{"id":33581,"date":"2024-07-06T21:38:33","date_gmt":"2024-07-06T21:38:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33581"},"modified":"2024-07-06T21:38:33","modified_gmt":"2024-07-06T21:38:33","slug":"giuseppe-bergomi-campione-della-scultura-italiana-in-mostra-al-museo-di-santa-giulia-a-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/07\/06\/giuseppe-bergomi-campione-della-scultura-italiana-in-mostra-al-museo-di-santa-giulia-a-brescia\/","title":{"rendered":"Giuseppe Bergomi campione della scultura italiana in mostra al Museo di Santa Giulia a Brescia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-giovanni-bergomi-596680-e1720301307275.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33582\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-giovanni-bergomi-596680-e1720301307275.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"323\" \/><\/a>Brescia celebra Giuseppe Bergomi<\/strong>\u00a0(1953), artista bresciano tra i maggiori esponenti della scultura figurativa contemporanea,\u00a0<strong>con una retrospettiva visitabile fino al 1dicembre 2024 diffusa tra i chiostri di San Salvatore e di Santa Maria in Solario<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-giovanni-bergomi-596681-e1720301335797.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-33583 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-giovanni-bergomi-596681-e1720301335797.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"395\" \/><\/a> del Museo di Santa Giulia e le sale del\u00a0<em>Grande miglio<\/em>\u00a0in Castello<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Giuseppe Bergomi. Sculture 1982 \/ 2024<\/em><\/strong>, curata da Fondazione Brescia Musei, si compone di\u00a0<strong>84 opere<\/strong>\u00a0in terracotta e in bronzo, realizzate lungo l\u2019arco di tutta la carriera dell\u2019artista. La mostra si inserisce, nel pi\u00f9 ampio progetto dedicato alla scultura negli spazi del Castello di Brescia che Fondazione Brescia Musei ha inaugurato con la mostra\u00a0<em>Davide Rivalta. Sogni di gloria<\/em>\u00a0(Castello, 26 maggio 2023-15 gennaio 2024) individuando proprio in questo luogo iconico uno spazio da dedicare alla valorizzazione dell\u2019arte plastica, in vista della prossima inaugurazione di un itinerario di sculture all\u2019aperto dedicato a Bruno Romeda e al suo compagno e collega Robert Courtright.<br \/>\nIn Santa Giulia invece, il dialogo con gli spazi del Corridoio Unesco si pone in ideale continuit\u00e0 con l\u2019esperienza di\u00a0<em>Palcoscenici archeologici<\/em>, che ha portato negli ultimi tre anni artisti quali Francesco Vezzoli, Emilio Isgr\u00f2 e Fabrizio Plessi a confrontarsi con le architetture del complesso monumentale di Santa Giulia e del Parco Archeologico.<br \/>\nIl percorso, ordinato cronologicamente, prende avvio dal 1978, anno in cui Bergomi, fresco di diploma all\u2019accademia di Brera, esordisce alla Galleria dell\u2019Incisione di Brescia con una mostra di soli dipinti, uno dei quali,\u00a0<strong><em>Lione 1958<\/em><\/strong>, apre anche l&#8217;attuale rassegna. Il momento pivotale, capace di dare una svolta alla sua storia professionale e di convincerlo a lasciare la pittura per la terza dimensione fu la mostra\u00a0<em>Les realismes 1919-1939<\/em>\u00a0al Centre <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-bergomi-596682.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33584\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-bergomi-596682.jpg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-bergomi-596682.jpg 804w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-bergomi-596682-236x300.jpg 236w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-bergomi-596682-768x978.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a>Beaubourg di Parigi, com\u2019ebbe modo di dire lo stesso Bergomi \u201cquesta mostra mi permise di capire che ero caduto in un equivoco\u201d.<br \/>\nLa sua parabola nell\u2019ambito della scultura ebbe quindi inizio nel 1982, con una personale ancora alla Galleria dell\u2019Incisione, dove propose la prima serie di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-bergomi-596683-e1720301396651.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33585 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/mostra-bergomi-596683-e1720301396651.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"341\" \/><\/a> terrecotte policrome, composta da lavori intellettualmente maturi, ma tecnicamente ancora bisognosi di studio e di approfondimento. In questa mostra, oggi, si possono ammirare alcune di queste opere, caratterizzate dalla presenza come modella della moglie Alma, soggetto che sar\u00e0 una costante &#8211; come le figlie Valentina e Ilaria &#8211; della sua ricerca fino ai giorni recenti, e che sottolinea l\u2019importanza dell\u2019aspetto biografico in ogni sua creazione.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione prosegue con la fase in cui, a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l\u2019inizio dei Novanta del secolo scorso, le terrecotte di Bergomi perdono il colore. L\u2019artista riprende in questo modo la tradizione scultorea millenaria che affonda le sue radici nella plastica antica, in particolare quella etrusca, nel tentativo di ricostruire, attraverso la plasticit\u00e0 della terra, una forma organica. Appartengono a questo periodo opere come\u00a0<strong><em>Bagnante addormentata<\/em><\/strong>\u00a0(1991),\u00a0<strong><em>Grande nudo di adolescente<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>(1991) o alcuni ritratti delle figlie Valentina e Ilaria, dove la figura umana \u00e8 in bilico fra il realismo della rappresentazione e la proiezione dei soggetti in una dimensione astratta, densa di rimandi simbolici.<\/p>\n<p>Negli anni Duemila, Bergomi passa dalla terracotta al bronzo, dando vita a una nuova fase del suo lavoro. Opere esemplari di questo momento sono\u00a0<strong><em>Interno di bagno con figura femminile<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>(2001), i busti di Ilaria con cappelli dalle differenti fogge, due bassorilievi della moglie, o ancora un suo\u00a0<strong><em>Autoritratto<\/em><\/strong>\u00a0(2004), in cui il colore, seppur su un nuovo supporto materico, torna a essere elemento caratterizzante.<br \/>\nSono proprio le creazioni di questi anni, tra le quali\u00a0<strong>la grandiosa\u00a0<em>Ellisse<\/em><\/strong>, volutamente allestite in una suggestiva sezione ospitata negli spazi esterni del museo di Santa Giulia, che stupiscono per l\u2019incredibile <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/generico-giugno-2024-596677.660x368.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33586\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/generico-giugno-2024-596677.660x368.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/generico-giugno-2024-596677.660x368.jpg 660w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/generico-giugno-2024-596677.660x368-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><\/a>dialogo tra i volumi e le architetture del monastero. Negli anni pi\u00f9 recenti Bergomi accetta la sfida di confrontarsi con la statuaria pubblica: da\u00a0<strong><em>Uomini, delfini, parallelepipedi<\/em><\/strong>\u00a0realizzata nel 2000 per l\u2019acquario di Nagoya in Giappone, al<strong>\u00a0monumento dedicato a Cristina Trivulzio di Belgiojoso<\/strong>, la prima scultura pubblica mai dedicata a Milano a una donna, fino al monumento per le vittime del Covid,\u00a0<strong><em>Cacciata dal Paradiso<\/em><\/strong>, per il cimitero Vantiniano di Brescia, di cui \u00e8 presentato un bozzetto in gesso. Chiudono idealmente la mostra la magnifica\u00a0<strong><em>Africa con violoncello<\/em><\/strong>, esposta alla Biennale di Venezia del 2011, e\u00a0<strong>l\u2019opera inedita<em>\u00a0Colazione a letto<\/em><\/strong>\u00a0(2024) che, attraverso la raffigurazione della moglie, delle figlie e delle nipoti, rende omaggio a tre generazioni della sua famiglia. La mostra \u00e8 realizzata grazie al prezioso Fondo Romeda per l&#8217;arte contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Brescia celebra Giuseppe Bergomi\u00a0(1953), artista bresciano tra i maggiori esponenti della scultura figurativa contemporanea,\u00a0con una retrospettiva visitabile fino al 1dicembre 2024 diffusa tra i chiostri di San Salvatore e di Santa Maria in Solario del Museo di Santa Giulia e le sale del\u00a0Grande miglio\u00a0in Castello. Giuseppe Bergomi. Sculture 1982 \/ 2024, curata da Fondazione Brescia Musei, si compone di\u00a084 opere\u00a0in terracotta e in bronzo, realizzate lungo l\u2019arco di tutta la carriera dell\u2019artista. La mostra si inserisce, nel pi\u00f9 ampio progetto dedicato alla scultura negli spazi del Castello di Brescia che Fondazione Brescia Musei ha inaugurato con la mostra\u00a0Davide Rivalta. Sogni [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/07\/06\/giuseppe-bergomi-campione-della-scultura-italiana-in-mostra-al-museo-di-santa-giulia-a-brescia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,9894,44441,87,26,17505,35188,28369,7576,17494],"tags":[30059,409287,594966,594965,355195,406611],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33581"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33581"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33588,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33581\/revisions\/33588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}