{"id":33282,"date":"2024-06-06T19:33:06","date_gmt":"2024-06-06T19:33:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33282"},"modified":"2024-06-06T19:33:06","modified_gmt":"2024-06-06T19:33:06","slug":"il-fuori-registro-di-luca-pancrazzi-alla-rizzuto-gallery-di-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/06\/06\/il-fuori-registro-di-luca-pancrazzi-alla-rizzuto-gallery-di-palermo\/","title":{"rendered":"Il fuori registro di Luca Pancrazzi  alla Rizzuto Gallery di Palermo"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/424674056_18398289976078792_365795234562136746_n-e1717702007761.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33283\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/424674056_18398289976078792_365795234562136746_n-e1717702007761.jpg\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"478\" \/><\/a>RizzutoGallery<\/strong>\u00a0 presenta la mostra personale di\u00a0<strong>Luca Pancrazzi<\/strong>\u00a0(Figline Valdarno, Firenze, 1961. Vive e lavora a Milano) dal titolo\u00a0<em>&#8220;Meditabondi, barcamenanti, fuori registro e buchi bianchi&#8221;<\/em>. &#8220;<em>Questa mostra \u00e8 esplicativa della pratica e del campo d&#8217;azione dell&#8217;artista che vuole sottrarre all&#8217;interpretazione dello sguardo e alla dittatura della ragione l&#8217;opera per portarla ad essere<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/438170834_18398290009078792_6319025640031839872_n-e1717702029500.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-33284 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/438170834_18398290009078792_6319025640031839872_n-e1717702029500.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"401\" \/><\/a> protagonista di test quantistici dove gli obbiettivi sono simultanei e la costituzione del quadro \u00e8 il risultato di pi\u00f9 incidenti di percorso calcolati e non.&#8221; <\/em>La mostra \u00e8 visitabile\u00a0<strong>fino al 22 giugno<\/strong>, dal marted\u00ec al sabato, dalle 16 alle 20.<\/p>\n<p>\u201c<em>La materia si assottiglia sempre pi\u00f9 e subisce dei leggeri traumi, degli scarti, dei maltrattamenti, come dei sussurri che incidono sul risultato finale. Tutto influisce e niente pu\u00f2 interferire.<\/em> <em>Questa mostra non prova a cucire le opere con un filo conduttore o con un tema di fondo che aiuti un racconto, opero dei saggi, dei prelievi, dei campionamenti, su tutto ci\u00f2 che mi circonda, soprattutto sulle immagini che si radicano profondamente nello spazio necessario, in quello spazio di attesa saturo di materiale gassoso e liquido di conservazione e maturazione.<\/em> <em>Fuori Registro \u00e8 lo spazio che trova lo scarto ogni volta che si sale uno scalino ulteriore, la ruota gira e lo step successivo \u00e8 uguale al precedente, ma spostato di qualche attimo.<\/em><br \/>\n<em>La ripetizione di tale attimo \u00e8, sia durata, sia materia, e porta la pratica ad evolversi rimanendo sempre la stessa.<\/em><br \/>\n<em>Il fuori registro \u00e8 semplicemente lo slittamento di questo spazio in una direzione, poi in un&#8217;altra e poi in un&#8217;altra ancora.<\/em><br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/438172518_18398289964078792_6488903573255913212_n-e1717702056979.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-33285\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/438172518_18398289964078792_6488903573255913212_n-e1717702056979.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"420\" \/><\/a>L&#8217;intuizione invece prova ad avere un ruolo, gioca appoggiata su una griglia di fondo sulla quale si parametrano gli spostamenti e gli errori che slittano in uno spazio dovuto allo sforzo prolungato dell&#8217;occhio, della mano e della mente.<\/em> <em>Il tempo \u00e8 proiettato sulla parete verticale dove l&#8217;immagine si sgretola rimanendo al suo posto apparentemente, ma inesorabilmente prosegue nella sua metamorfosi linguistica.<\/em> <em>La pittura lavora nel costruire e nel distruggere, crea momenti di azione e di riflessione, sposta l&#8217;osservazione dal soggetto raffigurato alla metamorfosi astratta della materia.<\/em> <em>Le forme si assomigliano per simulazione, ma evitano di essere uguali per le<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/441066100_18398289982078792_8275930274147027090_n-e1717702084790.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33286 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/441066100_18398289982078792_8275930274147027090_n-e1717702084790.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"391\" \/><\/a> proprie collocazioni temporali.<\/em> <em>Questa mostra \u00e8 esplicativa della pratica nel campo d&#8217;azione totale dove sottraggo all&#8217;interpretazione dello sguardo e alla dittatura della ragione l&#8217;opera per portarla ad essere protagonista di test quantistici dove gli obbiettivi simultanei e la costituzione del quadro sono il risultato di pi\u00f9 incidenti di percorso calcolati e non. La materia \u00e8 attraversata da micro-particelle che la trasformano, la forano, la segnano, la cambiano, la negano e la accettano, \u00e8 sia supporto sia ostacolo, non c&#8217;\u00e8 modo migliore per trattarla se non negarla e poi ritrovarla al suo posto mutata.<\/em><br \/>\n<em>Caos stocastico programmatico la pittura genera pause e progressioni, si innalza a spazio privilegiato e contemporaneamente si piega a ritrovare la gioia di un segno. Il disegno di fondo si confonde con la produzione di fotoni particolari e soggettivi proiettati dall&#8217;osservatore che distratto spara ovunque senza mirare troppo.<\/em><br \/>\n<em>La natura delle cose cambia in continuazione, la presenza stessa di un osservatore determina l&#8217;esistenza dell&#8217;oggetto osservato e nello stesso momento ne modifica la materia.<\/em><\/p>\n<p><em>Porto la rappresentazione ad assottigliarsi, ed alcune volte a sparire dietro una fitta rete caotica di puntini bianchi, altre volte dietro una rete.<\/em> <em>Questo filtro non \u00e8 che la riaffermazione della pittura, uno strato ulteriore che fora il quadro ed appare per sottrazione divenendo talvolta anche materico.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/e219a6d4317e45fd23cb367a14875ec186e3bbf2-luca-pancrazzi-jpg-66416-1714645697.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33287\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/e219a6d4317e45fd23cb367a14875ec186e3bbf2-luca-pancrazzi-jpg-66416-1714645697.jpeg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/e219a6d4317e45fd23cb367a14875ec186e3bbf2-luca-pancrazzi-jpg-66416-1714645697.jpeg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/e219a6d4317e45fd23cb367a14875ec186e3bbf2-luca-pancrazzi-jpg-66416-1714645697-300x156.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 548px) 100vw, 548px\" \/><\/a>Luca Pancrazzi<\/strong>\u00a0(Figline Valdarno, Firenze, 1961. Vive e lavora a Milano). Dopo gli studi accademici a Firenze, nella seconda met\u00e0 degli anni Ottanta inizia ad esporre e viaggia negli Stati Uniti, dove lavora presso Jo Watanabe Studio alla realizzazione di grafiche e wall drawings di Sol Lewitt e poi a Roma nello studio di Alighiero Boetti.<br \/>\nDagli anni Novanta \u00e8 autore di una ricerca basata sull&#8217;analisi del medium artistico, sulle possibilit\u00e0 creative dell&#8217;errore e dell&#8217;uso composito di tecniche e materiali. Esplora le immagini come linguaggio manipolabile e trova nella archiviazione una pratica essenziale del suo fare artistico. Indaga la correlazione tra ripetitivit\u00e0 e mutamento e utilizza con rigore<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/luca-pancrazzi-meditabondi-barcamenanti-fuori-registro-e-buchi-bianchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33288 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/luca-pancrazzi-meditabondi-barcamenanti-fuori-registro-e-buchi-bianchi.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/luca-pancrazzi-meditabondi-barcamenanti-fuori-registro-e-buchi-bianchi.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/luca-pancrazzi-meditabondi-barcamenanti-fuori-registro-e-buchi-bianchi-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a> differenti tecniche, materiali e processi per soddisfare i suoi obiettivi. Si esprime attraverso la pittura, il disegno, la fotografia, il video, l&#8217;installazione ambientale, la scultura, azioni in condivisione con altri artisti e progetti editoriali. Pancrazzi realizza i suoi lavori con un senso globale ciclico interpretabile attraverso serie di opere che in maniera autonoma si intrecciano e si dipanano nel tempo e che individualmente sono protagoniste di una trama interpretativa pi\u00f9 ampia. Lo spazio metropolitano e il paesaggio sono i temi trattati con pi\u00f9 assiduit\u00e0; paesaggi-archetipo, ampi spazi vuoti senza narrazione, orizzonti tra cielo e terra da cui emergono minute infrastrutture architettoniche, luoghi di passaggio, paesaggi meta-moderni solitari dove luoghi reali perdono la connotazione propriamente geografica per diventare simboli.<\/p>\n<p>Il suo lavoro \u00e8 stato esposto in mostre personali e collettive in sedi pubbliche tra cui: Biennale di Venezia (1997), Triennale di New Dehli (1997), Biennal of Cetinje (1997), Triennale di Vilnius (2000), Whitney Museum of American Art at Champion (1998), Biennal of Valencia (2001), Moscow Biennal of Contemporary Art (2007), Quadriennale di Roma (2008). P.S.1 Contemporary Art Center (1999), Galleria Civica di Modena (1999), Museo Marino Marini (2000), Palazzo delle Papesse (2001), Museo Revoltella (2001), Galerie Lenbachhaus und Kunstbau (2001), GAMEC (2001), Museo Cantonale d&#8217;Arte di Lugano (2002), Centro per l&#8217;Arte Contemporanea Luigi Pecci (2002), Zentrum Fur Kunst und Medientechnologie (2003), PAC (2004), MAN (2004), MART Trento e Rovereto (2005), MAMbo (2006), Macro (2007), Vietnam National Museum of Fine Arts (2007), Fondazione Pomodoro (2010), Museo per Bambini di Siena (2010), Palazzo Te, (2016). Dal 2019 \u00e8 tra gli artisti rappresentati dalla RizzutoGallery.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>RizzutoGallery\u00a0 presenta la mostra personale di\u00a0Luca Pancrazzi\u00a0(Figline Valdarno, Firenze, 1961. Vive e lavora a Milano) dal titolo\u00a0&#8220;Meditabondi, barcamenanti, fuori registro e buchi bianchi&#8221;. &#8220;Questa mostra \u00e8 esplicativa della pratica e del campo d&#8217;azione dell&#8217;artista che vuole sottrarre all&#8217;interpretazione dello sguardo e alla dittatura della ragione l&#8217;opera per portarla ad essere protagonista di test quantistici dove gli obbiettivi sono simultanei e la costituzione del quadro \u00e8 il risultato di pi\u00f9 incidenti di percorso calcolati e non.&#8221; La mostra \u00e8 visitabile\u00a0fino al 22 giugno, dal marted\u00ec al sabato, dalle 16 alle 20. \u201cLa materia si assottiglia sempre pi\u00f9 e subisce dei leggeri [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/06\/06\/il-fuori-registro-di-luca-pancrazzi-alla-rizzuto-gallery-di-palermo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,44441,87,35351,35266,26,17505],"tags":[594811,594809,355195,594810],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33282"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33282"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33290,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33282\/revisions\/33290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}