{"id":34249,"date":"2024-09-10T21:53:45","date_gmt":"2024-09-10T21:53:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=34249"},"modified":"2024-09-10T21:53:45","modified_gmt":"2024-09-10T21:53:45","slug":"les-italiens-de-paris-una-strepitosa-mostra-di-maestri-e-capolavori-da-farsetti-arte-a-cortina-dampezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/09\/10\/les-italiens-de-paris-una-strepitosa-mostra-di-maestri-e-capolavori-da-farsetti-arte-a-cortina-dampezzo\/","title":{"rendered":"Les Italiens de Paris. Una strepitosa mostra di maestri e capolavori da Farsetti Arte a Cortina d\u2019Ampezzo"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/151113-tozzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34250\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/151113-tozzi.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/151113-tozzi.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/151113-tozzi-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a>Parigi inizio XX secolo. Irrompono sulla scena artistica sette italiani: sono\u00a0<em>Les Italiens de Paris<\/em>. Il gruppo \u00e8 composto da Massimo Campigli, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Ren\u00e9 P<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/513it-103618.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34251 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/513it-103618.jpg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"586\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/513it-103618.jpg 488w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/513it-103618-163x300.jpg 163w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a>aresce, Alberto Savinio, Gino Severini e Mario Tozzi. Insieme costituiscono una delle punte pi\u00f9 avanzate della sperimentazione pittorica e iconografica in Europa tra le due guerre. La loro esperienza insieme \u00e8 breve: dal 1928, con la prima mostra nel foyer di un teatro, al 1933. Ma alcuni di loro sono a Parigi dall\u2019inizio del secolo. Poi la crisi economica e politica alla met\u00e0 degli anni Trenta li costringe a rientrare nell\u2019Italia del fascismo. L\u2019ultima mostra, il canto del cigno, sar\u00e0 a Firenze nel 1942 con un testo di Alberto Savinio.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Les Italiens come li chiamano i francesi e come loro si fanno chiamare anche in Italia formano una compagine eterogenea votata a un nuovo classicismo e propongono una pittura come pura immaginazione sulla via indicata da de Chirico con la metafisica. Sono \u201cSognatori svegli\u201d, le loro tele sono una nuova mitologia contemporanea, che tiene conto delle inquietudini e dei turbamenti dell\u2019uomo del XX secolo.<br \/>\n<strong>Farsettiarte, che quest\u2019anno festeggia 60 anni di attivit\u00e0 a Cortina, propone con questa mostra una selezione di opere del periodo in cui questi autori resero grande la tradizione della pittura italiana a Parigi, la capitale dell\u2019arte della nuova era veloce, eccentrica e tecnologica quando per ogni artista o scrittore da Modigliani e Picasso ad Arthur Miller ed Ernest Hemingway vivere a Parigi significava <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/514it-4778.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34252\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/514it-4778.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/514it-4778.jpg 752w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/514it-4778-251x300.jpg 251w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/a>essere anche \u201cheureux comme Dieu en France<\/strong>\u201d.<br \/>\nNei primi anni del secolo scorso da Montmartre gli artisti si spostano a Montparnasse, dove cenano alla Closerie des Lilas con i poeti: Guillaume Apollinaire,\u00a0Paul Fort, Max Jacob e un giovane Alberto Savinio che non teme le performance sonore alle Soir\u00e9es de Paris la meta dei giovani talenti provenienti da tutto il mondo. Ci sono altri \u201cmetechi\u201d (cos\u00ec sono chiamati gli stranieri dai parigini): Chagall, Brancusi, Mir\u00f2, Dal\u00ec, Juan Gris,\u00a0Diego Rivera e Frida Kahlo; i dadaisti di Tristan Tzara, pi\u00f9 tardi i surrealisti di Andr\u00e9 Breton. E nel 1919 arriva la giovane Antonietta Rapha\u0205l, nella citt\u00e0 dove domina Jos\u00e9phine Baker ed esordisce Edith Piaf.<\/p>\n<p><strong>Negli anni folli Parigi \u00e8 una tappa obbligata per gli artisti. Gino Severini arriva nel 1906, con lui c\u2019\u00e8 solo Modigliani. Giorgio de<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-738x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34253 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-738x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-738x1024-1.jpg 738w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-738x1024-1-216x300.jpg 216w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a> Chirico arriva per la prima volta nell\u2019estate afosa del 1911 e prima di lui nell\u2019inverno dell\u2019anno precedente \u00e8 arrivato Andrea. De Chirico torner\u00e0 nel 1924 e vedr\u00e0 nascere il Surrealismo di Andr\u00e9 Breton. Filippo de Pisis arriva a Parigi nel 1925.<br \/>\nMassimo Campigli, Mario Tozzi e Ren\u00e9 Paresce sono pittori che scrivono. Campigli \u00e8 corrispondente per \u201cIl Corriere della Sera\u201d, Tozzi \u00e8 arrivato dopo la guerra per sposarsi con Marie Ter\u00e8se, ma diventa\u00a0l\u2019organizzatore del gruppo. Renato Paresce \u00e8 a Parigi invece dal 1912. \u00c8 fisico, pittore e giornalista. Abbandona la scienza per l\u2019arte, ma non il giornalismo. A Parigi Renato diventa Ren\u00e9, cambia idee politiche e visione del mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra racconta la straordinaria storia di questi pittori visionari, non fuoriusciti, ma grandi <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-attesa-713x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34254\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-attesa-713x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-attesa-713x1024-1.jpg 713w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Paresce-attesa-713x1024-1-209x300.jpg 209w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a>italiani consapevoli della loro tradizione e decisi a farsi notare nella Parigi degli anni folli: dalla\u00a0<strong>prima mostra nel 1928 nel foyer del teatro Louis Jouvet agli Champs-Elys\u00e9es<\/strong>\u00a0in poi Les Italiens mostreranno al pubblico internazionale come la loro diversit\u00e0 tutta mediterranea sia una ricchezza: gli artisti a Parigi sono pronti a riconoscerli. Questa mostra \u00e8 l\u2019occasione per confrontare temi e iconografie, evidenziare gli aspetti comuni tra le opere de Les Italiens. Emergono in queste tele la ricchezza eterogenea, l\u2019eclettismo dei soggetti sia metafisici sia onirici, mediterranei, classici, rivisitati da ogni singolo autore. Temi che catturano l\u2019attenzione di L\u00e9once Rosenberg che vorr\u00e0 alcuni di loro per le pareti della sua casa a Parigi oggi in parte conservati al Museo delle Regole a Cortina, che collabora a questa mostra e che, quest\u2019anno, celebra i 50 anni della Collezione Rimoldi.\u00a0 Verr\u00e0 infatti sviluppato un collegamento tra le opere esposte in galleria e alcune di quelle presenti al Museo delle Regole, una sorta di percorso ideale che si svilupper\u00e0 nelle due sedi fornendo ai visitatori un\u2019ampia, ma puntuale ricostruzione di ci\u00f2 che Les Italiens de Paris<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Savinio-696x868-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34255 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Savinio-696x868-1.jpg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Savinio-696x868-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Savinio-696x868-1-241x300.jpg 241w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a> hanno rappresentato.<\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 anche l\u2019occasione per tornare a riflettere su Les Italiens e la politica culturale italiana negli anni Venti e Trenta oggi ancora molto attuale.<\/strong>\u00a0Da Parigi (senza mai abbandonare del tutto la loro patria) attraggono l\u2019attenzione del regime, che li corteggia e li riconosce fin dall\u2019inizio utili alla propaganda culturale.\u00a0<strong>Sono sostenuti dall\u2019apparato delle mostre sindacali organizzate dallo scultore Antonio Maraini e da Margherita Sarfatti, il primo critico d\u2019arte donna in Europa, impegnata a promuovere la sua idea di arte del Novecento. Les Italiens partecipano alle mostre sindacali del Novecento Italiano, sono sostenuti dal critico d\u2019arte polacco Waldermar George, che nel 1930 li presenta alla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Tozzi-679x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34256\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Tozzi-679x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Tozzi-679x1024-1.jpg 679w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/09\/Tozzi-679x1024-1-199x300.jpg 199w\" sizes=\"(max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a>Biennale di Venezia. Nel 1933 Les Italiens \u2013 oramai all\u2019epilogo della vicenda parigina \u2013 saranno protagonisti alla Triennale di Milano che rid\u00e0 i muri ai pittori come ai tempi del Rinascimento. Si inaugura la stagione degli interventi voluti dal regime per affrescare le pareti dei luoghi pubblici. \u00c8 il canto del cigno per gli Italiani, costretti a lasciare Parigi a causa della crisi economica.<\/strong> Le mostre itineranti continuano ma l\u2019epilogo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto il 22 settembre del 1933, quando all\u2019inaugurazione alla Galerie Charpentier Antonio Maraini, segretario del Sindacato Nazionale degli artisti, ha sancito ufficialmente il nuovo inquadramento voluto da Roma.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Parigi inizio XX secolo. Irrompono sulla scena artistica sette italiani: sono\u00a0Les Italiens de Paris. Il gruppo \u00e8 composto da Massimo Campigli, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Ren\u00e9 Paresce, Alberto Savinio, Gino Severini e Mario Tozzi. Insieme costituiscono una delle punte pi\u00f9 avanzate della sperimentazione pittorica e iconografica in Europa tra le due guerre. La loro esperienza insieme \u00e8 breve: dal 1928, con la prima mostra nel foyer di un teatro, al 1933. Ma alcuni di loro sono a Parigi dall\u2019inizio del secolo. Poi la crisi economica e politica alla met\u00e0 degli anni Trenta li costringe a rientrare nell\u2019Italia del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/09\/10\/les-italiens-de-paris-una-strepitosa-mostra-di-maestri-e-capolavori-da-farsetti-arte-a-cortina-dampezzo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[74779,66803,9894,10357,41640,44441,87,35351,42,35266,44697,26,17505,28369,4625,409394],"tags":[231314,595594,595596,93597,66603,44595,386710,594222,317576,386584,595598,6367,595597,355195,595595],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34249"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34249"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34249\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34257,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34249\/revisions\/34257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}