{"id":3434,"date":"2014-11-19T21:38:33","date_gmt":"2014-11-19T21:38:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=3434"},"modified":"2014-11-19T21:38:33","modified_gmt":"2014-11-19T21:38:33","slug":"rodolfo-arico-maestro-di-chiara-fama-ha-svelato-il-mondo-con-forme-primarie-e-cromatiche-due-mostre-lo-ricordano-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/11\/19\/rodolfo-arico-maestro-di-chiara-fama-ha-svelato-il-mondo-con-forme-primarie-e-cromatiche-due-mostre-lo-ricordano-a-milano\/","title":{"rendered":"Rodolfo Aric\u00f2, maestro  di chiara fama, ha svelato il mondo con forme primarie e cromatiche. Due mostre lo ricordano a Milano."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/10-Rodolfo-Aric\u00f2_A-arte-Invernizzi1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3436\" style=\"width: 567px;height: 476px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/10-Rodolfo-Aric\u00f2_A-arte-Invernizzi1.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1488\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/10-Rodolfo-Aric\u00f2_A-arte-Invernizzi1.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/10-Rodolfo-Aric\u00f2_A-arte-Invernizzi1-300x251.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/10-Rodolfo-Aric\u00f2_A-arte-Invernizzi1-1024x859.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_91-115-arico-rodolfo-senza-titolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3437\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_91-115-arico-rodolfo-senza-titolo.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"82\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_aric.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3438\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_aric.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"71\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_aric-martina.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-3439\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_aric-martina.jpg\" alt=\"\" width=\"119\" height=\"88\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_aric-minoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3440\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/11\/thumbnail_aric-minoli.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"95\" \/><\/a>Doppia mostra personale per ricordare un artista di chiara fama come \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Rodolfo Aric\u00f2. Uno sguardo senza soggezione\u201d; <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> e un percorso espositivo, pensato come un <\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>iter <\/em><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>unitario che mette in relazione gli spazi della galleria A arte Invernizzi e della galleria Lorenzelli Arte di Milano,<\/strong> percorso che intende ripercorrere, attraverso la scelta di opere fondamentali, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista a partire dalla met\u00e0 degli anni Sessanta sino agli inizi degli anni Novanta. Negli spazi della galleria A arte Invernizzi sono in mostra i \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Senza titolo\u201d <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">del 1967, opere che lasciano emergere i tratti di una riflessione che interroga le potenzialit\u00e0 della riduzione espressiva formale. In quegli anni, ed anche nel decennio successivo,<strong> Aric\u00f2 analizza e ricerca le diverse modulazioni strutturali ed espressive legate alle forme primarie, dedicandosi ad un tipo di indagine non solo spaziale ma anche dimensionale e cromatica,<\/strong> come emerge in un altro lavoro in mostra, \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Arco B\u201d <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">(1970). Con l&#8217;opera \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Area\/Prospettiva\u201d <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">(1972), esposta nella personale del 1974 a Palazzo Grassi a Venezia, <strong>il modello geometrico originario diviene sequenza e definisce un insieme unitario, strutturalmente composito, sulla cui superficie il colore si qualifica come una stesura eterogenea fatta vibrare dalla luce.<\/strong> Gli anni Ottanta, che rappresentano uno snodo fondamentale nel percorso coerente e progressivo dell\u2019artista e che generano opere come \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Cenere\u201d <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">(1987), sempre esposta da A arte Invernizzi, si declinano nella decisa apertura ad una dimensione lirica, in cui vita e pittura creano un amalgama eterogeneo e totale. Aric\u00f2 giunge a rendere in immagine il dramma dell\u2019esistenza umana e le tele di questo periodo vengono strutturate in forme meno geometricamente definite rispetto alle precedenti assonometrie o proiezioni. La cognizione della tensione vitale come movimento atto alla rottura del limite finito, accentua nell\u2019artista la necessit\u00e0 di trascrivere in pittura la totalit\u00e0 dell\u2019assoluto racchiudendone la percezione in un solo istante, quello dell\u2019evento dell\u2019opera. <strong>A una variazione della sagomatura delle tele corrisponde anche una diversificazione della stesura del colore, che \u00e8 molteplice ed irregolare e che si fa ancor pi\u00f9 intensa nei lavori realizzati durante gli anni Novanta<\/strong> esposti sia presso A arte Invernizzi &#8211; quali \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Circumflex\u201d <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">ed \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-LightOblique, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Aspro\u201d <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">(1991), quest\u2019ultimo caratterizzato da una struttura intensamente spigolosa ed irregolare &#8211; sia da Lorenzelli Arte. In questi ultimi lavori, che chiudono il percorso espositivo, le diverse modulazioni tonali vengono graffiate ed attraversate da linee irregolari e spezzate e si acuisce la sensazione che il colore, pur mostrandosi in modo evidente, celi qualcosa che sfugge allo sguardo, come se le opere fossero sospese in bilico nella descrizione del dramma dell\u2019uomo. In occasione della mostra \u00e8 stata pubblicata una monografia bilingue a cura di Luca Massimo Barbero, con la riproduzione delle opere esposte e un aggiornato apparato bio-bibliografico.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Rodolfo Aric\u00f2 nasce a Milano nel 1930 e, dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Brera, si iscrive all\u2019Accademia e poi alla Facolt\u00e0 di Architettura al Politecnico di Milano. La sua prima personale risale al 1959, presso il Salone dell\u2019Annunciata di Milano; mentre la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia \u00e8 del 1964, seguita da una seconda nel 1968. Nel 1974 si tiene l\u2019importante antologica a Palazzo Grassi a Venezia e nel 1980 la mostra Rodolfo Aric\u00f2. Mito e architettura nella casa del Mantegna a Mantova. Nel 1986 Aric\u00f2 partecipa alla collettiva itinerante 1960\/1985 Aspetti dell\u2019arte italiana al Kunstverein di Francoforte, Berlino, Hannover, Bregenz e Vienna, per poi prendere parte alla mostra Emotion und method, curata nel 1987 da Eberard Simons alla Galerie der Kunstler a Monaco. Dagli anni Novanta fino al 2002, anno della sua scomparsa, espone in numerose mostre in Italia e all\u2019estero tra cui quelle di Milano, Stoccolma, Schwaz, Venezia, Urbino e Roma. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<strong><span style=\"font-family: Futura-Light, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Doppia mostra personale per ricordare un artista di chiara fama come \u201cRodolfo Aric\u00f2. Uno sguardo senza soggezione\u201d; e un percorso espositivo, pensato come un iter unitario che mette in relazione gli spazi della galleria A arte Invernizzi e della galleria Lorenzelli Arte di Milano, percorso che intende ripercorrere, attraverso la scelta di opere fondamentali, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista a partire dalla met\u00e0 degli anni Sessanta sino agli inizi degli anni Novanta. Negli spazi della galleria A arte Invernizzi sono in mostra i \u201cSenza titolo\u201d del 1967, opere che lasciano emergere i tratti di una riflessione che interroga le potenzialit\u00e0 della riduzione espressiva [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/11\/19\/rodolfo-arico-maestro-di-chiara-fama-ha-svelato-il-mondo-con-forme-primarie-e-cromatiche-due-mostre-lo-ricordano-a-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53889,53888,53709,53710,41640,28386,44441,87,35351,17505,28369],"tags":[59276,59279,59278,59280,59275,17523,59277],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3434"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3434"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3442,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3434\/revisions\/3442"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}