{"id":33769,"date":"2024-07-22T22:01:07","date_gmt":"2024-07-22T22:01:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33769"},"modified":"2024-07-22T22:01:07","modified_gmt":"2024-07-22T22:01:07","slug":"il-fotografo-mario-cresci-e-le-realta-culturali-del-leccese-in-mostra-al-castello-carlo-v-di-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/07\/22\/il-fotografo-mario-cresci-e-le-realta-culturali-del-leccese-in-mostra-al-castello-carlo-v-di-lecce\/","title":{"rendered":"Il fotografo Mario Cresci e le realt\u00e0 culturali del leccese in mostra al Castello Carlo V di Lecce"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/150825-Cresci_Homo_ludens_tre.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33770\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/150825-Cresci_Homo_ludens_tre.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/150825-Cresci_Homo_ludens_tre.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/150825-Cresci_Homo_ludens_tre-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a>linea<\/strong>, spazio di studio, ricerca e promozione dell&#8217;arte contemporanea e della fotografia d\u2019autore, inaugura\u00a0<strong>venerd\u00ec 26 luglio 2024\u00a0\u201cMario Cresci. Homo ludens\u201d, personale di Cresci tra i pi\u00f9 importanti e ricercati fotografi dello scenario nazionale.<\/strong> Un percorso espositivo che trova spazio nei bastioni del Castello Carlo V di Lecce, luogo d\u2019interesse storico, contenitore culturale d\u2019eccellenza della citt\u00e0. La mostra, visitabile fino al 15 settembre, \u00a0a cura di\u00a0Flavia Parisi\u00a0e\u00a0Alice Caracciolo, si inserisce nell\u2019ambito del progetto Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<\/p>\n<p>Cresci si confronta cos\u00ec con l\u2019<em>homo ludens\u00a0<\/em>in grado di creare una relazione possibile con il tutto attraverso il gioco e il<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451047444_1032963865503160_5556641799799216920_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33771 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451047444_1032963865503160_5556641799799216920_n.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451047444_1032963865503160_5556641799799216920_n.jpg 1124w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451047444_1032963865503160_5556641799799216920_n-211x300.jpg 211w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451047444_1032963865503160_5556641799799216920_n-719x1024.jpg 719w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451047444_1032963865503160_5556641799799216920_n-768x1093.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451047444_1032963865503160_5556641799799216920_n-1079x1536.jpg 1079w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/a> mito. Per farlo, esplora la produzione ceramica del territorio leccese, realizzando oltre 30 opere fotografiche destinate, in ultimo, al Museo della Ceramica di Cutrofiano. L\u2019<em>homo ludens<\/em>, indagato da Johan Huizinga nel suo celebre saggio del 1938, crea il suo territorio da esplorare e allo stesso tempo esplora la propria creazione. Si tratta di una dimensione di libert\u00e0 e non di casualit\u00e0 che, nel rapporto con la materia, si pone al confine tra improvvisazione e determinazione. Il gioco, categoria primaria e autonoma dell\u2019attivit\u00e0 umana, elemento pre-culturale in grado di mettere in relazione le persone, di rappresentare, di generare un sistema e di alimentare la creativit\u00e0, diventa per Cresci uno strumento metodologico per avvicinarsi al lavoro dei ceramisti di Cutrofiano, come Pinu Rizzu, che in una giornata di lavoro arrivava a realizzare a mano fino ad un centinaio di fischietti di ceramica.<\/p>\n<p>Cresci, iniziatore negli anni Settanta di un approccio analitico alla fotografia come chiave di accesso alla profondit\u00e0 della cultura immaginativa legata alla produzione artigianale del mezzogiorno, si interessa dunque alle ceramiche cutrofianesi e a oggetti di matrice ludica divenuti identitari, e va oltre.\u00a0 La ceramica, in passato considerata l\u2019alfabetismo, il leggere dei popoli, diventa emblema della dicotomia tra unicit\u00e0 del gesto creativo e riproducibilit\u00e0, caratteristiche, queste, della fotografia e della grafica.<\/p>\n<p>L\u2019animismo degli oggetti emerso dalla precedente produzione fotografica di Cresci assume una dimensione quasi ironica, per avventurarsi in una rappresentazione del \u201ccome se\u201d che ha luogo in un cerchio magico con regole molto specifiche ma anche molto arbitrarie.<br \/>\nL\u2019<em>homo faber\u00a0<\/em>\u00e8 quello che ha il controllo sulla materia. L\u2019<em>homo ludens\u00a0<\/em>sembra meno interessato al controllo sulla materia, quanto piuttosto alla possibilit\u00e0 di definire una propria dimensione, una propria sfera di azione dove tutto \u00e8 possibile, ripetibile e sempre diverso. <em>Homo ludens<\/em>\u00a0nasce come progetto di committenza proposto da linea, con il titolo\u00a0<em>Spazio Materia Azione<\/em>, nell\u2019ambito del Bando Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura. Il progetto prevede una proposta espositiva articolata su due sedi, con l\u2019intento di valorizzare le diverse opportunit\u00e0 di approfondimento offerte dalle realt\u00e0 culturali del territorio leccese. Una parte della nuova produzione di Mario Cresci \u00e8 esposta presso il Bastione S. Trinit\u00e0 del Castello Carlo V di Lecce, con una mostra che comprende fotografie a colori, documenti d\u2019archivio dalla storica serie Misurazioni, del 1979, ed una selezione di fischietti e documenti dal Museo della Ceramica di Cutrofiano.\u00a0<em>linea\u00a0<\/em>al contempo presenta un focus della nuova produzione dedicato al rapporto tra fotografia e grafica, accompagnato da disegni e documenti che raccontano il processo creativo dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>M<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Cresci_Homo_ludens_quattro-1720559922722.jpg-_homo_ludens__a_lecce_doppia_esposizione_con_la_personale_di_mario_cresci.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33772\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Cresci_Homo_ludens_quattro-1720559922722.jpg-_homo_ludens__a_lecce_doppia_esposizione_con_la_personale_di_mario_cresci.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Cresci_Homo_ludens_quattro-1720559922722.jpg-_homo_ludens__a_lecce_doppia_esposizione_con_la_personale_di_mario_cresci.jpg 818w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Cresci_Homo_ludens_quattro-1720559922722.jpg-_homo_ludens__a_lecce_doppia_esposizione_con_la_personale_di_mario_cresci-300x198.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Cresci_Homo_ludens_quattro-1720559922722.jpg-_homo_ludens__a_lecce_doppia_esposizione_con_la_personale_di_mario_cresci-768x506.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/a>ario Cresci (Chiavari 1942)<\/strong> vive e lavora a Bergamo; dagli anni Sessanta in poi \u00e8 l\u2019artista italiano che segna con il suo lavoro lo sviluppo di un linguaggio sperimentale innovativo nell\u2019ambito della fotografia. La sua ricerca si \u00e8 sempre rivolta a una continua investigazione sulla natura del linguaggio visivo usando il mezzo fotografico come pretesto opposto al concetto di veridicit\u00e0 del reale. Il complesso lavoro di Mario Cresci \u00e8 radicato negli studi multidisciplinari iniziati nel 1963 all\u2019Industrial Design di Venezia ed \u00e8 caratterizzato, quando si trasferisce a Roma nel \u201968, dall\u2019incontro con i principali protagonisti dell\u2019Arte Povera e in particolare Pino Pascali, Eliseo Mattiacci, Jannis Kounellis e Alighiero Boetti. Nel 1969 progetta e realizza il primo\u00a0<em>Environnement<\/em>\u00a0fotografico in Europa alla Galleria Il Diaframma di Milano, mostrando mille cilindri trasparenti contenenti altrettante fotografie, anch\u2019esse trasparenti, sul consumismo dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Tra le pi\u00f9 importanti esposizioni personali si ricordano: <em>La fotografia del no<\/em>\u00a0alla GAMeC di Bergamo (2017);\u00a0<em>Le case della fotografia<\/em>\u00a0alla GAM di Torino (2004); la mostra itinerante\u00a0<em>Forse Fotografia<\/em>, rispettivamente alla Pinacoteca Nazionale di Bologna (2010), all\u2019ING di Roma (2010-11) e infine al Palazzo Lanfranchi di Matera<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/cresci-homo-ludens_quattro-1-e1721685472590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33777 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/cresci-homo-ludens_quattro-1-e1721685472590.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"386\" \/><\/a> (2011);\u00a0<em>In aliam figura mutare<\/em>\u00a0al Castello Sforzesco di Milano (2016) e\u00a0<em>Ri-creazioni<\/em>\u00a0a Camera di Torino (2016). L\u2019anno 2023 trova Mario Cresci impegnato nella rilettura del suo lavoro attraverso focus specifici raccontati in due ampie mostre:\u00a0<em>Mario Cresci. L\u2019esorcismo del tempo, 1970-1980<\/em>\u00a0al MAXXI di Roma (30 maggio-1 ottobre 2023) e\u00a0<em>Colorland, 1975-1983<\/em>\u00a0al Monastero di Astino per la Fondazione MIA di Bergamo (16 giugno-5 novembre 2023).<\/p>\n<p>Dal 1974 alcune sue fotografie presentate da Carlo Arturo Quintavalle fanno parte della collezione del MoMA di New York. Le sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche dei principali musei, istituti e centri di ricerca italiani.\u00a0 Ampia e articolata \u00e8 la sua produzione di libri e pi\u00f9 in generale di contributi, anche teorici, sulla fotografia e la comunicazione visiva. Nel 2019 ha pubblicato\u00a0<em>Segni migranti. Storie di grafica e fotografia<\/em>\u00a0(PostCard Edizioni) un compendio della sua ricerca e premiato come Livre Historique ai Rencontres de la photographie 2020 di Arles. Nel 2022 per Mimesis Edizioni pubblica\u00a0<em>Matrici. L\u2019incertezza del vero<\/em>, dove sperimenta la coesistenza tra scrittura e immagine.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 26 luglio alle ore 18, alla presenza dell\u2019artista e dei curatori, sar\u00e0 inaugurata la mostra\u00a0<em>Homo ludens<\/em>\u00a0presso il Castello Carlo V, preceduta da un talk di benvenuto.<br \/>\nSeguir\u00e0 l\u2019inaugurazione della seconda parte della mostra presso gli spazi di\u00a0<strong>linea<\/strong>, a partire dalle 20:30, in cui saranno in mostra i lavori dello stesso artista che riflettono il rapporto tra fotografia e grafica, ma anche documenti d\u2019archivio e libri che evidenziano il processo creativo di Cresci.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>linea, spazio di studio, ricerca e promozione dell&#8217;arte contemporanea e della fotografia d\u2019autore, inaugura\u00a0venerd\u00ec 26 luglio 2024\u00a0\u201cMario Cresci. Homo ludens\u201d, personale di Cresci tra i pi\u00f9 importanti e ricercati fotografi dello scenario nazionale. Un percorso espositivo che trova spazio nei bastioni del Castello Carlo V di Lecce, luogo d\u2019interesse storico, contenitore culturale d\u2019eccellenza della citt\u00e0. La mostra, visitabile fino al 15 settembre, \u00a0a cura di\u00a0Flavia Parisi\u00a0e\u00a0Alice Caracciolo, si inserisce nell\u2019ambito del progetto Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura. Cresci si confronta cos\u00ec con l\u2019homo ludens\u00a0in grado di creare una relazione possibile con il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/07\/22\/il-fotografo-mario-cresci-e-le-realta-culturali-del-leccese-in-mostra-al-castello-carlo-v-di-lecce\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,44441,87,26,17505,35188,64,28369,4625,409394],"tags":[328216,26145,80298,595043,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33769"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33769"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33769\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33779,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33769\/revisions\/33779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}