{"id":3342,"date":"2014-11-03T22:21:40","date_gmt":"2014-11-03T22:21:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=3342"},"modified":"2014-11-03T22:21:40","modified_gmt":"2014-11-03T22:21:40","slug":"la-geometria-metafisica-di-lucio-del-pezzo-in-mostra-allo-studio-marconi-di-milano-con-%e2%80%9csagittarius%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/11\/03\/la-geometria-metafisica-di-lucio-del-pezzo-in-mostra-allo-studio-marconi-di-milano-con-%e2%80%9csagittarius%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"La geometria metafisica di Lucio Del Pezzo in mostra allo Studio  Marconi di Milano con \u201cSagittarius\u201d."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/fondazione-marconi-lucio-del-pezzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3344\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/fondazione-marconi-lucio-del-pezzo.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"476\" \/><\/a>Dopo l\u2019ultima mostra del 2009, la Fondazione Marconi presenta un nucleo di opere di Lucio Del Pezzo comprese tra la met\u00e0 degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, raccolte \u00a0da un titolo di sapore metafisico, \u201cSagittarius\u201d.<\/strong> \u00a0Napoletano per nascita e formazione, l\u2019artista si \u00a0\u00e8<br \/>\ntrasferito \u00a0a Milano dal 1960 e partecipato \u00a0al fervente clima culturale della citt\u00e0,<br \/>\nper poi stabilirsi a Parigi, dove abit\u00f2 nel vecchio studio di Max Ernst, sicch\u00e8<br \/>\nil suo lavoro acquist\u00f2 nel giro di pochi anni un respiro internazionale. <strong>Il percorso<br \/>\ncreativo di Lucio Del Pezzo si snocciola\u00a0 dall\u2019evoluzione della figurazione neodadaista degli esordi, intrisa di riferimenti alla cultura popolare partenopea, a una geometria razionale di sapore metafisico, dove l\u2019essenzialit\u00e0 delle forme rimanda all\u2019archetipo pur recando il segno di un\u2019attenzione al linguaggio pop.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3345\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/images.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/images-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Le opere che l\u2019artista elabora con accenti originali e con il gusto e la manualit\u00e0 dell\u2019artigiano fanno parte di <strong>un linguaggio<br \/>\ninconfondibile in cui convivono componente ludica e spirito metafisico.<\/strong> <strong>Il primo piano della Fondazione sar\u00e0 dedicato alla scultura componibile <em>Sagittarius <\/em>con i relativi studi preparatori (1969) che richiamano il rigore e l\u2019equilibrio propri dell\u2019architettura per cui Del Pezzo nutre da sempre una passione.<\/strong> <strong>Il secondo piano invece ospiter\u00e0 una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/expo-milano-arte-lucio-del-pezzo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3346\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/expo-milano-arte-lucio-del-pezzo1.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"525\" \/><\/a>selezione di lavori complementari che ben illustrano gli elementi distintivi che fanno parte del percorso artistico dell\u2019artista e ne offrono<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/untitled3.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3352\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/untitled3.png\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"245\" \/><\/a> un\u2019interessante panoramica<\/strong>; dal <em>Piccolo casellario<\/em> del 1966, tecnica mista su tavola che fa presagire la graduale perdita delle due dimensioni pittoriche, al <em>Casellario 40 elementi<\/em> del 1974 con i suoi simboli solidificati che rimandano a una vita originaria, ai limiti dell\u2019inconscio, passando attraverso la \u201csaetta pittorica\u201d di <em>Les ma\u00eetres teinturiers <\/em>(1966), e a quella scultorea di <em>Arc en ciel <\/em>et<em> Zig-zag<\/em> (1967), a <em>Visual Box <\/em>(1968) dove la dimensione del quadro tende sempre di pi\u00f9 alla scultura divenendo rilievo, collage, con elementi presi dal vero e inseriti in un\u2019atmosfera onirica carica di accenti surreali. Per l\u2019occasione \u00e8 stato il \u00a0<strong>Quaderno della Fondazione n. 16<\/strong>,\u00a0 \u00a0monografico dell\u2019artista\u00a0 e illustrato dalle opere esposte. Non meno interessanti e a completamento della mostra, lo Studio Marconi \u201965 espone alcuni progetti eseguiti per il <em>Sagittarius<\/em>, opere su carta, disegni e multipli compresi tra il 1966 e il 1973.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo l\u2019ultima mostra del 2009, la Fondazione Marconi presenta un nucleo di opere di Lucio Del Pezzo comprese tra la met\u00e0 degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, raccolte \u00a0da un titolo di sapore metafisico, \u201cSagittarius\u201d. \u00a0Napoletano per nascita e formazione, l\u2019artista si \u00a0\u00e8 trasferito \u00a0a Milano dal 1960 e partecipato \u00a0al fervente clima culturale della citt\u00e0, per poi stabilirsi a Parigi, dove abit\u00f2 nel vecchio studio di Max Ernst, sicch\u00e8 il suo lavoro acquist\u00f2 nel giro di pochi anni un respiro internazionale. 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