{"id":35037,"date":"2024-11-21T13:05:55","date_gmt":"2024-11-21T13:05:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35037"},"modified":"2024-11-21T13:05:55","modified_gmt":"2024-11-21T13:05:55","slug":"roma-pittrice-le-artiste-a-roma-tra-il-xvi-e-xix-secolo-la-mostra-al-museo-di-roma-palazzo-braschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/11\/21\/roma-pittrice-le-artiste-a-roma-tra-il-xvi-e-xix-secolo-la-mostra-al-museo-di-roma-palazzo-braschi\/","title":{"rendered":"Roma pittrice. Le artiste a Roma tra il XVI e XIX secolo. La mostra al Museo di Roma-Palazzo Braschi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/copertinaromapittrice_d0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35038\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/copertinaromapittrice_d0.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/copertinaromapittrice_d0.jpg 660w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/copertinaromapittrice_d0-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/a><strong>Le tante\u00a0artiste che dal XVI al XIX secolo hanno fatto di Roma il loro luogo di studio e di lavoro\u00a0con una produzione ricca, variegata e di assoluto rilievo artistico, spesso relegate a una sorta di &#8220;silenzio&#8221; storiografico, sono al centro della mostra &#8220;<em>Roma Pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XVIII secolo<\/em>&#8220;, ospitata al Museo di Roma a Palazzo Braschi dal 25 ottobre 2024 al 23 marzo 2025. L&#8217;esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura &#8211; Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GAGGIOTTI-RICHARDS-Emma_La-Famiglia-Gaggiotti-Richards_1853-ca_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35039 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GAGGIOTTI-RICHARDS-Emma_La-Famiglia-Gaggiotti-Richards_1853-ca_800.jpg\" alt=\"\" width=\"442\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GAGGIOTTI-RICHARDS-Emma_La-Famiglia-Gaggiotti-Richards_1853-ca_800.jpg 706w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GAGGIOTTI-RICHARDS-Emma_La-Famiglia-Gaggiotti-Richards_1853-ca_800-265x300.jpg 265w\" sizes=\"(max-width: 442px) 100vw, 442px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il progetto espositivo propone circa 130 opere, eseguite da cinquantasei diverse artiste, attive in citt\u00e0 stabilmente o per periodi pi\u00f9 o meno lunghi, partendo inizialmente dalle collezioni dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina (di cui si espongono circa cinquanta opere provenienti dalla Galleria d&#8217;Arte Moderna, dal Museo Napoleonico, dalla Pinacoteca dei Musei Capitolini e, soprattutto, dallo stesso Museo di Roma), per poi collegarsi a quelle di molti altri musei e collezioni nazionali e internazionali, tra cui Accademia di San Luca (Roma), Accademia di Brera (Milano), Gallerie degli Uffizi (Firenze), Pilotta di Parma, Musei Reali di Torino, National Portrait Gallery (Londra) e il Museo Thorvaldsen (Copenaghen).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/SEIDLER-Luise_Ritratto-di-Dorothea-Denecke-von-Ramdohr-con-la-figlia-Lilli-1819_800-1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35040\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/SEIDLER-Luise_Ritratto-di-Dorothea-Denecke-von-Ramdohr-con-la-figlia-Lilli-1819_800-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/SEIDLER-Luise_Ritratto-di-Dorothea-Denecke-von-Ramdohr-con-la-figlia-Lilli-1819_800-1-1.jpg 393w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/SEIDLER-Luise_Ritratto-di-Dorothea-Denecke-von-Ramdohr-con-la-figlia-Lilli-1819_800-1-1-246x300.jpg 246w\" sizes=\"(max-width: 393px) 100vw, 393px\" \/><\/a>Di queste artiste si vogliono ricostruire vicende professionali e biografiche, spesso ignote a causa della mancanza di documentazione o perch\u00e9 le loro opere erano state attribuite ai lavori di maestri e familiari uomini. <strong>Maria Felice Tibaldi Subleyras, Angelika Kaufmann, Laura Piranesi, Marianna Candidi Dionigi, Louise Seidler ed Emma Gaggiotti, le cui opere erano per la maggior parte conservate nei depositi, e altre artiste attive in citt\u00e0, dalle notissime Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi e Giovanna Garzoni, a quelle meno conosciute come Giustiniana Guidotti, Ida Botti o Amalia De Angelis e molte altre, il cui catalogo si sta ricostruendo in questi ultimi decenni di ricerca.<\/strong><\/p>\n<p>Il percorso, cronologico e tematico, descrive il progressivo inserimento di queste pittrici nel mercato internazionale, e il faticoso conseguimento del pieno accesso alla formazione e alle pi\u00f9 importanti istituzioni della citt\u00e0, quali l&#8217;Accademia di San Luca e l&#8217;Accademia dei Virtuosi al Pantheon. In questo processo di affermazione, Roma si conferma quale luogo primario di apprendistato. La citt\u00e0 non \u00e8 unicamente intesa come luogo di pratica, formazione e mercato, ma diventa anche personificazione delle tante artiste che, per nascita o scelta, vi hanno lavorato, contribuendo al consolidarsi della sua fama di luogo cruciale per lo sviluppo delle carriere creative attraverso l&#8217;et\u00e0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Sofonisba-Anguissola-Il-gioco-degli-scacchi-830x625-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35041 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Sofonisba-Anguissola-Il-gioco-degli-scacchi-830x625-1.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Sofonisba-Anguissola-Il-gioco-degli-scacchi-830x625-1.jpg 830w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Sofonisba-Anguissola-Il-gioco-degli-scacchi-830x625-1-300x226.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Sofonisba-Anguissola-Il-gioco-degli-scacchi-830x625-1-768x578.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a> moderna.<\/p>\n<p>Il titolo della mostra rimanda alla storiografia sei-settecentesca\u00a0(a partire dalla Felsina pittrice di Malvasia dedicata a Bologna nel 1678), in un momento in cui le varie scuole pittoriche d&#8217;Italia cercano di rivendicare la loro autonomia rispetto all&#8217;egemonia fiorentina. Allo stesso modo\u00a0le artiste, da sempre trascurate dagli studi, rivendicano in mostra la loro presenza nella Roma Capitale delle Arti tra XVI e XIX secolo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/BARLOCCI-MARIANI-Virginia_Beatrice_1880_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35042\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/BARLOCCI-MARIANI-Virginia_Beatrice_1880_800.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/BARLOCCI-MARIANI-Virginia_Beatrice_1880_800.jpg 278w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/BARLOCCI-MARIANI-Virginia_Beatrice_1880_800-174x300.jpg 174w\" sizes=\"(max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a>Spetta all&#8217;enigmatica artista ritratta da Pietro Paolini nei primi decenni del XVII secolo accogliere il visitatore all&#8217;ingresso del percorso espositivo. Dall&#8217;identit\u00e0 sinora ignota, la giovane pittrice di nature morte guarda intensamente verso lo spettatore mostrando con orgoglio gli strumenti del mestiere.\u00a0La prima sala \u00e8 dedicata alla bolognese Lavinia Fontana, di cui si alternano opere inedite o mai esposte prima, tra cui il primo autoritratto su rame. E, a seguire, occhi puntati su\u00a0Artemisia Gentileschi, ripercorrendo con tre opere le tappe della sua brillante carriera: della seconda fase romana il dipinto Cleopatra, esemplato sulla statuaria classica, ma drammatico, sensuale, maturo nella resa della nudit\u00e0; del decennio successivo L&#8217;Aurora, opera dall&#8217;iconografia inedita; infine, del periodo napoletano\u00a0<em>Giuditta e la serva con la testa di Oloferne<\/em>, riproposizione con toni pi\u00f9 tenebrosi di un dipinto del padre Orazio.<\/p>\n<p>Importante \u00e8 la <strong>presenza di\u00a0Giustiniana Guidotti<\/strong>, con l&#8217;unica opera sinora nota, che si espone qui per la prima volta. Guidotti vi lascia la firma, strumento di cui le artiste disponevano per rendersi visibili al pubblico. Sostando ancora nel Seicento una sala \u00e8 interamente dedicata alla natura morta in cui <strong>eccellono\u00a0Laura Bernasconi e Anna Stanchi<\/strong>. Prestito eccezionale dall&#8217;Accademia di San Luca un prezioso album con minuziose miniature di piante, frutti, fiori e animali <strong>dell&#8217;ascolana\u00a0Giovanna Garzoni<\/strong>. Si chiude la sezione dedicata ai\u00a0secoli XVI e XVII\u00a0con altre due sale, una riservata a un altro genere molto praticato dalle pittrici, il ritratto, tra cui di particolare interesse <strong>\u00e8 l&#8217;unica opera oggi nota di\u00a0Claudia Del Bufalo\u00a0che raffigura la sorella Faustina nel suo abito nunziale.<\/strong> Segue un focus sulla grafica, la miniatura e un piccolo affondo sulla famosa <strong>architettrice\u00a0Plautilla Bricci,<\/strong> con alcuni prospetti ottocenteschi del suo progetto pi\u00f9<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GENTILESCHI-Artemisia-_-Aurora_800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35043 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GENTILESCHI-Artemisia-_-Aurora_800.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GENTILESCHI-Artemisia-_-Aurora_800.jpg 328w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/GENTILESCHI-Artemisia-_-Aurora_800-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a> rappresentativo, la Villa del Vascello.<\/p>\n<p>Attraverso cinque dipinti viene illustrato il percorso artistico di\u00a0<strong>Angelika Kauffmann, pittrice internazionale che si stabilisce a Roma, dove la sua casa-atelier diventa un luogo di incontro per tanti intellettuali.<\/strong> Ampio spazio, poi, <strong>all&#8217;incisora\u00a0Laura Piranesi<\/strong>\u00a0e altre pittrici che, con il loro operato, consolidano la presenza nelle accademie e il successo nel mercato dell&#8217;arte, tra <strong>cui\u00a0\u00c9lisabeth Vig\u00e9e, Caterina Cherubini e Maria Felice Tibaldi.<\/strong><\/p>\n<p>Il racconto attraverso il\u00a0XIX secolo\u00a0si snoda con i tanti volti di artiste, autoritratte o raffigurate da altri, ma anche cantanti, attrici, salonni\u00e8re riprese in iconiche immagini che restituiscono la forza e la determinazione di tutte le donne che hanno contribuito ai tanti cambiamenti della societ\u00e0. <strong>Di\u00a0Emma Gaggiotti\u00a0si espone per la prima volta il Ritratto di famiglia, oltre alla Venere degli Uffizi e la Sacra Famiglia dei Vaticani, entrambe opere conservate nei depositi e appena restaurate.<\/strong> Mentre l&#8217;Autoritratto degli Uffizi ha trovato posto solo recentemente nelle sale degli autoritratti del museo (2023). Il percorso di visita si conclude con le ultime tre sale, articolate per temi: soggetti religiosi e di storia, ritratto, e infine paesaggio e natura morta.<\/p>\n<p>Nella Roma del XIX secolo le artiste godono di maggiori libert\u00e0 che in passato: rispetto ai secoli precedenti le donne, che si dedicano all&#8217;arte, crescono di numero e in molti casi si tratta di figure ancora del tutto da scoprire. Come, ad esempio,\u00a0<strong>Erminia De Sanctis e Virginia Barlocci, di cui si conservano vari lavori nelle collezioni capitoline<\/strong>, ma che riemergono anche dal mercato antiquario e costituiscono un&#8217;assoluta novit\u00e0 espositiva.<\/p>\n<p>Chiude infine la mostra una mappa, sia esposta che stampata in un agile depliant, per continuare la visita in citt\u00e0, con le indicazioni di tutte le opere di artiste esposte in luoghi pubblici e accessibili. A corredo della mostra anche un\u00a0ciclo di incontri aperti al pubblico\u00a0dove verranno toccati altri ambiti disciplinari in cui la presenza delle donne \u00e8 stata rilevante e ha lasciato il segno nel tempo. Saranno presenti ospiti internazionali, studiosi rinomati nel campo dei gender studies e non solo. Con la mostra &#8220;<em>Roma Pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XVIII secolo<\/em>&#8221; si rinnova l&#8217;impegno della Sovrintendenza Capitolina nel rendere accessibili le esposizioni temporanee.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le tante\u00a0artiste che dal XVI al XIX secolo hanno fatto di Roma il loro luogo di studio e di lavoro\u00a0con una produzione ricca, variegata e di assoluto rilievo artistico, spesso relegate a una sorta di &#8220;silenzio&#8221; storiografico, sono al centro della mostra &#8220;Roma Pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XVIII secolo&#8220;, ospitata al Museo di Roma a Palazzo Braschi dal 25 ottobre 2024 al 23 marzo 2025. L&#8217;esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura &#8211; Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. 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