{"id":34480,"date":"2024-10-04T13:32:15","date_gmt":"2024-10-04T13:32:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=34480"},"modified":"2024-10-04T13:32:15","modified_gmt":"2024-10-04T13:32:15","slug":"saverio-barbaro-gli-esordi-di-un-maestro-per-i-cento-anni-della-nascita-la-mostra-a-villa-brandolini-a-pieve-di-soligo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/10\/04\/saverio-barbaro-gli-esordi-di-un-maestro-per-i-cento-anni-della-nascita-la-mostra-a-villa-brandolini-a-pieve-di-soligo\/","title":{"rendered":"Saverio Barbaro gli esordi di un maestro. Per i cento anni della nascita la mostra a Villa Brandolini a Pieve di Soligo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/SWXadjLE.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34481\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/SWXadjLE.jpeg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/SWXadjLE.jpeg 736w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/SWXadjLE-300x214.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a>(Venezia, 30 settembre 2024) \u2013 La citt\u00e0 di<strong> Pieve di Soligo, celebra i 100 anni dell\u2019artista Saverio Barbaro<\/strong>, ospitando<strong> a Villa Brandolini, dal 5 ottobre al 10 novembre<\/strong>, la mostra personale <strong><em>Saverio Barbaro &#8211; Gli esordi di un maestro<\/em><\/strong> a cura di <strong>Marco Dolfin<\/strong>. L\u2019iniziativa \u00e8 promossa dalla Fondazione Saverio Barbaro in stretta collaborazione e con il sostegno del Comune di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/aWZ1HJsp-e1728048306330.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34482 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/aWZ1HJsp-e1728048306330.jpeg\" alt=\"\" width=\"314\" height=\"442\" \/><\/a> Pieve di Soligo ed \u00e8 la quarta tappa delle celebrazioni che la Fondazione Barbaro ha voluto dedicare al poliedrico artista, tornando in un luogo significativo, il prestigioso contesto di Villa Brandolini, dove Barbaro aveva gi\u00e0 tenuto due mostre personali nel 2010 e nel 2015.<\/p>\n<p>Tema della mostra, \u00e8 la <strong>produzione pittorica giovanile<\/strong> di Saverio Barbaro, dalla fine degli anni Quaranta agli inizi degli anni Sessanta. L\u2019esposizione proporr\u00e0 <strong>70 opere<\/strong>, per la maggior parte <strong>olii ma anche disegni su carta e acqueforti<\/strong>, che racconteranno gli esordi pittorici di Barbaro, quadri originali caratterizzati da un tratto significativo per colori e soggetti, meno conosciuti al pubblico rispetto alla ben pi\u00f9 nota produzione successiva.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un onore per la Citt\u00e0 di Pieve di Soligo esporre ancora una volta le opere di Saverio Barbaro in Villa Brandolini.\u201d <strong>commenta l\u2019Assessore alla Cultura<\/strong>, <strong>del <\/strong><strong>Comune Pieve di Soligo<\/strong>, <strong>Eleonora Sech<\/strong>. \u201cQuesta volta l&#8217;esposizione racconta gli esordi pittorici del maestro, ed \u00e8 caratterizzata da opere meno note al pubblico, realizzate tra la fine degli anni quaranta e primi anni cinquanta. La mostra vuole essere un&#8217;opportunit\u00e0 anche per le scuole e i ragazzi del territorio, che potranno vivere un&#8217;esperienza educativa fondata sull&#8217;arte\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/d1N-RG1K-e1728048390327.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34483\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/d1N-RG1K-e1728048390327.jpeg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"430\" \/><\/a>\u201cPer celebrare i 100 anni del maestro abbiamo voluto organizzare delle mostre in dei luoghi significativi, e Villa Brandolini rappresenta un luogo importante per Saverio Barbaro\u201d &#8211; <strong>sottolinea Roberto Bertuzzi,<\/strong> <strong>Presidente della Fondazione Saverio Barbaro. \u201c<\/strong>La Fondazione quest\u2019anno si \u00e8 posta l\u2019obiettivo di valorizzare e rendere visibile al grande pubblico un patrimonio di oltre 2.000 opere d\u2019arte, tra dipinti, disegni, sculture, incisioni, ceramiche che costituiscono gran parte dell\u2019intera produzione artistica del maestro Barbaro dagli anni giovanili fino alle ultime creazioni realizzate pochi giorni prima della morte nella sua casa di Montorio Veronese, opere che scandiscono un percorso ricco di sorprese, che restituisce una creativit\u00e0 in perenne movimento\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questo anno di celebrazioni del centenario della nascita di Saverio Barbaro, abbiamo sentito la necessit\u00e0 di mettere in luce, dopo la prima mostra dedicata al filone orientalista della sua pittura, anche altri aspetti meno noti al grande pubblico della sua arte. Tra questi, la sua interessante e quasi inedita serie di manufatti in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/rW465PuI-e1728048466245.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34485 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/rW465PuI-e1728048466245.jpeg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"517\" \/><\/a> ceramica, presentati in un\u2019apposita mostra veneziana, e ora, motivo di questa approfondita esposizione, la sua produzione pittorica giovanile dagli esordi. \u00c8 la prima volta che viene realizzata una mostra incentrata sul primo periodo pittorico di Barbaro, in quanto, quando il maestro era in vita, teneva a valorizzare quasi esclusivamente le sue pi\u00f9 recenti creazioni\u201d. &#8211; spiega <strong>Marco Dolfin, curatore della mostra e Direttore artistico della Fondazione Saverio Barbaro<\/strong>. \u201cSaverio Barbaro alla fine degli anni Quaranta e nei primi anni Cinquanta sembra avere come riferimento la pittura di Gino Rossi e della Scuola di Burano. Nel corso degli anni Cinquanta abbandoner\u00e0 questo stile e grazie ai numerosi viaggi di formazione all\u2019estero appronter\u00e0 un nuovo modo di dipingere dalla pi\u00f9 spiccata impronta personale. La mostra di Villa Brandolini presenter\u00e0 alcune delle opere pi\u00f9 significative di Barbaro che hanno coinciso con viaggi di formazione per lui importanti: la Francia con la Bretagna e Parigi, l\u2019Olanda con Amsterdam e Zaandam, la Spagna con Madrid. Pi\u00f9 rara in questi anni di esordio, \u00e8 la produzione di ritratti, e totalmente inediti sono quelli che verranno presentati in questa occasione\u201d. &#8211; <strong>spiega e conclude Marco Dolfin.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Le celebrazioni del centenario proseguiranno poi <strong>a Venezia, dal 29 novembre al 6 gennaio 2025, a Palazzetto Tito<\/strong>, sede della <strong>Fondazione Bevilacqua La Masa<\/strong>, dove si terr\u00e0 una mostra antologica in un altro luogo particolarmente significativo per l\u2019artista, la sede che vide il suo esordio nel 1948.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/uaoBoz8q-e1728048513762.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-34486\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/uaoBoz8q-e1728048513762.jpeg\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"415\" \/><\/a>Saverio Barbaro<\/strong>. Nato a Venezia nel 1924 e morto a Verona l\u20198 dicembre 2020, ha seguito gli studi classici e ha esordito nel 1948 alla Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia dove nel 1950 tiene la sua prima personale presentata da Guido Perocco, che poi replica, nello stesso anno, alla Galleria Gian Ferrari di Milano. Nel 1950 ottiene il premio \u201cFondazione Omero Soppelsa\u201d per un giovane artista alla XXV Biennale Internazionale d\u2019Arte di Venezia per il quadro \u201cGiardino Armeno\u201d. Nel 1951 partecipa, su invito, alla VI Quadriennale Nazionale d\u2019Arte di Roma. Sar\u00e0 nuovamente invitato nel 1955 e 1959. Nel 1952 soggiorna a Parigi grazie a una borsa di studio del Governo Francese per le Beaux Arts. Il tempo di studio e lavoro viene prolungato fino al 1960, alternato con ritorni a Venezia e viaggi in Svizzera, Germania, Belgio e Olanda dove approfondisce la pittura nordica e l\u2019espressionismo. All\u2019edizione del Premio Burano del 1951 vince il premio \u201cGazzettino\u201d per \u201cGiardino a Torcello\u201d. Invitato alla XXVIII Biennale Internazionale d\u2019Arte di Venezia del 1956, ottiene il premio della Presidenza della Biennale. Nell\u2019edizione del 1958 il premio della Fondazione Tursi. La cultura mediterranea e del medio oriente attrae particolarmente l\u2019artista che, dopo un periodo in Spagna (1958), si reca in Marocco, Tunisia e Algeria (1964), portandolo a conoscere e a partecipare con impegno etico ed estetico ad alcuni aspetti della cultura arabo-islamica, che tanta parte ha nella sua tematica pittorica. Tra le pi\u00f9 significative mostre personali, oltre a quelle del 1950 a Venezia e Milano, sono da annoverare nel 1956 la mostra alla Galleria Strozzina di Firenze e alla Galleria delle Ore di Milano con presentazione di Giuseppe Mazzariol. Nel 1962 alla Martin\u2019s Gallery di Londra, presentato da Pietro Zampetti, nel 1965 alla Traghetto di Venezia mentre nel 1966 viene invitato a tenere una personale negli spazi della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 1968 alla Circe Gallery di Londra; nel 1969 nuovamente alla Gian Ferrari di Milano. Nel 1979 espone alla Deutschlandhalle di Berlino presentato da Guido Perocco. Nel 1985 \u201cSaverio Barbaro: Opere dal 1947 al 1985\u201d, Milano Palazzo della Permanente; in quell\u2019occasione Carla Fracci e Jorghe Jancu dedicano uno spettacolo all\u2019artista.\u00a0 Nel 1987 mostre personali al Palazzo del Municipio di Ronneby (Svezia) e all\u2019Istituto Italiano di Stoccolma. Nello stesso anno gli viene reso omaggio con una antologica al Museo di Castel Sant\u2019Angelo a Roma e a Macerata nelle sale della Pinacoteca Comunale. Ottiene, sempre nel 1987, il Premio del \u201cCentenario del Gazzettino\u201d per un artista veneto. Nel 1996 \u00e8 presente con una sua mostra all\u2019Istituto Italiano di cultura di Strasburgo e poi in quello della Tunisia. Nel 1998 Casa dei Carraresi, Treviso, mostra antologica a cura di Marco Goldin. Nel 2001, Istituto Italiano di Cultura, Amburgo. Nel 2002 \u201cSculture e grandi disegni\u201d, Museo Nazionale Villa Pisani di Stra, poi allestita nel 2006 nel Castello Slovenska Bistrika in Slovenia. Nel 2007 a Palazzo Visconti di Brignano Gera d\u2019Adda (Bergamo), nel 2008 \u201cOlii e sculture\u201d alla Kulturhaus di Regenstauf, Germania, e nel 2009 \u201cSaverio Barbaro \u2013 Grandi disegni\u201d all\u2019Istituto di Cultura di Amburgo. \u00c8 invitato inoltre alla mostra \u201cPittura d\u2019Italia\u201d, a cura di Marco Goldin, Castel Sismondo, Rimini, e nel 2010 \u201cNel paesaggio. Dalle Dolomiti a Venezia nel secondo Novecento\u201d, a cura di Dino Marangon, Villa Brandolini, Pieve di Soligo \u2013 Treviso. Nel 2011 nasce la \u201cFondazione Saverio Barbaro\u201d con sede a Verona. Espone a Palazzo Ducale di Venezia: \u201cSaverio Barbaro, sculture e disegni dall\u2019Oriente a Venezia\u201d, presentato da Renata Codello e Giovanni Curatola. Nel 2012 la Regione del Veneto, con il contributo del Gruppo Euromobil, promuove a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Pd) una mostra antologica con opere dal 1949 al 2011, a cura di Michele Beraldo. L\u2019anno successivo \u201cRetrospektive 1949-2012\u201d \u00e8 organizzata al Municipio di Stoccarda dall\u2019Istituto Italiano di Cultura con testi in catalogo di Adriana Cuffaro, Heinz Spielmann e Giovanni Curatola. Nel 2014 espone all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg, \u201cOlii e ceramiche\u201d, a cura di Ottimo Fiore e viene realizzata per la prima volta una mostra antologica di Grafica dal 1955 al 2007 alla Stamperia d\u2019Arte Busato a Vicenza. Nel corso del 2015 \u00e8 invitato ad esporre con una mostra antologica nelle sale di Villa Brandolini a Pieve di Soligo. L&#8217;ultima mostra si \u00e8 tenuta a dicembre 2019 a Treviso, a Palazzo Ca\u2019 Robegan, con il patrocinio del comune di Treviso, e dei Musei Civici di Treviso, denominata \u201cAntologia di disegni\u201d, a cura del professore Giovanni Curatola.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>(Venezia, 30 settembre 2024) \u2013 La citt\u00e0 di Pieve di Soligo, celebra i 100 anni dell\u2019artista Saverio Barbaro, ospitando a Villa Brandolini, dal 5 ottobre al 10 novembre, la mostra personale Saverio Barbaro &#8211; Gli esordi di un maestro a cura di Marco Dolfin. 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