{"id":35068,"date":"2024-11-27T19:39:23","date_gmt":"2024-11-27T19:39:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35068"},"modified":"2024-11-27T19:39:23","modified_gmt":"2024-11-27T19:39:23","slug":"linteractive-art-con-superconnection-allo-spazio-milesi-di-milano-dai-futuristi-ad-oggi-lintreccio-delle-arti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/11\/27\/linteractive-art-con-superconnection-allo-spazio-milesi-di-milano-dai-futuristi-ad-oggi-lintreccio-delle-arti\/","title":{"rendered":"L\u2019interactive art con \u201cSuperconnection\u201d allo Spazio Milesi di Milano. Dai futuristi ad oggi l\u2019intreccio delle arti."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Superconnection_Invito_AnteprimaStampa-e1732735654811.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35069\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Superconnection_Invito_AnteprimaStampa-e1732735654811.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"414\" \/><\/a>Da qualche tempo nell\u2019arte si parla di nuovi rivoli, di nuovi linguaggi, vale a dire dell\u2019interactive art e dell\u2019arte performativa. Dell\u2019arte performativa ci siamo gi\u00e0 ampiamente interessati, dell\u2019interactive art occorre dire senza mezze misure che la fusione di luci, suono, nuove tecnologie e realt\u00e0 aumentata, altro non \u00e8 che intreccio delle arti, che non \u00e8 beninteso un linguaggio nuovissimo, perch\u00e9 in tal senso si erano gi\u00e0 mossi i futuristi. Naturalmente anche in questo linguaggio oggi notiamo nuovi innesti, novelle fiamme. <\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019Area15 di Las Vegas fino alle creazioni di teamLab in Asia, passando per l\u2019Atelier des Lumieres di Parigi, il modo di fare arte si sta rivoluzionando grazie all\u2019interattivit\u00e0. Onda Studio, realt\u00e0 italiana specializzata nell\u2019ideazione di installazioni audiovisive immersive, dopo il successo internazionale del Kernel Festival, inaugura una nuova iniziativa, che vuole invitare a riflettere su come la tecnologia ci influenzi e condizioni, distraendoci continuamente dal mondo che ci circonda. Appuntamento dal 28 novembre al 14 dicembre 2024 allo Spazio Milesi. Il direttore artistico Marcello<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Marcello-Arosio-Art-Director-b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35070 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Marcello-Arosio-Art-Director-b.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Marcello-Arosio-Art-Director-b.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Marcello-Arosio-Art-Director-b-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Marcello-Arosio-Art-Director-b-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a> Arosio (Onda Studio): \u201cLa nuova frontiera dell\u2019arte? Quella che \u00abobbliga\u00bb il visitatore a fare parte di ci\u00f2 che osserva\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Quello della <strong><em>\u201cinteractive art\u201d <\/em><\/strong>\u00e8 un trend internazionale che, da <strong><em>Area15<\/em><\/strong> a Las Vegas fino all\u2019<strong><em>Atelier des Lumieres <\/em><\/strong>a Parigi, passando per le creazioni di<strong><em> teamLab<\/em><\/strong>, il gruppo globale di artisti digitali fondato da <strong>Toshiyuki Inoko<\/strong>, a <strong>Tokyo, Shanghai <\/strong>e <strong>Jeddah,<\/strong> sta rivoluzionando il modo di fare arte e, allo stesso tempo, intrattenimento, fondendo insieme luci, suono, nuove tecnologie e realt\u00e0 aumentata. Una <strong>tendenza che<\/strong>, ora,<strong> si allarga anche in Italia <\/strong>con una mostra, interattiva, che <strong>invita <\/strong>chi vi partecipa<strong> a prendere coscienza della relazione dell\u2019uomo con la tecnologia e del suo ruolo nel definire le azioni <\/strong>di ciascuno<strong> e le relazioni <\/strong>tra l\u2019individuo, la sua comunit\u00e0 e il mondo in cui vive. Si chiama \u201c<strong><em>Superconnection<\/em><\/strong>\u201d e avr\u00e0 luogo allo <strong>Spazio Milesi <\/strong>di<strong> Milano, dal 28 novembre al 14 dicembre<\/strong>, sotto la direzione artistica di Marcello Arosio, fondatore di Onda Studio (ondastudio.art), realt\u00e0 italiana specializzata nell\u2019ideazione e nella creazione di <strong>installazioni audiovisive immersive e interattive<\/strong> in grado di trascendere i confini della percezione. Un\u2019esperienza che mette <strong>il visitatore al centro<\/strong>: sar\u00e0 parte attiva e connesso alle opere digitali, in grado di dialogarci e influenzarle, <strong>come il nodo di una rete in continua evoluzione<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Onda-WhereAreWeGoing-LAVFotografie-EHV-44.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35071\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Onda-WhereAreWeGoing-LAVFotografie-EHV-44.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Onda-WhereAreWeGoing-LAVFotografie-EHV-44.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/11\/Onda-WhereAreWeGoing-LAVFotografie-EHV-44-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a>\u201cOggi <strong>la tecnologia e il mondo digitale sono onnipresenti nelle nostre vite ed \u00e8 inevitabile esserne condizionati, uno stato di fatto <\/strong>\u2013 spiega Marcello Arosio, gi\u00e0 ideatore del <em>Kernel Festival<\/em>, il pi\u00f9 importante <em>new media light festival<\/em> italiano \u2013 Ci sembra quindi sempre pi\u00f9 importante <strong>esplorare il senso di questa convivenza<\/strong> <strong>e i margini<\/strong> che ancora ci rimangono <strong>per usare la tecnologia in modo consapevole<\/strong>. La <strong>provocazione,<\/strong> a questo punto, \u00e8 nata spontaneamente: <strong>distogliere l\u2019attenzione dai <em>device<\/em> digitali utilizzando gli stessi<\/strong>, affinch\u00e9 le persone divengano parte attiva dell\u2019intricata realt\u00e0 che le circonda con maggiore consapevolezza. Quante volte ci capita di incrociare, all\u2019interno di un museo, in una piazza monumentale, di fronte a qualche spettacolo naturale o a una <em>performance<\/em>, uomini e donne che non osservano quanto sta davanti ai loro occhi ma, piuttosto, intente a riprenderlo con una fotocamera digitale, magari per poi condividere quelle immagini sui social? La verit\u00e0 \u00e8 che oggi pensiamo di vedere moltissime cose, ma in realt\u00e0 non le stiamo realmente osservando. <strong>Siamo continuamente distratti<\/strong>. Ce lo dicono anche i dati sugli incidenti provocati dal <strong>\u00abdistracted walking\u00bb,<\/strong> che aumentano vertiginosamente, da anni. Forse<strong> la nuova frontiera dell\u2019espressione artistica<\/strong> <strong>sar\u00e0 quella che<\/strong> <strong>\u00abobbliga\u00bb il visitatore a far parte di ci\u00f2 che osserva<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSpazio Milesi considera <strong>importante e attuale la relazione tra arte-spazio-gente<\/strong> attraverso quella che possiamo chiamare interazione, connessione o addirittura <strong>superconnessione<\/strong>. Crediamo in un\u2019arte che coniughi e unisca spazio, tempo ed emozione come in realt\u00e0 gi\u00e0 avviene tutti i giorni. Per questo ospitiamo \u201c<em>Superconnection<\/em>\u201d, aggiunge invece Gianluca Milesi di Spazio Milesi (spaziomilesi.com).<\/p>\n<p><strong><em>\u201cSuperconnection\u201d<\/em><\/strong> <strong>esplora infatti la potenza della connessione<\/strong> a diversi livelli attraverso <strong>installazioni che mettono in relazione, in tempo reale, diverse realt\u00e0: il mondo fisico e quello digitale, l&#8217;opera e il pubblico, il movimento e lo spazio, il singolo e la collettivit\u00e0<\/strong>. I progetti presentati collegano attraverso suono, luce, spazio e <em>smartphone<\/em>, le forme e le percezioni, creando un&#8217;esperienza condivisa che va oltre la contemplazione. La mostra si dispiegher\u00e0 su due ambienti: una \u201c<strong>LED Room\u201d<\/strong> con esperienza in quattro \u00abcapitoli\u00bb, ciascuno dei quali inviter\u00e0 l\u2019ospite a riflettere su un aspetto differente del rapporto uomo-tecnologia e una <strong>\u201cLaser Room\u201d<\/strong>, dove il visitatore, immerso in un\u2019atmosfera onirica, potr\u00e0 definire gli aspetti visivi e sonori dell\u2019ambiente interagendo fisicamente con l\u2019installazione.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da qualche tempo nell\u2019arte si parla di nuovi rivoli, di nuovi linguaggi, vale a dire dell\u2019interactive art e dell\u2019arte performativa. Dell\u2019arte performativa ci siamo gi\u00e0 ampiamente interessati, dell\u2019interactive art occorre dire senza mezze misure che la fusione di luci, suono, nuove tecnologie e realt\u00e0 aumentata, altro non \u00e8 che intreccio delle arti, che non \u00e8 beninteso un linguaggio nuovissimo, perch\u00e9 in tal senso si erano gi\u00e0 mossi i futuristi. Naturalmente anche in questo linguaggio oggi notiamo nuovi innesti, novelle fiamme. 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