{"id":33635,"date":"2024-07-11T19:30:17","date_gmt":"2024-07-11T19:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33635"},"modified":"2024-07-11T19:30:17","modified_gmt":"2024-07-11T19:30:17","slug":"ruggero-savinio-opere-1959-2022-il-nipote-di-giorgio-de-chirico-in-mostra-a-palazzo-reale-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/07\/11\/ruggero-savinio-opere-1959-2022-il-nipote-di-giorgio-de-chirico-in-mostra-a-palazzo-reale-a-milano\/","title":{"rendered":"Ruggero Savinio. Opere 1959-2022. Il nipote di Giorgio De Chirico in mostra a Palazzo Reale a Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/OIP-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33637\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/OIP-1.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/OIP-1.jpg 474w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/OIP-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/a>La mostra\u00a0<em>Ruggero Savinio. Opere 1959-2022<\/em>, promossa e prodotta dal Comune di Milano \u2013 Cultura, Palazzo Reale e Silvana Editoriale, allestita<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/R-e1720725427727.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33636 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/R-e1720725427727.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"157\" \/><\/a> nelle stanze dell\u2019Appartamento dei Principi di Palazzo Reale fino al 4 settembre 2022.Ad essere precisi si tratta di Ruggero Savinio, pittore e scrittore italiano. <\/strong><strong>\u00c8 figlio di\u00a0Alberto Savinio\u00a0(pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico) e dell&#8217;attrice Maria Morino, nonch\u00e9 nipote di\u00a0Giorgio De Chirico. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ruggero Savinio (Torino, 22 dicembre \u00a01934) torna cos\u00ec a Milano con un\u2019esposizione antologica che presenta al pubblico alcune opere in parte inedite, o che non si vedevano da molto tempo, provenienti da collezioni pubbliche e private, ma anche dai depositi del Museo del Novecento, e che ripercorrono per intero la sua vicenda artistica e biografica. Sono passati ventitr\u00e9 anni dal 1999, quando Milano ospit\u00f2 nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/savinio-e1720725529213.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33638 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/savinio-e1720725529213.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"500\" \/><\/a> grande mostra dell\u2019artista.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione, che raduna dipinti, disegni e opere su carta, prende avvio dagli anni di formazione di Savinio avvenuti fra Roma, Parigi e soprattutto Milano: la citt\u00e0 \u00e8 teatro di una delle sue stagioni pi\u00f9 intense e tormentate, quando l\u2019artista era in cerca di un luogo dove radicarsi e trovare una propria identit\u00e0 umana ed artistica. La storia raccontata in questa mostra &#8211; affidata a un <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Ruggero-Savinio.-Opere-1959-2022.-Exhibition-view-at-Palazzo-Reale-Milano-2022.-Photo-Francesco-Carlini-_3-e1720725576429.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-33639\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Ruggero-Savinio.-Opere-1959-2022.-Exhibition-view-at-Palazzo-Reale-Milano-2022.-Photo-Francesco-Carlini-_3-e1720725576429.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>gruppo di studiosi coordinato da Luca Pietro Nicoletti &#8211; non \u00e8 quella del figlio di Alberto Savinio e del nipote di Giorgio de Chirico, numi tutelari mai rinnegati ma tutto sommato lontani, eco sullo sfondo di questa esposizione: \u00e8, invece, il racconto autonomo di un uomo che ha fatto della pittura, come scrisse lui stesso nel 2008, la \u00abmelodia interna\u00bb della sua vita. Dei tre de Chirico, infatti, Ruggero \u00e8 sicuramente quello pi\u00f9 \u201cpittore\u201d, che pur amando la letteratura e portandone le care e grandi ombre nel proprio immaginario visivo, ha capito che la via, per lui nato negli anni Trenta del Novecento, era di recuperare quel valore retinico della pittura che si disfa sulla tela, che \u00e8 tutta colore e materia, attraverso cui raggiungere le vette di un\u2019immaginazione arcadica, di panica adesione alla natura; salire il picco del sublime nel silenzio maestoso delle rovine antiche, e calarsi infine\u00a0 nella quiete domestica di anni maturi, finalmente sereni. Savinio punta, come ha scritto nel 2019 ne\u00a0<em>Il senso della pittura<\/em>, a un \u201cassoluto\u201d pittorico scevro da possibili altre implicazioni, capace di guardare ai maestri del passato con la freschezza di una scoperta declinata al presente. Non un\u2019arte che descrive, la sua, ma \u00abuna sorta di abbandono alla vitalit\u00e0 della pittura\u00bb.<\/p>\n<p>Per questo motivo \u00e8 stato scelto di presentare Savinio come se i suoi quadri fossero nati per le dieci sale dell\u2019appartamento neoclassico, fra modanature, specchiere e velluti, per ricordare come la sua ricerca abbia fatto continuamente i conti con il Museo ideale della pittura e con le grandi quadrerie antiche. La scoperta di quei maestri, e in particolare quelli del secondo Ottocento, era avvenuta nelle grandi collezioni europee, ma anche grazie alle opere visibili nelle raccolte pubbliche milanesi, dove nacque quell\u2019amore sensuale per il colore che si posa sulla tela con un fremito di piacere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/WhatsApp_Image_2022-05-25_at_11.25.02-1653476664987.jpeg-.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33640\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/WhatsApp_Image_2022-05-25_at_11.25.02-1653476664987.jpeg-.jpeg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/WhatsApp_Image_2022-05-25_at_11.25.02-1653476664987.jpeg-.jpeg 630w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/WhatsApp_Image_2022-05-25_at_11.25.02-1653476664987.jpeg--300x225.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a>\u00c8 un Novecento \u201caltro\u201d, quello a cui appartiene, in cui soffia un vento nordico placato dalle luci del Mediterraneo, fedele alle proprie ragioni interne e indifferente alle mode pi\u00f9 chiassose e mondane dell\u2019arte del secondo Novecento. <strong>Ai ritmi del consumo dell\u2019arte contemporanea, infatti, Savinio ha opposto una composta e imperturbabile visione del mondo, che abbraccia il crepuscolo dei poeti. Sotto l\u2019epidermide sensibile di una pittura fatta di piccoli tocchi, che l\u2019artista stesso nel 1996 ha definito una \u00abperipezia luminosa\u00bb, e che conduce in luoghi ameni e idilliaci, c\u2019\u00e8 infatti un velo di malinconia e di inquietudine: nostalgia, forse, di una perduta \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra di Palazzo Reale propone, in cinque sezioni, dipinti, disegni e opere su carta dall\u2019inizio degli anni Sessanta al secondo decennio degli anni Duemila, mettendo in evidenza il rapporto fra ricerca pittorica, cultura letteraria e memoria\u00a0autobiografica.<\/p>\n<p><strong>La vita e l\u2019immaginario di Savinio, infatti, sono costellati di luoghi fisici e letterari: Milano, teatro dei suoi esordi giovanili e dei suoi sodalizi con galleristi e altri artisti; le case di villeggiatura al Poveromo, a Capalbio e a Cetona, luoghi privilegiati dell\u2019intimit\u00e0 familiare; Roma con i suoi parchi al tramonto e le sue rovine archeologiche; paesaggi montani visionari e onirici pronti a ospitare l\u2019apparizione emblematica di fiori o altre presenze, scenario per H\u00f6lderlin in viaggio.<\/strong><\/p>\n<p>Per questa via la mostra, aperta da una sala di autoritratti proprio per sottolineare questo rapporto fra pittura e biografia, intende far emergere la mitologia privata dell\u2019artista &#8211; autonoma rispetto alla storia artistica familiare di cui ha raccolto l\u2019eredit\u00e0 &#8211; per calarlo nel proprio tempo e, soprattutto, sottolineare la sensualit\u00e0 che caratterizza il suo rapporto con la pittura, di cui danno riscontro numerose pagine dei suoi libri, delle sue dichiarazioni di poetica e dei testi dedicati ad amici pittori e maestri del passato.<\/p>\n<p>La mostra ricopre inoltre particolare interesse nella scia della recente riscoperta storiografica degli anni Ottanta e del cosiddetto \u201critorno alla pittura\u201d, che per Savinio, da sempre fedele agli strumenti di quel linguaggio espressivo, segna un momento di rinnovata vitalit\u00e0 creativa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra\u00a0Ruggero Savinio. 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