{"id":32941,"date":"2024-05-02T19:17:15","date_gmt":"2024-05-02T19:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32941"},"modified":"2024-05-02T19:19:33","modified_gmt":"2024-05-02T19:19:33","slug":"francesco-vezzoli-e-il-suo-musei-delle-lacrime-al-museo-correr-di-venezia-per-la-biennale-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/05\/02\/francesco-vezzoli-e-il-suo-musei-delle-lacrime-al-museo-correr-di-venezia-per-la-biennale-2024\/","title":{"rendered":"Francesco Vezzoli e il suo \u201cMusei delle lacrime\u201d al Museo Correr di Venezia per la Biennale 2024"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/170700771-316adf44-61f3-4ce7-add5-3f99d6d2cfbb.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32942\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/170700771-316adf44-61f3-4ce7-add5-3f99d6d2cfbb.jpg\" alt=\"\" width=\"549\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/170700771-316adf44-61f3-4ce7-add5-3f99d6d2cfbb.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/170700771-316adf44-61f3-4ce7-add5-3f99d6d2cfbb-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/170700771-316adf44-61f3-4ce7-add5-3f99d6d2cfbb-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 549px) 100vw, 549px\" \/><\/a>Fondazione Civici Musei di Venezia e Venice International Foundation presentano <em>&#8220;Musei delle Lacrime&#8221;,<\/em>\u00a0un progetto ideato da\u00a0<strong>Francesco Vezzoli<\/strong>\u00a0(Brescia, 1971) in maniera site-specific per la\u00a0<strong>Quadreria del Museo Correr<\/strong>\u00a0di Venezia dal 17 aprile al 24 novembre 2024.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione,\u00a0<strong>a cura di Donatien Grau<\/strong>, nasce dall&#8217;invito che Venice International Foundation rivolge a Francesco Vezzoli e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/3-Francesco-Vezzoli-Musei-delle-lacrime-e1714676580534.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-32943 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/3-Francesco-Vezzoli-Musei-delle-lacrime-e1714676580534.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"233\" \/><\/a> segna il ritorno dell&#8217;artista agli aspetti fondamentali della propria ricerca, che si radica in uno scambio con la storia dell&#8217;arte e sulle influenze culturali che ne scaturiscono. Nel cuore di Venezia, Francesco Vezzoli tesse una conversazione a doppio binario con il patrimonio culturale della citt\u00e0 e offre la propria visuale sulle collezioni e invenzioni Moderne del\u00a0 Museo Correr \u00a0costruendo un percorso espositivo totalmente nuovo che scaturisce dal lavoro dell&#8217;artista. Con\u00a0<strong>36 opere<\/strong>\u00a0di Francesco Vezzoli realizzate lungo oltre vent&#8217;anni della sua attivit\u00e0, la mostra include\u00a0<strong>16 lavori realizzati ad hoc per questa occasione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Musei delle Lacrime inaugura il nuovo corso progettuale di\u00a0 Venice International Foundation, che vede la propria missione storica sposare le molteplici voci dell&#8217;arte contemporanea.<\/strong> La visione promossa dal suo presidente Luca Bombassei, architetto e collezionista, combina l&#8217;obiettivo di salvaguardare e tutelare il patrimonio artistico veneziano\u00a0con la forza dirompente delle pratiche artistiche contemporanee, chiamate a creare un nuovo vocabolario per immaginare forme di valorizzazione dei luoghi pi\u00f9 affascinanti e significativi che costellano la\u00a0 citt\u00e0 di Venezia<\/p>\n<p><strong>La mostra Musei delle Lacrime<\/strong>, realizzata per la Quadreria del Museo Correr,\u00a0 \u00a0\u00a0<strong>presenta una doppia conversazione<\/strong>, che vede Francesco Vezzoli dialogare da un lato con la preziosa collezione d&#8217;arte veneziana, che annovera capolavori dal XIII al XVII secolo, dall&#8217;altro con l&#8217;influenza di Carlo Scarpa, icona dell&#8217;architettura moderna e autore degli allestimenti che caratterizzano le sale museali al centro del progetto espositivo. Si tratta quindi di una visione radicale della storia dell&#8217;arte e del patrimonio.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/gantdamour-detail.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32944\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/gantdamour-detail.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/gantdamour-detail.jpg 498w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/gantdamour-detail-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 395px) 100vw, 395px\" \/><\/a>Quasi trent&#8217;anni fa, l&#8217;artista inizi\u00f2 a ricamare lacrime<\/strong>\u00a0<strong>su immagini di capolavori, creando cos\u00ec un proprio museo e sfidando l&#8217;idea stessa del museo come affermazione di potere. Il titolo della mostra rievoca il filo rosso della lacrima, che accompagna il visitatore in un itinerario per immagini che unisce in una riflessione comune opere d&#8217;arte di epoche differenti. Attraverso la tecnica intima e fortemente simbolica del ricamo, Francesco Vezzoli attinge alla vasta gamma di riferimenti personali, influenze culturali<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/selfie-sebastian.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32945 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/selfie-sebastian.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"674\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/selfie-sebastian.jpg 940w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/selfie-sebastian-176x300.jpg 176w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/selfie-sebastian-602x1024.jpg 602w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/selfie-sebastian-768x1307.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/selfie-sebastian-902x1536.jpg 902w\" sizes=\"(max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/a> contemporanee ed elementi tradizionali che compongono il proprio repertorio per sfidare le convenzioni dell&#8217;arte, sociali e politiche, puntando i riflettori su<\/strong> t<strong>ematiche di stringente attualit\u00e0<\/strong>, <strong>come l&#8217;identit\u00e0 di genere, i concetti estetici e la rappresentazione popolare.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra si articola lungo\u00a0<strong>quattordici sale<\/strong>\u00a0tra inserimenti, discreti e incastonati nell&#8217;allestimento, e la costruzione di un vero e proprio museo nel museo, dove le opere incontrano l&#8217;estetica di Carlo Scarpa messa in luce dall&#8217;intervento di Francesco Vezzoli.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro tra storia dell&#8217;arte e contemporaneit\u00e0 si manifesta sin dall&#8217;inizio del percorso, che apre con l&#8217;opera\u00a0<strong>Casino<\/strong>\u00a0(Giotto, Wynn And Warhol Were Gamblers) (2024) dove l&#8217;artista ricama le lacrime tratte da ritratto di Steve Wynn a Andy Warhol sui soggetti di un dettaglio della Cappella degli Scrovegni di Giotto a Padova, mettendo cos\u00ec in discussione il rapporto tra l&#8217;artista e il mecenate e portando a Venezia il segno di un monumento vicino. Il dialogo prosegue in lavori come\u00a0<strong>Retorica Della Retorica<\/strong>\u00a0(2013), in cui l&#8217;artista riproduce un dipinto di Artemisia Gentileschi e vi aggiunge un omaggio a Josef Albers e Natalia Goncharova, in tal modo facendo scontrare ideali classici e moderni, o in\u00a0<strong>Portrait Of Carlo Scarpa As Doge Leonardo Loredan<\/strong>\u00a0(After Giovanni Bellini, Andy Warhol And Giotto) (2024), che vede il volto di Carlo Scarpa figurare nel ritratto del Doge Loredan di Giovanni Bellini, tessendo una rete di significanti.<\/p>\n<p>La tradizione artistica che avvolge il concetto di sacralit\u00e0 \u00e8 al centro di una riflessione che coinvolge opere come\u00a0<strong>Crying Portrait Of A Renaissance Madonna With Holy Child<\/strong>\u00a0(2010), dove le fattezze delle Madonne rinascimentali di Cima da Conegliano e Giovanni Bellini, presenti nelle sale del Museo, sono sostituite da volti contemporanei e arricchite di lacrime ispirate ad artisti come Picasso e Roy Lichtenstein in un&#8217;interpretazione attualizzata del concetto di venerazione.<\/p>\n<p>Si fa riferimento alla cultura moderna che ha reinventato Venezia come meta culturale in opere come\u00a0<strong>Le Gant D&#8217;amour<\/strong>\u00a0(2010), che si riferisce alla performance di Francesco Vezzoli a Los Angeles che aveva coinvolto la pop star Lady Gaga e il corpo di ballo del Boshoi in un tributo al fondatore dei\u00a0<strong>Balletti russi Sergej Diaghilev,<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Gala As Sylvia In La Dolce Vita<\/strong>\u00a0(2006), che costruisce un omaggio al cinema italiano di Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni e Federico Fellini. La mostra include opere iconiche dell&#8217;artista, come\u00a0<strong>La Nascita Di American Gigol\u00f2<\/strong>\u00a0(2014) e\u00a0<strong>Homage To Robert Mapplethorpe<\/strong>\u00a0(2006) rivelano la riflessione di Vezzoli sul tempo, sul passato, presente e contemporaneo, attraverso ritratti e riferimenti alla cultura pop e cinematografica.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/self-portrait-as-raffaello-e1714676820316.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32946\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/self-portrait-as-raffaello-e1714676820316.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"495\" \/><\/a>Francesco Vezzoli ricama i suoi quadri da s\u00e9,<\/strong>\u00a0in un&#8217;esperienza privata e intima che capovolge le categorie di maschile e femminile, sovvertimento qui in dialogo con una storia dell&#8217;arte definita dalle regole della mascolinit\u00e0 dall&#8217;ideazione all&#8217;esposizione. L&#8217;intervento dell&#8217;artista apre a una diversa esperienza del patrimonio e del nostro tempo. Con Musei delle Lacrime Francesco Vezzoli esplora il connubio tra opere d&#8217;arte moderne e contemporanee, amalgamando elementi storici con riferimenti contemporanei e popolari e creando una nuova narrazione che riflette sull&#8217;essenza di Venezia come<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/vezzoli-lotto-e1714676855259.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32947 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/vezzoli-lotto-e1714676855259.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"523\" \/><\/a> citt\u00e0 permeata del dialogo tra passato e presente.<\/p>\n<p>Completa la mostra un pezzo concettuale, l&#8217;originale audio guida scritta e narrata dall&#8217;artista, che accompagna il visitatore nel percorso espositivo aprendo scorci di interpretazione sulle opere d&#8217;arte e arricchendoli di racconti, spunti di riflessione e suggestioni personali. Gli elementi allestitivi della mostra sono stati ideati da Filippo Bisagleni.<\/p>\n<p>Spiega Francesco Vezzoli: &#8220;<em>Quella che mi \u00e8 stata offerta da Venice International Foundation \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 straordinaria, una sfida che sono profondamente felice di accogliere. Immergersi nelle sale del Museo Correr, con i suoi capolavori incastonati nello scheletro disegnato da Carlo Scarpa, \u00e8 un vero e proprio viaggio nella storia di Venezia \u2013 una storia in cui il contemporaneo e il patrimonio non sono in contraddizione, ma possono anzi arricchire insieme la percezione che si ha della vita in modi mai immaginati prima, in cui gusto e contesto possono essere rimessi in discussione. Musei delle Lacrime \u00e8 concepita come un&#8217;indagine sulle lacrime perdute nella storia dell&#8217;arte. Dagli affreschi romani fino alle Avanguardie del XX secolo \u2013 presenti nella storia dell&#8217;arte veneziana &#8211; il corpo umano \u00e8 stato rappresentato e studiato in tutti i modi possibili. Dopo un&#8217;approfondita ricerca, mi sono reso conto che si possono trovare qualsiasi tipo di attivit\u00e0 ed espressioni di sentimenti, eccetto l&#8217;atto di piangere. Le lacrime sono notevolmente assenti dall&#8217;universo visivo dell&#8217;arte, sono un segno di debolezza che non vogliamo condividere pubblicamente tramite l&#8217;arte. L&#8217;arte pu\u00f2 essere intima, come il mio gesto di ricamo, pu\u00f2 cambiare la nostra vita. Questo \u00e8 ci\u00f2 che i musei mostrano, e sono entusiasta di continuare questo viaggio a Venezia, al Museo Correr.<\/em>&#8221;<\/p>\n<p><strong>Francesco Vezzoli<\/strong>, uno degli artisti italiani contemporanei pi\u00f9 rinomati, ha sviluppato un corpo di lavoro che spazia tra intense allegorie sulla cultura contemporanea. Utilizzando una variet\u00e0 di media, tra cui installazioni video, ricami, fotografia, performance dal vivo e, pi\u00f9 recentemente, scultura classica, Vezzoli ha ottenuto riconoscimento a livello globale. Ha partecipato quattro volte alla Biennale di Venezia e ha esposto in importanti manifestazioni internazionali come la Whitney Biennial e la Biennale di San Paolo. Le sue mostre personali sono state ospitate da rinomate istituzioni come il New Museum di New York e la Tate Modern di Londra. Vezzoli ha collaborato con personalit\u00e0 illustri, tra cui Lady Gaga e Natalie Portman, e nel 2017 ha curato la mostra &#8220;TV70: Francesco Vezzoli guarda la RAI&#8221; presso la Fondazione Prada di Milano. Negli ultimi anni ha realizzato progetti che collegano il suo lavoro a opere, siti storici e monumenti italiani, collaborando con istituzioni come il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli e il Parco Archeologico di Brescia. Nel 2019, Francesco Vezzoli ha tenuto una mostra personale alla Collection <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/1-francesco-vezzoli-casino-2024-installation-view-2024-museo-correr-e1714676984853.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-32948\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/1-francesco-vezzoli-casino-2024-installation-view-2024-museo-correr-e1714676984853.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"570\" \/><\/a>Lambert en Avignon, creando un dialogo tra le sue sculture e le opere di Cy Twombly ispirate all&#8217;antichit\u00e0 romana. Ha poi esposto per la prima volta in un sito archeologico con la mostra &#8220;Palcoscenici Archeologici&#8221;, in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei. Nel 2021, nel progetto &#8220;Francesco Vezzoli in Florence&#8221;, ha creato due sculture site-specific: in Piazza della Signoria l&#8217;opera &#8220;PIET\u00c0&#8221;, un leone rampante novecentesco che stritola una testa romana, e &#8220;LA MUSA DELL&#8217;ARCHEOLOGIA PIANGE&#8221; nello Studiolo di Francesco I de&#8217; Medici a Palazzo Vecchio, unendo una figura di togato romano con una testa &#8220;metafisica&#8221; in bronzo, omaggio a de Chirico. L&#8217;idea di un nuovo progetto per la citt\u00e0 di Venezia nasce come naturale proseguimento e completamento di un lungo discorso fatto di archeologia, memoria e invenzione contemporanea, ulteriormente approfondito nella recente mostra VITA DVLCIS: Paura e desiderio nell&#8217;Impero romano presso il Palazzo delle Esposizioni, Roma, nel 2023.<\/p>\n<p><strong>Donatien Grau<\/strong>\u00a0\u00e8 editore, studioso e dirigente museale. Ha iniziato a collaborare con Francesco Vezzoli nel 2009, scrivendo per il catalogo della performance di Francesco Vezzoli con Lady Gaga al Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Da allora i due sono rimasti in stretto contatto, collaborando in particolare a &#8220;Huysmans critique d&#8217;art, sous le regard de Francesco Vezzoli&#8221;, al museo d&#8217;Orsay dove Grau era responsabile dei programmi contemporanei. Attualmente \u00e8 responsabile dei programmi contemporanei al Louvre di Parigi, nonch\u00e9 caporedattore e direttore artistico della neonata rivista Alphabet e presidente della Pierre Guyotat Estate. Il suo lavoro accademico sui musei ha portato a pubblicazioni come Living Museums (Hatje Cantz, 2020) e Under Discussion. The Encyclopedic Museum (Getty, 2021).<\/p>\n<p><strong>Venice International\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Foundation\u00a0&#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/venicefoundation.org\/it\/home\/\">https:\/\/venicefoundation.org\/it\/home\/<\/a><\/strong> Fondata nel\u00a01996, Venice International Foundation \u00e8 stata il primo esempio in Italia di\u00a0raccolta di finanziamenti privati per i musei pubblici. Agendo come impresa\u00a0culturale e laboratorio di idee,\u00a0VIF\u00a0supporta\u00a0progetti storici, artistici e scientifici, coinvolgendo mecenati e appassionati\u00a0d&#8217;arte, storia e ambiente per salvaguardare, acquisire e\u00a0valorizzare il\u00a0patrimonio storico-artistico dei musei.\u00a0\u2028Il nuovo\u00a0assetto di Venice International Foundation incarna la sua vocazione a\u00a0re-inventarsi. \u00c8 una struttura in cui le idee circolano liberamente per\u00a0elaborare intenti e progetti per archi di tempo\u00a0variabili. Venice International\u00a0Foundation definisce una strategia di comunicazione e di raccolta fondi volta a\u00a0garantire un&#8217;ampia partecipazione alle proprie iniziative, per realizzare un\u00a0nuovo\u00a0legame fra i propri sostenitori e la citt\u00e0, ponendo l&#8217;accento sul valore\u00a0sociale di un contributo destinato a sostenere un patrimonio che appartiene a\u00a0tutti.\u2028Tra gli ultimi\u00a0progetti promossi e realizzati da Venice International Foundation a Venezia\u00a0figurano il restauro della tela di Giambattista Tiepolo\u00a0&#8220;La Nobilt\u00e0 e la\u00a0Virt\u00f9 abbattono l&#8217;ignoranza&#8221;\u00a0conservata\u00a0a Ca&#8217; Rezzonico, il recupero degli\u00a0interni del museo di Palazzo Fortuny, il restauro delle dorature del soffitto\u00a0di Palazzo Ducale, il restauro del mosaico della cupola della Basilica di San\u00a0Marco. Venice International Foundation \u00e8 presieduta dal 2020 da\u00a0Luca Bombassei: grazie\u00a0alla\u00a0sua\u00a0leadership\u00a0visionaria, che guarda agli ambiti dell&#8217;architettura, del design e dell&#8217;arte contemporanea,\u00a0VIF\u00a0si apre sempre pi\u00f9 al dialogo con nuove aree interdisciplinari.\u00a0Architetto di formazione e professionista\u00a0di talento, Bombassei porta con s\u00e9 un background accademico e professionale di\u00a0rilievo.\u00a0Vive e lavora tra Milano e Venezia,\u00a0citt\u00e0 nelle quali ha lasciato un segno indelebile attraverso i suoi progetti. Fa inoltre parte del Consiglio di\u00a0Amministrazione dell&#8217;Innovation District Kilometro Rosso a Bergamo, di cui\u00a0dal 2005 e\u0300 a capo del coordinamento progettuale. Il suo approccio al design e all&#8217;architettura \u00e8 caratterizzato da una visione\u00a0unica degli\u00a0spazi, che egli trasforma in veri e propri palcoscenici narrativi,\u00a0e delle superfici, che diventano espressioni magiche e surreali.\u00a0Un&#8217;estetica innovativa\u00a0che\u00a0sfida i confini della realt\u00e0, anche grazie alla\u00a0sua passione per l&#8217;arte\u00a0contemporanea che Bombassei pone costantemente in dialogo con le architetture storiche che lo circondano.<\/p>\n<p><strong>Fondazione Musei Civici \/ Museo Correr &#8211;\u00a0https:\/\/correr.visitmuve.it\/<\/strong><\/p>\n<p>Fondazione Musei Civici di Venezia riunisce undici musei: Palazzo Ducale, Museo Correr, Torre dell&#8217;Orologio, Ca&#8217; Rezzonico Museo del Settecento Veneziano, Palazzo Mocenigo \u2013 Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, Casa di Carlo Goldoni, Ca&#8217; Pesaro \u2013 Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna, Palazzo Fortuny, Museo del Vetro di Murano, Museo del Merletto di Burano e Museo di Storia Naturale. Un immenso patrimonio culturale, con oltre 700.000 opere d&#8217;arte, cinque biblioteche specialistiche, un archivio fotografico e un attrezzato deposito nel Vega Stock a Marghera. Un sistema museale ricco, articolato, complesso che MUVE gestisce, tutela e valorizza dalla sua nascita nel 2008, arricchito da importanti partnership che prendono corpo oltre lo storico nucleo lagunare della citt\u00e0: il Centro Culturale Candiani, Forte Marghera, i futuri atelier per artisti nell&#8217;ex Emeroteca e gli spazi del PalaPlip a Mestre. Presidente della Fondazione MUVE \u00e8 Mariacristina Gribaudi, vicepresidente del CdA \u00e8 da statuto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, con Segretario Organizzativo Mattia Agnetti e Direttrice Scientifica Chiara Squarcina.<\/p>\n<p>Il Museo Correr \u00e8 parte della rete MUVE. Grazie alla molteplicit\u00e0 e ricchezza delle sue raccolte il museo custodisce e illustra, la civilt\u00e0, la storia millenaria e l&#8217;arte di Venezia: un avvincente percorso-racconto che inizia dall&#8217;Ala Napoleonica sul fondo di Piazza San Marco, gi\u00e0 cuore dell&#8217;ottocentesco Palazzo Reale e ora solenne ingresso del Museo, e che si sviluppa all&#8217;interno di ben due piani delle Procuratie Nuove. Nato dalla collezione che il patrizio veneto Teodoro Correr lasci\u00f2 alla citt\u00e0 nel 1830, poi ininterrottamente e generosamente arricchito; il Palazzo Reale di Venezia, con i fastosi ambienti dell&#8217;Ala Napoleonica e gli appartamenti delle Sale Reali recentemente &#8220;ritrovati&#8221; e restaurati; Antonio Canova, con le opere del grande scultore pi\u00f9 intimamente legate alla citt\u00e0; Storia e civilt\u00e0 di Venezia: lo Stato, le istituzioni, la citt\u00e0, le arti della Serenissima; la Quadreria Correr e le collezioni d&#8217;arte, a illustrare cammino e influssi dell&#8217;arte tra Medioevo e Rinascimento con i capolavori dei grandi maestri: Paolo e Lorenzo Veneziano, Cosm\u00e8 Tura, Jacopo, Gentile e Giovanni Bellini, Antonello da Messina Vittore Carpaccio solo per citarne alcuni. Un itinerario ricco e articolato che, grazie alla modalit\u00e0 di visita integrata &#8220;Area Marciana&#8221; comprensiva della visita a Palazzo Ducale, si arricchisce e si completa nel contiguo Museo Archeologico Nazionale e nelle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fondazione Civici Musei di Venezia e Venice International Foundation presentano &#8220;Musei delle Lacrime&#8221;,\u00a0un progetto ideato da\u00a0Francesco Vezzoli\u00a0(Brescia, 1971) in maniera site-specific per la\u00a0Quadreria del Museo Correr\u00a0di Venezia dal 17 aprile al 24 novembre 2024. L&#8217;esposizione,\u00a0a cura di Donatien Grau, nasce dall&#8217;invito che Venice International Foundation rivolge a Francesco Vezzoli e segna il ritorno dell&#8217;artista agli aspetti fondamentali della propria ricerca, che si radica in uno scambio con la storia dell&#8217;arte e sulle influenze culturali che ne scaturiscono. Nel cuore di Venezia, Francesco Vezzoli tesse una conversazione a doppio binario con il patrimonio culturale della citt\u00e0 e offre la propria visuale [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/05\/02\/francesco-vezzoli-e-il-suo-musei-delle-lacrime-al-museo-correr-di-venezia-per-la-biennale-2024\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,10357,53794,66637,28386,44441,87,35351,26,17505,35188,28369,51665,4625],"tags":[594243,594239,336560,253064,594240,472870,355195,594241,594242],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32941"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32941"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32949,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32941\/revisions\/32949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}