{"id":32685,"date":"2024-04-05T22:29:21","date_gmt":"2024-04-05T22:29:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32685"},"modified":"2024-04-05T22:29:21","modified_gmt":"2024-04-05T22:29:21","slug":"napoli-ottocento-degas-fortuny-gemito-mancini-morelli-palizzi-sargent-turner-e-il-ruolo-centrale-di-napoli-in-mostra-alle-scuderie-del-quirinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/04\/05\/napoli-ottocento-degas-fortuny-gemito-mancini-morelli-palizzi-sargent-turner-e-il-ruolo-centrale-di-napoli-in-mostra-alle-scuderie-del-quirinale\/","title":{"rendered":"Napoli Ottocento. Degas, Fortuny, Gemito, Mancini, Morelli, Palizzi, Sargent, Turner,  e il ruolo centrale di Napoli in mostra alle Scuderie del Quirinale"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/6839df3d-cd7a-4196-ad8c-e5e06399f61d0-768x995-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32686\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/6839df3d-cd7a-4196-ad8c-e5e06399f61d0-768x995-1.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"729\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/6839df3d-cd7a-4196-ad8c-e5e06399f61d0-768x995-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/6839df3d-cd7a-4196-ad8c-e5e06399f61d0-768x995-1-232x300.jpg 232w\" sizes=\"(max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/a>Le Scuderie del Quirinale<\/strong>\u00a0presentano\u00a0\u201c<strong><em>Napoli\u00a0Ottocento.<\/em><\/strong>\u00a0<strong><em>Degas, Fortuny, Gemito, Mancini, Morelli, Palizzi, Sargent, Turner\u201d<\/em>,<\/strong>una nuova grande esposizione, dal 27 marzo al 16 giugno 2024, a Roma, curata da\u00a0<strong>Sylvain<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_32687\" style=\"width: 577px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/21db29fa805435959583e057cbd83480.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-32687\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32687\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/21db29fa805435959583e057cbd83480.jpg\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/21db29fa805435959583e057cbd83480.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/21db29fa805435959583e057cbd83480-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32687\" class=\"wp-caption-text\">Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell&#8217;inaugurazione della mostra dal titolo: \u201cNapoli Ottocento \u201d<br \/>(foto di Francesco Ammendola &#8211; Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)<\/p><\/div>\n<p><strong>Bellenger\u00a0<\/strong>insieme a<strong>\u00a0Jean \u2013 Loup Champion, Carmine Romano e Isabella Valente.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un progetto espositivo di grande respiro e di alto rilievo scientifico\u00a0<strong>organizzato dalle Scuderie del Quirinale e dal Museo e Real Bosco di Capodimonte<\/strong>\u00a0in collaborazione con la\u00a0<strong>Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong>, la\u00a0<strong>Direzione Regionale Musei Campania<\/strong>, l\u2019<strong>Accademia di Belle Arti di\u00a0Napoli\u00a0<\/strong>e la\u00a0<strong>Stazione Zoologica Anton Dohrn<\/strong>.\u00a0\u00a0Il progetto si inserisce a pieno titolo in una delle linee programmatiche intra<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/47c171cb313307c0c038c05bdd504928.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32688 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/47c171cb313307c0c038c05bdd504928.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/47c171cb313307c0c038c05bdd504928.jpg 627w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/47c171cb313307c0c038c05bdd504928-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/a>prese ormai da tempo dalle Scuderie del Quirinale:\u00a0<strong>il racconto sistematico delle tante, straordinarie civilt\u00e0 figurative che hanno caratterizzato la storia artistica d\u2019Italia, ricca di \u2018capitali artistiche\u2019 pi\u00f9 di qualsiasi altro paese.<\/strong> Attraverso una selezione di 250 capolavori,\u00a0<strong>la mostra<\/strong>\u00a0<strong>rappresenta un omaggio al ruolo centrale di\u00a0Napoli\u00a0nell\u2019ambito del dibattito europeo sull\u2019arte<\/strong>.\u00a0Napoli\u00a0si propose come un centro di produzione artistica di assoluta centralit\u00e0 europea per tutto l\u2019Ottocento, ovvero quel \u2018secolo lungo\u2019 che prende le mosse dagli esiti della cultura illuminista di fine Settecento e che arriva ad estendersi fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, cos\u00ec strettamente connesso alla nascita dell\u2019Italia moderna eppure ancora non abbastanza conosciuto e per questo ancora da scoprire.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione incarna, dunque, la perfetta sintesi della eccezionale vitalit\u00e0 artistica di una citt\u00e0 che ha continuato ad attrarre tutti i pi\u00f9 grandi artisti attivi in Europa o provenienti dalle pi\u00f9 giovani scuole nordamericane<\/strong>, giunti per vivere l\u2019esperienza ineludibile della scoperta di Pompei ed Ercolano ma poi folgorati dalla bellezza prorompente del paesaggio campano, dalla ricchezza del patrimonio storico e artistico di quei luoghi, dai contrasti di una citt\u00e0 dall\u2019incanto unico al mondo.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/120ffa37120b0099374fcac6692aa8ad.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32689\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/120ffa37120b0099374fcac6692aa8ad.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/120ffa37120b0099374fcac6692aa8ad.jpg 774w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/120ffa37120b0099374fcac6692aa8ad-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/120ffa37120b0099374fcac6692aa8ad-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/a>Una panoramica ricchissima tra dipinti, sculture, arti decorative, storia e scienza<\/strong>: eloquenti testimonianze, malgrado i problemi e le tensioni sociali e politiche,\u00a0<strong>di una tradizione artistica<\/strong>\u00a0e culturale davvero secolare e ancora viva,\u00a0<strong>inserita a pieno nella cultura europea contemporanea<\/strong>.<\/p>\n<p>Il mare, le montagne, il folclore, la terra fangosa del Vesuvio, la lussureggiante vegetazione della Campania, lo splendore ed anche il degrado hanno ispirato artisti quali\u00a0<strong>Constantin Hansen, Silvestr \u0160\u010dedrin, Simon Denis, Karl B\u00f6hme, Ludwig Catel, William Turner, Thomas Jones, Thomas Fearnley, Eduard Hildebrandt, Hans von Mar\u00e9es, John Singer Sargent<\/strong>, i pittori naturalisti di Posillipo, Portici e Resina,<strong>\u00a0Anton van Pitloo, Giuseppe De Nittis, Ercole e Giacinto Gigante, Teodoro Ducl\u00e8re e Salvatore Fergola.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un rilievo significativo ricopre nella mostra la figura del pittore\u00a0<strong>Edgar <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/148671-FIG_16_Gioacchino_Toma-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32690 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/148671-FIG_16_Gioacchino_Toma-1.jpg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/148671-FIG_16_Gioacchino_Toma-1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/148671-FIG_16_Gioacchino_Toma-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 548px) 100vw, 548px\" \/><\/a>Degas<\/strong>, un artista che ha sempre rivendicato la sua appartenenza al movimento realista rifiutando l\u2019etichetta di impressionista come qualificativo della sua pittura. Di origini napoletane per parte paterna, Degas, che parlava correntemente la lingua napoletana imparata durante la sua infanzia e giovinezza a\u00a0Napoli, \u00e8 considerato in questa mostra dal punto di vista della sua familiarit\u00e0 con l\u2019ambiente napoletano, ipotizzando che, questa particolarit\u00e0, sia un tassello di lettura in pi\u00f9 per capire la sua differenza con la scuola francese.<\/p>\n<p>Proprio a Napoli \u2013 dove trascorse soggiorni fondamentali per la sua formazione &#8211; pot\u00e9 arricchire di un senso nuovo la sua particolare formula realista. Particolarmente importante, per questo, \u00e8\u00a0<strong>il focus dedicato in mostra all\u2019artista francese<\/strong>. Grazie alla generosit\u00e0 del Mus\u00e9e d\u2019Orsay, dell\u2019Art Institute di Chicago e del Cleveland Museum of Art i visitatori potranno ammirare riuniti in mostra cinque celebri capolavori del \u2018Degas napoletano\u2019, oltre all\u2019emblematica \u2018<em>Veduta di Castel Sant\u2019Elmo da Capodimonte<\/em>\u2019 del Fitzwilliam Museum di Cambridge, rarissimamente esposta. Seguendo lo svolgersi delle varie correnti culturali ottocentesche,\u00a0<strong>la mostra dedica tre sezioni decisive alla tematica dell\u2019immaginario storicista neo-pompeiano<\/strong>\u00a0che reinventa temi o diffonde lo stile dei manufatti rinvenuti nelle citt\u00e0 sepolte, dell\u2019immaginario idealista neo-greco, intriso di evocazione ed elegia, e l\u2019immaginario orientalista, che tanto fascino suscit\u00f2 in\u00a0<strong>Domenico Morelli<\/strong>. Il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/105232264-d892164e-bfae-442a-8c9f-176411d8058c.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32691\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/105232264-d892164e-bfae-442a-8c9f-176411d8058c.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/105232264-d892164e-bfae-442a-8c9f-176411d8058c.jpg 1280w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/105232264-d892164e-bfae-442a-8c9f-176411d8058c-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/105232264-d892164e-bfae-442a-8c9f-176411d8058c-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/105232264-d892164e-bfae-442a-8c9f-176411d8058c-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><\/a>passaggio e le contaminazioni tra pittura accademica e pittura realista, intorno alla met\u00e0 del secolo, sono descritte con attenzione fino al confluire nelle arti figurative di tematiche veriste che nell\u2019affermare il principio di realt\u00e0 fino all\u2019estremo riflettono le istanze di denuncia sociale proprie della seconda met\u00e0 del secolo. Il percorso dall\u2019accademismo al realismo trova, al culmine della sua progressione verista, un approdo a soluzioni di disfacimento dell\u2019esattezza figurativa ottenuto con il prevalere degli aspetti materici della pittura\u00a0<strong>nelle opere di Antonio Mancini<\/strong>.\u00a0 Nell\u2019ottica di queste \u201ccontraddizioni\u201d legate alla realt\u00e0, \u00e8\u00a0<strong>la materia stessa che diviene oggetto della pittura e della scultura<\/strong>, annullando le differenze tra l\u2019una e l\u2019altra attraverso effetti violentemente materici che trovano un paragone solo nella ricerca di\u00a0<strong>Medardo Rosso<\/strong>\u00a0e che di fatto anticipano di diversi decenni quelle qualit\u00e0 tipiche della stagione \u2018informale\u2019 del dopoguerra, in artisti come\u00a0<strong>Fontana o Burri.<\/strong> <strong>Nel XIX\u00a0Napoli\u00a0\u00e8 a tutti gli effetti riconosciuta anche come un\u2019importante capitale scientifica,\u00a0<\/strong>terza citt\u00e0 d\u2019Europa, dopo Londra e Parigi, sede di una delle pi\u00f9 antiche universit\u00e0 italiane, della prima scuola di lingue orientali in Europa (fondata nel 1732), del primo museo di mineralogia (fondato nel 1801) e di molti altri centri di studio o<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/2palizzi-e1712355492319.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32692 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/2palizzi-e1712355492319.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"343\" \/><\/a> istituzioni per la ricerca e lo studio.<br \/>\n\u00c8 anche la citt\u00e0 dei dibattiti positivisti, delle scienze giuridiche e matematiche, \u00e8 la citt\u00e0 dell\u2019intensa dialettica che lega le nuove scienze a un\u2019estetica sempre fedele alla grande tradizione realista, centrale nella definizione dell\u2019arte napoletana dal periodo barocco riberesco e caravaggesco.<\/p>\n<p>All\u2019interno del percorso espositivo si \u00e8 voluto restituire al visitatore, attraverso la videoinstallazione\u00a0<em>Affreschi Digitali<\/em>dell\u2019artista napoletano Stefano Gargiulo (Kaos Produzioni), la peculiarit\u00e0 della Stazione Zoologica voluta da Anton Dohrn, primo centro di studio oceanografico in Italia, dove\u00a0\u00a0raffigurazioni scientifiche della fauna marina si sovrappongono alle decorazioni di Hans Von Mar\u00e9es e Adolf Hildebrandt ancora visibili nell\u2019attuale Biblioteca e ispirate al gusto neo-ellenico caro agli artisti tedeschi dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Nel primo quarto del XX secolo,\u00a0<strong>Antonio Mancini<\/strong>, all\u2019apice della fama internazionale, consente alla\u00a0<strong>materia\u00a0<\/strong>grezzadi entrare nei suoi dipinti; \u00e8 la materia, prorompente, invasiva e privata di forma che si fa oggetto stesso dell\u2019opera, sostituendosi al soggetto ritrattato<strong>.\u00a0<\/strong>Una scelta che venne celebrata alla Biennale di Venezia del 1926, dove la\u00a0<strong><em>Dama in rosso<\/em><\/strong> di Mancini venne salutata da Carlo Carr\u00e0 come \u201cun vero capolavoro di potenza plastica e di armonia cromatica\u201d.\u00a0 Anche <strong>l\u2019influenza del clima politico ed economico ha avuto un ruolo decisivo sulle forme d\u2019arte di questo periodo storico<\/strong>. La profusione di progetti e programmi di trasformazione urbanistica della citt\u00e0, infatti, la rendono sempre pi\u00f9 europea tanto che, alla fine del secolo,\u00a0Napoli\u00a0dialoga ancora direttamente con Parigi: in soli tre anni viene eretta la Galleria Umberto I, vengono costruiti i caff\u00e8, i grand hotel, i quartieri borghesi ed i lunghi viali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/88DAF4B3-3169-4AB9-84A5-40FA0E340867-e1712355528605.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32693\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/88DAF4B3-3169-4AB9-84A5-40FA0E340867-e1712355528605.jpeg\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"324\" \/><\/a>Il percorso \u201cdal Sublime alla materia\u201d diventa in mostra uno schema di lettura della storia dell\u2019arte a\u00a0Napoli\u00a0nell\u2019Ottocento. Per questa ragione, tale percorso \u00e8 oggetto di un ulteriore intervento multimediale dello stesso Gargiulo che accoglie il visitatore sullo scalone d\u2019entrata proponendo le immagini del Vesuvio in eruzione intese come sintesi dei due termini: il sentimento del sublime che deriva dallo spettacolo della forza terribile della natura, e la brutalit\u00e0 materica del paesaggio lavico che si trasforma in bellezza. <strong><em>\u201cNapoli\u00a0Ottocento\u201d, <\/em><\/strong>rappresenta la sintesi di questo lungo percorso, un\u2019occasione unica per ammirare opere di altissimo valore e per comprendere a pieno un periodo ricco di contraddizioni e di fascino.<\/p>\n<p><strong>Mario De Simoni<\/strong>,\u00a0<em>Direttore generale Scuderie del Quirinale<\/em>. \u201cUna mostra, concepita alla fine della pandemia e dedicata non a caso a una delle citt\u00e0 pi\u00f9 vitali e pi\u00f9 amate, che racconta\u00a0Napoli\u00a0nella sua vocazione di grande capitale e che segna una volta di pi\u00f9 la fecondit\u00e0 della presenza delle Scuderie del Quirinale nel sistema del Ministero della Cultura, questa volta attraverso l\u2019organizzazione congiunta con il Museo e Real Bosco di Capodimonte e la collaborazione con la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea e con la Direzione Regionale Musei della Campania\u201d.<\/p>\n<p><strong>Matteo Lafranconi<\/strong>,\u00a0<em>Direttore Scuderie del Quirinale. <\/em>\u201cLa mostra \u00e8 il prodotto di un infaticabile lavoro di selezione e ricerca da parte del team curatoriale e organizzativo: un grande tributo alla civilt\u00e0 figurativa napoletana, alla sua perdurante vitalit\u00e0, alla sua ineguagliabile capacit\u00e0 di seduzione nei confronti dell\u2019Europa intera e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/barberini-corsini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32694 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/barberini-corsini.jpg\" alt=\"\" width=\"539\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/barberini-corsini.jpg 790w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/barberini-corsini-300x158.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/barberini-corsini-768x403.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><\/a> non solo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sylvain Bellenger<\/strong>,\u00a0<em>curatore <\/em>\u201cUn progetto ambizioso che espone le opere d&#8217; un secolo troppo poco conosciuto: l&#8217;Ottocento\u00a0napoletano.\u00a0\u00a0La\u00a0Napoli\u00a0del XIX secolo eredit\u00f2 sia la storia cosmopolita della Campania che la tradizione realista della scuola barocca napoletana. L&#8217;estetica dialoga strettamente con la scienza e le dinamiche pre-positiviste nelle scienze esatte, contrastano con la leggenda di una citt\u00e0 percepita come teatrale, irrazionale e prontamente scaramantica. L&#8217;attrazione delle rovine, l&#8217;abbagliante bellezza del Golfo di\u00a0Napoli\u00a0hanno dato vita alle scuole di paesaggio di Posillipo e Portici. Il realismo del &#8216;Plein Air&#8217; trasform\u00f2 la luce in materia, prima di estendersi e radicalizzarsi nel Verismo artistico, politico, sociale ed economico dell&#8217;Italia del Risorgimento e dell&#8217;Unit\u00e0.\u00a0\u00a0Da Jacques Volaire a Philipp Hackert, da Anton van Pittloo a Thomas Jones, Filippo Palizzi, Giuseppe de Nittis, Domenico Morelli, Gioacchino Toma, sono solo alcuni dei pittori presenti in questa mostra, che propone tanti confronti audaci e illuminanti, tra cui quello con Edgar Degas, studiato per la prima volta nel suo ambiente familiare napoletano. Gli oggetti d&#8217;arte e l&#8217;artigianato neopompeiano in bronzo e ceramica le sculture di Giuseppe Renda, Achille d&#8217;Orsi e, Francesco Jerace, Vincenzo Gemito, rivelano una scuola che dominava l&#8217;Italia verista, mentre il virtuosismo di Antonio Mancini spostava il verismo pittorico verso la materia della pittura stessa aprendo la porta, all&#8217;arte informale di Lucio Fontana, Alberto Burri e del pittore vesuviano Salvatore Emblema\u201d.<\/p>\n<p>Come di consueto, anche in occasione della mostra\u00a0<strong><em>Napoli\u00a0Ottocento,\u00a0<\/em><\/strong>le Scuderie del Quirinale propongono un programma interdisciplinare offrendo, nel mese di giugno, due eventi serali sulla magnifica terrazza. Seguendo le tracce della mostra, \u00e8 stato chiesto al curatore Sylvain Bellenger di conversare con alcuni dei maggiori esperti e studiosi dell\u2019Ottocento\u00a0cos\u00ec da dare al pubblico l\u2019opportunit\u00e0 di approfondire non solo temi legati alle arti visive ma anche storici, filosofici, scientifici, teatrali e musicali.<br \/>\nLe Scuderie del Quirinale realizzeranno, inoltre, un progetto speciale:\u00a0<strong><em>Viaggi nello spazio e nel tempo<\/em><\/strong>, un ciclo di quattro brevi documentari che contribuiscono a raccontare come\u00a0Napoli\u00a0divenne una delle capitali europee dell\u2019Ottocento. Si partir\u00e0 dall\u2019inaugurazione della prima linea ferroviaria italiana\u00a0Napoli\u00a0-Portici del 1839 fino alla direzione artistica di Saverio Mercadante del Teatro San Carlo del 1840 e dall\u2019inaugurazione della Stazione Zoologica Anton Dohrn nel 1872 all\u2019 Esposizione Nazionale di Belle Arti nel 1877. I filmati saranno visibili a partire dal mese di maggio sul canale YouTube dedicato.<br \/>\nIl catalogo \u00e8 edito da Electa. Per \u201cNapoli\u00a0Ottocento\u201d le Audioguide Adulti &#8211; realizzate dalla societ\u00e0 S.T.A.R.T. &#8211; sono state registrate direttamente dal curatore Sylvain Bellenger e sono disponibili anche nella APP Scuderie del Quirinale che, come di consueto, \u00e8 gratuita e prevede una versione anche per bambini.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le Scuderie del Quirinale\u00a0presentano\u00a0\u201cNapoli\u00a0Ottocento.\u00a0Degas, Fortuny, Gemito, Mancini, Morelli, Palizzi, Sargent, Turner\u201d,una nuova grande esposizione, dal 27 marzo al 16 giugno 2024, a Roma, curata da\u00a0Sylvain Bellenger\u00a0insieme a\u00a0Jean \u2013 Loup Champion, Carmine Romano e Isabella Valente.\u00a0 Un progetto espositivo di grande respiro e di alto rilievo scientifico\u00a0organizzato dalle Scuderie del Quirinale e dal Museo e Real Bosco di Capodimonte\u00a0in collaborazione con la\u00a0Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, la\u00a0Direzione Regionale Musei Campania, l\u2019Accademia di Belle Arti di\u00a0Napoli\u00a0e la\u00a0Stazione Zoologica Anton Dohrn.\u00a0\u00a0Il progetto si inserisce a pieno titolo in una delle linee programmatiche intraprese ormai da tempo dalle Scuderie del Quirinale:\u00a0il racconto sistematico [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/04\/05\/napoli-ottocento-degas-fortuny-gemito-mancini-morelli-palizzi-sargent-turner-e-il-ruolo-centrale-di-napoli-in-mostra-alle-scuderie-del-quirinale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,180472,53794,41640,44441,87,35351,26,35185,17505,35188,51708,44805,28369,51665,4625],"tags":[591655,591645,80521,591651,591653,591640,591641,66792,591652,59504,591647,472793,591648,8674,40913,591639,149158,355195,252890,355378,591646,531699,591654,591650,591649,591644,108134],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32685"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32685"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32699,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32685\/revisions\/32699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}