &#8217;60<\/strong>\u00a0Schifano compie i suoi\u00a0<strong>tre viaggi americani<\/strong>; al suo arrivo a\u00a0<strong>New York nel 1963<\/strong>\u00a0e\u0300 colpito dai cartelloni pubblicitari, neri, sulla morte di John F. Kennedy e li fotografa; come fotografa la citta\u0300 con prospettive di ogni tipo, con tagli e inquadrature che riflettono una voracita\u0300 visiva inarrestabile. Andare per strada, in viaggio, vedere, conoscere, lo sprona ad una nuova sensibilita\u0300, che va dal quadro-finestra al quadro-schermo.<\/p>\n<p>I\u00a0 <strong>monocromi<\/strong>\u00a0sono creati con grandi campiture di colore, uniforme, aggregato e disgregato da una stesura a smalto che cola e infrange il bordo dello schermo. L&#8217;immagine fotografica diviene una superficie visiva, le immagini della strada, della vita, potrebbero essere proiettate e accolte su queste superfici. <strong>Maurizio Fagiolo dell&#8217;Arco, tra i piu\u0300 acuti interpreti del lavoro di Schifano scrisse:<\/strong> &#8220;<em>L&#8217;arma di Schifano e\u0300 il re\u0301gard, un occhio-obiettivo, una camera fotografica mentale. Non vede una cosa ma la vede &#8216;inquadrata&#8217;, la vede &#8216;angolata&#8217;, considera cioe\u0300 il mondo-della-vita dietro uno schermo, che e\u0300 oggettivo ma finisce per dare un&#8217;impronta &#8216;astratta&#8217; agli ultimi frammenti mondani<\/em>&#8220;(Maurizio Fagiolo Dell&#8217;Arco, Rapporto 60, pp. 151-152) Le immagini fotografiche <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-senza-titolo-1960-enamel-and-collage-on-paper-100x70-cm-e1708192941624.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32198\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-senza-titolo-1960-enamel-and-collage-on-paper-100x70-cm-e1708192941624.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"580\" \/><\/a>divengono nel tempo aggregazioni visionarie, testimonianze di momenti irripetibili, divenuti nel tempo mitici, montaggi e sovrapposizioni di soggetti e sensazioni. Si percepisce dalle stesse una\u00a0<em>&#8220;smania di bruciar tappe&#8221;<\/em>, &#8220;<em>quel suo correre rapinoso attraverso le cose del mondo<\/em>&#8220;, &#8220;eccezionale qualita\u0300 di puntare d&#8217;istinto ai bersagli giusti&#8221; (Cesare Vivaldi in Schifano. Tutto, cat. della mostra, Galleria Odyssia, Roma, 1963, cit. in Schifano 1960-1964. Dal monocromo alla strada, Milano, Skira, Fondazione Marconi, 2005, p. 36).<\/p>\n<p>In mostra si possono vedere in alternanza con superfici monocromatiche, ossia lo spazio concettuale della sua opera, una selezione della sterminata produzione fotografica di Mario Schifano, concentrata qui\u00a0<strong>tra il 1963 e il 1970<\/strong>, anno del\u00a0<strong>viaggio on the road in America con Nancy Ruspoli<\/strong>. Questa straordinaria raccolta e\u0300 il fondo fotografico di Rinaldo Rossi, amico e sodale di Mario Schifano, di cui l&#8217;artista diceva &#8220;<em>&#8230;in fondo lui e\u0300 peggio di me!&#8221;. <\/em>La mostra e\u0300 stata resa possibile dalla preziosa\u00a0<strong>collaborazione dell&#8217;Archivio Mario Schifano<\/strong>, costituito nel 2003 da Monica De Bei Schifano e Marco Giuseppe Schifano. Una<strong>\u00a0pubblicazione bilingue<\/strong>, ABC-ARTE edizioni, sara\u0300 realizzata con testi autoriali e con un ricco apparato documentale.<\/p>\n<p><strong>Mario Schifano<\/strong>, figlio di un archeologo responsabile degli scavi a Leptis Magna in Libia, dopo un apprendistato al Museo Etrusco di Villa Gi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-schifano-1961-enamel-and-collage-on-paper-100x70-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-32199 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-schifano-1961-enamel-and-collage-on-paper-100x70-cm.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"237\" \/><\/a>ulia esordisce nel 1960 con una mostra alla Galleria La Salita di Roma presentata da Pierre Restany: Cinque pittori romani: Angeli, Festa, Lo Savio, Schifano, Uncini. Attira subito l&#8217;interesse della critica realizzando quadri monocromi che offrono l&#8217;idea di uno schermo fotografico che in seguito accogliera\u0300 numeri, lettere, segnali stradali, i marchi della Esso e della Coca Cola. Firma un contratto in esclusiva con la gallerista americana Ileana Sonnabend. Sue mostre personali vengono allestite a Roma, Parigi e Milano. Riceve i primi riconoscimenti: il Premio Lissone 1961, il premio Fiorino e La Nuova Figurazione, Firenze1963. Nel 1962 espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra The New Realists. Interrompe il sodalizio con Ileana Sonnabend. Nel 1963 compie il primo viaggio negli Stati Uniti dove frequenta Frank O&#8217;Hara, Jasper Johns, Andy Warhol. Nelle sue opere iniziano ad apparire citazioni dalla storia dell&#8217;arte italiana e dal Futurismo. Dipinge i primi Paesaggi anemici che presenta alla Biennale di Venezia nel 1964. Risalgono a questo periodo i suoi primi lavori cinematografici, cortometraggi 16mm. in bianco e nero. Inizia una collaborazione in esclusiva con il gallerista milanese Giorgio Marconi che durera\u0300 fino al 1970. Partecipa a collettive internazionali, al Carnegie Institute di Pittsburgh nel 1964, nel 1965 alle Biennali di San Marino e di San Paolo del Brasile e al National Museum of Modern Art di Tokio.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-schifano-61-1961-enamel-and-collage-on-paper-70x100cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32200\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-schifano-61-1961-enamel-and-collage-on-paper-70x100cm.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-schifano-61-1961-enamel-and-collage-on-paper-70x100cm.jpg 334w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/mario-schifano-schifano-61-1961-enamel-and-collage-on-paper-70x100cm-300x213.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><\/a>Nel 1966 -1967 inizia le serie Ossigeno ossigeno, Tuttestelle, Oasi, Compagni, compagni. Nel 1967 presenta allo Studio Marconi di Milano il lungometraggio 16 mm. Anna Carini vista in agosto dalle farfalle. Collabora con un gruppo di rock psichedelico: Le stelle di Mario Schifano. Uno dei loro concerti d&#8217;esordio, il 28<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-32201 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60.jpg 470w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a> Dicembre 1967 al Piper Club di Roma, diventa il primo liveshow multimediale italiano. Realizza tre film sperimentali in 35 mm.: Satellite, Umano non umano, Trapianto, e consunzione e morte di Franco Brocani. Partecipa a una collettiva alla Galleria La Salita di Roma dove non espone dipinti ma proietta fotogrammi sulla guerra del Vietnam. Ed e\u0300 proprio l&#8217;interesse per la storia contemporanea e il suo impegno civile che lo porta a una crisi ideologica e d&#8217;identita\u0300 tale da dichiarare di voler abbandonare la pittura. Pilotta (Salone delle Scuderie) di Parma ospita la sua prima importante retrospettiva, curata da Arturo Carlo Quintavalle. Una crisi ideologica ed esistenziale lo costringe a periodi di isolamento nel suo studio dove realizza dei lavori reinterpretando Magritte, De Chirico, Boccioni, Ce\u0301zanne, Picabia. Rifa\u0300 le proprie opere degli anni sessanta nel ciclo Sintetico dall&#8217;Inventario.<br \/>\nNel 1970 insieme allo scrittore Tonino Guerra si reca in America per i sopraluoghi del film Laboratorio umano, poi mai realizzato. Tornato in Italia, spazientito dai tempi lunghi delle produzioni cinematografiche, inizia la serie dei Paesaggi TV dove trasferisce su tela le immagini televisive con la tecnica dell&#8217;emulsione fotografica. Inizialmente sono i fotogrammi scattati negli Stati Uniti con le sale di trapianto cardiaco a Houston, i laboratori della Nasa, di Alamogordo e di Los Alamos, a essere oggetto di rielaborazione (daranno vita a opere come Pentagono, Medal of Honor, Era Nucleare). Poi inizia a rivisitare pittoricamente le immagini trasmesse dalla RAI e da altre emittenti televisive. Nell&#8217;elaborazione di queste opere utilizza nuovi smalti industriali di grande brillantezza e trasparenza, capaci di asciugare con grande rapidita\u0300, consentendogli cosi\u0300 anche una produzione molto piu\u0300 estesa.<br \/>\nNel 1971 espone alla mostra Vitalita\u0300 del negativo nell&#8217;arte italiana 1960-70, curata da Achille Bonito Oliva; sue personali si inaugurano a Roma, Parma, Torino e Napoli. Nel 1973 partecipa alla X Quadriennale di Roma e a Contemporanea, curata da Achille Bonito Oliva. Nel 1974 il Palazzo della Pilotta (Salone delle Scuderie) di Parma ospita la sua prima importante retrospettiva, curata da Arturo Carlo Quintavalle. Una crisi ideologica ed esistenziale lo costringe a periodi di isolamento nel suo studio dove realizza dei lavori reinterpretando Magritte, De Chirico, Boccioni, Ce\u0301zanne, Picabia. Rifa\u0300 le proprie opere degli anni sessanta nel ciclo Sintetico dall&#8217;Inventario.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32202\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60-1.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60-1.jpg 470w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/abcarte-mario-schifano-paesaggi-urbani-anni-60-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/a>Nel 1976 e\u0300 presente alla mostra Europa\/America, l&#8217;astrazione determinata 1960-76 allestita presso la Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Bologna. Nel 1978 torna alla Biennale di Venezia con le serie Al mare e Quadri equestri, opere dipinte con estrema grazia e leggerezza che costituiscono l&#8217;esempio di una ritrovata freschezza creativa. Viene invitato a Arte e critica 1980, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1981 partecipa all&#8217;esposizione Identite\u0301 italienne al Centre Georges Pompidou di Parigi. Sono di questo periodo i cicli Architetture, Cosmesi, Biplani e Orti botanici. Nel 1982 le sue opere partecipano alla rassegna Avanguardia\/Transavanguardia alle Mura Aureliane di Roma. Marco Meneguzzo cura una sua personale alla Loggia Lombardesca di Ravenna. Concepisce una sequenza di dipinti di grandi dimensioni tra cui Biciclette e Ballerini. In quest&#8217;anno lo ritroviamo alla XL Biennale Internazionale d&#8217;Arte di Venezia.<br \/>\nNel 1984 e\u0300 invitato nuovamente alla Biennale di Venezia. In contemporanea Alain Cueff presenta ai Piombi il ciclo Naturale sconosciuto, dove emerge la sua particolare attenzione nei confronti della natura. Nascono cosi\u0300 i Gigli d&#8217;acqua, i Campi di grano, le Onde e una serie di quadri realizzati con la sabbia per una mostra sui deserti in Giordania. Anche le tele donate a Gibellina per la ricostruzione artistica dopo il terremoto scaturiscono da questo nuovo impulso pittorico. Nel 1985 a Firenze, in Piazza Santissima Annunziata, dipinge davanti a seimila persone la Chimera, un&#8217;opera monumentale di quattro metri per dieci che inaugura una rassegna sugli Etruschi.<br \/>\nSi sposa con Monica De Bei da cui ha il figlio Marco, e la sua pittura si fa piu\u0300 densa e ricca di suggestioni.<br \/>\nNel 1988 la Galleria Adrien Maeght di Parigi inaugura la mostra Le secret de la jeunesse e\u0301ternelle, un Faust dionysiaque. Grande appassionato di ciclismo, e\u0300 l&#8217;unico italiano che per due volte disegna la maglia gialla del Tour de France. ABC-ARTE via XX Settembre 11\/A, 16121 Genova T.010 86 83 884 ABC-ARTE ONE OF via Santa Croce 21, 20122 Milano T.02 89 76 80 94 www.abc-arte.com @abc_arte<\/p>\n<p>Nel 1989 e\u0300 tra i protagonisti della rassegna Arte italiana del XX secolo, organizzata dalla Royal Academy di Londra. Sue personali sono allestite al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e al Padiglione d&#8217;Arte Contemporanea di Ferrara. Nel 1990, dopo un decennio di pittura intensa dove ha prodotto molti tra i suoi lavori piu\u0300 emozionanti, inaugura la riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma con Divulgare, una rassegna di opere di dimensioni eccezionali elaborate con le prime tecnologie digitali. Le immagini riprodotte uniscono alla dimensione dell&#8217;inconscio la realta\u0300 filtrata dalla televisione. I grandi quadri rappresentano le nuove visioni satellitari, le urgenze ambientali, la guerra. Il suo impegno civile si estende realizzando dei lavori a sostegno delle campagne di Greenpeace, Acnur e di molte altre associazioni di volontariato. Nel 1991 realizza la mostra Estroverso alla Galleria Mazzoli di Modena. Crea i bozzetti per la scenografia della Norma di Vincenzo Bellini per il Teatro Petruzzelli di Bari. La Biennale di Venezia del 1993, curata da Achille Bonito Oliva, gli offre una sala personale nella sezione Slittamenti. Nel 1994 partecipa alla rassegna The Italian Metamorphosis, 1943-1968, organizzata al Solomon R. Guggenheim Museum di New York; nel 1996 espone in Spagna e in America Latina con la mostra Musa ausiliaria, un omaggio nei confronti della televisione.<br \/>\nLe opere di questi anni testimoniano il suo rinnovato interesse per la tecnologia. Nel 1996 la Stet-Telecom gli commissiona una nuova immagine della societa\u0300 in occasione della presentazione della rete internet sul territorio italiano. Schifano coglie immediatamente le possibilita\u0300 del web che con il suo accesso illimitato estende le possibilita\u0300 delle arti visive e la novita\u0300 delle fibre ottiche che velocizzano la comunicazione, tanto da dedicargli un&#8217;opera che ne diventa il simbolo. Si dedica alla fotografia ed espande e moltiplica la produzione di quadri seriali utilizzando la televisione come medium commerciale. Nel 1997 partecipa a Minimalia, a Palazzo Querini Dubois di Venezia. Muore a 63 anni il 26 gennaio 1998 dopo un infarto cardiaco nel suo studio di via delle Mantellate a Trastevere. La sua ampia a smisurata produzione pittorica e\u0300 rappresentata dall&#8217;Archivio Mario Schifano, fondato nel 2003 dagli eredi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mario Schifano. \u00a0Correre rapinoso attraverso le cose del mondo&#8221;\u00a0a cura di Alberto Salvadori. Con questa mostra\u00a0ABC-ARTE\u00a0celebra uno dei piu\u0300 importanti artisti italiani,\u00a0Mario Schifano, attraverso un approfondito ed esaustivo\u00a0percorso fotografico e pittorico. Tramite un nucleo di\u00a093 fotografie originali e 29 monocromi,\u00a0la mostra allestita da ABC-ARTE nella sede storica di\u00a0Genova\u00a0con appendice autonoma nella sede di\u00a0Milano,\u00a0ABC-ARTE ONE OF, accompagna gli spettatori in un percorso totalizzante, arricchito dalla proiezione di un corposo materiale multimediale composto da rare diapositive e fotografie. Nella\u00a0sede meneghina\u00a0il percorso sara\u0300 piu\u0300 intimo ed introduttivo, nella\u00a0sede genovese\u00a0i visitatori avranno l&#8217;opportunita\u0300 di immergersi completamente nell&#8217;opera dell&#8217;artista attraverso una selezione piu\u0300 ampia di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/02\/17\/mario-schifano-e-il-suo-percorso-fotografico-e-pittorico-da-abc-arte-a-milano-e-a-genova\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,53889,53888,53709,53710,9894,10357,202367,44441,87,35351,35224,28340,35266,26,17505,28369,51665,4625,409394],"tags":[591366,416301,149227,591371,52237,591367,591374,591377,591375,591373,107981,591372,406702,591369,591368,355195,38621,591376,591370],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32191"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32191"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32191\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32205,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32191\/revisions\/32205"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}