{"id":34781,"date":"2024-10-31T20:19:10","date_gmt":"2024-10-31T20:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=34781"},"modified":"2024-10-31T21:01:16","modified_gmt":"2024-10-31T21:01:16","slug":"il-cinquecento-a-ferrara-mazzolino-ortolano-garofalo-dosso-la-mostra-a-palazzo-dei-diamanti-a-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/10\/31\/il-cinquecento-a-ferrara-mazzolino-ortolano-garofalo-dosso-la-mostra-a-palazzo-dei-diamanti-a-ferrara\/","title":{"rendered":"Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso. La mostra a Palazzo dei Diamanti a Ferrara."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/064.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34783\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/064.jpg\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/064.jpg 473w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/064-239x300.jpg 239w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/099.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34784 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/099.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"529\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/099.jpg 473w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/099-246x300.jpg 246w\" sizes=\"(max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a>La mostra Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso costituisce la seconda tappa di una pi\u00f9 ampia e ambiziosa indagine del tessuto culturale e artistico intitolata Rinascimento a Ferrara 1471-1598<\/strong>: da Borso ad Alfonso II d\u2019Este, vale a dire la stagione compresa tra l\u2019elevazione della citt\u00e0 a ducato e il suo passaggio dalla dinastia estense al diretto controllo dello Stato Pontificio. Sar\u00e0 visitabile fino al 16 febbraio 2025.<\/p>\n<p>Naturale prosecuzione di Rinascimento a Ferrara. Ercole de\u2019 Roberti e Lorenzo Costa (Palazzo dei Diamanti, 18 febbraio \u2013 19 giugno 2023), l\u2019esposizione ripercorre le vicende artistiche del primo Cinquecento a Ferrara, dagli anni del passaggio di consegne da Ercole I d\u2019Este al figlio Alfonso I (1505) fino alla morte di quest\u2019ultimo (1534), committente raffinato e di grandi ambizioni, capace di rinnovare gli spazi privati della corte come quelli pubblici della citt\u00e0. La scomparsa della generazione di Cosm\u00e8 Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de\u2019 Roberti aveva lasciato Ferrara alle prese con la difficile sfida di un ricambio di alto livello. Nel 1496 la scelta di ingaggiare Boccaccio Boccaccino indica la volont\u00e0 di adottare un linguaggio pi\u00f9 moderno, addolcito e morbido. <strong>All\u2019inizio del nuovo secolo si sviluppa cos\u00ec una nuova scuola, meno endemica e pi\u00f9 aperta agli scambi con altri centri, che ha come protagonisti Ludovico Mazzolino, Giovanni Battista Benvenuti detto Ortolano, Benvenuto Tisi detto Garofalo e Giovanni Luteri detto Dosso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mentre Garofalo e Dosso sono noti al pubblico,<\/strong> e il loro percorso \u00e8 stato approfondito in maniera organica in diverse occasioni <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/095-e1730405090883.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34785\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/095-e1730405090883.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"360\" \/><\/a>espositive, <strong>per Mazzolino e Ortolano si tratta di un debutto assoluto,<\/strong> e quanto mai necessario per illustrare compiutamente e comprendere meglio il variegato panorama della pittura ferrarese dei primi decenni del XVI secolo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/101-e1730405127868.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34786 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/101-e1730405127868.jpg\" alt=\"\" width=\"577\" height=\"372\" \/><\/a><\/p>\n<p>I due maestri percorrono strade piuttosto diverse: <strong>Ludovico Mazzolino (Ferrara, c. 1480 \u2013 1528), formatosi sui modelli di Ercole de\u2019 Roberti e del primo Lorenzo Costa, orienta il suo linguaggio in senso anticlassico, guardando alla pittura e alle incisioni tedesche, da Martin Schongauer ad Albrecht D\u00fcrer.<\/strong> Nonostante dimostri di conoscere Boccaccino e la pittura veneziana, come anche Raffaello e la cultura antica, la sua arte \u00e8 sempre animata da accenti visionari e da una vitalit\u00e0 rumorosa che lo pone a buon diritto tra gli \u201ceccentrici\u201d attivi nell\u2019Italia settentrionale. Si specializza in quadri d\u2019impeccabile fattura destinati al collezionismo privato raffiguranti scene gremite di personaggi dai tratti <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/151-e1730405196466.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-34787\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/151-e1730405196466.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"354\" \/><\/a>fisionomici caricati, quasi grotteschi, del tutto insofferenti agli ideali di grazia ed equilibrio predicati da Perugino e dai suoi seguaci.<\/p>\n<p>L\u2019estro bizzarro di Mazzolino spicca con evidenza ancora maggiore quando lo si confronta con l\u2019atteggiamento di Giovanni Battista<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Garofalo-Minerva-e-Nettuno-Dresda-Staatliche-Kunstsammlungen-GemA4ldegalerie-e1730405238990.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34788 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Garofalo-Minerva-e-Nettuno-Dresda-Staatliche-Kunstsammlungen-GemA4ldegalerie-e1730405238990.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"552\" \/><\/a> Benvenuti detto Ortolano (Ferrara, c. 1487 \u2013 post 1527), caratterizzato invece da un naturalismo convinto e sincero. Dopo l\u2019esordio influenzato dai modi dolci di Boccaccino, Costa e Francesco Francia, Ortolano si orienta dapprima verso la cultura veneziana di Giorgione per poi avvicinarsi alle novit\u00e0 proposte da Raffaello. Accanto alle grandi pale d\u2019altare eseguite nel terzo decennio, veri e propri capolavori connotati da un \u00abclassicismo [\u2026] naturalizzato per via del lume illusionistico\u00bb (Longhi), produce numerosi quadri destinati alla devozione privata dove l\u2019ispirazione raffaellesca si accende di suggestioni venete, evidenti soprattutto nella resa del paesaggio. Impossibile non rimanere incantati dalla spontaneit\u00e0 con cui l\u2019artista si approccia alla realt\u00e0: una luce chiara isola i personaggi e indugia silenziosa sugli oggetti; nella (apparente) semplicit\u00e0 delle composizioni si avverte il senso dell\u2019arcano.<\/p>\n<p><strong>Tra i riferimenti di Ortolano figura certamente Benvenuto Tisi detto Garofalo (Ferrara, 1481 \u2013 1559). Formatosi<\/strong> <strong>presso Domenico Panetti e Boccaccino, dimostra fin da giovane una grande intelligenza <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca-e1730405284531.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34789\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca-e1730405284531.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"363\" \/><\/a>figurativa che gli consente di misurarsi tempestivamente con tutte le novit\u00e0 che andavano affiorando nei maggiori centri della penisola.<\/strong> Durante il primo decennio del Cinquecento si accosta alla pittura veneziana e a Giorgione, per poi spostare il baricentro dei propri interessi verso l\u2019Italia centrale. Nel corso della sua lunga carriera, Garofalo \u00e8 il principale interprete e divulgatore ferrarese dello stile di Raffaello, di cui comprende perfettamente la portata e di cui segue lo svolgimento con diligenza. Le sue pale d\u2019altare, dalla maniera pacata ed elegante, popolano le chiese cittadine, mentre i preziosi dipinti da cavalletto sono presenti in gran numero nelle collezioni private.<\/p>\n<p>Parallelamente a Garofalo si muove <strong>Giovanni Luteri detto Dosso (Tramuschio?, c. 1487 \u2013 Ferrara, 1542), uno degli artisti di punta della corte di Ferrara sotto i governi di Alfonso I e di Ercole II.<\/strong> Nato nel piccolo ducato di Mirandola, esordisce a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Ortolano-Cristo-sorretto-da-Nicodemo-Lewisburg-Bucknell-University-Samuel-H-e1730405314952.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34790 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Ortolano-Cristo-sorretto-da-Nicodemo-Lewisburg-Bucknell-University-Samuel-H-e1730405314952.jpg\" alt=\"\" width=\"386\" height=\"352\" \/><\/a> Mantova e nel 1513 si trasferisce a Ferrara dove lavora, insieme a Garofalo, al celebre polittico Costabili nella chiesa di Sant\u2019Andrea (oggi nella Pinacoteca Nazionale). Durante la giovinezza la sua pittura risente dell\u2019influenza di Giorgione e Tiziano, dai quali trae una magnifica profondit\u00e0 di colore e una luce tutta veneziana. All\u2019epoca della sua prima opera, la spettacolare Madonna col Bambino in gloria e santi per il duomo di Modena (1518-21), \u00e8 gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Dosso-Dossi-San-Girolamo-Vienna-Kunsthistorisches-Museum-e1730405369762.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34791\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/10\/Dosso-Dossi-San-Girolamo-Vienna-Kunsthistorisches-Museum-e1730405369762.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"338\" \/><\/a>avvenuto un contatto con Michelangelo e la cultura romana: da qui in poi Dosso sviluppa uno stile personale, colto e divertito, grazie anche a una particolare sintonia con Alfonso I. Se Garofalo monopolizza le commissioni ecclesiastiche, Dosso \u00e8 padrone del campo delle imprese ducali, in cui affronta temi allegorici e mitologici, desunti spesso dall\u2019Ariosto.<\/p>\n<p>La scena della pittura cittadina non sarebbe infine completa senza le opere di Domenico Panetti, Boccaccio Boccaccino, Lazzaro Grimaldi, Niccol\u00f2 Pisano, il Maestro dei dodici Apostoli: grazie al contributo di questi maestri, presenti assieme ad altri (Fra Bartolomeo, Romanino, Amico Aspertini, Albrecht D\u00fcrer) nel percorso espositivo, che avr\u00e0 una naturale estensione nelle sale della Pinacoteca Nazionale al piano nobile di Palazzo dei Diamanti, la mostra accompagner\u00e0 il visitatore attraverso una stagione incredibilmente ricca, dove l\u2019antico e il moderno, il sacro e il profano, la storia e la fiaba si fondono in un mondo figurativo che pu\u00f2 definirsi, in una parola, ferrarese.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra Il Cinquecento a Ferrara. 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Ercole de\u2019 Roberti e Lorenzo Costa (Palazzo dei Diamanti, 18 febbraio \u2013 19 giugno 2023), l\u2019esposizione ripercorre le vicende artistiche del primo Cinquecento a Ferrara, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/10\/31\/il-cinquecento-a-ferrara-mazzolino-ortolano-garofalo-dosso-la-mostra-a-palazzo-dei-diamanti-a-ferrara\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53794,41640,44759,44441,87,35351,26,17505,35188,28369,247,51665,4625,409394],"tags":[596140,596143,596141,596142,402891,355195,472030],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34781"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34781"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34781\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34796,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34781\/revisions\/34796"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34781"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34781"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34781"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}