{"id":32812,"date":"2024-04-17T19:42:18","date_gmt":"2024-04-17T19:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32812"},"modified":"2024-04-17T19:42:18","modified_gmt":"2024-04-17T19:42:18","slug":"frontiera-40-italian-style-writing-1984-2024-al-mambo-di-bologna-i-writers-italiani-e-il-fenomeno-dei-graffiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/04\/17\/frontiera-40-italian-style-writing-1984-2024-al-mambo-di-bologna-i-writers-italiani-e-il-fenomeno-dei-graffiti\/","title":{"rendered":"FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024 al MAMbo di Bologna. I writers italiani e il fenomeno dei graffiti"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/6.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40-scaled-e1713381696229.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32813\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/6.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40-scaled-e1713381696229.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"420\" \/><\/a>Bologna, aprile 2024 &#8211;\u00a0<\/em><strong>Dal 13 aprile al 13 luglio 2024<\/strong>\u00a0il\u00a0<strong>MAMbo \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna<\/strong>\u00a0ospita\u00a0<strong><em>FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024<\/em><\/strong><em>,<\/em><strong>\u00a0<\/strong>progetto espositivo che nasce dalla lunga ricerca<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/10.-Bozzetto-ROSE_Rimini_1995-e1713381841771.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32815 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/10.-Bozzetto-ROSE_Rimini_1995-e1713381841771.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"398\" \/><\/a>\u00a0condotta dalla curatrice\u00a0<strong>Fabiola Naldi\u00a0<\/strong>intorno al percorso intellettuale di\u00a0<strong>Francesca Alinovi<\/strong> (Parma, 1948 &#8211; Bologna, 1983), ricercatrice, critica militante e attenta studiosa dei fenomeni creativi pi\u00f9 sperimentali emersi negli anni Settanta e Ottanta, la cui breve e originale parabola ha lasciato un segno incancellabile nella critica d\u2019arte della seconda met\u00e0 del Novecento. L\u2019inaugurazione si \u00e8 svolta sabato 13 aprile 2024 alle h 16.00, con un set sonoro curato da NEU RADIO, media partner della mostra.<\/p>\n<p><strong>A precedere l\u2019inaugurazione, nella stessa giornata di sabato 13 aprile 2024, alle h 15.30, si \u00a0\u00e8 tenuta \u00a0la cerimonia di intitolazione a Francesca Alinovi\u00a0del passaggio pedonale che inizia da via del Porto e attraversa il Giardino del Cavaticcio adiacente alla sede del museo. Saranno presenti il sindaco Matteo Lepore, la delegata alla Cultura di Bologna e Citt\u00e0 metropolitana Elena Di Gioia e il direttore del MAMbo Lorenzo Balbi.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione<strong>\u00a0<\/strong>nasce dalla volont\u00e0 di ricordare il quarantesimo anniversario di\u00a0<strong><em>Arte di frontiera. New York Graffiti<\/em><\/strong>, mostra ideata da un progetto di Francesca Alinovi la quale fu in grado di riconoscere nell\u2019originaria forza spontanea dei\u00a0<em>writers<\/em>, osteggiata dai promotori del decoro d\u2019ordinanza delle citt\u00e0 occidentali, una carica vitalistica mai riscontrata in altri movimenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/8.-Bozzetto-BREEZY-G_Roma_1993-e1713381875882.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32816\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/8.-Bozzetto-BREEZY-G_Roma_1993-e1713381875882.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"240\" \/><\/a>\u201c<em>Mi permetto di inviarle un mio progetto di mostra<\/em>\u00a0<em>a cui penso da molto tempo (dovrei dire meglio: a cui sono molto affezionata!)\u00a0<\/em>\u2013 scrive Alinovi in una lettera datata 28 settembre 1982 all\u2019allora direttore della Galleria comunale d\u2019Arte Moderna di Bologna, Franco Solmi \u2013\u00a0<em>[\u2026] Tale progetto si riferisce alla nuova situazione giovane americana, quella tanto per intenderci, legata al graffitismo che tanto successo sta avendo a livello teorico e di idee e che non \u00e8 ancora stata commercializzata (anche se, c&#8217;\u00e8 da giurarlo, lo sar\u00e0 prestissimo). Si tratta insomma della cosiddetta arte di frontiera, [\u2026] una specie di pittura, cio\u00e8, a met\u00e0 tra l&#8217;arte e l&#8217;illustrazione, il quadro e il graffito, fra lo spontaneismo e la citazione dotta, la sensibilit\u00e0 occidentale e quella terzomondista. Gli artisti a cui penso (e che sono grosso modo quelli elencati nei miei articoli: Keith Haring, Kenny Scharf, Ronnie Cutrone, Donald Baechler, John Ahearn, Houston Ladda pi\u00f9 i graffitisti propriamente detti come Futura 2000, Fred dei Fab<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/7.-Bozzetto-JUST_Bari_2015-e1713381910311.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-32817 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/7.-Bozzetto-JUST_Bari_2015-e1713381910311.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"417\" \/><\/a>olous Five, Crash, ed eventualmente altri), sono tutti giovanissimi, per il momento facilmente accessibili, corteggiatissimi da direttori di museo e da mercanti. [\u2026] Insomma credo che il momento sia buono per mettere in mostra una situazione inedita che far\u00e0 tanto e tanto parlare\u201d<\/em>. <em>Arte di frontiera. New York Graffiti<\/em>\u00a0inaugur\u00f2 nel marzo\u00a0del\u00a01984 alla Galleria comunale\u00a0d\u2019Arte Moderna di Bologna, alla presenza del direttore Franco Solmi, del Comitato direttivo rappresentato da Renato Barilli, Flavio Caroli, Anna Maria Matteucci, Concetto Pozzati, Tommaso Trini e Italo Zannier, e degli artisti arrivati direttamente dalla frontiera nord americana del Bronx. L\u2019unica a non esserci fu proprio Francesca Alinovi,\u00a0scomparsa violentemente\u00a0il 12 giugno 1983. L\u2019esposizione, realizzata riprendendo gli appunti, le suggestioni e la documentazione dei viaggi americani di Francesca Alinovi, rappresenta una delle prime mostre europee sul\u00a0<em>Writing<\/em>\u00a0in un periodo in cui il fenomeno non era ancora del tutto conosciuto nel continente.<\/p>\n<p>Fabiola Naldi scrive: \u201cS<em>ono passati pi\u00f9 di 40 anni da quando Francesca Alinovi inizi\u00f2 a scrivere di graffiti intravedendo nel <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/4.-Bozzetto-REPO_Bologna_2006.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32818\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/4.-Bozzetto-REPO_Bologna_2006.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"687\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/4.-Bozzetto-REPO_Bologna_2006.jpg 709w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/4.-Bozzetto-REPO_Bologna_2006-246x300.jpg 246w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a>concetto di\u00a0<\/em>frontiera\u00a0<em>l\u2019evanescenza dei confini e nella contaminazione estetica una nuova Avanguardia. Negli anni in cui la studiosa raccontava di questa nuova\u00a0<\/em>frontiera<em>, la pittura stava superando lo spazio della cornice, si stava espandendo nell\u2019ambiente, si stava smaterializzando nelle visioni futuristiche in cui un\u2019unica piattaforma avrebbe condiviso e contaminato tutti gli stili e tutti i linguaggi, sapendo per\u00f2 interagire con un luogo sociale, antropologico, culturale complesso. Questa visione premonitrice permise alla studiosa di vedere oltre la superficie, di andare dove non si dovrebbe andare, di incontrare, parlare e quindi capire tutti quei\u00a0<\/em>kids<em>\u00a0che, armati solo delle loro lettere e del loro stile in veloce cambiamento, stavano addestrando una nuova generazione di autori, sconvolgendo le<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/5.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32819 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/5.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"754\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/5.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40.jpg 686w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/5.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/a> sorti di tutte le metropoli occidentali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024<strong>\u00a0<\/strong><\/em>si interroga<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>sull\u2019eredit\u00e0 storica e critica che quella iniziativa, seminale nel contaminare sistema dell\u2019arte ufficiale e realt\u00e0 urbana del\u00a0<em>Writing,<\/em>\u00a0ha avuto fino ai nostri giorni.<br \/>\nLa mostra si focalizza sul lavoro di\u00a0<strong>181 tra le migliori rappresentanze italiane<\/strong>\u00a0dello\u00a0<strong>S<em>tyle Writing<\/em>\u00a0<\/strong>che, partendo dall\u2019arte di frontiera, quella che secondo Alinovi si poneva\u00a0<em>\u201centro uno spazio intermedio tra cultura e natura, massa ed \u00e9lite, bianco e nero, aggressivit\u00e0 e ironia, immondizie e raffinatezze squisite\u201d<\/em>, si spingono verso nuove possibilit\u00e0 di espressione che contemplino la pittura ambientale come un nuovo orizzonte, suggestione peraltro elaborata dalla stessa Alinovi. Tra gli autori ve ne sono alcuni direttamente influenzati dalla mostra del 1984 mentre altri, pi\u00f9 giovani, hanno operato a partire dall\u2019ultimo decennio del Novecento, periodo in cui la disciplina ha visto una crescita sia fisica che stilistica esponenziale. Nei lavori esposti emerge il peso che le citt\u00e0 di appartenenza dei\u00a0<em>writers<\/em>\u00a0hanno avuto nel loro percorso. Operare a Milano ha certamente un significato differente dal farlo a Bologna o a Roma, e inoltre, l\u2019infittirsi dei rapporti intessuti con luoghi di provincia ha rafforzato in questi autori l\u2019uso di linguaggi contaminati che hanno dato vita a lettere <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/7.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-32820\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/7.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40.jpg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/7.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40.jpg 523w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/7.-Foto-allestimento-FRONTIERA-40-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a>contenenti stili differenti e poco comprensibili a un pubblico ignaro del glossario della disciplina.<br \/>\nLa mostra \u00e8 un compendio di pi\u00f9 di 40 anni di sperimentazione, azzardi vandalici, sfide stilistiche, amicizie e\u00a0<em>crew<\/em>\u00a0in grado di travalicare il confine territoriale della propria citt\u00e0 di appartenenza unendosi a gruppi pi\u00f9 ampi e internazionali.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/12.-Bozzetto-NEMO_Bologna_2011-e1713382240477.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32821 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/12.-Bozzetto-NEMO_Bologna_2011-e1713382240477.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"379\" \/><\/a><\/p>\n<p>I\u00a0<strong>181 bozzetti inediti\u00a0presentati testimoniano il processo creativo di diverse generazioni di\u00a0<em>writers<\/em>\u00a0italiani, dispositivi espressivi unici, prioritari e generativi dello stile di ciascun autore. Nella disciplina del\u00a0<em>Writing<\/em>\u00a0i disegni preparatori, o\u00a0<em>sketches<\/em>, costituiscono le testimonianze dell\u2019evoluzione e della sofisticazione del segno e rappresentano degli strumenti d\u2019indagine dotati di un valore concettuale, oltre che dei documenti di un percorso\u00a0<em>in fieri<\/em>. Sono, inoltre, testimoni di come \u201cil fenomeno dei graffiti\u201d, cos\u00ec spesso definito in accezione negativa, rappresenti una disciplina complessa e densa di riferimenti culturali fra i pi\u00f9 eterogenei.<\/strong> Scegliere il bozzetto come oggetto d\u2019indagine vuole essere una sfida, un\u2019occasione per entrare in punta di piedi nel processo stilistico di ciascuno degli autori invitati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/2.-Bozzetto_SPYDER-7_Milano_1987-e1713382285231.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32822\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/04\/2.-Bozzetto_SPYDER-7_Milano_1987-e1713382285231.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"448\" \/><\/a>Le opere esposte sono perlopi\u00f9 realizzate su carta, nelle sue infinite variabili, ma anche su tessuti e supporti di altro genere sui quali si \u00e8 intervenuti con grafite, pennarelli, marker, colori acrilici e talvolta attraverso l\u2019utilizzo di tecniche miste proto o pseudo collage che hanno dato origine a nuovi vocabolari stilistici. Negli\u00a0<em>sketches<\/em>\u00a0vi \u00e8 la presenza perlopi\u00f9 di lettere con pochi accenni al figurativo, quasi a dimostrare l\u2019uso di una vera e propria lingua fatta di codici provenienti da un\u2019intuizione ancestrale, quasi primitiva, all\u2019origine del segno e della sua ipotetica rappresentazione.<\/p>\n<p>Le opere sono inserite in 11 teche, dispositivi \u201cmobili\u201d cari alla dimensione museale, dislocati in diversi spazi del MAMbo (reception, foyer, mezzanino e primo piano) che forniscono al pubblico una nuova e inedita chiave di lettura di un movimento a cui la critica d\u2019arte non ha rivolto la giusta attenzione. Le teche, utilizzate nei gabinetti di grafica e di disegno, offrono una modalit\u00e0 di visione, lettura e codifica pi\u00f9 lenta e pi\u00f9 personale. La possibilit\u00e0 di fruire dei disegni dall\u2019alto al basso privilegia un approccio contemplativo in grado di concedere il tempo necessario per la decodificazione degli elementi stilistici e del maggior numero di dettagli possibili.<\/p>\n<p>Un flyer esplicativo e una mappa esemplificativa, utili, partendo dal 1984 e dalla mostra\u00a0<em>Arte di frontiera. New York Graffiti,<\/em>\u00a0ad approfondire il progetto e necessari per lo<em>\u00a0storytelling\u00a0<\/em>del fenomeno dei\u00a0<em>writers<\/em>\u00a0nella sua evoluzione, sono consultabili sul sito web interamente dedicato al progetto,\u00a0<a href=\"https:\/\/frontiera40.com\/\">frontiera40.com<\/a>,\u00a0nel quale \u00e8 inoltre possibile trovare dei testi di Francesca Alinovi e di Fabiola Naldi.<\/p>\n<p>Il set sonoro che NEU RADIO, partner del progetto, cura per l\u2019inaugurazione della mostra\u00a0costituisce il primo tassello di un archivio \u201csonoro\u201d in cui si raccoglieranno\u00a0<em>in itinere<\/em>\u00a0voci, racconti, memorie e approfondimenti intorno alla mostra.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Bologna, aprile 2024 &#8211;\u00a0Dal 13 aprile al 13 luglio 2024\u00a0il\u00a0MAMbo \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna\u00a0ospita\u00a0FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024,\u00a0progetto espositivo che nasce dalla lunga ricerca\u00a0condotta dalla curatrice\u00a0Fabiola Naldi\u00a0intorno al percorso intellettuale di\u00a0Francesca Alinovi (Parma, 1948 &#8211; Bologna, 1983), ricercatrice, critica militante e attenta studiosa dei fenomeni creativi pi\u00f9 sperimentali emersi negli anni Settanta e Ottanta, la cui breve e originale parabola ha lasciato un segno incancellabile nella critica d\u2019arte della seconda met\u00e0 del Novecento. 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