{"id":34626,"date":"2024-10-15T19:26:30","date_gmt":"2024-10-15T19:26:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=34626"},"modified":"2024-10-15T19:28:56","modified_gmt":"2024-10-15T19:28:56","slug":"il-nobel-per-la-letteratura-2024-alla-scrittrice-sudcoreana-han-kang-la-scrittrice-narra-le-connessioni-tra-corpo-e-anima-i-vivi-e-i-morti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/10\/15\/il-nobel-per-la-letteratura-2024-alla-scrittrice-sudcoreana-han-kang-la-scrittrice-narra-le-connessioni-tra-corpo-e-anima-i-vivi-e-i-morti\/","title":{"rendered":"Il Nobel per la Letteratura 2024 alla scrittrice sudcoreana Han Kang. La scrittrice narra le connessioni tra corpo e anima, i vivi e i morti."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ULM.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34627\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ULM.jpg\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ULM.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ULM-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ULM-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><\/a>Gli intellettuali di mezzo mondo -me compreso-\u00a0 attendevano da tempo questa singolare svolta, questa decisione. Finalmente l&#8217;Accademia di Svezia ha assegnato il 10 ottobre 2024,<\/strong> <strong>il Nobel 2024<\/strong> <strong>per la Letteratura a Han Kang<\/strong>, <strong>scrittrice originaria della<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ZWf.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34628 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ZWf.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ZWf.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/AA1s1ZWf-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a> Corea del Sud, \u201c<em>per la sua intensa prosa poetica che affronta le ferite della Storia e mostra la fragilit\u00e0 della vita umana<\/em>\u201d.<\/strong> Nata a Gwangju nel 1970, ha gi\u00e0 vinto il prestigioso\u00a0<strong>Man Booker Prize nel 2016 per\u00a0<\/strong><em><strong>La vegetariana<\/strong><\/em>, romanzo che l&#8217;ha fatta conoscere e apprezzare anche in Italia, dove \u00e8 stata pubblicato da Adelphi nella traduzione di Milena Zemira Ciccimarra. Quel romanzo &#8211;\u00a0<strong>estremo, provocante e provocatorio, sensualmente distruttivo e affilatissimo<\/strong>\u00a0&#8211; si incentra sulla figura di una donna, Yeong-hye, moglie e madre resa anonima dalla societ\u00e0 che ha intorno, che decide di diventare vegetariana e cos\u00ec\u00a0<strong>consumarsi in un turbine<\/strong>\u00a0violentemente fiabesco che, dal rifiuto della carne, la porta anche a rifiutare ogni tipo di convenzione fino alla decisione estrema di perdersi nell&#8217;indifferenza vegetale.\u00a0<em>La vegetariana<\/em>\u00a0sar\u00e0 presentato,\u00a0<strong>nell\u2019adattamento teatrale di Daria Deflorian<\/strong>, al Romaeuropa Festival dal 29 ottobre al 3 novembre dopo il debutto in prima nazionale al Teatro Arena del Sole di Bologna per ERT (dal 25 al 27 ottobre).<strong>\u00a0 Ecco cosa narra in \u201cLa vegetariana\u201d: <\/strong>\u00abHo fatto <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/4117Vbf2k9L._SY445_SX342_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-34629 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/4117Vbf2k9L._SY445_SX342_.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/4117Vbf2k9L._SY445_SX342_.jpg 283w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/4117Vbf2k9L._SY445_SX342_-191x300.jpg 191w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a>un sogno\u00bb dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71QBhefVXUL._SL1500_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34630\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71QBhefVXUL._SL1500_.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71QBhefVXUL._SL1500_.jpg 955w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71QBhefVXUL._SL1500_-191x300.jpg 191w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71QBhefVXUL._SL1500_-652x1024.jpg 652w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71QBhefVXUL._SL1500_-768x1206.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a> dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. E\u0300 il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l&#8217;ideale di un&#8217;estatica dissoluzione nell&#8217;indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia piu\u0300 estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell&#8217;ordinario quando si inceppa il principio di realta\u0300 \u2013 proprio come avviene nei sogni piu\u0300 pericolosi.<\/p>\n<p><strong>Poetessa, scrittrice di racconti e romanziera in attivit\u00e0 dalla met\u00e0 degli anni Novanta, Kang \u00e8 stata per anni un&#8217;autrice limitata agli<\/strong>\u00a0<strong>stretti confini del pubblico coreano<\/strong>: lo stesso\u00a0<em>La vegetariana<\/em>\u00a0era uscito l\u00ec nel 2007 ma ci volle quasi un decennio prima che arrivasse al pubblico, e quindi al successo, internazionale. In Italia sono stati tradotti nel frattempo altri due suoi romanzi, sempre da Adelphi. Anzitutto <strong><em>Atti umani<\/em><\/strong>\u00a0del 2016, arrivato da noi l&#8217;anno dopo, che parte dalla\u00a0<strong>durissima repressione di un corteo studentesco<\/strong>\u00a0avvenuta nel 1980 proprio a Gwangju, in seguito al colpo di stato e alla legge marziale, la cui ferocia Kang descrive senza sconti e con una lingua che \u00e8 tanto potentemente letteraria quanto \u00e8 realisticamente sanguinosa; <strong>poi \u201cAtti umani\u201d in cui si legge<\/strong> di una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l\u2019aria di un \u00aborribile tanfo putrido\u00bb. Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta e\u0300 iniziata l\u2019insurrezione, seguita da brutali rappresaglie;\u00a0<em>Atti umani<\/em>\u00a0e\u0300 il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla ricerca di un amico scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il \u00abrullo inchiostratore\u00bb della censura e i \u00absette schiaffi\u00bb di un interrogatorio; l\u2019anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71JgNR1Ms4L._SL1500_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34632 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71JgNR1Ms4L._SL1500_.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"594\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71JgNR1Ms4L._SL1500_.jpg 885w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71JgNR1Ms4L._SL1500_-177x300.jpg 177w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71JgNR1Ms4L._SL1500_-604x1024.jpg 604w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/71JgNR1Ms4L._SL1500_-768x1302.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a> sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali ammissioni, tardive commemorazioni. Han Kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/61caj7XJeJL._SL1500_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34631\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/61caj7XJeJL._SL1500_.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/61caj7XJeJL._SL1500_.jpg 955w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/61caj7XJeJL._SL1500_-191x300.jpg 191w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/61caj7XJeJL._SL1500_-652x1024.jpg 652w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/61caj7XJeJL._SL1500_-768x1206.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a>oggi l\u2019indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato. \u00a0\u201c<strong><em>L&#8217;ora di greco\u201d<\/em><\/strong>\u00a0del 2011 (in Italia nel 2023), che accompagna una donna che\u00a0<strong>cerca di recuperare la parola aggrappandosi all&#8217;estraneit\u00e0 del greco<\/strong>\u00a0e a un professore immigrato tempo prima in Germania, riflettendo cos\u00ec sui margini invalicabili delle lingue nel definirci. Tradotti anche due racconti raccolti in\u00a0<strong><em>Convalescenza<\/em><\/strong>, storie di due donne diversissime (una che elabora la morte della sorella e l&#8217;altra che si trasforma in una pianta), accumunate dalla volont\u00e0 di riflettere sulla dissoluzione dei corpi, delle anime e delle relazioni. Prezioso il romanzo \u201c<strong>Convalescenza\u201d: <\/strong>Una donna cerca risposta agli interrogativi che la morte della sorella ha lasciato insoluti: perch\u00e9, senza un motivo apparente, aveva cominciato a detestarla? Perch\u00e9, pur essendo in tutto pi\u00f9 dotata, si sentiva inferiore a lei? Perch\u00e9 sembrava tenere la vita a distanza, \u00abcome se scansasse del cibo dall&#8217;odore nauseante\u00bb? E nel secondo pannello di questo dittico di racconti un&#8217;altra donna, per sfuggire a un&#8217;esistenza che la intossica, a poco a poco si trasforma in una pianta: la sua inquietudine si placa, il suo corpo sofferente fiorisce e d\u00e0 frutti \u2013 prima di appassire, forse per sempre. Ci sembra di conoscerle, queste figure femminili che richiamano i motivi e l&#8217;aura della\u00a0<em>Vegetariana<\/em>, ma non cessano di stupirci per la loro straniata singolarit\u00e0. Creature dolenti, sedotte dal richiamo dell&#8217;autoannientamento come unica forma di difesa dalla violenza insita nel nutrirsi, nel sentire, nel vivere. \u00abPresto, lo so, perder\u00f2 anche la capacit\u00e0 di pensare, ma sto bene. \u00c8 da tanto tempo ormai che sognavo questo, poter vivere solo di vento, sole e acqua\u00bb. Col suo tocco elusivo, la prosa scabra di Han Kang sfiora ancora una volta l&#8217;orrore senza spiegarlo e ci lascia, attoniti, a contemplare la disturbante mal\u00eca del rifiuto di s\u00e9.<\/p>\n<p>L&#8217;opera di Han Kang nella sua totalit\u00e0 sembra voler lavorare, con precisione puntuale e con altrettanta fantasmagoria espressiva, sui punti, i luoghi e le occasioni in cui la nostra cultura e la nostra morale incontrano\u00a0<strong>il limite, l&#8217;impossibilit\u00e0 e il crollo<\/strong>. I suoi temi e i suoi personaggi girano attorno alla violenza, al dolore, alle costrizioni patriarcali e in fondo a tutte quelle occorrenze in cui l&#8217;umanit\u00e0 si ripiega su s\u00e9 stessa e cerca\u00a0<strong>improvvisate e impreviste soluzioni di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/kang2-kNeF-U433701079748721PMB-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34633\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/kang2-kNeF-U433701079748721PMB-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/kang2-kNeF-U433701079748721PMB-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg 593w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/kang2-kNeF-U433701079748721PMB-593x443@Corriere-Web-Sezioni-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 403px) 100vw, 403px\" \/><\/a>sopravvivenza<\/strong>. Se gli scritti sono cos\u00ec deflagranti e imprevedibili, la sua autrice \u00e8 al contrario\u00a0<strong>schiva, riflessiva, riservata<\/strong>. Ha reagito con\u00a0<strong>decisione e discrezione<\/strong>\u00a0allo scandalo che ha colpito la versione in lingua inglese de La vegetariana, con la traduzione Deborah Smith (anche lei insignita del Man Booker) accusata di soluzioni poco fedeli e ben oltre la licenza linguistica. E anche ora, quando i\u00a0<strong>rappresentanti dell&#8217;Accademia di Svezia<\/strong>\u00a0l&#8217;hanno raggiunta per dirle del Nobel 2024, \u201c<em>stava trascorrendo una giornata qualsiasi, aveva appena finito di cenare col figlio<\/em>\u201d. \u201c<em>Non era proprio preparata alla notizia<\/em>\u201d, ha confidato Anders Olsson, a capo del comitato Nobel, \u201c<em>ma abbiamo gi\u00e0 parlato dei preparativi per dicembre<\/em>\u201d, quando si recher\u00e0 a Stoccolma per ricevere la prestigiosa medaglia. <strong>Gli accademici svedesi hanno sottolineato l&#8217;arte di Kang nell&#8217;individuare \u00able connessioni tra corpo e anima, i vivi e i morti\u00bb, lodando il modo in cui la scrittrice affronta \u00abtraumi storici e insiemi invisibili\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Han Kang \u00e8 una scrittrice coreana, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2024.<\/strong> Vittoria che le ha permesso di diventare\u00a0la prima autrice asiatica nella storia ad aggiudicarsi tale riconoscimento. Nata nel 1970, \u00e8 figlia dello scrittore Han Seungwon e come il padre ha vinto il Yi Sang Literary Award. Studiosa di letteratura coreana alla Yonsei University, ha iniziato la sua carriera come poetessa. Nelle sue opere Han Kang si confronta con traumi storici, esponendo la fragilit\u00e0 della vita umana, enfatizzando le connessioni tra corpo e anima, vivi e morti, con uno stile poetico unico e sperimentale, confermandosi un&#8217;innovatrice della prosa contemporanea. <strong>In Italia i suoi romanzi sono pubblicati da Adelphi. Tra i titoli ricordiamo,\u00a0La vegetariana, vincitore dell&#8217; International Booker Prize nel 2016, Atti umani\u00a0(2017),\u00a0Convalescenza (2019),\u00a0L&#8217;ora di greco (2023), Non dico addio (2024).Han Kang nel 2024 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione:\u00a0\u00abper la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilit\u00e0 della vita umana.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli intellettuali di mezzo mondo -me compreso-\u00a0 attendevano da tempo questa singolare svolta, questa decisione. Finalmente l&#8217;Accademia di Svezia ha assegnato il 10 ottobre 2024, il Nobel 2024 per la Letteratura a Han Kang, scrittrice originaria della Corea del Sud, \u201cper la sua intensa prosa poetica che affronta le ferite della Storia e mostra la fragilit\u00e0 della vita umana\u201d. Nata a Gwangju nel 1970, ha gi\u00e0 vinto il prestigioso\u00a0Man Booker Prize nel 2016 per\u00a0La vegetariana, romanzo che l&#8217;ha fatta conoscere e apprezzare anche in Italia, dove \u00e8 stata pubblicato da Adelphi nella traduzione di Milena Zemira Ciccimarra. 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