{"id":32757,"date":"2024-04-12T22:39:53","date_gmt":"2024-04-12T22:39:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32757"},"modified":"2024-04-12T22:39:53","modified_gmt":"2024-04-12T22:39:53","slug":"reza-aramesh-number-207-la-mostra-del-geniale-scultore-iraniano-alla-chiesa-di-san-fantin-a-venezia-e-una-riflessione-sulla-condizione-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/04\/12\/reza-aramesh-number-207-la-mostra-del-geniale-scultore-iraniano-alla-chiesa-di-san-fantin-a-venezia-e-una-riflessione-sulla-condizione-umana\/","title":{"rendered":"Reza Aramesh: NUMBER 207.  La mostra del geniale scultore iraniano alla Chiesa di San Fantin a Venezia, \u00e8 una riflessione sulla condizione umana."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/0a643ddf-8fee-4484-db48-15c1c80d6363-e1712961073988.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32758\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/0a643ddf-8fee-4484-db48-15c1c80d6363-e1712961073988.jpeg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"546\" \/><\/a>Erano anni che non vedevo una mostra cos\u00ec profonda, cos\u00ec attuale, cos\u00ec umana.\u00a0 <\/strong><strong>Curato da Serubiri Moses in occasione della 60\u00ba Biennale di Venezia, il corpus di opere in marmo realizzate a Carrara di Reza Aramesh \u00e8 una riflessione sulla condizione umana, che accende i riflettori<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Lartista-Reza-Aramesh.-Foto-di-Thierry-Bal.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32759 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Lartista-Reza-Aramesh.-Foto-di-Thierry-Bal.jpeg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Lartista-Reza-Aramesh.-Foto-di-Thierry-Bal.jpeg 412w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Lartista-Reza-Aramesh.-Foto-di-Thierry-Bal-241x300.jpeg 241w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/a> sull&#8217;uso del potere e della brutalit\u00e0 in un confronto cruciale con la storia dell&#8217;arte europea.<\/strong><\/p>\n<p>Il MUNTREF \u2013 <strong>Museo de la Inmigraci\u00f3n di Buenos Aires e l\u2019Institute of Contemporary Art di Miami annunciano la mostra\u00a0<em>NUMBER 207\u00a0<\/em>di<\/strong>\u00a0<strong>Reza Aramesh alla Chiesa di San Fantin a Venezia. L&#8217;artista britannico di origine iraniana Reza Aramesh torna a Venezia \u2013 dopo aver preso parte al padiglione iraniano della 56ma Biennale \u2013 con la sua prima esposizione personale, presentata dal curatore newyorkese Serubiri Moses. In concomitanza con la 60ma Biennale d\u2019Arte di Venezia Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa, la retrospettiva \u00e8 realizzata in collaborazione con la Diocesi Patriarcato di Venezia, la Dastan Gallery di Teheran e Stjarna.art.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>NUMBER 207 <\/em>sar\u00e0 accompagnata da due pubblicazioni di\u00a0SKIRA Editore\u00a0\u2013 un catalogo della mostra con saggio curatoriale di Serubiri Moses, e un catalogo ragionato dal titolo\u00a0&#8220;Action: by Number&#8221;\u00a0a cura di Serubiri Moses e arricchito dai contributi di\u00a0Mitra Abbaspour,\u00a0Geraldine A. Johnson,\u00a0Julia Friedman, e\u00a0Storm Janse van Rensburg, distribuito da\u00a0Thames &amp; Hudson e ARTBOOK | D.A.P.\u00a0in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni, visitare il sito web\u00a0www.number207venice.com.<br \/>\n<em>NUMBER 207\u00a0<\/em>presenter\u00e0 un corpus di tre serie scultoree realizzate appositamente in realizzate in marmo di Carrara, estratto dalla\u00a0Cava Polvaccio, la stessa da cui Michelangelo Buonarroti sceglieva il materiale per i suoi capolavori. Allestita in conversazione con l&#8217;ambiente architettonico della Chiesa di San Fantin, l&#8217;esposizione trova il suo punto focale nella serie\u00a0Study of Sweatcloth, che si compone di\u00a0<strong>207 pezzi\u00a0di biancheria intima maschile a grandezza naturale, scolpiti in marmo di Carrara e disseminati sul pavimento della chiesa. Spogliato del corpo, l&#8217;umile indumento rappresenta\u00a0l&#8217;ultimo brandello materiale di dignit\u00e0 e autonomia corporea del prigioniero, come testimonianza della sua identit\u00e0 e come simbolo della sua successiva perdita. Nel sottolineare la graduale assenza della corporeit\u00e0, la biancheria intima attira efficacemente l&#8217;attenzione sul corpo come luogo politico.<\/strong> Scolpendo il marmo \u2013\u00a0un mezzo tipicamente riservato ai soggetti di venerazione o di potere\u00a0\u2013 Aramesh impartisce un <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Senza-nome-1068x491-1-e1712961127202.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32760\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Senza-nome-1068x491-1-e1712961127202.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"261\" \/><\/a>senso di permanenza materiale e di integrit\u00e0 alle vite invisibili andate perse nei moderni atti di guerra e di terrore, trasformando la materialit\u00e0 di questi soggetti storici in forme scultoree basate sulla storia dell&#8217;arte europea e sull\u2019egemonia della bellezza al<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Il-curatore-Serubiri-Moses.-Foto-di-Marissa-Alper.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32761 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Il-curatore-Serubiri-Moses.-Foto-di-Marissa-Alper.jpeg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Il-curatore-Serubiri-Moses.-Foto-di-Marissa-Alper.jpeg 501w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Il-curatore-Serubiri-Moses.-Foto-di-Marissa-Alper-294x300.jpeg 294w\" sizes=\"(max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/a> servizio del potere.<br \/>\nOgni opera di Aramesh fa riferimento a\u00a0immagini di archivio e reportage di guerra\u00a0provenienti da centri di detenzione dalla met\u00e0 del XX secolo ad oggi; la curatela e l&#8217;allestimento della mostra rispondono alla storia del sito stesso, sede dell&#8217;Ordine di San Fantin, un ordine ecclesiastico post-medievale che ospitava e amministrava i condannati in attesa dell&#8217;esecuzione. L&#8217;immaginario moderno dell&#8217;artista \u00e8 reso universale dalla realt\u00e0 travolgente della guerra e del conflitto, qui intesi come un aspetto persistente della condizione umana. In\u00a0<em>NUMBER 207<\/em>, il contesto storico secolare di punizione e riforma intrinseco nella storia della Chiesa di San Fantin incontra l&#8217;immaginario di Aramesh, in riferimento ai prigionieri di oggi e alla loro tortura, in un intenso appello all&#8217;umanit\u00e0 e al suo\u00a0precario equilibrio tra empatia e crudelt\u00e0.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-241-Study-of-the-Head-as-Cultural-Artefacts-2023.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32762\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-241-Study-of-the-Head-as-Cultural-Artefacts-2023.jpeg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-241-Study-of-the-Head-as-Cultural-Artefacts-2023.jpeg 427w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-241-Study-of-the-Head-as-Cultural-Artefacts-2023-250x300.jpeg 250w\" sizes=\"(max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/a>\u201cSiamo entusiasti di presentare le opere di Reza Aramesh, la cui esposizione NUMBER 207 posiziona il nuovo corpus di sculture in marmo \u2013 basato sull&#8217;accumulo di &#8220;Azioni&#8221; \u2013 in stretto dialogo con lo spazio espositivo, la Chiesa di San Fantin a San Marco, fondata nel X secolo con lavori di ristrutturazione nel XV secolo, e la sua architettura ecclesiastica medievale. Ci interessa anche il fatto che l&#8217;Ordine di San Fantin abbia confortato i condannati prima della loro esecuzione, il che ha una particolare rilevanza per il gruppo scultoreo di Aramesh e i suoi precedenti lavori fotografici.\u201d<br \/>\n<strong>\u2013\u00a0Serubiri Moses<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLe opere presentate nella Chiesa di San Fantin provengono da diverse serie avviate a partire dal 2022, che ho scelto di chiamare &#8220;Azioni&#8221;. Il mio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-364-Yarze-Prison-27-March-2005-Progression-117-2023.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-32763 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-364-Yarze-Prison-27-March-2005-Progression-117-2023.jpeg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-364-Yarze-Prison-27-March-2005-Progression-117-2023.jpeg 341w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Action-364-Yarze-Prison-27-March-2005-Progression-117-2023-200x300.jpeg 200w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a> obiettivo per questa mostra \u00e8 quello di stimolare una conversazione tra la struttura esistente della chiesa e ci\u00f2 che essa rappresenta, per rivelare nuovi e inaspettati abbinamenti con il mio lavoro. Fin dall&#8217;inizio della mia pratica, pi\u00f9 di vent&#8217;anni fa, mi sono concentrato su immagini di reportage, per lo pi\u00f9 tratte da conflitti in tutto il mondo, per trasformarle in forme scultoree rappresentate attraverso la storia dell&#8217;arte dell&#8217;Europa occidentale. Le figure che evoco parlano di impotenza; mi interessa come un pubblico possa riflettere su questa condizione, soprattutto quando pu\u00f2 scegliere se avere reazioni crudeli o empatiche.\u201d<br \/>\n<strong>\u2013\u00a0Reza Aramesh<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Ordine di San Fantin oper\u00f2 all&#8217;interno della chiesa nel periodo post-medievale. Come avveniva comunemente a quel tempo, le societ\u00e0 cristiane e coloniali condannavano i detenuti a morte. Prima di portare i condannati alla loro esecuzione \u2013 che, ci dicono gli storici, veniva effettuata in diversi punti di Venezia \u2013 l&#8217;Ordine di San Fantin li confortava e li ospitava all&#8217;interno della chiesa. Dalle fonti di quell\u2019epoca, l&#8217;Ordine indossava abiti neri e aveva, in generale, un aspetto cupo. Questo contesto storico fornisce molta rilevanza e risonanza in relazione alle\u00a0sculture di Reza Aramesh, che indagano la brutalit\u00e0 della condizione umana.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Reza-Aramesh-Action-347-PNP-Custodial-Center-16-January-1999-Progression-100-2023.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32765\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Reza-Aramesh-Action-347-PNP-Custodial-Center-16-January-1999-Progression-100-2023.jpeg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Reza-Aramesh-Action-347-PNP-Custodial-Center-16-January-1999-Progression-100-2023.jpeg 341w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/Reza-Aramesh-Action-347-PNP-Custodial-Center-16-January-1999-Progression-100-2023-200x300.jpeg 200w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a>Biografia di Reza Aramesh<\/strong>. Nato in Iran,\u00a0Reza Aramesh\u00a0vive e lavora tra Londra e New York. Ha conseguito un master in Belle Arti presso la Goldsmiths University di Londra. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto in mostre personali e collettive come la 14 Bienal de la Habana; Asia Society Museum di New York; The Metropolitan Museum of Art Breuer di New York; SCAD Museum di Atlanta, Georgia; Akademie der Kunste Berlin; la 56. Biennale di Venezia; Art Basel Parcours; Frieze Sculpture Park di Londra; Sculpture in the City di Londra; l\u2019Armory Show Off-Site al Collect Pond Park di New York e al MAXXI \u2013 Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, tra gli altri. Aramesh ha orchestrato una serie di spettacoli e situazioni in spazi come The Barbican Centre, la Tate Britain e l\u2019ICA di Londra. Le sue opere sono entrate in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, tra cui Argentina, Germania, Lituania, Polonia, USA, Belgio, Israele, Francia, Iran, Libano, Italia e Regno Unito.<br \/>\nSperimentando con vari medium \u2013 scultura, disegno, ricamo, ceramica, video e performance \u2013 in un susseguirsi di \u201cAzioni\u201d, Reza Aramesh trae ispirazione dalla copertura mediatica dei conflitti internazionali risalenti alla met\u00e0 XX secolo fino ai giorni nostri. Questo concetto viene poi trasformato in volumi scultorei in collaborazione con dei modelli non professionisti. Nel risultato finale non rimane nessun segno diretto della guerra, e i personaggi sembrano estrapolati dai loro contesti iniziali. L&#8217;opposizione tra bellezza e brutalit\u00e0 permette all&#8217;artista di svelare l&#8217;assurdit\u00e0 e la futilit\u00e0 di queste azioni. Aramesh de-contestualizza queste scene di violenza dalle loro origini, esplorando le narrazioni di rappresentazione e iconografia del corpo maschile in diversi contesti di razza, classe e sessualit\u00e0, al fine di creare una conversazione critica con il canone storico dell&#8217;arte occidentale.<\/p>\n<p><strong>Serubiri Moses<\/strong>\u00a0\u00e8 uno critico e curatore con sede a New York. \u00c8 autore di diversi capitoli di libri tradotti in cinque lingue ed \u00e8 l&#8217;editore di\u00a0Forces of Art: Perspectives from a Changing World\u00a0(Valiz, 2021). Attualmente \u00e8 docente di Storia dell&#8217;Arte presso l&#8217;Hunter College, CUNY. In precedenza ha insegnato presso la New York University, il Center for Curatorial Studies, il Bard College e il New Centre for Research and Practice, Dark Study e Digital Earth Fellowship. Come curatore, ha organizzato mostre presso musei tra cui MoMA PS1, Long Island City; Kunst-Werke Institute for Contemporary Art, Berlino; e il Museo Hessel, Bard College, NY. Fa parte della redazione di e-flux journal.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Erano anni che non vedevo una mostra cos\u00ec profonda, cos\u00ec attuale, cos\u00ec umana.\u00a0 Curato da Serubiri Moses in occasione della 60\u00ba Biennale di Venezia, il corpus di opere in marmo realizzate a Carrara di Reza Aramesh \u00e8 una riflessione sulla condizione umana, che accende i riflettori sull&#8217;uso del potere e della brutalit\u00e0 in un confronto cruciale con la storia dell&#8217;arte europea. Il MUNTREF \u2013 Museo de la Inmigraci\u00f3n di Buenos Aires e l\u2019Institute of Contemporary Art di Miami annunciano la mostra\u00a0NUMBER 207\u00a0di\u00a0Reza Aramesh alla Chiesa di San Fantin a Venezia. 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