{"id":3328,"date":"2014-10-29T21:56:25","date_gmt":"2014-10-29T21:56:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=3328"},"modified":"2014-10-29T21:56:25","modified_gmt":"2014-10-29T21:56:25","slug":"luci-sul-900-in-mostra-le-collezioni-di-palazzo-pitti-a-firenze-per-festeggiare-il-centenario-della-galleria-darte-moderna-1914-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/10\/29\/luci-sul-900-in-mostra-le-collezioni-di-palazzo-pitti-a-firenze-per-festeggiare-il-centenario-della-galleria-darte-moderna-1914-2014\/","title":{"rendered":"Luci sul &#8216;900. In mostra le collezioni di Palazzo Pitti a Firenze per festeggiare il centenario della Galleria d&#8217;Arte Moderna (1914-2014)."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/530194.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3330\" style=\"width: 364px;height: 349px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/530194.jpg\" alt=\"\" width=\"638\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/530194.jpg 638w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/530194-300x258.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3331\" style=\"width: 349px;height: 400px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/1.jpg 625w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/1-300x239.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/140813021-4190b83a-f823-4252-8849-62157f203447.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3332\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/140813021-4190b83a-f823-4252-8849-62157f203447.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"263\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/Luci-sul-900-sec-670x223.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3333\" style=\"width: 329px;height: 140px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/Luci-sul-900-sec-670x223.jpg\" alt=\"\" width=\"670\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/Luci-sul-900-sec-670x223.jpg 670w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/Luci-sul-900-sec-670x223-300x99.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/image0033.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3336\" style=\"width: 481px;height: 391px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/image0033.jpg\" alt=\"\" width=\"645\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/image0033.jpg 645w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/image0033-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/apostoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3337\" style=\"width: 379px;height: 271px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/apostoli.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/apostoli.jpg 480w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/10\/apostoli-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a>A cento anni dalla sua fondazione la Galleria d&#8217;arte moderna di Palazzo Pitti espone e racconta le sue collezioni del &#8216;900 con una mostra grandiosa dal titolo \u201cLuci sul &#8216;900.Il centenario della Galleria d&#8217;Arte moderna di Palazzo Pitti 1914-2014\u201d . Cos\u00ec Cristina Acidini sovrintendente della Toscana racconta questo <\/strong><\/em><em> <\/em>&#8220;secolo di fervore innovativo, di strappi culturali (e non solo), di tragedie e di ricostruzioni, un secolo che nelle arti ha indirizzato una contemporaneit\u00e0, la nostra del XXI secolo, profondamente modellata da quelle esperienze ereditate&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Per celebrare il centenario della sua fondazione la Galleria d&#8217;arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dedicare una mostra alle collezioni novecentesche possedute dal museo<\/strong>. Infatti, nonostante la Galleria d&#8217;arte moderna sia nota soprattutto per essere il museo che vanta la pi\u00f9 vasta e importante, storicamente e qualitativamente, collezione di dipinti macchiaioli al mondo, \u00e8 probabile che non tutti conoscano l&#8217;interessante raccolta di opere novecentesche fino ad oggi relegata nei depositi. L\u2019esposizione tende quindi ad attrarre l\u2019attenzione su questo museo nel museo, fino ad ora sommerso per insufficienza di spazi espositivi; cos\u00ec afferma Simonella Condemi: \u201csono come le luci di un faro quelle che (&#8230;) si accendono e spengono sulle collezioni di questo museo: una sorta di percorso a corrente alternata che consente di poter far vedere le pi\u00f9 significative selezioni di tutto il patrimonio\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il &#8216;900 artistico \u00e8 raccontato proprio attraverso questa mostra, grazie al suo taglio storicistico, i tempi e i modi che caratterizzarono le acquisizioni delle opere in Galleria cos\u00ec da evidenziare, attraverso le scelte operate nel corso dei decenni del secolo scorso, i fermenti culturali della Firenze di quel tempo. <strong>Ma \u00e8 pi\u00f9 di una mostra, \u00e8 la prova per un percorso museale di capolavori per lo pi\u00f9 inediti del secolo scorso, che speriamo possano<\/strong><strong> finalmente<\/strong><strong> <\/strong><strong>trovare, a conclusione dell&#8217;esposizione, una collocazione stabile nelle ultime sale di facciata della Galleria d&#8217;arte moderna di Palazzo Pitti. Come del resto \u00e8 accaduto per le collezioni novecentesche del Comune di Firenze che con il nuovo Museo Novecento hanno trovato recentemente i loro spazi espositivi nel complesso delle Leopoldine.<\/strong><strong> Fu l\u2019importante Legato al museo voluto nel 1896 dal critico Diego Martelli, sodale del movimento macchiaiolo, ad evidenziare la necessit\u00e0 che anche a Firenze, come gi\u00e0 a Roma e Venezia, vi fosse una Galleria che presentasse al pubblico le proposte dell\u2019arte moderna. La raccolta di opere di importanti esponenti dell\u2019arte ottocentesca toscana, soprattutto macchiaiola, doveva quindi trovare degna collocazione in un percorso che comprendesse anche le novit\u00e0 delle correnti contemporanee. <\/strong>Nel marzo del 1913 nelle sette sale della Galleria dell\u2019Accademia di Firenze, il Direttore generale del Ministero, Arduino Colasanti inaugurava una prima modesta sezione degli spazi museali dedicati all\u2019arte moderna che undici anni dopo, <strong>nel giugno 1924, sarebbe approdata a Palazzo Pitti nell\u2019attuale sede<\/strong>. Le diverse provenienze delle opere che allora la componevano, consistenti soprattutto nei premi Accademici e nelle raccolte lorenesi e sabaude, erano gi\u00e0 in grado di illustrare criticamente la lunga e complessa storia verso la fondazione museale; <strong>si tratt\u00f2 di fasi storiche che precedettero e prepararono la successiva stagione culminata con la Convenzione tra Stato e Comune di Firenze stipulata nel giugno 1914; <\/strong>rimaneva per\u00f2 ancora da individuare uno spazio espositivo adeguato ad una collezione in continua crescita. Le donazioni di opere accolte, oltre agli acquisti allora effettuati finalizzati fin dall&#8217;inizio a comporre il percorso del futuro museo ci permettono di comprenderei <strong>criteri di scelta<\/strong> che vennero adottati da quella <strong>Commissione<\/strong>, tuttora vigente, <strong>che era stata istituita <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>e giuridicamente prevista dalla Convenzione con l&#8217;incarico di accrescere, secondo precise indicazioni critiche, il patrimonio del museo<\/strong>. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nella selezione delle opere esposte sono state scelte quelle dei <strong>principali interpreti della cultura figurativa italiana del &#8216;900: Felice Carena, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Giuseppe Capogrossi, Guido Peyron, Ottone Rosai<\/strong>, che si alternano a quelle, prevalenti per quantit\u00e0, degli esponenti del <strong>gruppo del &#8220;Novecento toscano&#8221; di Baccio Maria Bacci, Giovanni Colacicchi e degli altri sodali, vicini al clima della rivista <\/strong><em><strong>Solaria<\/strong><\/em><strong> ed al ritrovo canonico della cultura fiorentina, il caff\u00e8 delle &#8220;Giubbe Rosse&#8221;, che resero la citt\u00e0 negli anni Venti un fertile centro di incontro dei migliori artisti ed intellettuali italiani.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In mostra le opere acquistate alle varie edizioni delle <strong>Biennali veneziane tra il 1925 ed il 1945<\/strong>, alla <strong>Quadriennale Romana del 1935<\/strong>, e quelle, molto pi\u00f9 numerose, comprate in sede locale presso la <strong>Societ\u00e0 di Belle Arti di Firenze, ma soprattutto alle Sindacali Toscane<\/strong>, <strong>dedicate alla cultura figurativa regionale<\/strong>. Fra queste ricordiamo opere di <strong>Giovanni Colacicchi, Ottone Rosai, Alberto Magnelli, Oscar Ghiglia, Achille Lega, Ardengo Soffici, Lorenzo Viani, Libero Andreotti, Italo Griselli etc. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Oltre a questi ingressi non meno rilevanti erano quelli che giungevano grazie ai doni, testimonianza, con la loro crescente frequenza, di un rapporto sempre pi\u00f9 stretto tra la Galleria d&#8217;arte moderna e la citt\u00e0. Gli anni del dopoguerra furono caratterizzati da una stasi nell&#8217;attivit\u00e0 di acquisizioni di opere da parte della Commissione; tuttavia a partire dal 1950, per i successivi venti anni, la Galleria aggiorn\u00f2 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">comunque le proprie collezioni del Novecento grazie all&#8217;ingresso delle opere premiate alle varie edizioni del &#8220;<strong>Premio del Fiorino&#8221;<\/strong>, che lo statuto della stessa manifestazione destinava al museo. <strong>Queste opere, del resto, sono l&#8217;unica testimonianza efficace della cultura figurativa italiana di quegli anni e rappresentano un significativo incremento di dipinti dovuti alla mano di Felice Casorati, Filippo De Pisis, Primo Conti, Fausto Pirandello, Vinicio Berti, Fernando Farulli, Sergio Scatizzi, Corrado Cagli<\/strong>. Rilevanti, poich\u00e9 documentano un <strong>deliberato interesse della Commissione verso la contemporaneit\u00e0<\/strong>, appaiono invece quegli acquisti conclusi, in via del tutto straordinaria, alla <strong>II\u00b0 Esposizione Internazionale della Grafica del &#8220;Fiorino&#8221; del 1970: Burri e Jasper Jones.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il percorso della mostra termina con la presentazione delle <strong>ultime acquisizioni<\/strong> volute dalla Commissione operate negli ultimi trenta anni della sua attivit\u00e0, <strong>dal 1985 ad oggi<\/strong>: tra <strong>queste<\/strong><em><strong> Confidenze<\/strong><\/em><strong> di Armando Spadini, la <\/strong><em><strong>Mascherata<\/strong><\/em><strong> di Mario Cavaglieri, gi\u00e0 in collezione Longhi, e una bellissima <\/strong><em><strong>Veduta di Grizzana<\/strong><\/em><strong> di Giorgio Morandi<\/strong>, dedicata all&#8217;amico Carlo Ludovico Ragghianti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In occasione della mostra gran parte dei dipinti sono stati oggetto di restauro conservativo, ben 88 sul totale dei 120 esposti; campagna di restauro impegnativa sia sotto il profilo economico che di coordinamento, diretta dalla vicedirettrice della Galleria d&#8217;arte moderna Rosanna Morozzi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per completare il panorama delineato della mostra \u00e8 stato riproposto <strong>nell&#8217;Andito degli Angiolini<\/strong> un&#8217;ampia <strong>selezione delle opere di grafica<\/strong> che vennero presentate nella celebre <strong>Esposizione Internazionale del Bianco e Nero tenutasi a Firenze nel maggio 1914 presso la Societ\u00e0 di Belle Arti<\/strong>. D&#8217;altro canto, alla grafica si concedeva un confronto pi\u00f9 ardito ed immediato con le novit\u00e0 internazionali. Questa sezione, che aprir\u00e0 al pubblico in una fase successiva il <strong>25 novembre<\/strong>, \u00e8 curata da Rossella Campana con la collaborazione di Rosanna Morozzi e Giorgio Marini sotto la direzione di Simonella Condemi e <strong>documenta l&#8217;eccellente livello qualitativo e il respiro internazionale delle opere che furono presentate in quell&#8217;occasione.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>L&#8217;articolata iniziativa espositiva, sicuramente da non perdere, <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a cura di Simonella Condemi e Ettore Spalletti, come il catalogo che la correda, edito da Sillabe, \u00e8 promossa dal Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">per il Polo Museale della citt\u00e0 di Firenze, la Galleria d&#8217;arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze Musei, dal Comune di Firenze e dall\u2019Ente Cassa di Risparmio di Firenze.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A cento anni dalla sua fondazione la Galleria d&#8217;arte moderna di Palazzo Pitti espone e racconta le sue collezioni del &#8216;900 con una mostra grandiosa dal titolo \u201cLuci sul &#8216;900.Il centenario della Galleria d&#8217;Arte moderna di Palazzo Pitti 1914-2014\u201d . 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