{"id":32317,"date":"2024-02-27T21:11:05","date_gmt":"2024-02-27T21:11:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32317"},"modified":"2024-02-27T21:11:05","modified_gmt":"2024-02-27T21:11:05","slug":"achille-funi-e-il-900-classico-e-rinascimentale-in-mostra-alla-galleria-previtali-di-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/02\/27\/achille-funi-e-il-900-classico-e-rinascimentale-in-mostra-alla-galleria-previtali-di-bergamo\/","title":{"rendered":"Achille Funi e il \u2018900 classico e rinascimentale in mostra alla Galleria Previtali di Bergamo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/12_Achille-Funi-Il-Parnaso-1948-1953-tempera-e-foglia-d_oro-su-tavola-cm-212-x-476-scaled-1-e1709067219334.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32318\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/12_Achille-Funi-Il-Parnaso-1948-1953-tempera-e-foglia-d_oro-su-tavola-cm-212-x-476-scaled-1-e1709067219334.jpeg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"257\" \/><\/a>E\u2019 arrivata \u00a0a Bergamo la mostra di Laocoon Gallery &amp; W. Apolloni dedicata ad\u00a0<strong>Achille Funi<\/strong>: un omaggio al grande artista ferrarese che fu maestro alla scuola di Brera e affrescatore instancabile, non solo a Milano dove visse e oper\u00f2, ma anche a Roma, nella sua Ferrara, antica citt\u00e0 estense, a Padova e persino in Tripoli di Libia al seguito del conterraneo Italo Balbo. Con Bergamo per\u00f2 Achille Funi ebbe un rapporto molto particolare: nominato direttore &#8211; senza stipendio &#8211; dell\u2019Accademia di Belle Arti, vi rimase per ben sette anni nell\u2019immediato dopoguerra, durante i quali affresc\u00f2 assieme ai suoi allievi d\u2019accademia un impressionante numero di cicli pittorici. Nell\u2019Accademia stessa, al Palazzo Comunale dove rappresent\u00f2 la Battaglia di Legnano, alla Banca<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/14_Achille-Funi-Cristo-crocifisso-1962-ca.-Tecnica-mista-su-cartone-cm-320-x-193_postrestauro-628x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32319 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/14_Achille-Funi-Cristo-crocifisso-1962-ca.-Tecnica-mista-su-cartone-cm-320-x-193_postrestauro-628x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"582\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/14_Achille-Funi-Cristo-crocifisso-1962-ca.-Tecnica-mista-su-cartone-cm-320-x-193_postrestauro-628x1024-1.jpeg 628w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/14_Achille-Funi-Cristo-crocifisso-1962-ca.-Tecnica-mista-su-cartone-cm-320-x-193_postrestauro-628x1024-1-184x300.jpeg 184w\" sizes=\"(max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a> Popolare dove illustr\u00f2 la Gerusalemme Liberata e la gloria dei bergamaschi famosi, e al Cinema S. Marco dove diede vita a scene di teatro antico e moderno. La mostra, precedentemente allestita anche a Milano, \u00e8 ospitata presso la Galleria Previtali di Bergamo e sono esposti diversi cartoni &#8211; tra cui uno preparatorio per la \u201cBattaglia di Legnano\u201d &#8211; dipinti, disegni e una grande tavola a fondo oro lunga quasi cinque metri &#8211; \u201cIl Parnaso\u201d &#8211; sintesi e culmine dell\u2019arte di Funi. La mostra \u00e8 promossa dalla\u00a0<strong>Laocoon Gallery di Londra<\/strong>, che accomuna il lavoro della\u00a0<strong>Galleria del Laocoonte<\/strong>\u00a0(Monica Cardarelli) sul Novecento figurativo italiano, con la tradizionale conoscenza antiquaria della galleria\u00a0<strong>W. Apolloni\u00a0<\/strong>(Marco Fabio Apolloni). La tappa bergamasca \u00e8 stata resa possibile dall\u2019eccezionale disponibilit\u00e0 della Galleria Previtali di Bergamo, che rappresenta una delle pi\u00f9 antiche eccellenze dell\u2019antiquariato cittadino. <strong>\u201cAchille Funi: \u2018900 Classico e Rinascimentale\u201d<\/strong>\u00a0comprende dipinti a olio come la monumentale\u00a0<strong>\u201cVenere Latina\u201d<\/strong>, gi\u00e0 esposta alla Biennale di Venezia del 1930, cartoni per affreschi come quelli per la chiesa milanese di S. Giorgio a Palazzo del 1931, oppure quello per \u201c<strong>La battaglia di Legnano\u201d<\/strong>\u00a0affrescata nel 1950 nella sala consiliare del Municipio di Bergamo (Palazzo Frizzoni), disegni, e la smisurata tavola, raffigurante\u00a0<strong>\u201cIl Parnaso\u201d<\/strong>, che Achille Funi tenne nella stessa aula di Brera dove egli insegn\u00f2 tecnica dell\u2019affresco fino alla sua morte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/2_Achille-Funi-Autoritratto-1955-Olio-su-tela-cm.-81x515jpeg-654x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32320\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/2_Achille-Funi-Autoritratto-1955-Olio-su-tela-cm.-81x515jpeg-654x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"635\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/2_Achille-Funi-Autoritratto-1955-Olio-su-tela-cm.-81x515jpeg-654x1024-1.jpeg 654w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/2_Achille-Funi-Autoritratto-1955-Olio-su-tela-cm.-81x515jpeg-654x1024-1-192x300.jpeg 192w\" sizes=\"(max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a>Questa mostra privata e commerciale, al servizio del collezionismo pubblico e privato, coincide con la grande mostra istituzionale che Ferrara, al Palazzo dei Diamanti, dedica ad\u00a0<strong>\u201cAchille Funi. Un maestro del Novecento tra storia e mito\u201d.<\/strong>\u00a0Realizzata dalle curatrici dell\u2019archivio Funi, Nicoletta Colombo e Serena Redaelli, e da Chiara Vorrasi. Questa grande antologica non \u00e8 soltanto un doveroso omaggio della citt\u00e0 natale all\u2019artista che nel \u2018900 ha cos\u00ec efficacemente contribuito a ravvivare con la sua arte il mito della sua originalissima anima rinascimentale, ma rappresenta il culmine di una\u00a0<strong>\u201cFuni renaissance\u201d<\/strong>\u00a0che da qualche anno a questa parte ha rinverdito la fama di Funi e il gusto per la sua arte neoclassica e neo-rinascimentale che a occhi postmoderni riappare fresca e nuova come forse nemmeno i suoi contemporanei, confusi tra battaglie artistiche e crolli d\u2019imperi di cartapesta, seppero vederla.<\/p>\n<p>La Galleria del Laocoonte \u00e8 orgogliosa di aver contribuito, sebbene in piccola parte, a questa manifestazione, prestando il grande cartone per l\u2019effimera\u00a0<strong>\u201cSala dell\u2019Eneide<\/strong>\u201d che fu affrescata &#8211; e poi distrutta &#8211; per la IV Triennale di Monza del 1930. Il gruppo di Didone insonne per amore con sua sorella Anna fu composto per la prima impresa in cui Funi scopr\u00ec in s\u00e9 stesso il grande frescante che doveva diventare. Pompeiano e fidiaco, il gruppo \u00e8 reso moderno dallo spirito metafisico, dechirichiano, che inquietamente lo anima. Non a caso in esso si pu\u00f2 vedere l\u2019ispirazione per la terracotta monumentale, raffigurante la coppia femminile de \u201cLe Stelle\u201d di Arturo Martini, sorelle anch\u2019esse, di due anni posteriore all\u2019affresco di Funi. L\u2019altro prestito \u00e8 il cartone colorato per la\u00a0<strong>\u201cVergine Annunciata\u201d<\/strong>, affrescato per la Cattedrale di S. Francesco a Tripoli. La Madonna, che sul grande foglio preparatorio ha l\u2019aspetto e la posa di un\u2019elegante diva del cinema dei telefoni bianchi, \u00e8 in realt\u00e0 il ritratto della praghese Felicita Frai, che morir\u00e0 a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Achille-Funi-La-musa-comica-disegno-a-carboncino-su-carta-applicata-su-tela-cm-221-x-153-703x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32321 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Achille-Funi-La-musa-comica-disegno-a-carboncino-su-carta-applicata-su-tela-cm-221-x-153-703x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"319\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Achille-Funi-La-musa-comica-disegno-a-carboncino-su-carta-applicata-su-tela-cm-221-x-153-703x1024-1.jpg 703w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/Achille-Funi-La-musa-comica-disegno-a-carboncino-su-carta-applicata-su-tela-cm-221-x-153-703x1024-1-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/a> Milano centenaria nel 2010, amante e assistente di Funi dal tempo degli affreschi della Sala della Consulta del Municipio di Ferrara (1934-37), scaricata all\u2019improvviso proprio dopo il loro lungo soggiorno in Libia.<\/p>\n<p>La bionda Felicita Frai ha prestato il suo volto anche al personaggio di Parisina, eroina tragica protagonista di una delle pareti affrescate della Sala della Consulta a Ferrara. Giovanissima sposa del marchese Ferrara Niccol\u00f2 III d\u2019Este, ebbe una relazione adulterina con il figlio di questi, Ugo, suo coetaneo. Scoperti, entrambi gli amanti vennero fatti decapitare su ordine del tradito marchese, nel 1425. Lei aveva 21 anni, vent\u2019anni lui. Funi li ritrae teneramente abbracciati in un pastello preparatorio per l\u2019affresco, Ugo appare come un giovane androgino dalla nera chioma scarmigliata. Anche Ugo \u00e8 un ritratto, quello di Leonor Fini (Buenos Aires 1907 &#8211; Parigi 1996), la futura pittrice surrealista che fu anch\u2019essa di Funi assistente e ninfa Egeria. Oltre ai gi\u00e0 nominati cartoni per la chiesa di San Giorgio a Palazzo, che raffigurano legionari romani che paiono discesi da un rilevo imperiale, si espone un disegno per la figura di S. Giorgio, nudo e legato, alla vigilia del suo martirio, delicatamente disegnato come in punta d\u2019argento, sottilmente ombreggiato come un disegno tardo quattrocentesco.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/5b_Achille-Funi-Legionari-romani-II-1931-ca.-tecnica-mista-su-carta-applicata-su-cartone-cm-2255-x-81-363x1024-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32322\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/5b_Achille-Funi-Legionari-romani-II-1931-ca.-tecnica-mista-su-carta-applicata-su-cartone-cm-2255-x-81-363x1024-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"677\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/5b_Achille-Funi-Legionari-romani-II-1931-ca.-tecnica-mista-su-carta-applicata-su-cartone-cm-2255-x-81-363x1024-1.jpeg 363w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/02\/5b_Achille-Funi-Legionari-romani-II-1931-ca.-tecnica-mista-su-carta-applicata-su-cartone-cm-2255-x-81-363x1024-1-106x300.jpeg 106w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Il cartone della\u00a0<strong>Battaglia di Legnano<\/strong>, preparatorio per gli affreschi della sala conciliare del Municipio di Bergamo, mostra il momento in cui a Federico Barbarossa fu ucciso il cavallo nella mischia, e l\u2019imperatore rischi\u00f2 di finire catturato. La mischia \u00e8 brutale come brutali le fisionomie dei combattenti, al modo di un Paolo Uccello che abbia perso il suo carattere di favola. La guerra, quella vera, recente, spietatamente moderna del 1940-45 \u00e8 da poco trascorsa, ed \u00e8 chiaro che l\u2019artista non possa veder niente di bello in una battaglia se non la sua fine. La\u00a0<strong>\u201cVenere Latina\u201d<\/strong>, titolata anche \u201cIl nudo e le statue\u201d, ritrae Venere rinata, resuscitata tra le rovine della distrutta classicit\u00e0, frammenti di sculture e capitelli, cos\u00ec come la pittura raffigura la statua di Pigmalione che prende vita per miracolo divino: le gambe ancora di pallido marmo, il corpo gi\u00e0 vivo e pulsante sotto il roseo incarnato. Esposto alla Biennale di Venezia nel 1930, \u00e8 il manifesto del neoclassicismo funiano. La stessa illusione d\u2019una mano maestra antica, su carta colorata scura, lumeggiata di bianco come una notturna apparizione argentata dalla luna, \u00e8 il cartone di una musa, Tal\u00eca, la musa della Commedia. Discinta e scarmigliata come una Baccante, tiene in alto per i capelli una maschera comica cos\u00ec come la madre di Penteo, nella furia bacchica, tiene la testa del figlio spiccata dal busto nelle Baccanti di Euripide. Questa figura monumentale, alta pi\u00f9 di due metri, \u00e8 uno dei saggi pi\u00f9 impressionanti di imitazione dell\u2019antico prodotte da Funi, nel cartone pi\u00f9 bella che nella sua realizzazione al Teatro Manzoni di Milano. Le Muse sono anche le protagoniste, con Apollo, della grande tavola a tempera, con fondo a foglia d\u2019oro, dipinta da Funi nell\u2019immediato dopoguerra.\u00a0<strong>\u201cIl Parnaso\u201d\u00a0<\/strong>\u00e8lungo quasi cinque metri e alto pi\u00f9 di due. Sul fondo di una selvatica siepe d\u2019alloro che pare strappata dalla parete di una villa pompeiana, si stagliano le nove sorelle, sovrastate dal dio della poesia e della musica, loro fratello. Tra esse vi \u00e8 una statua marmorea di Venere e all\u2019estrema destra un maturo pastore, certamente Giove che in questa forma si giacque con Mnemosine per nove notti consecutive, generando ogni volta una delle nove muse. L\u2019ambiziosa composizione di Funi, che si propone come epigono novecentesco del Parnaso di Raffaello in Vaticano, di quello di A. R. Mengs a Villa Albani, e del meno noto affresco d\u2019uguale soggetto che Andrea Appiani dipinse a Villa Reale a Milano, testimonia del costante amore dell\u2019artista per la pittura Roma antica, per la quale si fece pi\u00f9 volte pellegrino d\u2019arte al Museo Nazionale di Napoli e a Pompei, dove la famosa Villa dei Misteri, uno dei cicli pi\u00f9 belli e integri dell\u2019antichit\u00e0, divenne accessibile al pubblico solo nel 1931. Non sappiamo se il grande pannello del Parnaso di Funi sia stata una commissione non andata a buon fine. Di propriet\u00e0 del pittore, fu custodita fino alla morte di lui nell\u2019aula di Brera dove insegnava tecnica dell\u2019affresco. Passata a Luigi Colombo, gallerista ed esecutore testamentario dell\u2019artista, \u00e8 passata nei primi anni \u201990 in una collezione privata, da cui \u00e8 emersa solo recentemente. Esposta alla mostra dedicata ad Ulisse a Forl\u00ec, torna ora a farsi ammirare nuovamente a Milano, dopo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni. L\u2019ultimo cartone esposto, alto pi\u00f9 di tre metri, \u00e8 anche legato a una delle ultime opere di Funi, gli affreschi per l\u2019abside della chiesa di S. Antonio da Padova dei Frati Minimi di S. Francesco da Paola, chiesa distrutta dalla guerra e completamente ricostruita. Gli affreschi furono in realt\u00e0 realizzati nel 1962 da due allievi dell\u2019ormai settantaduenne maestro, e nonostante la sua supervisione e i ritocchi a secco con cui pure egli l\u00ec complet\u00f2, essi non raggiungono la forza e la potenza del cartone realizzato dal maestro, vero e proprio dipinto a tempera su carta, grande nella misura e nell\u2019intensit\u00e0 drammatica con cui Funi riusc\u00ec a immedesimarsi nella mente dei pittori del Trecento, facendo vorticare sullo stesso foglio dov\u2019\u00e8 appeso il monumentale cadavere di Cristo Crocifisso, i colori di un sole e di una luna che hanno lo smalto e la freschezza di un affresco cavalliniano. \u00c8 giusto che Funi possa rivedere le sue opere: perci\u00f2 la collezione romana\u00a0<strong>Facce del Novecento<\/strong>\u00a0ha prestato un autoritratto a olio \u201cestivo\u201d del 1955. Il rosso di una fetta d\u2019anguria, la maglietta a righe, il cappello di paglia, le iridi scure a pallottola fanno pensare per un attimo a Picasso in Costa Azzurra, \u00e8 invece Socrate Virgilio Funi, detto Achille, nel suo villino di Forte de Marmi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 arrivata \u00a0a Bergamo la mostra di Laocoon Gallery &amp; W. Apolloni dedicata ad\u00a0Achille Funi: un omaggio al grande artista ferrarese che fu maestro alla scuola di Brera e affrescatore instancabile, non solo a Milano dove visse e oper\u00f2, ma anche a Roma, nella sua Ferrara, antica citt\u00e0 estense, a Padova e persino in Tripoli di Libia al seguito del conterraneo Italo Balbo. 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