{"id":3306,"date":"2014-10-24T14:50:55","date_gmt":"2014-10-24T14:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=3306"},"modified":"2014-10-24T14:52:04","modified_gmt":"2014-10-24T14:52:04","slug":"sacri-splendori-il-tesoro-della-cappella-delle-reliquie-in-palazzo-pitti-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/10\/24\/sacri-splendori-il-tesoro-della-cappella-delle-reliquie-in-palazzo-pitti-a-firenze\/","title":{"rendered":"SACRI SPLENDORI. Il tesoro della &#8216;Cappella delle Reliquie&#8217; in Palazzo Pitti a Firenze."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/3f95bfa30f0173173854dcbb9a545dab42f52e.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3307\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/3f95bfa30f0173173854dcbb9a545dab42f52e.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/3f95bfa30f0173173854dcbb9a545dab42f52e.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/3f95bfa30f0173173854dcbb9a545dab42f52e-300x283.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/ed6ef588501d6666b438a8a54ea2a8c94ffb252.jpg-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3308\" style=\"width: 331px;height: 349px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/ed6ef588501d6666b438a8a54ea2a8c94ffb252.jpg-11.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/ed6ef588501d6666b438a8a54ea2a8c94ffb252.jpg-11.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/ed6ef588501d6666b438a8a54ea2a8c94ffb252.jpg-11-300x260.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/d0b3de2f6a3676cfd2fd12ea612ab357082dd2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3309\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/d0b3de2f6a3676cfd2fd12ea612ab357082dd2.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/d0b3de2f6a3676cfd2fd12ea612ab357082dd2.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/d0b3de2f6a3676cfd2fd12ea612ab357082dd2-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A Firenze nel \u201cMuseo degli Argenti\u201d vive una mostra, aperta fino al 2 novembre dal titolo \u201cSacri Splendori\u201d ovvero il tesoro della cappella delle reliquie in Palazzo Pitti.<\/strong> Mostra di grande fascino, che fa luce sui grandi tesori d&#8217;Italia, e che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di vedere per la prima volta manufatti e opere d&#8217;arte spesso non esposte al pubblico nella loro \u00a0totalit\u00e0. Nel 1616 veniva consacrata con cerimonia solenne <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>la \u2018Cappella delle Reliquie\u2019 in Palazzo Pitti, luogo simbolo della devozione delle granduchesse di Toscana e degli ultimi granduchi della famiglia Medici. Costruita da Cosimo I negli anni Sessanta del Cinquecento, la cappella, a pianta ottagonale, dal 1610 fu oggetto di importanti lavori di abbellimento voluti<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>dall&#8217;arciduchessa d\u2019Austria e granduchessa di Toscana Maria Maddalena d\u2019Asburgo, moglie di Cosimo II de\u2019 Medici, <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">per custodirvi i reliquiari preziosi che costituivano una parte importante delle sue collezioni. Animata da un profondo spirito religioso, Maria Maddalena si dedic\u00f2 all&#8217;acquisizione di reliquie sin dal suo arrivo a Firenze, nel 1608, usufruendo dell\u2019apporto di illustri corrispondenti, tra i quali l\u2019arcivescovo di Siena Camillo Borghese, il nunzio papale a Napoli Paolo Emilio Filonardi, l\u2019arcivescovo di Genova Domenico Marini e il cardinale Scipione Caffarelli Borghese. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Altrettanto decisivo fu il ruolo di Cristina di Lorena, suocera di Maria Maddalena, alla quale si deve la creazione del primo, cospicuo nucleo di reliquiari confluito poi alla sua morte nella raccolta della nuora. In pochi anni Maria Maddalena riun\u00ec<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>nella \u2018Cappella delle Reliquie\u2019 uno straordinario insieme di opere che fu accresciuto ulteriormente dalla granduchessa Vittoria della Rovere e da suo figlio, il granduca Cosimo III, diventando uno dei pi\u00f9 vasti tesori sacri d\u2019Europa.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Attraverso un minuzioso lavoro di archivio la mostra intende restituire un\u2019immagine di queste preziosissime collezioni, testimonianza della profonda devozione della famiglia granducale e al contempo simbolo di prestigio e di magnificenza, fonte di denaro e coagulo di identit\u00e0 collettiva. La prima sezione della mostra sar\u00e0 dedicata a Maria Maddalena d\u2019Austria e presenter\u00e0 una selezione di opere scelte tra le oltre quattrocento descritte nel pi\u00f9 antico inventario della cappella, redatto nel 1616 e aggiornato sino al 1635. Lo studio di questo importante documento oltre a consentire nuove identificazioni di reliquiari appartenuti all&#8217;arciduchessa ha permesso di precisare <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>come il sontuoso ambiente avesse l\u2019aspetto di una vera e propria Wunderkammer devozionale, quasi un\u2019antitesi della \u2018profana\u2019 Tribuna degli Uffizi, con armadi decorati da pannelli dipinti da Giovanni Bilivert, Filippo Tarchiani, Fabrizio Boschi e Matteo Rosselli al cui interno trovarono posto non solo le preziose custodie per sacri resti ma anche oggetti liturgici e manufatti profani realizzati in materiali rari e pregiati: dal corallo alle variopinte pietre dure, dall\u2019ambra del baltico agli esotici ebano e avorio.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Accanto a questi lavori sono presentate, inoltre, alcune opere appositamente commissionate da Maria Maddalena e da Cosimo II per farne dono a importanti luoghi di culto. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Le successive sezioni della mostra sono incentrate sulle figure di Vittoria della Rovere e del figlio Cosimo III. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Quest\u2019ultimo, in particolare, si dedic\u00f2 all\u2019incessante ricerca di reliquie, soprattutto di quelle appartenute a personaggi che provenivano da regioni remote, facendo realizzare per esse straordinarie custodie frutto della collaborazione fra esperti scultori e i maestri orafi operanti nelle botteghe di corte, tra i quali spiccano i nomi di Massimiliano Soldani Benzi, Cosimo Merlini il Giovane e Giuseppe Antonio Torricelli coadiuvati da Giovan Battista Foggini, poliedrico progettista di reliquiari di grande fasto e dalle forme ricercate. Il tesoro della \u2018Cappella delle Reliquie\u2019 rimase pressoch\u00e9 inalterato in Palazzo Pitti fino al 1785, quando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena ordin\u00f2 la consegna di oltre cento reliquiari alla basilica di San Lorenzo in cambio di diciotto vasi in pietre dure appartenuti a Lorenzo il Magnifico chiesti per la Regia Galleria degli Uffizi. Tale evento costitu\u00ec il prodromo della disgregazione della collezione di reliquie dei granduchi medicei: di l\u00ec a poco gli oggetti pi\u00f9 preziosi furono smantellati per recuperare l\u2019oro, l\u2019argento e le pietre preziose di cui erano costituiti; quei pochi che furono risparmiati dalla distruzione finirono per essere trasferiti nella nuova Cappella Palatina mentre altri furono consegnati all&#8217;arcivescovo di Firenze Antonio Martini perch\u00e9 li distribuisse alle pievi e chiese della diocesi. Grazie alle ricerche condotte durante i lavori di preparazione per la mostra \u00e8 stato possibile riconoscere un discreto numero di questi reliquiari che dopo pi\u00f9 di duecentoventi anni torneranno ad essere esposti a Palazzo Pitti.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A Firenze nel \u201cMuseo degli Argenti\u201d vive una mostra, aperta fino al 2 novembre dal titolo \u201cSacri Splendori\u201d ovvero il tesoro della cappella delle reliquie in Palazzo Pitti. Mostra di grande fascino, che fa luce sui grandi tesori d&#8217;Italia, e che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di vedere per la prima volta manufatti e opere d&#8217;arte spesso non esposte al pubblico nella loro \u00a0totalit\u00e0. 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Costruita da Cosimo I negli anni Sessanta del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/10\/24\/sacri-splendori-il-tesoro-della-cappella-delle-reliquie-in-palazzo-pitti-a-firenze\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,53747,41640,44759,44441,87,53833,17505,35188,35291,17494,53611],"tags":[59213,59217,8690,59218,59216,59215,59214],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3306"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3306"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3306\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3314,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3306\/revisions\/3314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}