{"id":3384,"date":"2014-11-09T14:52:07","date_gmt":"2014-11-09T14:52:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=3384"},"modified":"2014-11-09T14:52:42","modified_gmt":"2014-11-09T14:52:42","slug":"vincenzo-agnetti-1926-1981-figura-capitale-dell%e2%80%99arte-contemporanea-innovatore-e-maggiore-esponente-dell%e2%80%99arte-concettuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/11\/09\/vincenzo-agnetti-1926-1981-figura-capitale-dell%e2%80%99arte-contemporanea-innovatore-e-maggiore-esponente-dell%e2%80%99arte-concettuale\/","title":{"rendered":"Vincenzo Agnetti (1926-1981) figura capitale dell\u2019arte contemporanea. Innovatore e maggiore  esponente dell\u2019arte concettuale."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/01_Vincenzo-Agnetti-Autotelefonata-yes-1972-cinque-fotografie-con-intervento-a-china-cm402x1265-firma-e-titolo-sul-retro3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3394\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/01_Vincenzo-Agnetti-Autotelefonata-yes-1972-cinque-fotografie-con-intervento-a-china-cm402x1265-firma-e-titolo-sul-retro3.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"87\" \/><\/a>La galleria Matteo Lampertico a Milano\u00a0 d\u00e0 con la mostra dell\u2019artista milanese Vincenzo Agnetti (1926-1981) ampia luce a una delle figure capitali dell\u2019arte italiana e internazionale. Realizzata in collaborazione con l\u2019Archivio Agnetti \u00a0<strong>presenta un importante nucleo di opere, di qualit\u00e0 museale, provenienti da collezioni<br \/>\nprivate italiane mai state sul mercato, ma incluse nelle principali personali dell\u2019artista, non ultima la recente retrospettiva al Mart di Rovereto <\/strong>(2008). <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/04_Vincenzo-Agnetti-Telegramma-Telefono-Telegramma.-Ora-1973-collage-di-quattro-telegrammi-su-carta-cm44x103-titolo-firma-e-data-in-basso.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3386\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/04_Vincenzo-Agnetti-Telegramma-Telefono-Telegramma.-Ora-1973-collage-di-quattro-telegrammi-su-carta-cm44x103-titolo-firma-e-data-in-basso.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"121\" \/><\/a><strong>Le opere esposte documentano lo straordinario percorso artistico del maggior esponente italiano dell\u2019arte concettuale.<br \/>\n<\/strong>Dopo il breve esordio nei primi anni cinquanta come pittore informale, Agnetti<br \/>\nsospende la pratica pittorica e inizia un\u2019intensa attivit\u00e0 di scrittore e teorico dell\u2019arte: \u00e8 il periodo dell\u2019arte-no, <strong>in cui le sue intuizioni rimangono semplicemente abbozzate in scritti e quaderni che egli stesso intitola \u201cAssenza\u201d. Scritti che spesso accompagnano le mostre di Piero Manzoni, di Enrico Castellani e degli altri artisti che fanno capo alla rivista Azimuth e all\u2019omonima galleria, attiva a Milano tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta. <\/strong>A questo movimento artistico \u00e8 dedicata la mostra attualmente in corso alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Dopo un lungo soggiorno in Argentina (1962-1967), Agnetti ritorna a Milano e riprende sia la riflessione teorica sull\u2019arte, con scritti dedicati all\u2019opera di Melotti, Calderara, Arakawa e altri, sia la pratica artistica, esplorando le corrispondenze tra linguaggio verbale e linguaggio visivo e adottando la parola come elemento fondamentale della sua opera.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/28_Vincenzo-Agnetti-Sei-villaggi-differenti-1974-sette-bacheliti-cm-50x70-ciascuna.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3387\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/28_Vincenzo-Agnetti-Sei-villaggi-differenti-1974-sette-bacheliti-cm-50x70-ciascuna.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La sua intensa ma breve produzione artistica conosce da subito un riconoscimento internazionale<\/strong> con la presenza a esposizioni, da Documenta (Kassel 1972) a diverse edizioni della Biennale di Venezia, a fianco di altri artisti impegnati nella dematerializzazione dell\u2019arte, come John Baldessari e Joseph Kosuth negli Stati Uniti, o Daniel Buren e Victor Burgin in Europa. <strong>La peculiarit\u00e0 della sua ricerca concettuale consiste in una vena lucida, provocatoria e spesso ironica che lo avvicina a Piero Manzoni. <\/strong>I lavori esposti sono chiarificatori del forte impegno intellettuale di Agnetti: emblematici della sua ricerca sono &#8220;Assioma&#8221; (1970) e &#8220;Sei villaggi differenti &#8220;(1974) che appartengono alla serie delle \u201cBacheliti\u201d, in cui si leggono numeri, linee, frasi perentorie, tautologie, contraddizioni o paradossi, incisi su lastre nerissime, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/o-Agnetti-Frammento-di-Tavola-di-Diario-tradotto-in-tutte-le-lingue-1973-fotografie-applicate-su-tavola-di-legno-dipinta-cm87x43-titolo-data-e-firma-in-basso.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3388\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/o-Agnetti-Frammento-di-Tavola-di-Diario-tradotto-in-tutte-le-lingue-1973-fotografie-applicate-su-tavola-di-legno-dipinta-cm87x43-titolo-data-e-firma-in-basso.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"283\" \/><\/a>quasi lavagne.<\/p>\n<p><strong>Lo stesso procedimento, seppur con materiali diversi, si ritrova nei \u201cFeltri\u201d, dei quali sar\u00e0 esposto uno degli esemplari pi\u00f9 conosciuti, il celebre \u201cRitratto di attore\u201d (1973) dedicato a Vittorio Gassman e originariamente nella sua collezione privata. <\/strong>Tra le opere pi\u00f9 note di Agnetti presenti in mostra si segnala \u201cAutotelefonata (yes)\u201d del 1972, in cui in una sequenza fotografica l\u2019artista porge le orecchie contemporaneamente a due cornette, che nell\u2019ultima immagine comunicano direttamente tra loro, quasi a richiamare l\u2019inutilit\u00e0 dell\u2019individuo nel sistema di potere cui \u00e8 asservito. Sono presenti in mostra anche <strong>altri capisaldi dell\u2019opera di Agnetti, sicuramente meno conosciuti, ma non meno importanti, come \u201cTutta la storia dell\u2019arte \u00e8 in questi tre lavori\u201d (1973), una riflessione sull\u2019evoluzione dell\u2019arte, e \u201cTavola di diario\u201d (1973), legato al tema della memoria.<\/strong><\/p>\n<p>Infine non mancano alcune opere che appartengono all\u2019ultimo periodo di attivit\u00e0<br \/>\ndi Agnetti, le Photo-Graffie (1980), che testimoniano un recupero della manualit\u00e0 mediante l&#8217;incisione di segni astratti o floreali sulla superficie di pellicole fotografiche rese nere dall&#8217;esposizione alla luce.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La galleria Matteo Lampertico a Milano\u00a0 d\u00e0 con la mostra dell\u2019artista milanese Vincenzo Agnetti (1926-1981) ampia luce a una delle figure capitali dell\u2019arte italiana e internazionale. 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