{"id":32565,"date":"2024-03-24T18:14:22","date_gmt":"2024-03-24T18:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32565"},"modified":"2024-03-24T18:14:22","modified_gmt":"2024-03-24T18:14:22","slug":"simon-hantai-e-lazzurro-un-legame-con-la-pittura-dei-grandi-secoli-italiani-la-mostra-alla-gagosian-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/03\/24\/simon-hantai-e-lazzurro-un-legame-con-la-pittura-dei-grandi-secoli-italiani-la-mostra-alla-gagosian-di-roma\/","title":{"rendered":"Simon Hanta\u00ef e l\u2019Azzurro, un legame con la pittura dei grandi secoli italiani. La mostra alla Gagosian di Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_004-e1711303422649.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_004-e1711303422649.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"590\" \/><\/a>La funzione del colore \u00e8 essenzialmente legata alla luce, non alla materia (<\/em><\/strong><strong>Simon Hanta\u00ef). <\/strong>La Gagosian di Roma ha messo in piedi un\u2019esposizione con un bellissimo titolo \u201c<em>Azzurro\u201d,\u00a0<\/em>una mostra di dipinti di Simon Hanta\u00ef (1922\u20132008) visitabile fino al 30 marzo 2024.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/HANTA_1980.0020-1068x695-1-e1711303456737.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32567 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/HANTA_1980.0020-1068x695-1-e1711303456737.jpg\" alt=\"\" width=\"588\" height=\"383\" \/><\/a> Curata da Anne Baldassari, l\u2019esposizione approfondisce <strong>il legame di Hanta\u00ef con l\u2019Italia e l\u2019impatto della tradizione pittorica italiana sul suo lavoro, evidenziando il ricorrere dei toni del blu nella pratica dell\u2019artista.<\/strong> Dopo l\u2019importante retrospettiva alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi (2022),\u00a0<em>Azzurro<\/em>\u00a0segue le due precedenti esposizioni di Simon Hanta\u00ef ospitate da Gagosian:\u00a0<em>LE NOIR DU BLANC, LE BLANC DU NOIR\u00a0<\/em>tenutasi nello spazio di Le Bourget (2019\u201322) e dedicata alle opere in bianco e nero; e\u00a0<em>Les blancs de la couleur, la couleur du blanc\u00a0<\/em>incentrata sulla combinazione di colori primari e secondari, tenutasi nella sede di Madison Avenue a New York (2022).<\/p>\n<p>Nato a Bia, Ungheria, Hanta\u00ef si trasferisce a Parigi nel 1948 unendosi al gruppo dei Surrealisti di Andr\u00e9 Breton dal quale, tuttavia, prende le distanze nel 1955. Negli anni successivi l\u2019artista elabora la tecnica del\u00a0<em>pliage\u00a0<\/em>(piegatura), nella quale la tela viene piegata, annodata, dipinta nelle porzioni visibili e successivamente dispiegata rivelando un\u2019alternanza tra sfondo e parti pigmentate. Dopo aver rappresentato la Francia alla Biennale di Venezia del 1982, Hanta\u00ef si ritira dalla vita<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_020-scaled-e1711303493676.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-32568 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_020-scaled-e1711303493676.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"288\" \/><\/a> pubblica, rifiutando di esporre nuovi lavori fino al 1998. A seguito di questo prolungato isolamento, l\u2019artista inizia ad intervenire su una serie di\u00a0<em>pliage<\/em>\u00a0gi\u00e0 esposti nel 1981, fotografandoli di traverso realizzandone stampe a partire dalle immagini distorte, e continuando a lavorare in gran parte in isolamento fino alla sua morte nel 2008.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_018-scaled-e1711303527722.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32569\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_018-scaled-e1711303527722.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"300\" \/><\/a>\u00c8 significativo che\u00a0<em>Azzurro<\/em>\u00a0abbia luogo a Roma, Hanta\u00ef si rec\u00f2 infatti per la prima volta in Italia nel 1942 con i compagni dell\u2019Accademia di Belle Arti di Budapest, soggiornando nella Capitale, a Firenze e a Siena.<\/strong> Nel 1948, in occasione di un viaggio a piedi da Ravenna a Roma, visit\u00f2 la 24a Biennale di Venezia entrando in contatto con le opere di Max Ernst e Jackson Pollock. Torn\u00f2 in Italia per un\u2019ultima volta nel 1982. <strong>Questi viaggi contribuirono a consolidare la sua ammirazione per i pittori italiani del proto e del primo Rinascimento, in particolare Giotto e Masaccio. <\/strong><em>Azzurro<\/em>, \u00e8 una retrospettiva che utilizza il colore come criterio, presentando in ordine<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_014-scaled-e1711303567137.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32570 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_014-scaled-e1711303567137.jpg\" alt=\"\" width=\"539\" height=\"554\" \/><\/a> cronologico straordinari esemplari dei noti\u00a0<em>pliage<\/em>\u00a0di Hanta\u00ef. Il percorso espositivo si apre con la tela\u00a0<em>Peinture (Petit Nu)<\/em>\u00a0(1949), appartenente alla produzione giovanile dell\u2019artista, in cui una figura si staglia su un intenso sfondo turchese che fa eco agli affreschi rinascimentali. Seguono\u00a0<em>Catamurons<\/em>\u00a0(1964), ripiegata al centro e con molteplici strati di colore;\u00a0<em>Meun<\/em>\u00a0(1967), che incorpora sezioni non dipinte negli angoli;\u00a0<em>\u00c9tude<\/em>(1969), <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_019-scaled-e1711303696899.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32572\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/03\/2024_ROME_HANTA_019-scaled-e1711303696899.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"302\" \/><\/a>in cui la tela uniformemente piegata e dipinta di blu monocromo \u00e8 giustapposta a grandi frammenti irregolari di bianco; e\u00a0<em>Blancs<\/em>\u00a0(1974), in cui i segmenti senza colore dominano sui frammenti di blu, verde e nero presenti sulla tela.<\/p>\n<p>Nella grande sala ovale della galleria, spicca un insieme di dipinti blu appartenenti alla serie\u00a0<em>Tabula<\/em>\u00a0(1972\u201376; 1980\u201382) costituenti il fulcro della mostra. La scala monumentale di queste opere svela ogni quadrato come esito di una piegatura unica e autonoma. I dipinti si legano inoltre ai ricordi d\u2019infanzia dell\u2019artista, affascinato dai grembiuli della madre, il cui ingarbugliarsi e piegarsi dava vita a sequenze di colori brillanti. Privilegiando il tatto rispetto alla visione, Hanta\u00ef ha intriso le opere della serie\u00a0<em>Tabula<\/em>\u00a0di riferimenti ad artisti storici, tra cui Matisse e C\u00e9zanne e, nel fondere rigore e casualit\u00e0, ha reso omaggio al pensiero matematico. Nell\u2019ultima sala, i lavori \u201clast studio\u201d (1982\u201385), raramente esposti, presentano forme inedite derivate dalla piegatura e dal\u00a0<em>dripping<\/em>, eseguite con colori vibranti ed equilibrati. Un\u2019ulteriore fonte di ispirazione per l\u2019artista \u00e8 costituita dal Periodo Blu di Pablo Picasso (1901\u201304). \u201cPer Hanta\u00ef\u201d scrive Baldassari, \u201cla stessa spiritualit\u00e0 pittorica lega il Periodo Blu alle pale di altare e agli affreschi di Giotto, Masaccio, Piero della Francesca e Fra Angelico. Il colore era il punto di contatto\u201d. Hanta\u00ef rimane inoltre affascinato dalla centralit\u00e0 del colore blu nel culto cattolico mariano, come dimostra il dipinto\u00a0<em>Le Manteau de la Vierge<\/em>\u00a0(1960) conservato ai Musei Vaticani. \u201cDal 1960\u201d racconta Baldassari \u201cavendo concettualizzato il\u00a0<em>pliage\u00a0<\/em>come metodo, l\u2019associazione semantica tra il grembiule di sua madre, il colore blu e la piegatura divent\u00f2 un elemento portante della pittura di Hanta\u00ef, il fulcro della sua pratica artistica\u201d. <em>Azzurro\u00a0<\/em>\u00e8 accompagnata da un catalogo contenente un saggio di Anne Baldassari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La funzione del colore \u00e8 essenzialmente legata alla luce, non alla materia (Simon Hanta\u00ef). La Gagosian di Roma ha messo in piedi un\u2019esposizione con un bellissimo titolo \u201cAzzurro\u201d,\u00a0una mostra di dipinti di Simon Hanta\u00ef (1922\u20132008) visitabile fino al 30 marzo 2024. Curata da Anne Baldassari, l\u2019esposizione approfondisce il legame di Hanta\u00ef con l\u2019Italia e l\u2019impatto della tradizione pittorica italiana sul suo lavoro, evidenziando il ricorrere dei toni del blu nella pratica dell\u2019artista. 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