{"id":32717,"date":"2024-04-08T17:27:10","date_gmt":"2024-04-08T17:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32717"},"modified":"2024-04-08T17:27:10","modified_gmt":"2024-04-08T17:27:10","slug":"pittori-del-settecento-tra-venezia-e-impero-larte-attraverso-i-territori-del-friuli-venezia-giulia-in-mostra-a-udine-e-a-gorizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/04\/08\/pittori-del-settecento-tra-venezia-e-impero-larte-attraverso-i-territori-del-friuli-venezia-giulia-in-mostra-a-udine-e-a-gorizia\/","title":{"rendered":"Pittori del Settecento tra Venezia e Impero. L\u2019Arte attraverso i territori del Friuli Venezia Giulia in mostra a Udine e a Gorizia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Antonio-Facci-1746-ca.-1804-Apparizione-di-GesB9-Bambino-a-Sant8099Antonio-di-Padova-olio-su-tela-Sedegliano-Chiesa-di-San-Lorenzo-Martire.-e1712596588818.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32718\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Antonio-Facci-1746-ca.-1804-Apparizione-di-GesB9-Bambino-a-Sant8099Antonio-di-Padova-olio-su-tela-Sedegliano-Chiesa-di-San-Lorenzo-Martire.-e1712596588818.jpg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"468\" \/><\/a>L\u2019arte non conosce frontiere<\/strong>. Semmai fa di un limite amministrativo, geografico, politico un luogo di incontro e di contaminazioni, un palcoscenico su cui misurarsi alla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Francesco-Fontebasso_LImmacolata_Chiesa-dei-Santi-Andrea-e-Tommaso-Vinaio.-e1712596632274.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32719 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Francesco-Fontebasso_LImmacolata_Chiesa-dei-Santi-Andrea-e-Tommaso-Vinaio.-e1712596632274.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"428\" \/><\/a> conquista di nuovi mercati. \u201cPittori del Settecento tra Venezia e Impero\u201d, promossa dai Civici Musei di Udine e dai Musei Provinciali di Gorizia, curata da Liliana Cargnelutti, Vania Gransinigh e Alessandro Quinzi, di tutto ci\u00f2 offre un\u2019affascinante testimonianza. La grande esposizione allestita su due sedi \u2013 Castello di Udine dal 25 novembre 2023 e Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia dal dicembre 2023 fino ad aprile 2024 (unico il catalogo) \u2013 mette in luce l\u2019osmosi tra aree storicamente riconducibili a differenti entit\u00e0 statali. Quello che oggi \u00e8 il Friuli Venezia Giulia fu, sino al 1797, anno della caduta della Serenissima Repubblica di San Marco, terra contesa tra Venezia, che esprimeva il suo dominio sulla \u201cPatria del Friuli\u201d, e l\u2019Impero asburgico che dominava il Goriziano, Trieste e la contigua Slovenia. Lingue, tradizioni, visioni diverse, ma non per gli artisti e la loro arte, uomini e donne che traghettarono i loro originali modi di esprimere l\u2019arte in territori non abituali, trovandoli recettivi<strong>. \u201cNel \u2018700 ad Udine, attorno alla figura geniale di Giambattista Tiepolo che lavor\u00f2 pi\u00f9 volte per una committenza friulana, si mettono in luce altri artisti nativi friulani di che hanno successo proprio a Venezia. Tra di loro Sebastiano Bombelli, Nicola Grassi, Luca Carlevarijs che, pur scegliendo di trasferirsi in Laguna, continuarono a mantenere rapporti di lavoro con la terra d\u2019origine.<\/strong> Altri, veneziani, raggiungono il Friuli per affiancare Tiepolo nel rispondere alle richieste della committenza friulana. Tra loro Gian Antonio Guardi, Giambattista Piazzetta, Gaspare Diziani, Francesco Fontebasso. Le loro opere friulane offrono motivi d\u2019ispirazione per gli artisti locali. Come avviene con Francesco Pavona o Francesco Chiarottini, entrambi attivi lungo i due versanti del confine tra le terre imperiali e veneziane\u201d, anticipa Vania Gransinigh. La Contea di Gorizia diventa presto uno snodo importante per quegli artisti veneziani che puntano ad affermarsi nelle terre imperiali. Esemplari i casi di Giulio Quaglio o quello della famiglia Pacassi che da Venezia si trasfer\u00ec dapprima a Gorizia e nel secondo decennio del Settecento, con Giovanni Pacassi e lo scultore Pietro Baratta estese, con successo, l\u2019attivit\u00e0 a Vienna. La crescita della citt\u00e0 e del suo entroterra, in connessione con il rinnovo architettonico delle chiese in senso post tridentino e barocco, vede verso la met\u00e0 del secolo l\u2019affermarsi delle botteghe del palmense Pietro Bainville, di Antonio Paroli, di schietta formazione veneziana e di Johann Michael Lichtenreit, bavarese ma goriziano d\u2019adozione. Su questo panorama si stagliano singoli episodi di committenze qualificate. <strong>Tra questa fitta trama di rapporti spiccano commissioni importanti: il Conte Sigismondo Attems Petzenstein commissiona al veronese Giambettino Cignaroli per l\u2019altare<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Giulio-Quaglio-1668-1751-Madonna-con-il-Bambino-e-Santi-1702-post-olio-su-tela-Nova-Gorica-GoriA1ki-muzej.-e1712596729956.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32721\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Giulio-Quaglio-1668-1751-Madonna-con-il-Bambino-e-Santi-1702-post-olio-su-tela-Nova-Gorica-GoriA1ki-muzej.-e1712596729956.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"462\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Gaspare-Diziani_Madonna-con-bambino_Chiesa-di-San-Pietro-ai-Volti-Cividale.-e1712596677128.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-32720 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Gaspare-Diziani_Madonna-con-bambino_Chiesa-di-San-Pietro-ai-Volti-Cividale.-e1712596677128.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"398\" \/><\/a> di famiglia, mentre il conte Livio Lantieri crea una collezione di pastelli di Francesco Pavona. Una moda, quella del pastello, che prese piede dopo la visita in citt\u00e0 dell\u2019imperatore Carlo VI nel 1728 quando raggiunse il capoluogo isontino Rosalba Carriera, anch\u2019essa mossa dalla speranza, che si riveler\u00e0 fondata, di allacciare i rapporti con l\u2019alta nobilt\u00e0 viennese. Proprio in quell\u2019occasione ritrasse anche alcuni membri della famiglia Lantieri.<\/strong> Nello stesso periodo, la storia del Friuli veneto fu segnata dall\u2019ascesa sociale di famiglie di recente nobilt\u00e0 come quella dei Manin, mentre le personalit\u00e0 di Giovanni, Dionisio e Daniele Dolfin nelle vesti di Patriarchi di Aquileia assicurarono, in questo lembo di terraferma veneziana, il consolidarsi di una cultura figurativa di marca prevalentemente veneziana. \u201cGli studi e le ricerche portati a compimento negli ultimi trent\u2019anni hanno dimostrato come la trama di rapporti culturali reciproci tra le diverse aree della regione siano molto pi\u00f9 stratificati e differenziati di quanto non si pensi. <strong>Un intero secolo separa la figura del pittore di origini lombarde Giulio Quaglio, che dopo aver lavorato per una decina d\u2019anni a Udine decorando i palazzi della nobilt\u00e0 cittadina di nuova nomina si trasfer\u00ec agli inizi del Settecento a Lubiana passando per Gorizia, da quella di Franz Caucig\/Kav\u010di\u010d, che nato nel capoluogo isontino, visse a Vienna prestando la sua opera<\/strong> anche per una nobile committenza goriziana oltre che viennese. Tra questi due estremi si colloca un contesto variegato e composito, punteggiato di personalit\u00e0 artistiche dalla formazione e dai trascorsi pi\u00f9 diversi che contribuirono in maniera determinante alla definizione di una congerie figurativa debitrice tanto dell\u2019arte veneta quanto di quella oltralpina nelle aree territoriali in cui la regione Friuli Venezia Giulia si suole suddividere\u201d, chiosa Alessandro Quinzi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Giovanniantonio-Guardi_SantAntonio-da-Padova-in-gloria_Parrocchiale-di-Pinzano.-e1712596834363.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32723\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Giovanniantonio-Guardi_SantAntonio-da-Padova-in-gloria_Parrocchiale-di-Pinzano.-e1712596834363.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"393\" \/><\/a> <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/GiambattistaTiepolo_Langelo-custode_Udine_Civici-Musei.-scaled-e1712596795935.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-32722 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/GiambattistaTiepolo_Langelo-custode_Udine_Civici-Musei.-scaled-e1712596795935.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"501\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019arte non conosce frontiere. Semmai fa di un limite amministrativo, geografico, politico un luogo di incontro e di contaminazioni, un palcoscenico su cui misurarsi alla conquista di nuovi mercati. \u201cPittori del Settecento tra Venezia e Impero\u201d, promossa dai Civici Musei di Udine e dai Musei Provinciali di Gorizia, curata da Liliana Cargnelutti, Vania Gransinigh e Alessandro Quinzi, di tutto ci\u00f2 offre un\u2019affascinante testimonianza. La grande esposizione allestita su due sedi \u2013 Castello di Udine dal 25 novembre 2023 e Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia dal dicembre 2023 fino ad aprile 2024 (unico il catalogo) \u2013 mette in luce l\u2019osmosi tra [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/04\/08\/pittori-del-settecento-tra-venezia-e-impero-larte-attraverso-i-territori-del-friuli-venezia-giulia-in-mostra-a-udine-e-a-gorizia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53747,53794,41640,44441,87,35351,35224,26,17505,35188,28369,44504,4625,409394],"tags":[591667,594128,594136,594134,298525,473141,594132,594137,594135,594131,594130,594133,591670,591669,594139,355195,420038,594138,594129,591668],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32717"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32717"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32726,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32717\/revisions\/32726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}