{"id":34030,"date":"2024-08-17T22:11:35","date_gmt":"2024-08-17T22:11:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=34030"},"modified":"2024-08-17T22:11:35","modified_gmt":"2024-08-17T22:11:35","slug":"caro-montale-ossi-di-seppia-ugo-mulas-ed-eugenio-montale-in-una-mostra-allabbazia-di-san-fruttuoso-a-camogli-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/08\/17\/caro-montale-ossi-di-seppia-ugo-mulas-ed-eugenio-montale-in-una-mostra-allabbazia-di-san-fruttuoso-a-camogli-genova\/","title":{"rendered":"Caro Montale. Ossi di seppia, Ugo Mulas ed Eugenio Montale in una mostra all\u2019Abbazia di San Fruttuoso a Camogli-Genova"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/151111-2_Ugo_Mulas_Ossi_di_seppia_Monterosso_1962.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34031\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/151111-2_Ugo_Mulas_Ossi_di_seppia_Monterosso_1962.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/151111-2_Ugo_Mulas_Ossi_di_seppia_Monterosso_1962.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/151111-2_Ugo_Mulas_Ossi_di_seppia_Monterosso_1962-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a>\u201c[..] sballottati come un osso di seppia dalle ondate, svanire a poco a poco, diventare un albero rugoso o una pietra levigata dal mare, nei colori fondersi dei tramonti, sparir<\/em>.\u201d\u00a0(<strong>Ossi di seppia<em>, Eugenio Montale)<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/1.Ugo-Mulas_Eugenio-Montale.1970.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34032 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/1.Ugo-Mulas_Eugenio-Montale.1970.jpg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/1.Ugo-Mulas_Eugenio-Montale.1970.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/1.Ugo-Mulas_Eugenio-Montale.1970-230x300.jpg 230w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/1.Ugo-Mulas_Eugenio-Montale.1970-786x1024.jpg 786w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/1.Ugo-Mulas_Eugenio-Montale.1970-768x1000.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 345px) 100vw, 345px\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\nIl\u00a0<strong>FAI &#8211; Fondo per l\u2019Ambiente Italiano ETS<\/strong>, in collaborazione con\u00a0<strong>l\u2019Archivio Ugo Mulas<\/strong>, ospita, presso l\u2019Abbazia di San Fruttuoso a Camogli (GE), la mostra<strong><em>\u00a0Ossi di Seppia.<\/em><\/strong>\u00a0<strong>Ugo Mulas, Eugenio Montale<\/strong>, un intenso e suggestivo dialogo tra due linguaggi artistici, la fotografia e la poesia, e tra due grandi maestri della cultura italiana, Ugo Mulas e Eugenio Montale, che verte sulla stessa materia: l\u2019impressione e il concetto del paesaggio ligure. La mostra \u00e8 visitabile fino al 16 febbraio 2025.<\/p>\n<p>A cura di<strong> Guido Risicato e IL FAI\u00a0ringrazia la\u00a0Famiglia Montale e la Casa Editrice Mondadori\u00a0S.p.A. Milano per avere concesso a titolo gratuito il permesso di riprodurre, nell\u2019allestimento della mostra e nei materiali divulgativi, alcune liriche tratte da \u201cOssi di Seppia\u201d di Eugenio Montale.<br \/>\nIl FAI ringrazia i\u00a0Trasporti Marittimi Golfo Paradiso.,\u00a0<\/strong>la mostra,<strong>\u00a0allestita in\u00a0diversi\u00a0ambienti dell\u2019Abbazia<\/strong>, presenta\u00a0<strong>venticinque fotografie in bianco e nero scattate da Ugo Mulas\u00a0<\/strong>nel 1962 a Monterosso, nelle Cinque Terre, luogo dove Eugenio Montale ha trascorso la sua infanzia e che ha ispirato il poeta nella composizione della raccolta\u00a0<strong><em>Ossi di Seppia.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Le foto esprimono<\/strong>, in maniera concettuale,\u00a0<strong>il paesaggio descritto dal poeta<\/strong>\u00a0in quel che egli stesso definiva il periodo del \u201cproto-Montale\u201d, ovvero il 1925 quando egli pubblic\u00f2 una delle sue prime raccolte,\u00a0<em>Ossi di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/3.Ugo-Mulas.Ossi-di-seppia-Monterosso-1962-e1723932109176.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34033\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/3.Ugo-Mulas.Ossi-di-seppia-Monterosso-1962-e1723932109176.jpg\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"378\" \/><\/a>seppia\u00a0<\/em>appunto, dove la sua lingua, aspra e pietrosa, gi\u00e0 mostrava il lato oscuro della condizione umana.\u00a0<strong>Affascinato da sempre da quei versi, Ugo Mulas decide di illustrare per una rivista la Raccolta e si reca a Monterosso<\/strong>\u00a0con l\u2019intento di rendere su lastra quel sentimento, insieme di assoluto e di profonda solitudine, rappresentato dal mare, dal sole e dalle rocce. \u201c<em>Pi\u00f9 che queste foto di documento che possono anche essere interessanti, quello che conta rendere, \u00e8 il clima generale del luogo, cio\u00e8 trovare quegli elementi generici, non specifici, che continuamente ritornano, come un leit-motiv in tutto il libro\u201d<\/em>\u00a0scrive Ugo Mulas in merito al suo reportage.\u00a0<strong>Il risultato \u00e8 un\u2019opera fotografica caratterizzata dalla scelta d\u2019insoliti punti di vista e da un intenso lirismo completamente<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/generico-luglio-2024-59895-e1723932167851.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-34034 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/generico-luglio-2024-59895-e1723932167851.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a> aderente all\u2019opera del poeta,<\/strong>\u00a0dove la parola trova una perfetta corrispondenza con l\u2019immagine. Per Stefano Verdino, docente di letteratura italiana all\u2019Universit\u00e0 di Genova, \u201c<em>le qualit\u00e0 sia dell\u2019inquadratura sia della luce di questi scatti hanno un che di perentorio, che calza mirabilmente non in termini illustrativi ma di sintonia espressiva con il verso sempre nitido e tagliente di questo primo Montale\u201d<\/em>.<br \/>\nDopo la mostra, nel 2023, delle fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate al borgo di San Fruttuoso, il FAI accoglie una seconda iniziativa intitolata alla fotografia d\u2019autore, mettendo in mostra gli scatti di un altro grande Maestro, anch\u2019essi dedicati a questo tratto del paesaggio ligure.\u00a0<strong>L\u2019intenzione della Fondazione \u00e8\u00a0<\/strong>offrire l\u2019occasione di conoscere questo speciale lavoro di Ugo Mulas, che si articola nel suggestivo dialogo con le poesie di Eugenio Montale, ma anche\u00a0<strong>di<\/strong>\u00a0<strong>invitare il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/generico-luglio-2024-59897-e1723932200381.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-34035\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/generico-luglio-2024-59897-e1723932200381.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a>pubblico, attraverso queste visioni artistiche, a osservare con attenzione il paesaggio, a scoprirlo e conoscerlo in profondit\u00e0<\/strong>\u00a0e nei dettagli, per scoprirne il valore e il significato, la storia e lo spirito, che vanno oltre la bellezza da cartolina per cui \u00e8 rinomato nel mondo. Anche in ci\u00f2 il FAI persegue la sua missione, educando alla conoscenza dei luoghi come primo e fondamentale passo per<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/generico-luglio-2024-59899-e1723932224108.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34036 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/08\/generico-luglio-2024-59899-e1723932224108.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"519\" \/><\/a> promuovere, presso i cittadini di oggi e di domani, una cultura della tutela e del rispetto del patrimonio.<\/p>\n<p><strong>Ugo Mulas<\/strong>\u00a0nasce a Pozzolengo (BS) nel 1928. Dopo il liceo classico si trasferisce a Milano, nel 1948, per intraprendere gli studi in Giurisprudenza che non terminer\u00e0. All\u2019inizio degli anni Cinquanta frequenta il bar Jamaica, luogo di ritrovo di intellettuali e artisti. Milano nel dopoguerra, la sua periferia, il bar Jamaica e le sale d\u2019aspetto della Stazione Centrale sono i soggetti delle prime fotografie dell\u2019autore che verranno pubblicate nel 1955. Sar\u00e0 la Biennale di Venezia del 1954 a segnare l\u2019inizio della sua carriera di fotografo. In occasione di una tourn\u00e9e a Mosca con il Piccolo Teatro di Milano, realizza nel 1960 un reportage indipendente sulla Russia. La collaborazione con Giorgio Strehler lo porter\u00e0 poi a elaborare una particolare modalit\u00e0 di documentazione della scena teatrale. Nel 1962, oltre alla produzione di \u201cOssi di seppia\u201d, documenta il quinto Festival dei Due Mondi di Spoleto e qui incontra David Smith e Alexander Calder con i quali collaborer\u00e0 in seguito per la realizzazione di servizi di moda. A fine anni Sessanta segue le manifestazioni artistiche pi\u00f9 importanti: a Foligno \u201cLo spazio dell\u2019immagine\u201d, le contestazioni del 1968 alla Triennale di Milano, alla Biennale di Venezia e a Kassel per \u201cDocumenta\u201d. Negli anni Settanta intensifica la ricerca per le \u201cVerifiche\u201d: un insieme formato da quattordici opere, strutturato in immagini e testi; un lavoro volto a definire la materia fotografica e i suoi codici tecnici, linguistici e etici. Nel 1972 cura, con l\u2019amico e storico dell\u2019arte Arturo Carlo Quintavalle, una mostra sulla sua opera. Muore a Milano nella sua casa studio il 2 marzo 1973. Nel maggio dello stesso anno si inaugura a Parma, al Palazzo della Pilotta, la prima retrospettiva a lui dedicata dal titolo\u00a0<em>Ugo Mulas. Immagini e testi.<\/em>\u00a0Nello stesso anno Einaudi pubblica \u201cLa fotografia\u201d, volume in cui Ugo Mulas consegna gli strumenti fondamentali per la comprensione della sua opera.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201c[..] sballottati come un osso di seppia dalle ondate, svanire a poco a poco, diventare un albero rugoso o una pietra levigata dal mare, nei colori fondersi dei tramonti, sparir.\u201d\u00a0(Ossi di seppia, Eugenio Montale) Il\u00a0FAI &#8211; Fondo per l\u2019Ambiente Italiano ETS, in collaborazione con\u00a0l\u2019Archivio Ugo Mulas, ospita, presso l\u2019Abbazia di San Fruttuoso a Camogli (GE), la mostra\u00a0Ossi di Seppia.\u00a0Ugo Mulas, Eugenio Montale, un intenso e suggestivo dialogo tra due linguaggi artistici, la fotografia e la poesia, e tra due grandi maestri della cultura italiana, Ugo Mulas e Eugenio Montale, che verte sulla stessa materia: l\u2019impressione e il concetto del paesaggio [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/08\/17\/caro-montale-ossi-di-seppia-ugo-mulas-ed-eugenio-montale-in-una-mostra-allabbazia-di-san-fruttuoso-a-camogli-genova\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,44441,87,17030,28340,26,7575,28369,44754],"tags":[595178,595176,595179,595177,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34030"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34030"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34030\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34038,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34030\/revisions\/34038"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}