{"id":32961,"date":"2024-05-04T21:47:33","date_gmt":"2024-05-04T21:47:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=32961"},"modified":"2024-05-04T21:47:33","modified_gmt":"2024-05-04T21:47:33","slug":"federico-barocci-in-mostra-nella-sua-urbino-a-palazzo-ducale-capolavori-tra-cinquecento-e-seicento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/05\/04\/federico-barocci-in-mostra-nella-sua-urbino-a-palazzo-ducale-capolavori-tra-cinquecento-e-seicento\/","title":{"rendered":"Federico Barocci in mostra nella sua Urbino a Palazzo Ducale. Capolavori tra Cinquecento e Seicento"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/Locandina-e1714858140537.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32962\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/Locandina-e1714858140537.jpg\" alt=\"\" width=\"313\" height=\"450\" \/><\/a>Si intitola semplicemente \u201cFederico Barocci Urbino. L\u2019emozione della pittura moderna\u201d la mostra monografica che per oltre quattro mesi \u2013 dal 20 giugno fino al 6 ottobre 2024 &#8211; si potr\u00e0 ammirare nei sontuosi spazi di Palazzo Ducale.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/1.-Autoritratto-Giovanile-Firenze-Uffizi-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32963\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/1.-Autoritratto-Giovanile-Firenze-Uffizi-.jpg\" alt=\"\" width=\"399\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/1.-Autoritratto-Giovanile-Firenze-Uffizi-.jpg 728w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/1.-Autoritratto-Giovanile-Firenze-Uffizi--221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 399px) 100vw, 399px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Curata da <strong>Luigi Gallo<\/strong> (Direttore della Galleria delle Marche) e <strong>Anna Maria Ambrosini Massari<\/strong> (Docente di Storia dell\u2019Arte moderna all\u2019Universit\u00e0 di Urbino), con <strong>Luca Baroni<\/strong> e <strong>Giovanni Russo<\/strong>, la mostra porta per la prima volta a Urbino le opere di uno dei suoi figli pi\u00f9 illustri: Federico Barocci (1533-1612).<\/p>\n<p>Pittore, straordinario disegnatore e innovativo incisore, per quasi un secolo Barocci segna la scena artistica italiana ed europea. Nonostante la scelta, inconsueta all\u2019epoca, di restare nella sua citt\u00e0 natale, lontana dai grandi centri culturali e mecenatistici, egli riesce a imporsi con tenace fatica come il pi\u00f9 ammirato, richiesto e pagato autore di dipinti sacri della seconda met\u00e0 del \u2019500.<\/p>\n<p><strong>Grazie a un insieme di prestiti provenienti da principali musei nazionali e internazionali che arricchiscono la collezione gi\u00e0 molto importante della Galleria Nazionale delle Marche, la mostra, di taglio monografico, raccoglie 76 tra dipinti e disegni di Barocci, illustrando tutte le fasi della sua lunga carriera. <\/strong><\/p>\n<p>Inoltre, per la prima volta, il percorso artistico del maestro urbinate viene presentato secondo un ordinamento tematico, volto ad approfondire le peculiarit\u00e0 della sua produzione inserendola nel contesto della grande arte del Cinquecento e del Seicento.<\/p>\n<p>\u00abPer la prima volta in Urbino \u2013 dice il Direttore <strong>Gallo<\/strong> -, un\u2019ampia mostra monografica illustrer\u00e0 l\u2019opera di uno dei massimi pittori italiani: Federico Barocci. L\u2019inconsueta scelta dell\u2019artista di restare nella citt\u00e0 natale, pur avendo conosciuto i centri maggiori dell\u2019arte italiana, e in particolare Roma, non gli imped\u00ec di diventare famosissimo e ottenere importanti committenze da tutta Italia e non solo. Articolata in sezioni tematiche, la mostra ospiter\u00e0 eccezionali capolavori provenienti dai musei di tutto il mondo e sar\u00e0 impreziosita da un ampio focus sui disegni dell\u2019artista che dimostreranno lo studio lungo e accurato che precedeva la realizzazione di ogni sua opera\u00bb.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/4.-Madonna-con-bambino-e-santi-Urbino-GNDM-scaled-e1714858286682.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32964\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/4.-Madonna-con-bambino-e-santi-Urbino-GNDM-scaled-e1714858286682.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"779\" \/><\/a><\/strong><strong>La mostra si articola in sei nuclei narrativi<\/strong>, declinati secondo un ordinamento che lega la successione temporale dell\u2019opera di Barocci ad una presentazione diacronica organizzata seguendo i diversi temi della sua pittura.<\/p>\n<p><strong>Si partir\u00e0 nella prima sala dalla disamina del contesto culturale in cui l\u2019artista si forma e lavora<\/strong>, analizzato tramite l\u2019Autoritratto giovanile e l\u2019Autoritratto senile (Firenze, Galleria Palatina), i ritratti dei personaggi pi\u00f9 rappresentativi della corte e del suo principale committente cui \u00e8 legato da un intimo rapporto di amicizia, il duca Francesco Maria II Della Rovere (Firenze, Galleria Palatina). Qui saranno presentati i capolavori della ritrattistica baroccesca insieme al magnifico dipinto La Madonna della gatta (Firenze, Uffizi), realizzato per il duca, in cui il profilo del Palazzo Ducale cristallizza il legame del pittore con la sua citt\u00e0 natale.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/3.Fuga-di-Enea-da-Troia-Roma-Galleria-Borghese.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-32965 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/3.Fuga-di-Enea-da-Troia-Roma-Galleria-Borghese.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/3.Fuga-di-Enea-da-Troia-Roma-Galleria-Borghese.jpg 680w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/3.Fuga-di-Enea-da-Troia-Roma-Galleria-Borghese-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nella seconda sala si affronter\u00e0 il tema della composizione delle grandi pale d\u2019altare<\/strong> realizzate con innovativi effetti di notturno che rivoluzionano la tradizione cinquecentesca con gli inediti bagliori cromatici che accompagnano alcuni capolavori, come la maestosa Deposizione eseguita per la cattedrale di San Lorenzo di Perugia, la Madonna di San Simone della Galleria Nazionale delle Marche o le due straordinarie realizzazioni romane come la Visitazione alla Chiesa Nuova (che torna per la prima volta a Urbino dal 1609 quando Barocci la invi\u00f2 a Roma) e l\u2019Istituzione dell\u2019Eucarestia alla Minerva.<\/p>\n<p><strong>La terza sala \u00e8 dedicata al tema degli affetti, della natura e delle emozioni con i dipinti di piccola dimensione destinati alla devozione privata<\/strong> in cui pi\u00f9 evidenti risultano i ragionamenti di Barocci sulle intime relazioni fra i personaggi ed il loro rapporto con una natura intrisa di sentimento. Qui saranno presentati i magnifici Cristo appare alla Maddalena (Firenze, Uffizi), in cui il profilo di Urbino porta le scena sacra nell\u2019ambito familiare della capitale feltresca, la Madonna delle Ciliegie (Pinacoteca Vaticana), dove il dolcissimo paesaggio primaverile accoglie la rappresentazione dell\u2019amore familiare, la Sacra Famiglia del gatto (National Gallery di Londra), in cui i protagonisti sono rappresentati in una sala che richiama gli ambienti del palazzo urbinate, la Madonna di San Giovanni (Galleria Nazionale delle Marche), dipinto dopo il ritorno da Roma come ex voto per la guarigione, la Nativit\u00e0 (Museo del Prado di Madrid) e ancora i magnifici San Girolamo penitente e San Francesco, rispettivamente dalla Galleria Borghese e dal Metropolitan di New York, in cui\u00a0 personaggi appaiono estatici in un paesaggio struggente.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2.-Nativita-Madrid-El-Prado.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-32966\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2.-Nativita-Madrid-El-Prado.jpg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2.-Nativita-Madrid-El-Prado.jpg 605w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2.-Nativita-Madrid-El-Prado-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/a>La quarta sala sar\u00e0 dedicata alla grafica di Barocci, con una scelta significativa di disegni, cartoni, incisioni<\/strong> provenienti dalle maggiori raccolte nazionali e internazionali.<\/p>\n<p><strong>Nella quinta sala sar\u00e0 possibile ammirare le composizioni dalla loro fase preparatoria all\u2019opera finita<\/strong>, saranno presenti l\u2019Annunciazione conservata in Vaticano, esposta vicino a diversi fogli elaborati per la sua realizzazione, la straordinaria Fuga di Enea da Troia (Roma, Galleria Borghese), affiancata al cartone preparatorio conservato al Louvre, l\u2019unica opera a tema mitologico di Barocci, in cui gli elementi ereditati dalla tradizione raffaellesca sono riletti con un nuovo pathos che ispira il ragionamento che sul dipinto fece Bernini e infine la Deposizione di Senigallia, che dal 1608 \u2013 anno della fine dell\u2019intervento di \u2018restauro\u2019 operato dallo stesso Barocci \u2013 torna a Urbino, con accanto il suo bozzetto preparatorio conservato al museo.<\/p>\n<p><strong>Nella sesta sala saranno presentate le ultime opere del pittore risalenti al primo decennio del Seicento<\/strong>, nelle quali il colore diventa pura emozione cromatica anticipando alcune soluzioni che contraddistinguono l\u2019arte barocca: fra queste la Beata Michelina (Pinacoteca Vaticana), la Madonna del Rosario (Senigallia), l\u2019Assunzione della Vergine (Galleria Nazionale delle Marche), e la Presentazione della Vergine al Tempio (Roma, Chiesa Nuova).<\/p>\n<p><strong>La mostra continua<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019arte di Barocci continuer\u00e0 nell\u2019appartamento roveresco del secondo piano<\/strong> dove il Palazzo Ducale vanta il numero di opere pi\u00f9 consistente della sua produzione sacra: l\u2019Immacolata concezione, la Crocifissione con i dolenti, San Francesco riceve le stigmate, la derivazione dal Perdono di Assisi e le due opere in deposito dalla Pinacoteca di Brera alla Galleria Nazionale delle Marche, ovvero la Madonna col Bambino in gloria con i Santi Giovanni Battista e Francesco e l\u2019Ecce Homo finita dall\u2019allievo Ventura Mazza.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si intitola semplicemente \u201cFederico Barocci Urbino. L\u2019emozione della pittura moderna\u201d la mostra monografica che per oltre quattro mesi \u2013 dal 20 giugno fino al 6 ottobre 2024 &#8211; si potr\u00e0 ammirare nei sontuosi spazi di Palazzo Ducale. Curata da Luigi Gallo (Direttore della Galleria delle Marche) e Anna Maria Ambrosini Massari (Docente di Storia dell\u2019Arte moderna all\u2019Universit\u00e0 di Urbino), con Luca Baroni e Giovanni Russo, la mostra porta per la prima volta a Urbino le opere di uno dei suoi figli pi\u00f9 illustri: Federico Barocci (1533-1612). 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