{"id":33854,"date":"2024-07-31T22:11:40","date_gmt":"2024-07-31T22:11:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=33854"},"modified":"2024-07-31T22:11:40","modified_gmt":"2024-07-31T22:11:40","slug":"guercino-grandissimo-maestro-e-il-suo-mestiere-di-pittore-ai-musei-reali-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/07\/31\/guercino-grandissimo-maestro-e-il-suo-mestiere-di-pittore-ai-musei-reali-di-torino\/","title":{"rendered":"Guercino, grandissimo maestro  e il suo mestiere di pittore ai Musei Reali di Torino"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-venere-marte-e-amore-1634-olio-su-tela-136-x-1575-cm-modena-galleria-estense-768x667-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33855\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-venere-marte-e-amore-1634-olio-su-tela-136-x-1575-cm-modena-galleria-estense-768x667-1.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-venere-marte-e-amore-1634-olio-su-tela-136-x-1575-cm-modena-galleria-estense-768x667-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-venere-marte-e-amore-1634-olio-su-tela-136-x-1575-cm-modena-galleria-estense-768x667-1-300x261.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a>Con la proroga al 15 settembre 2024, sar\u00e0 presentata al pubblico una nuova opera di grande interesse<\/strong><strong>: una veduta settecentesca dell&#8217;interno di San Pietro, con una rara immagine del seppellimento di Santa Petronilla, capolavoro del pittore un tempo l\u00ec conservato.<\/strong> <strong>In un periodo di grande attenzione e di rinnovati studi sull&#8217;opera e la figura di\u00a0Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino\u00a0(Cento 1591 &#8211; Bologna 1666) e all&#8217;indomani della riapertura della Pinacoteca Civica di Cento, spicca la ricchissima esposizione che i Musei Reali di Torino &#8211; con Direttore avocante Mario Turetta, Segretario Generale del Ministero della Cultura &#8211; presentano nelle Sale Chiablese dal 23 marzo al 28 luglio 2024, prodotta da CoopCulture con Villaggio Globale International.<\/strong><\/p>\n<p>Oltre\u00a0<strong>100 opere di Guercino<\/strong>\u00a0e di artisti coevi, provenienti da pi\u00f9 di\u00a0<strong>30 importanti musei e collezioni,\u00a0<\/strong>tra cui il Prado e il Monastero dell&#8217;Escorial, per presentare la grande arte del Maestro emiliano e insieme raccontare il mestiere e la vita dei pittori del Seicento, in un affascinante, grande affresco del sistema dell&#8217;arte. Dall&#8217;importante nucleo delle collezioni sabaude a molti altri raffinati e monumentali capolavori di Guercino, una mostra sorprendente che, tra le novita\u0300,\u00a0<strong>per la prima volta dopo 400 anni<\/strong>, riunifica anche il\u00a0<strong>ciclo di dipinti<\/strong>\u00a0commissionati a Bologna da Alessandro\u00a0<strong>Ludovisi<\/strong>, futuro papa Gregorio XV.<\/p>\n<p><strong>\u00ab&#8230;<em>gran disegnatore e felicissimo coloritore: \u00e8 mostro di natura e miracolo da far stupire chi vede le sue opere. Non dico nulla: ei fa rimaner stupidi li primi pittori\u00bb\u00a0<\/em>(Ludovico Carracci a Don Ferrante Carl, riferendosi a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451260620_901396122015811_2640506469603142496_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-33856 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451260620_901396122015811_2640506469603142496_n.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451260620_901396122015811_2640506469603142496_n.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451260620_901396122015811_2640506469603142496_n-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/451260620_901396122015811_2640506469603142496_n-768x528.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/a> Guercino &#8211; 25 ottobre 1617)<\/strong><\/p>\n<p>Un evento spettacolare e di grande originalit\u00e0\u00a0<strong>curato da Annamaria Bava<\/strong>\u00a0dei Musei Reali e da\u00a0<strong>Gelsomina Spione<\/strong>\u00a0dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino, con un\u00a0<strong>comitato scientifico<\/strong>\u00a0di prestigio, cui partecipano: Daniele Benati, David Garc\u00eda Cueto, Barbara Ghelfi, Francesco Gonzales, Fausto Gozzi, Alessandro Morandotti, Raffaella Morselli, Sofia Villano.<\/p>\n<p><strong>Al centro dell&#8217;esposizione \u00e8 il\u00a0<\/strong><strong>mestiere del pittore nel Seicento<\/strong><strong>\u00a0esemplificato sulla figura di uno dei maggiori protagonisti della scena artistica dell&#8217;epoca. <\/strong>Ripercorrendo temi e aspetti che attraversano tutta la carriera del Maestro, grazie a capolavori di primo piano, la mostra intende dare conto pi\u00f9 in generale della professione del pittore a quel tempo: le sfide del mestiere, i sistemi di produzione, l&#8217;organizzazione della bottega, le dinamiche del mercato e delle committenze, i soggetti pi\u00f9 richiesti.<\/p>\n<p>A partire dal significativo nucleo di dipinti e disegni appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda e della Biblioteca Reale, oltre\u00a0<strong>cento opere del Maestro emiliano<\/strong>\u00a0e di artisti coevi come i\u00a0<strong>Carracci, Guido Reni e Domenichino<\/strong>\u00a0&#8211; provenienti da pi\u00f9 di 30 importanti musei e collezioni, compresi il Museo del Prado di Madrid e il Monastero di San Lorenzo a El Escorial &#8211; daranno vita a un grande affresco del sistema dell&#8217;arte nel Seicento, guidati dal talento di quel\u00a0<em>&#8220;mostro di natura e miracolo da far stupir&#8221;<\/em>\u00a0che fu Guercino, secondo la definizione che ne diede Ludovico Carracci, impressionato dal suo talento.<\/p>\n<p>Guercino, grazie a una\u00a0<strong>strutturata bottega<\/strong>\u00a0e alla ricchissima documentazione lasciata, alla rete di mentori e intermediari, ai rapporti con tanti e diversi committenti &#8211; richiesto come fu da borghesi, nobili, pontefici e prelati, ma anche dalle pi\u00f9 prestigiose corti europee &#8211; diventa l&#8217;exemplum perfetto della vita, dell&#8217;iter creativo e del mestiere di ogni pittore.<\/p>\n<p>Le importanti opere riunite a Torino nell&#8217;occasione &#8211; inclusi due dipinti inediti di collezioni private e le tele che permettono lo straordinario\u00a0<strong>ricongiungimento dopo 400 anni del ciclo Ludovisi<\/strong>\u00a0&#8211; sono dunque particolarmente significative per questo racconto, sviluppato in\u00a0<strong>10 sezioni tematiche<\/strong>\u00a0tra confronti, parallelismi, testimonianze.<\/p>\n<p><strong>Per la prima volta dopo 400 anni il ricongiungimento del ciclo Ludovisi. Eccone il percorso. <\/strong><strong>Si parte dalla<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>presentazione dell&#8217;artista.<\/strong><strong> Guercino ci appare, circa quarantenne, e con gli strumenti del mestiere, nel raro\u00a0<\/strong><strong>Autoritratto<\/strong><strong>\u00a0della Schoeppler Collection di Londra che ben introduce al percorso: un&#8217;opera intima e privata che proprio per questo non<\/strong> <strong>risulta nel suo famoso &#8220;Libro dei conti&#8221;, ma che testimonia il carattere di un uomo fiero e semplice ad un tempo.<\/strong><\/p>\n<p>La fase della formazione e\u0300 debitrice, come per tutti i pittori, dello studio di opere di grandi maestri e dell&#8217;incontro con personalita\u0300 che incidono nella maturazione di un artista: per Guercino punti di riferimento furono in particolare\u00a0<strong>Ludovico Carracci<\/strong>, ammirato a Bologna ma anche a Cento &#8211; di cui si espone in mostra il prezioso olio su rame con l&#8217;<strong>Annunciazione<\/strong>\u00a0dai Musei di Strada Nuova di Genova &#8211; e sul versante ferrarese (prima del viaggio a Venezia) lo\u00a0<strong>Scarsellino<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Carlo Bononi<\/strong>. Entrambi gli autori sono presenti nel percorso, accanto a due importanti lavori giovanili di Guercino: la piccola tavola con Il\u00a0<strong>matrimonio mistico di santa Caterina<\/strong>\u00a0in prestito dalla Collezione d&#8217;arte Credem e la suggestiva pala della chiesa parrocchiale di Renazzo con\u00a0<strong>Un miracolo di san Carlo Borromeo.<\/strong><\/p>\n<p>Quindi l&#8217;<strong>incontro con la realta\u0300 e la spiccata vocazione per il quotidiano<\/strong>, che nei primi anni apre alle opere di paesaggio in analogia con quanto proposto da altri artisti come\u00a0<strong>Annibale Carracci, Domenichino e Agostino Tassi<\/strong>\u00a0di cui la mostra da\u0300 testimonianza insieme a importanti disegni di Guercino della Biblioteca Reale di Torino e alle pitture murali di Casa Pannini, che il giovane pittore realizza a Cento tra il 1615 e il 1617 insieme a collaboratori.<\/p>\n<p><em>&#8220;L&#8217; Accademia del nudo<\/em>&#8221; sar\u00e0 la fase successiva: Guercino ormai famoso in patria, apre la sua Accademia nel 1616 &#8211; cos\u00ec come era uso per i migliori -, facendone un punto di riferimento per molti giovani artisti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Guercino-tagliato-980x756-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33857\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Guercino-tagliato-980x756-1.jpg\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Guercino-tagliato-980x756-1.jpg 980w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Guercino-tagliato-980x756-1-300x231.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/Guercino-tagliato-980x756-1-768x592.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a>In mostra &#8211; oltre all&#8217;interessante nucleo di\u00a0<strong>22 incisioni di Oliviero Gatti,<\/strong>\u00a0tratte dai disegni di Guercino per farne dono al duca di Mantova (Pinacoteca Nazionale di Bologna), restaurate per questa speciale occasione, e accanto alle opere di Annibale e Agostino Carracci -, intenso e suggestivo \u00e8 il dialogo tra i disegni di nudo del Maestro e il\u00a0<strong>San Sebastiano<\/strong>\u00a0curato da Irene (1619) proveniente dalla Pinacoteca di Bologna. Richiesto da Jacopo Serra, cardinale legato di Ferrara e raffinato mecenate di Guercino, il dipinto \u00e8 di qualit\u00e0 straordinaria, per il vivace e intenso naturalismo tipico della poetica del Maestro, che riesce a tradurre la vicenda sacra in vita quotidiana.<\/p>\n<p>Prima di affrontare il tema della bottega e delle sue dinamiche, la mostra ricorda le fasi dell&#8217;affermazione del pittore e la geografia delle committenze, che sempre nella carriera di un artista rivestono un ruolo centrale.<\/p>\n<p>In questo contesto, fondamentale risulta la figura di\u00a0<strong>Alessandro Ludovisi<\/strong>, arcivescovo di Bologna e dal 1621\u00a0<strong>papa Gregorio XV.<\/strong>\u00a0Questi aveva gi\u00e0 conosciuto Guercino grazie alla mediazione di padre Mirandola, grande promotore dell&#8217;artista di Cento, e all&#8217;apprezzamento di Ludovico Carracci folgorato, come sappiamo, dalla pittura del giovane artista e chiamato dall&#8217;arcivescovo Ludovisi a valutare il costo delle opere da lui commissionate.<\/p>\n<p>Tra il 1617 e il 1618 Guercino realizza infatti per Alessandro Ludovisi e il nipote Ludovico, quattro grandi tele, eccezionalmente riunite dopo quattro secoli nella mostra di Torino: Lot e le figlie proveniente da San Lorenzo a El Escorial, Susanna e i vecchioni prestata dal Museo del Prado, la\u00a0<strong>Resurrezione di Tabita<\/strong>\u00a0dalle Gallerie degli Uffizi- Palazzo Pitti e Il Ritorno del figliol prodigo dei Musei Reali.<\/p>\n<p>Un dipinto quest&#8217;ultimo che non compare nell&#8217;inventario di Alessandro Ludovisi del 1623, ma che nel 1631 \u00e8 gi\u00e0 descritto nelle collezioni sabaude: forse un dono mirato al duca Carlo Emanuele I da parte del Ludovisi, nominato nel 1616 nunzio apostolico presso la corte di Torino per dirimere le controversie tra la casata dei Savoia e la Spagna.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>ciclo di tele Ludovisi<\/strong>\u00a0segna una svolta: con la salita al soglio pontificio di Gregorio XV, Guercino si trasferir\u00e0 per alcuni anni a Roma, ricevendo nella capitale pontificia importantissimi incarichi.<\/p>\n<p>A mostrare la variet\u00e0 delle committenze che sugellano la fama di un artista, troviamo altri dipinti significativi, sia frutto di incarichi locali che di richieste dalle pi\u00f9 prestigiose corti. Tra questi: la splendida tela con\u00a0<strong>Venere, Marte e Amore<\/strong>\u00a0(1633) delle Gallerie Estensi, acquistata per Francesco I d&#8217;Este e inclusa nelle decorazioni della \u00abCamera dei Sogni\u00bb nel Palazzo Ducale di Sassuolo;\u00a0<strong>Apollo scortica Marsia<\/strong>\u00a0(1618) di Palazzo Pitti, opera intensa che il Malvasia ricorda eseguita per il granduca di Toscana; e ancora l&#8217;Assunta (1620), un tempo nella chiesa del Rosario a Cento, alla quale il pittore era particolarmente legato.<\/p>\n<p>La<strong>\u00a0bottega diretta da Guercino<\/strong>, frutto del connubio tra i Barbieri e i Gennari \u2013 prima a Cento e dal 1642 a Bologna &#8211; era organizzatissima, con ruoli e metodi esemplari del sistema del tempo. Il fratello di Guercino , Paolo Antonio Barbieri, ad esempio era specializzato nei dipinti con soggetti &#8220;di ferma&#8221;, come evidenziano la\u00a0<strong>Natura morta con bottiglia, frutta e ortaggi<\/strong>\u00a0di collezione privata e la Natura morta con paramenti vescovili e argenti dalla Pinacoteca di Cento; cos\u00ec all&#8217;interno di un&#8217;opera gli elementi naturali erano spesso gi\u00e0 predisposti e Guercino interveniva aggiungendo all&#8217;ultimo le figure, come nell&#8217;affascinante\u00a0<strong>Ortolana<\/strong>, che Giovanni Francesco termina nel 1655, sei anni dopo la morte del fratello, autore dei bellissimi cesti di frutta e ortaggi.<\/p>\n<p>A rendere evidente, invece, la prassi della\u00a0<strong>riproposizione dei modelli<\/strong>\u00a0e il ricorso a un repertorio di invenzioni, la mostra offre alcuni accostamenti di grande efficacia: dalle due versioni di Dio Padre della Galleria Sabauda e della Pinacoteca Nazionale di Bologna (entrambe del 1646) poste accanto all&#8217;<strong>Immacolata Concezione<\/strong>\u00a0dalla Pinacoteca Civica di Ancona (1656) &#8211; con in cielo un&#8217;analoga figura dell&#8217;Eterno &#8211; al suggestivo confronto tra il San Matteo e l&#8217;angelo, capolavoro dei Musei Capitolini (1622), e il coevo San Pietro liberato da un angelo, uno dei prestigiosi prestiti del Museo del Prado.<\/p>\n<p>Un&#8217;infilata di preziosi disegni del centese racconta dell&#8217;iter creativo e del momento fondamentale dell&#8217;invenzione tramite l&#8217;opera grafica: emblematico il &#8220;caso&#8221; della\u00a0<strong>Vestizione di San Guglielmo<\/strong>\u00a0ricordato grazie a tre degli oltre venti disegni preparatori originali.<\/p>\n<p>Le logiche del mercato non erano estranee a Guercino e alla sua impresa e il &#8220;listino prezzi&#8221; variava in base alla tipologia delle figure, alle dimensioni della tela e all&#8217;uso dei preziosi pigmenti. Principale concorrente di Guercino sul mercato bolognese era Guido Reni, di cui viene esposto il\u00a0<strong>San Giovanni Battista<\/strong>\u00a0della Galleria Sabauda, mentre a testimoniare il costo elevato delle opere realizzate da Giovanni Francesco Barbieri con il prezioso lapislazzuli e il maggior prezzo dei dipinti con figure intere o a pi\u00f9 figure vi sono il San Francesco riceve le stimmate (1633) concesso dalla diocesi di Novara, o alcune delle importanti opere presenti nelle collezioni sabaude come le\u00a0<strong>Sante Gertrude e Lucrezia<\/strong>\u00a0(1645) e la\u00a0<strong>Madonna benedicente<\/strong>\u00a0(1651).<\/p>\n<p>Le\u00a0<strong>ultime tre sezioni<\/strong>\u00a0della mostra sono dedicate ad alcuni dei temi e dei soggetti piu\u0300 aderenti alla realta\u0300 del tempo o di particolare successo e dunque maggiormente indagati dal pittore e dalla bottega. E&#8217; il caso delle\u00a0<strong>novita\u0300 scientifiche<\/strong>\u00a0legate al rivoluzionario\u00a0<strong>pensiero galileiano<\/strong>, che accendono l&#8217;interesse di committenti, intellettuali e artisti compreso Guercino, il quale su richiesta dei Medici dipinge il famoso\u00a0<strong>Atlante che regge il globo<\/strong>\u00a0(Museo Bardini di Firenze) e con sguardo disincantato disegna invece il Mago Brumio, testimonianza delle credenze popolari ancora diffuse.<\/p>\n<p>Quindi, il &#8220;<strong><em>gran teatro della pittura barocca<\/em><\/strong>&#8221; con altri capolavori, tra cui\u00a0<strong>Il ritorno del figliol prodigo<\/strong>\u00a0(1627-28) della Galleria Borghese proveniente dalla collezione romana dei Lancellotti, o Amnon e Tamar dalla Galleria Estense di Modena.<\/p>\n<p>Il Seicento porta all&#8217;estremo il gusto per la rappresentazione degli affetti, la gestualita\u0300 accesa, la visione ravvicinata e coinvolgente degli eventi e Guercino e\u0300 un vero maestro in questo, sia nella resa delle figure che nel dipingere l&#8217;apparato scenico ricco di particolari.<\/p>\n<p>La resa teatrale delle tensioni e delle psicologie, dei drammi e delle passioni si coglie anche in uno dei soggetti piu\u0300 amati e di successo dell&#8217;arte del tempo e della produzione guerciniana.<\/p>\n<p>Una carrellata sorprendente di\u00a0<strong>grandi eroine del mito e della storia<\/strong>\u00a0&#8211; &#8220;femmes fortes&#8221; che trasmettono coraggio, dignita\u0300, intelligenza &#8211; chiude la mostra con grande impatto emotivo.<br \/>\nSono personaggi che Guercino ha contribuito ad eternare nell&#8217;iconografia e nell&#8217;immaginario: le Sibille \u2013 con un confronto suggestivo tra quattro differenti raffigurazioni &#8211;\u00a0<strong>Diana, Lucrezia e Cleopatra,<\/strong>\u00a0quest&#8217;ultima protagonista di un&#8217;opera dei Musei di Strada Nuova a Genova, imponente per dimensioni, e di coinvolgente sensualita\u0300 e modernita\u0300.<\/p>\n<p><em>&#8220;Guercino<\/em>\u00a0\u2013 scrivono\u00a0<strong>le curatrici<\/strong>\u00a0\u2013<em>\u00a0mette magistralmente in scena l&#8217;ultimo atto della tragedia, rendendo partecipe lo spettatore e trasportandolo nella sublime emozione dello spettacolo barocco&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Sezione tematiche\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Fu di statura competentemente alta, gracile, carne bianca e rossa, con subdominio di bile, temperamento buono, tirante al sanguigno. Natura piacevole, allegra, e di conversazione gustosissima, d&#8217;applicazione indefessa, sincerissimo, inimico della bugia, cortesissimo, umile, compassionevole, religioso, casto&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Sezione I &#8211; <strong>Come si forma un pittore: il confronto con i maestri.<\/strong> <em>\u00a0<\/em>Nella formazione di un pittore conta molto non solo l&#8217;apprendistato nella bottega di un maestro piu\u0300 anziano, ma anche lo studio della produzione artistica del contesto in cui vive.\u00a0Cento dipendeva politicamente da Ferrara,\u00a0ma apparteneva alla diocesi di Bologna: tra questi due centri gravita, nei suoi anni di formazione, il giovane Guercino. Come ricordava Malvasia,\u00a0il pittore si reca &#8220;spesso a Bologna a veder le cose de&#8217; Carracci e ad osservarle e a farne memoria&#8221;, ma l&#8217;attenzione al dato di natura, fatta propria dai maestri bolognesi nella loro Accademia, si offre gia\u0300 allo sguardo del Guercino nella sua stessa citta\u0300, dove nel 1591 era arrivata la Sacra famiglia con san Francesco e due donatori di Ludovico, ora alla Pinacoteca Civica di Cento. Alla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-san-matteo-e-langelo-1622-olio-su-tela-120-x-180-cm-roma-musei-capitolini-pinacoteca-capitolina-e1722463381397.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33858\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-san-matteo-e-langelo-1622-olio-su-tela-120-x-180-cm-roma-musei-capitolini-pinacoteca-capitolina-e1722463381397.jpg\" alt=\"\" width=\"613\" height=\"411\" \/><\/a> cultura di avvio del giovane artista va aggiunto il versante ferrarese, con il grande modello cinquecentesco di\u00a0Dosso Dossi, le opere di\u00a0Scarsellino\u00a0e soprattutto di\u00a0Carlo Bononi, e si completa con il viaggio a\u00a0Venezia\u00a0nel 1618 dove Guercino puo\u0300 confrontarsi direttamente con le opere di grandi artisti della stagione del Cinquecento come\u00a0Tiziano, Tintoretto e Veronese.<\/p>\n<p>Sezione II &#8211; <strong>Rappresentare la realta\u0300: il paesaggio<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Oltre al confronto con le opere di altri artisti, in bottega o nel contesto di formazione, poteva essere il rapporto diretto con la realta\u0300 a ricoprire un ruolo chiave nella crescita di un pittore. Guercino e\u0300 un osservatore straordinariamente attento, dotato di una spiccata vocazione nell&#8217;interpretare la natura e le scene della quotidianita\u0300. Alla sua primissima produzione appartengono gli affreschi centesi di Casa Pannini raffiguranti episodi di vita locale realizzati con deciso brio pittorico e cromatico. Egli si cimento\u0300 in questo campo con grande passione,\u00a0seguendo l&#8217;attivita\u0300 pionieristica di Annibale e Agostino Carracci, anche se la produzione di paesaggi sembra concentrarsi soprattutto nel periodo della sua attivita\u0300 giovanile. Il Libro dei conti, compilato dal 1629 fino alla morte del Guercino, non registra infatti piu\u0300 quadri di paesaggi: secondo le leggi del mercato, l&#8217;incessante richiesta di pale d&#8217;altare e di dipinti di storia portano al progressivo esaurimento della produzione di opere di piccolo formato. Per contro, lo straordinario numero di disegni di vedute dei dintorni della citta\u0300, attesta che la produzione grafica paesaggistica dovette accompagnare l&#8217;intero arco della vita di Guercino, dando credito a quello che racconta il suo biografo Cesare Malvasia secondo il quale il pittore disegnava in ogni momento della giornata, anche la sera dopo la cena, quando s&#8217;intratteneva con i familiari.<\/p>\n<p>Sezione III <strong>&#8211; Da allievo a maestro: l&#8217;Accademia del nudo<br \/>\n<\/strong>Nella formazione degli artisti un passaggio importante era la pratica del disegno e dello\u00a0studio dal vero del corpo umano, all&#8217;interno di accademie private tenute da pittori piu\u0300 maturi. Anche il giovane Guercino si forma, affinando le sue abilita\u0300, attraverso il disegno\u00a0su modelli dal vivo. Nel 1616, a qualche anno dall&#8217;avvio della sua attivita\u0300 di pittore e ormai gia\u0300 affermato in patria, Guercino\u00a0istituisce\u00a0a Cento, in due stanze messe a disposizione dall&#8217;amico Bartolomeo Fabbri,\u00a0un&#8217;Accademia del nudo, modellandola sull&#8217;esempio di quella bolognese dei Carracci o del loro allievo Pietro Faccini. Il successo della scuola e\u0300 immediato ed e\u0300 testimoniato dal numero dei &#8220;molti giovani&#8221; che, secondo il racconto del Malvasia, giungono &#8220;da Bologna, da Ferrara, da Modena, da Rimini, da Reggio e sin dalla Francia&#8221;. Una risposta positiva che spinge Guercino, su suggerimento di padre Mirandola, presidente del convento di Santo Spirito e tra i primi e piu\u0300 convinti sostenitori del pittore, a\u00a0tradurre a stampa i suoi disegni in un manuale antologico destinato ai giovani artisti, I principi del disegno, illustrato dalle incisioni del piacentino Oliviero Gatti ed edito nel 1619 con dedica al duca di Mantova Ferdinando Gonzaga.<\/p>\n<p>Sezione IV &#8211; <strong>L&#8217;affermazione del pittore: viaggi, relazioni e committenze<\/strong>. La rete degli estimatori, dei protettori e dei committenti e\u0300 fondamentale per un pittore.\u00a0Cento, a dispetto delle sue dimensioni,\u00a0e\u0300 un centro economicamente e culturalmente vivace\u00a0e Guercino mantiene un rapporto saldo e costante con i personaggi piu\u0300 abbienti del luogo: cruciale e\u0300 l&#8217;arrivo nel 1612 di\u00a0padre Antonio Mirandola, che ne diviene promotore e di fatto agente. Grazie alla sua mediazione il pittore entra in contatto con i Ludovisi: tra il 1617 e il 1618 Guercino realizza per\u00a0Alessandro Ludovisi, arcivescovo di Bologna, e il nipote Ludovico, quattro grandi tele. L&#8217;incarico apre a Guercino\u00a0la strada verso Roma, dove e\u0300 invitato dal potentissimo arcivescovo bolognese, divenuto nel 1621\u00a0papa Gregorio XV.\u00a0Il breve soggiorno romano, tra il 1621 e il 1623, getta le basi per una carriera in continua ascesa. Dal 1629 Il Libro dei conti del Guercino ci fornisce i nomi dei destinatari di gran parte della sua produzione, tra i quali figurano esponenti della curia, della piccola nobilta\u0300 locale, ma anche un&#8217;ampia rappresentanza della borghesia centese, a cui si aggiungeranno committenti forestieri e altolocati, prova del prestigio raggiunto dal pittore, apprezzato ormai in\u00a0ambito internazionale: la\u00a0regina di Francia Maria de&#8217; Medici, Carlo I d&#8217;Inghilterra, Francesco I d&#8217;Este duca di Modena, i Gonzaga, i Savoia, i Medici\u00a0e molti altri signori europei richiedono le sue opere.<\/p>\n<p>Sezione V &#8211; <strong>Nella bottega dell&#8217;artista: natura e oggetti in posa<\/strong>. La produzione di una bottega, per rispondere alle molteplici richieste del mercato, copriva generi differenti che richiedevano una sempre piu\u0300 marcata specializzazione e una differenziazione dei compiti all&#8217;interno dell&#8217;impresa.<br \/>\nNotevole impulso nell&#8217;atelier di Guercino venne dato alla produzione di dipinti con soggetti &#8220;di ferma&#8221;, ovvero di\u00a0natura morta. Dal Libro dei conti apprendiamo che\u00a0il fratello Paolo Antonio si specializzo\u0300 in questo genere\u00a0molto promettente dal punto di vista economico. I ruoli all&#8217;interno della bottega erano ben definiti: Guercino e\u0300 pittore &#8220;di figura&#8221;, mentre Paolo Antonio si occupa in modo continuativo di soggetti &#8220;di ferma&#8221;, intervenendo per questo specifico aspetto anche nei dipinti di Giovanni Francesco.<\/p>\n<p>Sezione VI &#8211; <strong>Il processo creativo: l&#8217;invenzione, la riproposizione di modelli, l&#8217;organizzazione della bottega.<br \/>\n<\/strong>Il\u00a0disegno\u00a0all&#8217;interno della bottega non e\u0300 solo esercizio di studio, ma costituisce una fase importante per l&#8217;invenzione, la progettazione e la messa a punto dell&#8217;opera attraverso varie fasi, consentendone tra l&#8217;altro la trasmissione della memoria e il\u00a0riuso da parte degli allievi. L&#8217;Inventario dei beni di casa Gennari, redatto nel 1715 a seguito della morte di Benedetto, il nipote prediletto del pittore, figlio della sorella Lucia, elenca quasi 5340 fogli, di cui piu\u0300 della meta\u0300 dello stesso capobottega. Nell&#8217;elaborazione di un dipinto,\u00a0Guercino era solito produrre una grande quantita\u0300 di prove grafiche: esemplare e\u0300 il caso della pala con la Vestizione di san Guglielmo eseguita nel 1620, ora presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, per la quale realizza ben 23 disegni. Guercino per altro attinge spesso al repertorio di sue invenzioni replicandole con l&#8217;aggiunta di varianti o adattandole a soggetti differenti; cosi\u0300 come importante nelle strategie economiche e\u0300 la produzione di copie, gestita dal Maestro con\u00a0attenzione a non far circolare repliche prima dell&#8217;uscita dell&#8217;originale. L&#8217;organizzazione della bottega, diretta da Guercino con il fratello e condivisa con i Gennari, arriva a maturazione con il trasferimento a Bologna nel 1642, quando la guerra di Castro minaccia Cento e la scomparsa improvvisa di Guido Reni da\u0300 modo a Guercino di assumere un ruolo predominante sul mercato.<\/p>\n<p>Sezione VII &#8211; <strong>Il mercato e il prezzo delle<\/strong> <strong>opere. <\/strong><br \/>\nPer l&#8217;analisi del mercato e del valore economico delle opere uno strumento di notevole importanza e\u0300 costituito dai\u00a0registri dei conti\u00a0tenuti presso le botteghe degli artisti.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-resurrezione-di-tabita-1618-olio-su-tela-133-x-159-cm-firenze-gallerie-degli-uffizi-palazzo-pitti-768x639-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-33859\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-resurrezione-di-tabita-1618-olio-su-tela-133-x-159-cm-firenze-gallerie-degli-uffizi-palazzo-pitti-768x639-1.jpg\" alt=\"\" width=\"607\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-resurrezione-di-tabita-1618-olio-su-tela-133-x-159-cm-firenze-gallerie-degli-uffizi-palazzo-pitti-768x639-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/07\/guercino-resurrezione-di-tabita-1618-olio-su-tela-133-x-159-cm-firenze-gallerie-degli-uffizi-palazzo-pitti-768x639-1-300x250.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 607px) 100vw, 607px\" \/><\/a><br \/>\nIl Libro dei conti del Guercino, ora custodito a Bologna presso la Biblioteca Comunale dell&#8217;Archiginnasio, a partire dall&#8217;anno 1629 registra con grande scrupolo il titolo onorifico e il nome dei committenti, la provenienza, i soggetti dei dipinti e la spesa totale convertita da ducatoni in scudi. Alla morte di Paolo Antonio, nel 1649, il libro e\u0300 continuato da Guercino stesso e da altri collaboratori della bottega fino alla scomparsa del maestro, avvenuta nel 1666. Dal Libro emerge l&#8217;ampiezza e l&#8217;importanza della produzione dell&#8217;atelier e il suo rigido sistema per definire il prezzo delle opere: un costo prestabilito per ogni figura intera, per una mezza figura o per una testa; un prezzario da adattare poi a seconda dei committenti e intermediari. Incideva sul prezzo anche la scelta dei colori, alcuni dei quali particolarmente costosi e prestigiosi come le lacche e il lapislazzuli, di cui e\u0300 annotato il costo aggiuntivo.<\/p>\n<p>Sezione VIII &#8211; <strong>Il mondo intorno al pittore: scienza vs magia. <\/strong>Nel primo Seicento l&#8217;importanza della rivoluzione del\u00a0pensiero galileiano\u00a0coinvolge committenti e artisti e trova riflesso nella produzione figurativa.<br \/>\nSu questo tema si sofferma anche Guercino in opere realizzate su commissione dei Medici e che hanno come protagonisti\u00a0Endimione e Atlante. In antitesi alla scienza moderna di Galileo, si pone la\u00a0magia, la\u00a0stregoneria, tema che sembra altrettanto attirare l&#8217;interesse del pittore come documentano alcuni suoi disegni. Con un misto di ironia e scetticismo\u00a0il Maestro centese raffigura streghe, maghi, diavolerie e sortilegi. Fa da sfondo il dissenso protestante diffuso anche nella piccola e cattolicissima Cento, dove si svolgevano processi inquisitori per sospette simpatie luterane, possesso di libri di negromantica o incantesimi.<\/p>\n<p>Sezione IX &#8211;\u00a0<strong>Il gran teatro della pittura<\/strong><br \/>\nIl\u00a0Barocco \u00e8 per antonomasia l&#8217;epoca teatrale in cui\u00a0la rappresentazione degli affetti diventa un tema centrale della pratica e della teoria artistica. La teatralizzazione della pittura si ottiene scegliendo un taglio compositivo che offra una visione ravvicinata degli eventi e favorisca il coinvolgimento dello spettatore, con\u00a0l&#8217;accentuazione dei gesti e delle espressioni. I personaggi agiscono come su un proscenio, con prospettive e apparato scenico.<br \/>\nLa pittura teatrale e\u0300 nelle corde di Guercino, sia che metta in scena una singola figura sia che rappresenti un episodio corale: le composizioni appaiono influenzate dal moderno melodramma e la scelta degli abiti e degli oggetti di scena, descritti in modo naturalistico, conferisce alle rappresentazioni un senso di tangibile realta\u0300.<\/p>\n<p>Sezione X &#8211;\u00a0<strong>Un tema di successo: Sibille e &#8220;Femmes fortes&#8221;. <\/strong>La richiesta del pubblico decreta il successo di un tema e la sua insistente riproduzione in diverse varianti. Nei primi decenni del Seicento si deve ad alcuni artisti bolognesi, come\u00a0Guido Reni, Domenichino, Guercino, Elisabetta Sirani, la riforma e la vasta fortuna del tema iconografico delle\u00a0Sibille\u00a0che coniuga l&#8217;enigma profetico alla bellezza giovanile, il tema arcaico a quello esotico.<br \/>\nI personaggi di\u00a0grandi eroine\u00a0diventano tra i temi piu\u0300 fortunati e Guercino torna a piu\u0300 riprese con nuove composizioni e formule inventive su tali soggetti che gli permettono di esprimere contestualmente pudore e sensualita\u0300, chiarezza e mistero.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Con la proroga al 15 settembre 2024, sar\u00e0 presentata al pubblico una nuova opera di grande interesse: una veduta settecentesca dell&#8217;interno di San Pietro, con una rara immagine del seppellimento di Santa Petronilla, capolavoro del pittore un tempo l\u00ec conservato. 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