{"id":32651,"date":"2024-04-02T21:25:54","date_gmt":"2024-04-02T21:25:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32651"},"modified":"2024-04-02T21:26:08","modified_gmt":"2024-04-02T21:26:08","slug":"i-disegni-di-jannis-kounellis-al-museo-del-novecento-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/04\/02\/i-disegni-di-jannis-kounellis-al-museo-del-novecento-di-firenze\/","title":{"rendered":"I Disegni di Jannis Kounellis al Museo del Novecento di Firenze"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Installation-View_Jannis-Kounellis_La-stanza-Vede_Disegni-1973\u20131990_2024_Courtesy-Museo-Novecento_Firenze-and-the-artist_Foto-Ela-Bialkowska-OKNO-studio-scaled-1-e1712092810531.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32652\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Installation-View_Jannis-Kounellis_La-stanza-Vede_Disegni-1973\u20131990_2024_Courtesy-Museo-Novecento_Firenze-and-the-artist_Foto-Ela-Bialkowska-OKNO-studio-scaled-1-e1712092810531.jpg\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"395\" \/><\/a>Il<\/strong>\u00a0<strong>Museo Novecento<\/strong>\u00a0<strong>ha impaginato fino<\/strong> <strong>al 9 giugno 2024, <\/strong>la mostra <strong><em>\u201cLa stanza vede. Disegni 1973-1990\u201d\u00a0<\/em><\/strong>dedicata ai disegni di\u00a0<strong>Jannis Kounellis<\/strong>, con la direzione artistica di\u00a0<strong>Sergio Risaliti<\/strong>\u00a0e a cura di\u00a0<strong>Dieter Schwarz<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u201cUn viaggio nel mondo creativo di Jannis Kounellis attraverso una parte preziosa dei suoi disegni<\/em>\u00a0&#8211; ha detto la vicesindaca e assessora alla Cultura\u00a0<strong>Alessia Bettini<\/strong>\u00a0<em>&#8211; che arriva a Firenze attraverso il Museo Novecento per rendere omaggio a un artista straordinario e consolidare ancora il ruolo della nostra citt\u00e0 come centro culturale del contemporaneo e destinazione irrinunciabile per gli amanti dell\u2019arte. Firenze ospita una nuova stagione di grandi esposizioni, che con Kounellis offre un\u2019occasione unica per immergersi nella visione creativa di un&#8217;icona dell&#8217;Arte Povera, ripercorrendo anche il suo lungo legame con la nostra citt\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa mostra di\u00a0<strong>Jannis Kounellis<\/strong>\u00a0al\u00a0<strong>Museo Novecento<\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019occasione per la citt\u00e0 di Firenze di rendere omaggio ad un grande artista a pochi anni di distanza dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2017<\/em>\u00a0\u2013 ha detto\u00a0<strong>Sergio Risaliti<\/strong>, direttore del <strong>Museo Novecento<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0\u00a0<em>La selezione di disegni esposti in mostra apre alla possibilit\u00e0 di accedere al mondo fantastico e poetico di\u00a0<strong>Kounellis<\/strong>, ai suoi sogni e ai suoi incubi, al labirinto delle sue immaginazioni e delle sue suggestioni, ai suoi archetipi figurativi e alle sue pi\u00f9 ricorrenti iconografie, a quell\u2019intrecciarsi di memorie arcaiche e immagini moderne, che nel crogiuolo della sua anima di pittore rinascono sotto altra specie come presenze nuove e misteriose allegorie. Alcuni disegni rappresentano la prima intuizione di installazioni potenti e monumentali, altri sono fulminei schizzi di opere iconiche che hanno segnato la storia dell&#8217;arte<\/em> <em>contemporanea. A volte si tratta di minute annotazioni, forse esercizi di memoria, eseguiti all\u2019impronta come risvegliandosi da un sogno. Ecco una macchina da cucire, una grande nuvola di fumo che pu\u00f2 trasformarsi in un dolce, riflessivo volto femminile. Ecco una locomotiva che sferraglia veloce, sbuffa dal camino e materializza un corpo di donna.<\/em>\u00a0<em>Si tratta di un\u2019occasione speciale, iniziatica, per entrare in confidenza, se mai sia possibile, con l\u2019arte di\u00a0<\/em><strong><em>Kounellis<\/em><\/strong><em>, che amava definirsi \u2018un poeta muto, un pittore cieco, un musicista sordo\u2019.\u201d<\/em><\/p>\n<p>La mostra suggella il forte legame umanistico di\u00a0<strong>Kounellis<\/strong>\u00a0con la citt\u00e0 di Firenze: una relazione e una presenza dipese, a partire dai primi anni Settanta del secolo scorso, dall\u2019attrazione esercitata su di lui dalla cultura figurativa del primo umanesimo rinascimentale.<br \/>\nUn legame sottolineato anche da alcuni eventi che restano nella memoria della citt\u00e0 e che hanno visto come protagonista la grande arte di questo maestro del Novecento: dalla sua performance nella Galleria Area del 1975, all\u2019installazione in Santa Maria Novella del 1977, fino al 2017, anno in cui la presenza di\u00a0<strong>Kounellis<\/strong>\u00a0a Firenze si \u00e8 fatta sentire di nuovo con la mostra Ytalia, quando le sue opere sono state esposte a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/jannis-kounellis-1024x1024-1-e1712092847425.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32653 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/jannis-kounellis-1024x1024-1-e1712092847425.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"584\" \/><\/a> Palazzo Vecchio e Galleria degli Uffizi.<\/p>\n<p>L\u2019arte di\u00a0<strong>Jannis<\/strong>\u00a0<strong>Kounellis<\/strong>\u00a0torna adesso a Firenze con una mostra che presenta un centinaio di disegni eseguiti su carta, per lo pi\u00f9 a china, matita, carboncino, tra gli anni Settanta e Ottanta, esposti integralmente per la prima volta nel 1990, in una esposizione curata da Rudi Fuchs dal titolo\u00a0<em>La stanza vede<\/em>\u00a0al Gemeentemuseum Den Haag dell\u2019Aia. La mostra fu l\u2019occasione per verificare un diverso aspetto della poetica dell\u2019artista, conosciuto come uno dei protagonisti dell\u2019Arte Povera, e della sua indubbia qualit\u00e0 di grande maestro del disegno, secondo le inclinazioni pi\u00f9 ricorrenti degli artisti moderni dal Quattrocento in poi.<br \/>\nI disegni erano appunti di concetti che interessavano Kounellis e sui quali rifletteva assiduamente. Alcuni di questi, che sviluppava e variava continuamente, trovarono la loro materializzazione nelle sue opere. Essi rappresentavano un\u2019idea di radicalit\u00e0 che, rapportata a quella dei suoi contemporanei americani, Kounellis descrisse come \u201cun diverso concetto della radicalit\u00e0, meno formale, pi\u00f9 fluido e meno dogmatico, senza protezioni, pi\u00f9 folle.\u201d Per Kounellis con il disegno era possibile trascendere i limiti e conquistare delle potenti metafore.<\/p>\n<p>La mostra al\u00a0<strong>Museo Novecento<\/strong>\u00a0tiene quindi conto del disegno sia come progetto e idea, sia come pratica a s\u00e9 stante, e del suo ruolo centrale nella storia dell\u2019arte fiorentina. Proprio in base a questo presupposto storico, dal 2018 il\u00a0<strong>Museo Novecento<\/strong>\u00a0ha avviato un programma di mostre dedicate alle opere su carta. Ne sono nate diverse esposizioni come\u00a0<em>Il Disegno dello scultore<\/em>, alla quale hanno fatto seguito le personali di Henry Moore e Tony Cragg e molte altre. Anche nella personale dedicata a Jenny Saville del 2021 i disegni hanno avuto un ruolo centrale. Adesso, il museo accoglie con emozione questa serie di cento e pi\u00f9 disegni realizzati da\u00a0<strong>Kounellis<\/strong>\u00a0dal 1973 in poi, fino agli anni Ottanta.<\/p>\n<p>Molti fogli sono caratterizzati da vere e proprie prime prove progettuali: al centro della carta <strong>Kounellis<\/strong>\u00a0ha tratteggiato in velocit\u00e0 la sagoma di una lastra su cui possono stare appesi cappotti, strumenti musicali, oppure, in una rigorosa costellazione di mensole, ciottoli anneriti, sacchi di iuta ripieni di carbone, legni macchiati di nero. In alcuni casi il groviglio rapido di segni lascia affiorare oggetti o minime tracce, ombre, impronte scure, germogli di future creazioni.\u00a0Si riconoscono la sagoma di una ciminiera, quella di lampade ad olio o teste urlanti, che rimandano al celebre Urlo di Edward Munch, e perfino accumulazioni di teschi, come negli ultimi acquerelli di C\u00e9zanne. A volte i disegni sono minute annotazioni, forse esercizi di memoria nati all\u2019impronta come risvegliandosi dopo un sogno, fantasie notturne, magari eseguite in un caff\u00e8, in una stanza di albergo, durante un viaggio in treno.<br \/>\nLa sua, infatti, \u00e8 un\u2019arte oracolare, pertanto misteriosa, seppure costruita con le cose tali e quali sono. Un\u2019arte ermetica eppure eloquente ed epica, per la carica drammatica che \u00e8 in grado di raggiungere. Mai come davanti alle opere di Kounellis \u00e8 possibile vivere l\u2019esperienza poetica dell\u2019immagine artistica, l\u2019aprirsi di un mondo nell\u2019epifania gnostica di luce e ombra, di dramma e lirismo. Guardiamo con calma questi disegni dominati dal nero, che \u00e8 il colore dell\u2019inchiostro e del carbone, del fumo e della notte, della malinconia e dell\u2019irrazionale, del tragico mondo di Amleto e dei corvi di van Gogh, cos\u00ec come del mare nero cantato dal poeta simbolista Arthur Rimbaud.<br \/>\nLa mostra \u00e8 realizzata in collaborazione con Spirale d\u2019Idee.<br \/>\nIn occasione della mostra, sono attive le iniziative di mediazione rivolte alle diverse tipologie di pubblico, a cura di MUS.E. In marzo tutti i sabati alle ore 15:00, infatti, il pubblico potr\u00e0 prendere parte alle visite guidate alla mostra, con cenni anche alle altre esposizioni in corso presso il museo, avvicinandosi alla poetica dell&#8217;artista e cogliendo gli aspetti salienti dell\u2019opera di questo maestro del novecento.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il\u00a0Museo Novecento\u00a0ha impaginato fino al 9 giugno 2024, la mostra \u201cLa stanza vede. 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