{"id":34978,"date":"2024-11-16T18:33:40","date_gmt":"2024-11-16T18:33:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=34978"},"modified":"2024-11-16T18:52:42","modified_gmt":"2024-11-16T18:52:42","slug":"alberto-martini-ritratto-segreto-il-libro-di-paola-bonifacio-per-le-edizioni-graphe-it-consideriamolo-come-il-libro-romanzo-dellanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/11\/16\/alberto-martini-ritratto-segreto-il-libro-di-paola-bonifacio-per-le-edizioni-graphe-it-consideriamolo-come-il-libro-romanzo-dellanno\/","title":{"rendered":"\u201cAlberto Martini. Ritratto segreto\u201d. Il libro di Paola Bonifacio per le Edizioni Graphe.it Consideriamolo come il libro-romanzo  dell\u2019anno."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/PaolaBonifacio-AlbertoMartiniRitrattosegreto-cover-700x1170-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-34979\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/PaolaBonifacio-AlbertoMartiniRitrattosegreto-cover-700x1170-1.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"956\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/PaolaBonifacio-AlbertoMartiniRitrattosegreto-cover-700x1170-1.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/PaolaBonifacio-AlbertoMartiniRitrattosegreto-cover-700x1170-1-179x300.jpg 179w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/PaolaBonifacio-AlbertoMartiniRitrattosegreto-cover-700x1170-1-613x1024.jpg 613w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a>Ci sono libri e libri. Oggi, poi, si \u00e8 invasi all\u2019inverosimile. Ma pochi, pochissimi libri sono storia, perle preziose, fonte di vita, filosofia del mondo. <strong>\u00a0Graphe.it<\/strong>\u00a0presenta \u201c<strong>Alberto Martini. Ritratto segreto<\/strong>\u201d di\u00a0<strong>Paola Bonifacio (pp.260, 2024)<\/strong>. E&#8217; il romanzo verit\u00e0 sul grande artista che D\u2019Annunzio chiamava \u201cl\u2019Alberto Martini dei Misteri\u201d, visto attraverso gli occhi della donna che ne fu la pi\u00f9 intima testimone, splendida modella e musa: la moglie Maria.<\/p>\n<p><em>\u201cBuonasera, sono Maria Petringa \u2026\/Pronto\u2026Pronto? Parlo con Agnese Colombo della portineria del 38659 di Via Vigoni? \/ Mi dica! \/ Ho bisogno di entrare nell\u2019appartamento di mio marito\u2026Lei ha le chiavi? \/ Signora \u2026Petringa, ha detto? Ma,\u00a0 mi scusi , qui non c\u2019\u00e8 nessun Petringa\/\u2026 Ah\u00a0 gi\u00e0, mi perdoni, Petringa \u00e8 il mio cognome\u00a0 da ragazza. Mio marito si chiamava Martini, Alberto Martini\u2026\u201d.<\/em> Bene basta questo incipit a svelare l\u2019intrigante, bella, irruente, fantastica e storia luminosa di Alberto Martini, artista insolito, e fuor dal comune. <strong>Gabriele D\u2019Annunzio, che ne ammirava le illustrazioni per la Divina Commedia e per i Racconti di Edgar Allan Poe, lo chiamava \u201cAlberto Martini dei Misteri\u201d.<\/strong> E misterioso, oltre che fascinosamente viveur, Martini lo era davvero. Nei ruggenti anni Venti, fu a lungo il ritrattista ufficiale della Marchesa Luisa Casati, l\u2019indomita \u201copera d\u2019arte vivente\u201d, che ambiva a esibirsi nel Tetiteatro, sorprendente installazione sull\u2019acqua inventata da Martini stesso. Quelli erano gli anni de La regina di Saba, dipinto che suggellava la scandalosa storia d\u2019amore di Wally Toscanini ed Emanuele Castelbarco; e anche gli anni della tempestosa amicizia di Martini con Margherita Sarfatti, finita tra le incomprensioni, ma foriera di un nuovo, promettente inizio. In \u201cAlberto Martini. Ritratto segreto\u201d, Paola Bonifacio ripercorre la vita e l\u2019opera dell\u2019enigmatico e misogino artista opitergino, attraverso i ricordi della sua musa, modella e pi\u00f9 fedele ammiratrice: la moglie Maria Petringa. Per la costruzione del romanzo, imprescindibile \u00e8 stato lo studio dei documenti e dei carteggi provenienti dalla famiglia e dall\u2019archivio dell\u2019artista, conservato a Oderzo; e fondamentale la testimonianza dei famigliari, da cui l\u2019ispirazione \u00e8 stata tratta.<\/p>\n<p><em>\u00abLa vita\u00bb,<\/em> aveva concluso Alberto ispirato, sollevando lo sguardo verso un punto indefinito sopra di lui, \u00ab<em>\u00e8 un sogno a occhi aperti e il sonno un sogno a occhi chiusi falsato dall\u2019incubo della realt\u00e0. Per fortuna possiamo sognare a occhi aperti, e in questo tutti si consolano e si riconciliano con la catastrofica realt\u00e0\u2026 Cos\u00ec, mentre i veri artisti, veggenti divini, rendono sensibile agli uomini il sogno della vita e quello eterno della morte, nelle infinite forme dell\u2019arte della poesia e della musica, gli artisti inferiori rimangono schiavi delle reali apparenze. Chi vive nel sogno \u00e8 un essere superiore, chi vive nella realt\u00e0, uno\u00a0schiavo\u00a0infelice\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Alberto Martini, nonostante la sua pregevole e vasta produzione, rimane ancora un\u00a0<strong>artista\u00a0<\/strong>occulto e\u00a0<strong>poco centrale<\/strong>, continuando ad aggirarsi, come un\u2019anima dannata, tra le zone inesplorate della storia dell\u2019arte. Sar\u00e0 forse dovuto alla raffinatezza della sua opera, o a quell\u2019estro visionario che lo resero poco appetibile sul suolo italico, pi\u00f9 avvezzo ad un simbolismo pallido, dai contorni svenevoli e decadenti. <strong>In un\u2019epoca in cui trionfava la retorica di un Sartorio o l\u2019esoterismo provinciale di un Segantini, il simbolismo decadente di Martini rimaneva un fenomeno appartato, elitario, lontano dai clamori di un riconoscimento popolare. <\/strong>Elegante ed altero, bello ed aristocratico, Alberto Martini spese la sua esistenza tra le grandi capitali europee, frequentando gli ambienti all\u2019avanguardia ed il bel mondo, ma rimanendo sempre e solo fedele a s\u00e9 stesso, estraneo ai pi\u00f9, ignoto ai molti. Egli non bad\u00f2 mai troppo di difendere l\u2019isolamento in cui venne relegata la sua opera, la sua vita fu volutamente avvolta in una nube di mistero, interamente votata ad inseguire i fantasmi della sua mente.<br \/>\nAffascinato da tutto ci\u00f2 che si celava sotto la superficie del reale, Martini <strong>fu<\/strong> l\u2019<strong>illustratore<\/strong>\u00a0<strong>pi\u00f9 intrigante delle opere di Poe, Verlaine, Baudelaire, Rimbaud e Mallarm\u00e9, grandi maestri della surrealt\u00e0<\/strong>; la sua materia era l\u2019inchiostro, e la notte era la sua culla naturale.<\/p>\n<p>Martini si tenne per lungo tempo lontano dal colore, la luce che lo guidava era quella che gli apparteneva nell\u2019anima, in bilico tra torbide realt\u00e0 ed inusuali fantasie. L\u2019anima eletta di Martini si dimostr\u00f2 pi\u00f9 affine<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Immagine-26-Alberto-Martini-Illustrazione-per-Il-pozzo-e-il-pendolo-da-i-Racconti-di-Poe-1908-723x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-34982 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Immagine-26-Alberto-Martini-Illustrazione-per-Il-pozzo-e-il-pendolo-da-i-Racconti-di-Poe-1908-723x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"793\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Immagine-26-Alberto-Martini-Illustrazione-per-Il-pozzo-e-il-pendolo-da-i-Racconti-di-Poe-1908-723x1024-1.jpg 723w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Immagine-26-Alberto-Martini-Illustrazione-per-Il-pozzo-e-il-pendolo-da-i-Racconti-di-Poe-1908-723x1024-1-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a> alle impalpabili vibrazioni del\u00a0<strong>disegno<\/strong>\u00a0che alle sinfonie coloristiche dell\u2019arte pittorica.<br \/>\nOscuro come la produzione che lo rese grande, Alberto Martini vaga ancora nei luoghi nascosti dell\u2019arte, il suo nome volutamente, o per ignoranza, mai pronunciato. Una sorte funesta per chi, come lui, seppe guardare lontano, oltre il suo tempo, anticipando i drammi violenti e brutali generati dal marasma dell\u2019inconscio, e dagli studi che ne seguirono.<\/p>\n<p>\u201c<em>La mia vita \u00e8 un sogno ad occhi aperti. Il sonno \u00e8 un sogno ad occhi chiusi falsato dall\u2019incubo della realt\u00e0. Sarebbe strano che qualcuno negasse che la realt\u00e0 \u00e8 un intempestivo, brutale, mortificante susseguirsi di contrattempi, malintesi, intoppi, cupidigie e miserie, di combinazioni assurde, immorali, criminali, tragiche, stonate sempre e noiose, perch\u00e8 tutti gli uomini sono vittime di tali imprevedute avventure e ho sempre trovato tanto brutta, incongruente, grottesca e crudele la realt\u00e0, e quasi sempre di una comicit\u00e0 cos\u00ec ridicola e banale o di una perversit\u00e0 cos\u00ec ripugnante, che la mia riconciliazione \u00e8 problematica<\/em>.\u201d(<strong>Alberto Martini<\/strong>). <strong>Alberto Martini si spense a Milano, all\u2019Ospedale Fatebenefratelli, l\u2019<\/strong><strong>8 novembre 1954<\/strong>. Lasci\u00f2 un testamento spirituale, auspicando la nascita di un museo dove custodire le memorie del surrealismo italiano.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026La grande finestra del mio studio \u00e8 aperta nella notte. In quel nero rettangolo passano i miei fantasmi e con loro amo conversare.\u00a0Mi incitano ad essere forte, indomito, eroico, mi sussurrano segreti e misteri che forse ti dir\u00f2.\u00a0Moltissimi non crederanno e me ne duole per loro, perch\u00e8 chi non ha immaginazione vegeta in pantofole: vita comoda, ma non vita d\u2019artista.\u00a0Una notte senza stelle, in quel rettangolo nero mi vidi come in uno specchio.\u00a0Mi vidi pallido, impassibile, la mia anima, pensai, che ora specchia il mio volto nell\u2019infinito e un giorno specchi\u00f2 chiss\u00e0 quali mie sembianze, perch\u00e8 se l\u2019anima \u00e8 eterna non ha n\u00e8 principio n\u00e8 fine e noi non siamo ora che un suo differente episodio terreno.\u00a0E questo pensiero rivelatore mi turbava. [\u2026]\u00a0Mi voltai e vidi posata accanto alla mia mano una grande farfalla notturna che mi guardava battendo le ali. Anche tu, pensai, stai sognando e l\u2019incantesimo dei tuoi immoti occhi di polvere mi vede un fantasma.\u00a0S\u00ec, notturna e bella visitatrice, sono un sognatore che crede nell\u2019immortalit\u00e0, o forse un fantasma del sogno eterno che chiamiamo vita.\u201d (<strong>Alberto Martini<\/strong>)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>PAOLA BONIFACIO<\/strong>, gi\u00e0 Conservatrice della Pinacoteca Alberto Martini e referente dell\u2019Archivio dell\u2019artista, quindi Manager dei Musei Civici di Treviso, \u00e8 specialista in archeologia e storia dell\u2019arte. Autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici di soggetto storico-artistico per la RAI del Friuli Venezia Giulia, cura mostre e pubblicazioni d\u2019arte moderna e contemporanea. E\u2019 membro del Comitato Scientifico di Fondazione Oderzo Cultura.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono libri e libri. 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