{"id":33837,"date":"2024-07-29T21:42:22","date_gmt":"2024-07-29T21:42:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33837"},"modified":"2024-07-29T21:42:22","modified_gmt":"2024-07-29T21:42:22","slug":"il-sogno-di-luigi-serafini-e-il-suo-mondo-fantastico-in-mostra-al-mart-di-rovereto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/07\/29\/il-sogno-di-luigi-serafini-e-il-suo-mondo-fantastico-in-mostra-al-mart-di-rovereto\/","title":{"rendered":"Il sogno di Luigi Serafini e il suo mondo fantastico in mostra al Mart di Rovereto"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1720334863410_serafiniimmaginecoordinatasitocavallo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33838\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1720334863410_serafiniimmaginecoordinatasitocavallo.jpg\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1720334863410_serafiniimmaginecoordinatasitocavallo.jpg 806w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1720334863410_serafiniimmaginecoordinatasitocavallo-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1720334863410_serafiniimmaginecoordinatasitocavallo-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/a>Fino al 20 ottobre 2024, il\u00a0Mart di Rovereto\u00a0dedica a\u00a0Luigi Serafini\u00a0un&#8217;approfondita antologica sulla vasta attivit\u00e0 creativa dell&#8217;artista che investe i campi dell&#8217;architettura, del design, della pittura, \u00a0 della scultura, della grafica, della fotografia e dell&#8217;arte digitale.\u00a0A cura di Andrea Cortellessa, Denis Isaia, Pietro Nocita,\u00a0<em>Il sogno di Luigi Serafini\u00a0<\/em>nasce\u00a0dalla profonda amicizia tra Vittorio Sgarbi e Luigi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Luigi-Serafini_Ph-Mart-69r-300x200-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-33839 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Luigi-Serafini_Ph-Mart-69r-300x200-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a> Serafini. Le carriere dei due si sono intrecciate fin dai tempi della prima edizione del\u00a0<em>Codex Seraphinianus<\/em>, l&#8217;impresa universale di Serafini pubblicata in due tomi da un coraggioso Franco Maria Ricci nel 1981 e presentata in una mostra a Palazzo Grassi\u00a0 \u00a0a Venezia l&#8217;anno successivo.\u00a0Stravagante ed enigmatico, il Codex fu fin da subito considerato un capolavoro. &#8220;<em>Eravamo davanti a un miracolo che non temeva il confronto con le portentose meraviglie dei grandi miniatori<\/em>&#8220;, scrisse Sgarbi anni dopo, in occasione di una delle fortunate ristampe dell&#8217;opera.<\/strong><\/p>\n<p>Il percorso espositivo della mostra\u00a0prende le mosse proprio dal\u00a0Codex Seraphinianus, un&#8217;enciclopedia fantastica\u00a0pi\u00f9 volte oggetto di ristampe ed edizioni internazionali.\u00a0\u00a0Oltre 300 pagine scritte in una lingua inesistente, scrittura asemica, e finemente illustrate, costituiscono un&#8217;enciclopedia fantastica nota negli ambienti intellettuali e artistici di tutto il mondo. Il libro conta entusiasti e noti sostenitori illustri, tra cui Italo Calvino, Federico Zeri, Umberto Eco, Tim Burton, Roland Barthes, Jean-Michel Jarre, Orhan Pamuk, Philippe Starck e Fernando Arrabal.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1B_ph.-Luigi-Serafini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33840\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1B_ph.-Luigi-Serafini.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1B_ph.-Luigi-Serafini.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/1B_ph.-Luigi-Serafini-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a>La flora, la fauna, le architetture, la botanica e le opere dell&#8217;ingegno, creature mitologiche e surreali\u00a0compongono l&#8217;indecifrabile libro di culto che l&#8217;artista dichiara gli sia stato dettato dalla gatta accovacciata sulle sue spalle.<br \/>\nLe tavole originali, realizzate negli anni Settanta, sono oggi conservate nel Labirinto della Masone nella Fondazione FMR (Franco Maria Ricci). Il Codex \u00e8 stato pubblicato in Francia, Germania, Stati Uniti, Spagna, Paesi Bassi e ne esiste perfino una copia &#8220;taroccata&#8221; pubblicata in Cina. Nel 2021 il quarantesimo anniversario dell&#8217;opera \u00e8 stato festeggiato con un&#8217;edizione speciale, per i tipi di Rizzoli.<\/p>\n<p>Allo studio del Codice, nel tentativo di scioglierne il mistero, si applicano da decenni studiosi di lingue antiche o morte, enigmisti, musicisti e persino esperti di algoritmi e intelligenza artificiale. Scritti, articoli, film e opere teatrali hanno contribuito alla popolarit\u00e0 della fantaenciclopedia che oggi \u00e8 frequentemente ripresa persino nei tatuaggi, nelle canzoni e nelle stories di Instagram.\u00a0Curiosit\u00e0: attualmente il Codex \u00e8 il quindicesimo libro d&#8217;artista pi\u00f9 venduto su Amazon USA e il sesto su Amazon Italia nella categoria arte. Nell&#8217;esposizione prodotta dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.itinerarinellarte.it\/it\/mostre\/il-sogno-di-luigi-serafini-9749\">\u00a0Mart<\/a>\u00a0il Codex \u00e8 rappresentato con\u00a060 tavole originali\u00a0che sono confluite nella prima edizione a cui si aggiungono una quarantina di tavole meno conosciute e per questo preziose, realizzate successivamente e appartenenti a Serafini stesso.<br \/>\nL&#8217;ampia selezione introduce al rapporto tra l&#8217;artista e l&#8217;oggetto libro, indagato in mostra attraverso le tavole di altre due pubblicazioni:\u00a0Pulcinellopaedia Seraphiniana, fantastica interpretazione del mito partenopeo di Pulcinella, e\u00a0Storie naturali, atlante di botanica immaginata.<\/p>\n<p><strong>La mostra illustra tutta la produzione serafiniana, vasta ed eterogenea<\/strong>, attraverso eccellenti prestiti provenienti da collezioni private o dalle disposizioni dello stesso artista.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/presentazionemostremart110724.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33841 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/presentazionemostremart110724.jpg\" alt=\"\" width=\"565\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/presentazionemostremart110724.jpg 988w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/presentazionemostremart110724-300x192.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/presentazionemostremart110724-768x492.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 565px) 100vw, 565px\" \/><\/a><br \/>\nArchitetto di formazione, dopo aver a lungo viaggiato Serafini si \u00e8 misurato con la pittura, la scultura, la grafica, la fotografia, il design, l&#8217;illustrazione e l&#8217;arte digitale. Perseguendo l&#8217;idea di arte totale, al di l\u00e0 delle etichette e delle gerarchie, il vulcanico artista ha sperimentato, innovato, messo sottosopra i canoni, riuscendo nella singolare impresa di essere costantemente molto apprezzato e seguito, iper-popolare e trasversale a diversi ambiti, pur restando al di fuori dei contesti convenzionali dell&#8217;arte contemporanea. <strong>Nelle sale del secondo piano del museo di Rovereto si ripercorre l&#8217;intero arco creativo<\/strong>, evidenziando\u00a0l&#8217;audacia nella produzione dell&#8217;immagine fantastica nelle sue possibili declinazioni. Dall&#8217;<strong>esperienza all&#8217;interno del gruppo di architettura e design Memphis<\/strong>, sino alla Casa dell&#8217;artista (oggi oggetto di una disputa legale per la sua conservazione), tra pitture, sculture e installazioni, il percorso \u00e8 un universo pop nel quale bizzarria e verit\u00e0, ironia e seduzione, leggerezza e surrealt\u00e0 convivono e si mescolano. Vero e proprio progetto d&#8217;autore, anche l&#8217;allestimento \u00e8 stato ideato da Serafini, in una esposizione-wunderkammer che \u00e8 a sua volta opera d&#8217;arte.<\/p>\n<p>Pur rimanendo un unicum eccezionale, un organismo pazzo in cui i diversi linguaggi si confrontano e si intrecciano, la mostra prosegue dopo la prima sezione sul Codex con ambienti dedicati alle varie discipline, dando conto dell&#8217;ecclettica e immaginifica attitudine di Serafini.<br \/>\nSi comincia con la\u00a0<strong>produzione pittorica<\/strong>: colorata, pop, utopica, dissacrante. Insieme per la prima volta in un&#8217;unica galleria sono esposte oltre venti tele di grande formato.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/unnamed-1-4-e1722288970177.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33842\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/unnamed-1-4-e1722288970177.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"375\" \/><\/a>Seguono le sale sulla scultura che ospitano opere ispirate ad alcuni dei temi che hanno interrogato o interrogano la societ\u00e0 \u2013 come per esempio &#8220;la mucca pazza&#8221; o la bioetica \u2013 e rielaborazioni dei classici della letteratura fantastica o della poesia con riferimenti a William Blake, Guillaume Apollinaire, Christian Morgenstern, per esempio.<br \/>\nPresenti anche numerose installazioni, opere controverse come la Donna carota (Persephone C) dea-allegoria della natura, e una preziosa esposizione dei Disogni, i disegni di sogno.\u00a0<strong>La maggior parte delle opere ha titoli che sono giochi linguistici<\/strong>: stravaganti e ironici testimoniano il lessico originalissimo dell&#8217;artista.<\/p>\n<p>Il percorso si chiude con una\u00a0<strong>selezione del tutto inedita di disegni d&#8217;architettura, sperimentazioni e innovazioni<\/strong>\u00a0mai esposte, ideate tra la fine degli anni Settanta e l&#8217;inizio degli Ottanta, e di prodotti di design, preambolo dell&#8217;opera totale di Serafini: la sua nota Casa-studio, da quasi quarant&#8217;anni spazio di vita e lavoro e da lui stesso definita &#8220;piccola cosmogonia esportabile&#8221; (Vogue Casa, 1986). Di propriet\u00e0 dell&#8217;Ordine dei Cavalieri di Malta, situata nel cosiddetto &#8220;tridente romano&#8221; nelle prossimit\u00e0 del Pantheon e delle scalinate di piazza di Spagna, la Casa \u00e8 considerata un&#8217;altra opera enciclopedica. Serafini ne ha progettato o riprogettato non solo gli ambienti funzionali, le scale, le stanze, ma anche gli arredi, i quadri, gli oggetti, le stoviglie, le suppellettili, dalle porte al camino, dalle finestre al giardino. &#8220;\u00c8 straordinaria proprio nella sua totale autonomia, nel suo non assomigliare a nessun&#8217;altra casa&#8221; (Andrea Bellini, Antinomie, 2023).<\/p>\n<p>La residenza romana \u00e8 stata recentemente oggetto una\u00a0<strong>video-mappatura in 3D<\/strong>\u00a0realizzata dall&#8217;Universit\u00e0 Iuav di Venezia: presentata al Mart \u00e8 il pi\u00f9 recente tra i tanti omaggi che cultori e intellettuali hanno consacrato all&#8217;artista. A visitatori e visitatrici, quindi, l&#8217;opportunit\u00e0 di entrare virtualmente nella Casa di Serafini, vero e proprio meta-ritratto dell&#8217;artista. Alla Casa \u00e8 anche dedicata, fino al 25 agosto, una mostra al MACRO &#8211; Museo di arte contemporanea di Roma, a cura di Luca Lo Pinto.<\/p>\n<p>Nel suo complesso, la mostra\u00a0<em>Il sogno di Luigi Serafini<\/em>, al Mart fino al 20 ottobre 2024, \u00e8 un\u00a0<strong>viaggio fantastico nei territori dell&#8217;inconscio e dell&#8217;immaginario<\/strong>, un luna park che attinge alla mitologia, un palcoscenico da cui osserva il consumismo, un&#8217;esposizione che mescola filosofia, semiotica al gioco e al divertimento.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fino al 20 ottobre 2024, il\u00a0Mart di Rovereto\u00a0dedica a\u00a0Luigi Serafini\u00a0un&#8217;approfondita antologica sulla vasta attivit\u00e0 creativa dell&#8217;artista che investe i campi dell&#8217;architettura, del design, della pittura, \u00a0 della scultura, della grafica, della fotografia e dell&#8217;arte digitale.\u00a0A cura di Andrea Cortellessa, Denis Isaia, Pietro Nocita,\u00a0Il sogno di Luigi Serafini\u00a0nasce\u00a0dalla profonda amicizia tra Vittorio Sgarbi e Luigi Serafini. 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