{"id":33439,"date":"2024-06-21T20:58:54","date_gmt":"2024-06-21T20:58:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33439"},"modified":"2024-06-21T20:58:54","modified_gmt":"2024-06-21T20:58:54","slug":"i-numeri-e-le-arti-gli-artisti-e-il-numero-tra-xx-e-xxi-secolo-la-mostra-al-museo-archeologico-di-aosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/06\/21\/i-numeri-e-le-arti-gli-artisti-e-il-numero-tra-xx-e-xxi-secolo-la-mostra-al-museo-archeologico-di-aosta\/","title":{"rendered":"I Numeri e le Arti.  Gli artisti e il numero tra XX e XXI secolo. La mostra al Museo Archeologico di Aosta"},"content":{"rendered":"<p>Il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospita fino al 20 ottobre 2024 la mostra\u00a0\u201c<strong>Artenumero. Gli artisti e il numero tra XX e XXI secolo\u201d<\/strong>, uno<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181651307-acd982ad-34c1-472e-aa43-e74e92e4af36.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33444\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181651307-acd982ad-34c1-472e-aa43-e74e92e4af36.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181651307-acd982ad-34c1-472e-aa43-e74e92e4af36.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181651307-acd982ad-34c1-472e-aa43-e74e92e4af36-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181651307-acd982ad-34c1-472e-aa43-e74e92e4af36-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a> sguardo sul panora<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181704544-0118742b-5360-4245-9285-d2bf02498f10-e1719002562904.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33442 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181704544-0118742b-5360-4245-9285-d2bf02498f10-e1719002562904.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"396\" \/><\/a>ma dell\u2019arte degli ultimi sessant\u2019anni attraverso l\u2019utilizzo del numero. L\u2019esposizione, promossa dall\u2019Assessorato Beni e attivit\u00e0 culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta, \u00e8 a cura di Angela Madesani e prodotta da Nomos Edizioni. Oltre settanta opere di importanti artisti italiani e internazionali divise in cinque sezioni, in un percorso trasversale che attraversa linguaggi, tematiche, pensieri della storia in cui il numero diviene momento fondamentale di riflessione per l\u2019artista e per l\u2019osservatore.<\/p>\n<p>Nella prima sezione, dedicata al rapporto tra il\u00a0<strong>numero\u00a0<\/strong>e il\u00a0<strong>tempo<\/strong>, sono esposti i lavori di alcuni fra i pi\u00f9 importanti artisti dell\u2019ambito concettuale internazionale come\u00a0<strong>On Kawara<\/strong>, con libri e cartoline in una dimensione di natura esistenziale fra il personale e il collettivo. La grande opera di\u00a0<strong>Luca Pancrazzi<\/strong>\u00a0<em>24 ore su 24\u00a0<\/em>\u00e8 un omaggio alla pratica del disegno, esercizio quotidiano di cura, di dedizione nei confronti del proprio operare.<\/p>\n<p>Il numero \u00e8 strettamente legato alla dimensione temporale anche nelle raffinate opere di\u00a0<strong>Elena Modorati<\/strong>. Di\u00a0<strong>Alighiero Boetti<\/strong>\u00a0sono in esposizione due arazzi di diverse dimensioni, calendari, libri e cartoline a tema.<br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181652954-1825d6b8-3d65-4d9a-a6c2-2558f348d8df.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33445\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181652954-1825d6b8-3d65-4d9a-a6c2-2558f348d8df.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181652954-1825d6b8-3d65-4d9a-a6c2-2558f348d8df.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181652954-1825d6b8-3d65-4d9a-a6c2-2558f348d8df-258x300.jpg 258w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/a>Un minuto di fotografia<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Franco Vimercati\u00a0<\/strong>\u00e8 una sorta di manifesto in cui l\u2019artista dichiara il punto nodale della sua ricerca: il tempo e la sua misurazione. Nella stessa stanza di quest\u2019ultimo sono cinque opere di\u00a0<strong>Roman Opalka<\/strong>, tra fotografie e Carte da viaggio. L\u2019artista polacco ha realizzato dal 1965 sino al 2011 uno dei pi\u00f9 importanti lavori sul tempo.\u00a0 Nelle fotografie di\u00a0<strong>Carlo Valsecchi<\/strong>\u00a0dei numeri rappresentati da led rossi\u00a0sono immersi in uno spazio etereo astratto. Nell\u2019opera\u00a0di\u00a0<strong>Daniela Comani<\/strong>\u00a0<em>Sono stata io. Diario 1900-1999<\/em>\u00a0ci troviamo di fronte a una sorta di diario del XX secolo, in cui l\u2019artista sembra vivere in prima persona ciascun evento narrato. Nella seconda sezione, si indaga il legame tra\u00a0<strong>numero<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>narrazione<\/strong>, in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181701756-ab8fc7ce-550c-4ead-a5f6-f62c5d91468a777-e1719002696701.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33446 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181701756-ab8fc7ce-550c-4ead-a5f6-f62c5d91468a777-e1719002696701.jpg\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"432\" \/><\/a> esposizione\u00a0una\u00a0<em>Linea <\/em>di\u00a0<strong>Piero Manzoni<\/strong>, con cui l\u2019artista crea un patto con lo spettatore, accettare quanto da lui dichiarato: la lunghezza della linea stessa.<br \/>\nNelle due opere in mostra di\u00a0<strong>Elisabeth Scherffig<\/strong>\u00a0il numero serve a contare i frammenti di pietra di una cava spagnola e i calchi numerati delle firme ritrovate nella grande moschea di Cordova. In\u00a0<em>1,2,3,4<\/em>\u00a0del 1974\u00a0<strong>Antoni T\u00e0pies<\/strong>\u00a0lo utilizza per raccontare la storia delle tragiche vicende del suo paese natale, la Spagna. Il calcolo numerico, inoltre, diventa storia personale nella\u00a0<em>Via Crucis<\/em>\u00a0laica di\u00a0<strong>Elisabetta Casella<\/strong>\u00a0realizzata con la scagliola sul cui retro sono piccole immagini fotografiche. Tra le opere pi\u00f9 significative in mostra,\u00a0<em>Five Fives (to Donald Judd)<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Joseph Kosuth<\/strong>\u00a0del 1965, un\u2019opera al neon composta da numeri che il grande artista americano dedica all\u2019altrettanto grande artista Judd.\u00a0<em>Rimedi\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Pietro Bologna<\/strong>\u00a0del 2002 sono una serie di particolari ingrandimenti dei bugiardini degli psicofarmaci, uno dei simboli del nostro tempo, realizzati con una particolare tecnica fotografica appositamente studiata per quel lavoro. L\u2019artista concettuale tedesco\u00a0<strong>Peter Dreher<\/strong>\u00a0dal 1974 al 2020 ha dipinto, con la stessa luce, lo stesso bicchiere numerando le diverse opere. All\u2019inizio del lavoro <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/IMG202406171348277131-e1719002769869.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/IMG202406171348277131-e1719002769869.jpeg\" alt=\"\" width=\"309\" height=\"464\" \/><\/a>dichiarava di voler dipingere un quadro invisibile: un\u2019utopia che per certi versi, \u00e8 riuscito a realizzare.\u00a0<strong>Paolo Pessarelli<\/strong>\u00a0utilizza le pagine\u00a0rosa piene di numeri\u00a0del Financial Times\u00a0per realizzare lavori di diverso tipo, a muro e a terra in cui, i numeri incolonnati sono scansioni istantanee di storie e di vite. Pagine che si fanno supporto per accogliere e sostenere le immagini di ragazze e ragazzi ripescati dall\u2019oblio, volti scelti fra i tanti abbandonati nei mercatini dell\u2019antiquariato. L\u2019opera in mostra di\u00a0<strong>Edward Kienholz<\/strong>\u00a0riporta una cifra economica, emblema di una societ\u00e0 capitalista all\u2019apoteosi dei suoi cosiddetti \u201cvalori\u201d.<\/p>\n<p>La terza sezione \u00e8 costituita dalla relazione tra\u00a0<strong>numero\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>spazio.\u00a0<\/strong>Essa ospita la documentazione dell\u2019opera performativa\u00a0<em>Per un otto coricato<\/em>, dell\u2019artista milanese\u00a0<strong>Cioni Carpi<\/strong>, che l\u2019ha proposta alla Settimana della Performance bolognese del 1977.Una scoperta \u00e8 costituita dai lavori di <strong>Andrea \u201cBobo\u201d Marescalchi<\/strong>, affascinato dalla matematica, dalla simbologia numerica, dalla ripetizione e dalla perfezione aritmetica, dalla fine degli anni Ottanta ha dato vita a opere in cui<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181658899-7eca9950-6437-4aa4-94b5-75de8d424a71-e1719002807619.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33448 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/06\/181658899-7eca9950-6437-4aa4-94b5-75de8d424a71-e1719002807619.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"388\" \/><\/a> l\u2019oggettivit\u00e0 dell\u2019immagine si lega a carte da gioco e forme geometriche che si sovrappongono a colori (rosso e giallo soprattutto) sul dipinto di base, eseguito a china, con toni di nero e grigio. <em>Twentysix Gasoline Stations<\/em>\u00a0\u00e8 il titolo del libro di\u00a0<strong>Ed Ruscha<\/strong>\u00a0che viene considerata a tutti gli effetti un\u2019opera concettuale, che documenta il viaggio fatto dall\u2019artista da Los Angeles a Oklahoma City attraverso quella che allora era la Route 66.<\/p>\n<p>Nella quarta sezione il\u00a0<strong>numero\u00a0<\/strong>si rapporta con\u00a0<strong>segno e immagine,\u00a0<\/strong>\u00e8 utilizzato nella sua accezione semiotica e indicale: dalle opere pop di\u00a0<strong>Ugo Nespolo<\/strong>\u00a0alla fotografia di\u00a0<strong>Luigi Ghirri<\/strong>, di cui \u00e8 presente uno degli ultimi lavori realizzati, appartenenti al ciclo di Piazza Betlemme, al mondo concettuale di\u00a0<strong>Maurizio Nannucci<\/strong>, sino alle raffinate sculture di\u00a0<strong>Robert Tiemann<\/strong>, che fanno parte della prestigiosa collezione Panza di Biumo. Due le preziose carte di\u00a0<strong>Hanne Darboven<\/strong>, per la quale i numeri sono un veicolo verso la musica, a sua detta unica vera scoperta dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nGiocose le tele di\u00a0<strong>Mimmo Iacopino<\/strong>\u00a0realizzate con i metri da sarto. La casualit\u00e0, il lancio dei dadi determina la scelta dei colori nelle carte di\u00a0<strong>Vincenzo Merola<\/strong>, il pi\u00f9 giovane degli artisti in mostra.\u00a0 Il rapporto tra\u00a0<strong>numero<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>aritmetica\u00a0<\/strong>\u00e8 il tema della quinta sezione, dove sono presenti opere di artisti concettuali, come\u00a0<strong>Bernar Venet<\/strong>, forse uno degli autori che negli anni Sessanta si \u00e8 avvicinato alla matematica con maggiore consapevolezza, e\u00a0<strong>Mel Bochner<\/strong>\u00a0che interroga le intersezioni tra linguaggio e matematica. In mostra\u00a0<em>Pebbles,<\/em>\u00a0una grande opera di\u00a0<strong>Laura Grisi<\/strong>\u00a0del 1973 composta da centocinquanta immagini fotografiche, a colori, di sassi, raccolti in piccoli gruppi.<br \/>\nIn mostra, inoltre, una grande opera con neon di\u00a0<strong>Mario Merz<\/strong>\u00a0della serie dedicata alla sequenza di Leonardo Fibonacci, tre lavori di\u00a0<strong>Vincenzo Agnetti<\/strong>, che nel corso degli anni si \u00e8 dedicato al rapporto tra matematica e linguaggio, e\u00a0<em>Era soltanto un gallo, tesoro<\/em>, una installazione di sette elementi, sette dipinti di piccole dimensioni di\u00a0<strong>Beatrice Pasquali<\/strong>\u00a0che riflettono sul tema dell\u2019ars combinatoria. Il catalogo della mostra, bilingue italiano-francese, pubblicato da Nomos Edizioni, contiene i testi di\u00a0<strong>Angela Madesani<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Daria Jorioz.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospita fino al 20 ottobre 2024 la mostra\u00a0\u201cArtenumero. Gli artisti e il numero tra XX e XXI secolo\u201d, uno sguardo sul panorama dell\u2019arte degli ultimi sessant\u2019anni attraverso l\u2019utilizzo del numero. L\u2019esposizione, promossa dall\u2019Assessorato Beni e attivit\u00e0 culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta, \u00e8 a cura di Angela Madesani e prodotta da Nomos Edizioni. Oltre settanta opere di importanti artisti italiani e internazionali divise in cinque sezioni, in un percorso trasversale che attraversa linguaggi, tematiche, pensieri della storia in cui il numero diviene momento fondamentale di riflessione [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/06\/21\/i-numeri-e-le-arti-gli-artisti-e-il-numero-tra-xx-e-xxi-secolo-la-mostra-al-museo-archeologico-di-aosta\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,28280,10357,44441,87,26,17505,35188,64,28369,409394],"tags":[108026,180296,594879,271432,202463,594880,594877,594809,53879,44522,594878,355195,44624],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33439"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33439"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33439\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33450,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33439\/revisions\/33450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}