{"id":33129,"date":"2024-05-21T20:00:24","date_gmt":"2024-05-21T20:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33129"},"modified":"2024-05-21T20:00:24","modified_gmt":"2024-05-21T20:00:24","slug":"arte-del-vedere-manifesti-e-occhiali-dalle-collezioni-salce-e-stramare-al-museo-nazionale-collezione-salce-a-treviso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/05\/21\/arte-del-vedere-manifesti-e-occhiali-dalle-collezioni-salce-e-stramare-al-museo-nazionale-collezione-salce-a-treviso\/","title":{"rendered":"Arte del Vedere. Manifesti e occhiali dalle Collezioni Salce e Stramare al Museo Nazionale Collezione Salce a Treviso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/19261.-e1716320864555.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33130\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/19261.-e1716320864555.jpg\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"396\" \/><\/a>Il Museo nazionale Collezione Salce, in collaborazione con Punti di Vista, organizza, da sabato 18 maggio a domenica 6 ottobre 2024,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/ARTE-DEL-VEDERE-e1716320893241.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33131 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/ARTE-DEL-VEDERE-e1716320893241.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"334\" \/><\/a> l\u2019esposizione\u00a0<strong>Arte del Vedere. Manifesti e occhiali dalle Collezioni Salce e Stramare<\/strong>, a cura di Elisabetta Pasqualin e Michele Vello, con la collaborazione di Mariachiara Mazzariol. La mostra, allestita nell\u2019ex chiesa di Santa Margherita, a Treviso, esplora il mondo dell\u2019occhiale attraverso due piani di lettura: la rappresentazione, mediante i manifesti pubblicitari della collezione Salce, e la forma, grazie agli occhiali storici della collezione Stramare.<\/p>\n<p>Arte del Vedere \u00e8 un ideale dialogo tra due collezionisti e le loro passioni. Le policrome visioni di carta dei manifesti di Ferdinando Salce, accanto alle mille declinazioni del tondo degli occhiali di Lucio Stramare. Ed \u00e8 anche la prima volta che il Museo Salce pone il suo inestimabile patrimonio grafico a complemento del design, in un continuum di rappresentazioni di forme che vanno dal Cinquecento fino agli anni Cinquanta del Novecento. Il visitatore pu\u00f2 divertirsi a confrontare gli occhiali con la loro raffigurazione, che si fa astratta o puntuale a seconda della mano dell\u2019illustratore e dello stile proprio di ogni epoca. Gli occhiali dei manifesti, raramente e tardi oggetto di pubblicit\u00e0 diretta, diventano protagonisti, come ornamento funzionale: sottolineano espressioni, acuiscono gestualit\u00e0 ed esaltano lo status sociale di chi li indossa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/16683.-e1716320930696.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33132\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/16683.-e1716320930696.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"474\" \/><\/a>Non \u00e8 casuale la scelta di allestire questa mostra a Treviso. Un filo sottile lega la citt\u00e0 agli occhiali, nello specifico nella loro rappresentazione. Nel 1352 Tommaso da Modena, gi\u00e0 autore delle storie di Sant\u2019Orsola un tempo proprio a Santa Margherita, affresca la Sala del Capitolo dei Domenicani nel convento di San Nicol\u00f2.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/15757.-e1716320961398.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33133 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/15757.-e1716320961398.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"456\" \/><\/a> Nella lunga teoria di prelati, uno in particolare colpisce il nostro sguardo, perch\u00e9 indossa un paio di occhiali: la pi\u00f9 antica testimonianza iconografica di questo oggetto, che il Museo Salce intende celebrare con un\u2019esposizione che combina l\u2019illustrazione al design, l\u00ec dove tutto \u201cvisivamente\u201d ebbe inizio.<\/p>\n<p>A firmare i manifesti esposti in mostra, nomi noti del cartellonismo prima e della grafica progettata poi, non solo italiani. L\u2019euforica Belle \u00c9poque mette in scena maliziose figure femminili scrutate da ambigui monocoli: ne sono esempi La vedova Allegra, capolavoro ancora pittorico di Leopoldo Metlicovitz (1907), ma anche Absinthe Pernot (1900), cartello \u201cavant la lettre\u201d del pi\u00f9 sintetico e aggiornato Cappiello. Accanto a loro, dandy decisamente alla moda indossano lenti, pi\u00f9 come vezzo che in funzione di protesi: l\u2019ironico tratto di Luciano Mauzan propone la parodia di un moderno Petronio (1915), arbiter elegantiae per un omonimo marchio di calzature; o il raffinato manifesto Zeda (1923), con una figura precocemente all gender, creata da un giovane Erberto Carboni nella sua fase eclettico-d\u00e9co. Artisti meno conosciuti sorprendono: Luigi Enrico Caldanzano con immagini notturne, quasi oniriche e simboliste, che ben si adattano alle inquietanti Lenti radioattive (1912-1915) da promuovere, o Golia (Eugenio Colmo), la cui vena caricaturale disegner\u00e0 \u201cil cinesino dalle lenti scure\u201d. Accompagner\u00e0, con le sue evoluzioni grafiche, una nota marca di ottici torinesi per molti anni a venire.<\/p>\n<p><strong>Binomio vincente \u00e8 quello tra occhiali e velocit\u00e0: occhiali da protezione, non certo da vista, per gli automobilisti alla guida di bolidi rosso fiammante, con prove d\u2019autore come l\u2019innovativo Dunlop di Marcello Dudovich (1908). E in bella evidenza, a cingere il casco delle seducenti motocicliste di Plinio Codognato (Moto Bianchi 1920-25, Gilera 1929), con un\u2019esplicita associazione tra donna e prodotto, tutta a favore del male gaze dilagante.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019occhial<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/7447.-e1716321051577.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33134\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/7447.-e1716321051577.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"372\" \/><\/a>e da sole fa la sua comparsa solo pi\u00f9 tardi e al cinema, qui in mostra indossato dall\u2019inarrivabile icona di stile Grace Kelly in Caccia al ladro (1955), di cui si espone la locandina per l\u2019uscita italiana del film. E dal cinema, le lenti scure su montature alla moda, invadono i manifesti turistici<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2423.-e1716321101670.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33135 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2423.-e1716321101670.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"416\" \/><\/a> (con i maestri del genere: Mario Puppo e Franz Lenhart), arricchendo di glamour spiagge assolate e modernissime piste da sci. L\u2019affisso si riduce nelle dimensioni, diventa locandina o espositore da banco: soprattutto \u00e8 parte di una strategia comunicativa pi\u00f9 complessa, in cui il prodotto da promuovere si etichetta, si imballa, si anima. La grafica \u00e8 totalmente rinnovata, innamorata dell\u2019America, delle sue forme, dei suoi colori. Sono arrivati gli anni Cinquanta.<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente inediti sono i manifesti dell\u2019Associazione nazionale per la prevenzione degli Infortuni, dal 1926 trasformata in ente, con una serie di tavole graficamente ingenue, basate su una comunicazione emotiva, dai toni cupi e minacciosi, con escamotage da rotocalco illustrato. <strong>Da segnalare una rara pagina pubblicitaria con una filastrocca di Trilussa, scrittore spesso prestato alla pubblicit\u00e0, qui autore di un giocoso bodycopy per la promozione delle Lenti Salmoiraghi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Tre sono le sezioni dell\u2019esposizione, che rappresentano un percorso cronologico nell\u2019evoluzione delle forme del vedere. Dalle prime rudimentali creazioni dove il dispositivo era ancora tenuto in mano o fissato al volto con dei cordini di spago, all\u2019invenzione delle aste nel Settecento, che ha segnato la svolta formale di un oggetto che ci accompagna nella vita di tutti i giorni. Non mancano le curiosit\u00e0, perch\u00e9 almeno fino al primo decennio del Novecento coesistevano, accanto agli occhiali veri e propri, altre forme, come i vezzosi ed elaborati fassamani e i pince-nez di cavouriana memoria. Lo stile di vita e il progresso industriale cambiano il design dell\u2019occhiale, e ci\u00f2 \u00e8 ben rappresentato dai <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2411.-e1716321144399.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33136\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2411.-e1716321144399.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"411\" \/><\/a>dettagli ai limiti dell\u2019oreficeria negli anni Trenta, i colori degli anni Quaranta e le indimenticabili forme \u201ca gatto\u201d degli anni Cinquanta. Di grande interesse per gli amanti del design \u00e8 la teca dedicata agli occhiali speciali e da lavoro, dalle fogge talvolta improbabili ma efficaci nell\u2019accordo tra forma, funzione e studio dei materiali: quelli preziosi come oro e argento; quelli naturali come corno, tartaruga, legno e pelle; fino ai primi ritrovati dell\u2019industria chimica come la bachelite e la celluloide. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2415.-e1716321178293.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33137 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/05\/2415.-e1716321178293.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"370\" \/><\/a><\/p>\n<p>A completare il percorso espositivo c\u2019\u00e8 il significativo contributo del design dell\u2019occhiale contemporaneo, rappresentato dalla selezione dei migliori project work degli allievi dell\u2019ITS eyewear product manager. Il corso, promosso dalla Fondazione ITS Cosmo di Padova e l\u2019ente Certottica di Longarone, intende formare i progettisti dell\u2019occhiale del domani. Gli elaborati esposti in questa sede rappresentano un ponte tra passato e futuro attraverso i linguaggi complementari della grafica e del design. E in sintonia con lo spirito con cui Nando Salce ha ritenuto di affidare la sua raccolta allo Stato italiano: \u00abperch\u00e9 serva in scuole e accademie a studio e conoscenza di studenti, praticanti e amatori delle arti grafiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo nazionale Collezione Salce, in collaborazione con Punti di Vista, organizza, da sabato 18 maggio a domenica 6 ottobre 2024, l\u2019esposizione\u00a0Arte del Vedere. Manifesti e occhiali dalle Collezioni Salce e Stramare, a cura di Elisabetta Pasqualin e Michele Vello, con la collaborazione di Mariachiara Mazzariol. La mostra, allestita nell\u2019ex chiesa di Santa Margherita, a Treviso, esplora il mondo dell\u2019occhiale attraverso due piani di lettura: la rappresentazione, mediante i manifesti pubblicitari della collezione Salce, e la forma, grazie agli occhiali storici della collezione Stramare. Arte del Vedere \u00e8 un ideale dialogo tra due collezionisti e le loro passioni. 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