{"id":35139,"date":"2024-12-02T20:47:37","date_gmt":"2024-12-02T20:47:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35139"},"modified":"2024-12-02T20:47:37","modified_gmt":"2024-12-02T20:47:37","slug":"mostra-su-capolavori-legni-preziosi-del-barocco-dellitalia-meridionale-bellezza-e-sacralita-al-museo-castromediano-di-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/12\/02\/mostra-su-capolavori-legni-preziosi-del-barocco-dellitalia-meridionale-bellezza-e-sacralita-al-museo-castromediano-di-lecce\/","title":{"rendered":"Mostra su capolavori, \u201cLegni Preziosi del Barocco dell\u2019Italia meridionale\u201d. Bellezza e sacralit\u00e0 al Museo Castromediano di Lecce"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>Museo C<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/legni-preziosi-212x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35140\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/legni-preziosi-212x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/a>astromediano, Pinacoteca \u201cAntonio Cassiano\u201d<\/strong>\u00a0di Lecce ospita fino al 18 dicembre 2024 in anteprima assoluta\u00a0<strong>\u201cLegni Preziosi del Barocco dell<\/strong>\u2019<strong>Italia meridionale\u201d,\u00a0<\/strong>l\u2019esposizione di\u00a0<strong>tre preziose sculture votive in legno policromato<\/strong>,\u00a0<strong>restituite ai colori e alle dorature originali<\/strong>\u00a0grazie al\u00a0lavoro del centro<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1utDNX.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35141 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1utDNX.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1utDNX.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1utDNX-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1utDNX-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/a> interdisciplinare M.O.S.A.I.C.\u00a0 e\u00a0<strong>per la prima volta esposte al pubblico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Conservate per secoli nei monasteri di clausura delle Benedettine di Lecce e delle Clarisse di Nard\u00f2<\/strong>, le tre opere \u2013 esempio raro di dialogo tra tradizione, tecnica e innovazione artistica \u2013 sono pronte a raccontare il barocco italiano, attraverso uno s<strong>guardo inedito sull<\/strong>\u2019<strong>arte e la spiritualit\u00e0 del Sud Italia<\/strong>, celebrandone non solo il patrimonio artistico, ma anche permettendo al pubblico di ammirare per la prima volta\u00a0<strong>tre pezzi emblematici, che svelano la ricchezza culturale e devozionale della stagione barocca a Lecce, nei suoi stretti rapporti con Napoli.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Risultato del progetto\u00a0<\/strong>\u201c<strong>Convergenze Interdisciplinari\u201d\u00a0<\/strong>\u2013 collaborazione guidata dal\u00a0<strong>Prof. Raffaele Casciaro<\/strong>\u00a0che vede insieme\u00a0<strong>Soprintendenza ABAP di Brindisi e Lecce, CNR ISPC e Universit\u00e0 del Salento<\/strong>\u00a0\u2013 il percorso espositivo di \u201cLegni Preziosi\u201d \u00e8 il\u00a0<strong>frutto di un restauro scientifico e innovativo<\/strong>. Tra le opere in mostra spicca un busto di\u00a0<strong>Ecce Homo<\/strong>\u00a0<strong>del 1674<\/strong>, che ha rivelato, grazie alla tomografia assiale, una firma celata all\u2019interno della scultura, svelando\u00a0<strong>l<\/strong>\u2019<strong>identit\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/Fig-4-Ecce-Homo-Benedettine_Restaurato_Foto-di-Marco-Sportella-e1733171566659.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35142\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/Fig-4-Ecce-Homo-Benedettine_Restaurato_Foto-di-Marco-Sportella-e1733171566659.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"533\" \/><\/a>dell<\/strong>\u2019<strong>artista e aggiungendo una nuova dimensione alla sua storia.\u00a0<\/strong>Accanto a questa, una statuetta di\u00a0<strong>Sant<\/strong>\u2019<strong>Onofrio<\/strong>, attribuita con certezza al\u00a0<strong>celebre scultore Giacomo Colombo<\/strong>, la cui tecnica di assemblaggio dei tasselli di legno ha confermato l\u2019attribuzione. A completare il percorso, una\u00a0<strong>piccola ma preziosissima statua dell\u2019Ecce Homo<\/strong>, proveniente dal monastero di Santa Chiara a Nard\u00f2, che si distingue per la\u00a0<strong>raffinatezza delle sue policromie e dei dettagli anatomici.<\/strong> La mostra vedr\u00e0 esposte tre importanti sculture seicentesche restaurate dal centro M.O.S.A.I.C. afferente al Dipartimento di Beni Culturali. Le tre opere provengono da luoghi di clausura monastica e rappresentano tre tappe significative nella storia della statuaria sacra meridionale.<\/p>\n<p><strong>Tra gli elementi pi\u00f9 affascinanti emersi dal restauro spicca l<\/strong>\u2019<strong>uso dell<\/strong>\u2019<strong>estofado<\/strong>, una tecnica decorativa tipica della Spagna ma molto usata anche in Italia meridionale, che, attraverso graffiature su doratura, arricchisce le superfici delle sculture con motivi geometrici e fitomorfi. Questo elemento, unito alla vivacit\u00e0 cromatica delle policromie originali, rappresenta una firma stilistica distintiva del barocco meridionale, che si distingue per l\u2019influenza napoletana adattata ai contesti locali. Le tre importanti sculture in legno<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uQm18.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35143 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uQm18.jpg\" alt=\"\" width=\"398\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uQm18.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uQm18-187x300.jpg 187w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uQm18-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/a> policromato di et\u00e0 barocca restaurate dal centro M.O.S.A.I.C. (Multidisciplinary Organization for Studying and Analyzing materials in Art and Conservation), nato dalla collaborazione dell\u2019Universit\u00e0 del Salento con il Polo Bibliomuseale della Puglia e la Provincia di Lecce. La prima fase di questa collaborazione \u00e8 stata ospitata dal laboratorio di restauro del Museo Castromediano, in attesa che il Centro si insedi nell\u2019ex Convento dei Domenicani di Cavallino. Le tre opere, finora non esposte al pubblico provengono da luoghi di clausura monastica: un busto di Ecce Homo e un Sant\u2019Onofrio dal Monastero delle Benedettine di Lecce e un altro Ecce Homo da quello delle Clarisse di Nard\u00f2.<\/p>\n<p>Il restauro \u00e8 stato preceduto e accompagnato da approfondite indagini sui materiali: analisi delle specie legnose utilizzate, sezioni stratigrafiche <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/SANTONOFRIO__Restaurato_Foto-di-Marco-Sportella.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35144\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/SANTONOFRIO__Restaurato_Foto-di-Marco-Sportella.jpeg\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/SANTONOFRIO__Restaurato_Foto-di-Marco-Sportella.jpeg 898w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/SANTONOFRIO__Restaurato_Foto-di-Marco-Sportella-225x300.jpeg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/SANTONOFRIO__Restaurato_Foto-di-Marco-Sportella-768x1025.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 421px) 100vw, 421px\" \/><\/a>delle policromie, tomografie assiali computerizzate (tac). Ricerche bibliografiche e d\u2019archivio e comparazioni filologiche hanno completato il quadro delle conoscenze in un\u2019ottica interdisciplinare, che ha permesso di ricostruire nel modo pi\u00f9 completo possibile la storia delle tre sculture, oggi riferibili con buona probabilit\u00e0 rispettivamente ad Antonio Gallo, Diego Viglialovos e Giacomo Colombo. Nel caso di Viglialovos la probabilit\u00e0 \u00e8 diventata certezza grazie alla scoperta di un cartiglio con la sua firma all\u2019interno della statua. Il restauro ha rivelato le policromie originali, in tutti e tre i casi riscoperte al di sotto di ridipinture pi\u00f9 tarde. <strong>L\u2019Ecce Homo delle Clarisse ha ritrovato, una volta rimosse spesse vernici ossidate, un delicato incarnato rosato; quello delle Benedettine ha rivelato un magnifico e quasi integro estofado (decorazione graffita su foglia oro) occultato da una spessa ridipintura;<\/strong> <strong>infine il Sant\u2019Onofrio mostra ora la sua raffinata veste pittorica originale, che si deve con ogni probabilit\u00e0 allo stesso Colombo, noto come pittore oltre che scultore.<\/strong> Nella pulitura delle tre opere sono state messe a confronto diverse tecniche, tra cui l\u2019utilizzo di un prodotto brevettato, ecocompatibile, a base di enzimi lipasi stabilizzanti, che usato in forma di gel, evita i rischi di irritazioni o sensibilizzazioni agli operatori. Le opere restaurate, scalate cronologica mente dal primo Seicento dell\u2019Ecce Homo di Nard\u00f2, al 1674 di quello di Lecce, fino ai primi del Settecento del pezzo attribuito al Colombo, rappresentano tre tappe significative nella storia della statuaria sacra meridionale, che nella mostra si confrontano con le opere della collezione permanente della Pinacoteca Antonio Cassiano, tra le quali vi sono altre sculture in legno seicentesche, e con le magnifiche statue-reliquiario provenienti dalla chiesa leccese di Sant\u2019Irene.<\/p>\n<p>Grazie alla sinergia tra istituzioni, studiosi e restauratori, e all\u2019uso delle tecnologie diagnostiche pi\u00f9 avanzate, queste opere sono ora accessibili al pubblico, come testimonianza dell\u2019elevata maestria tecnica degli artisti barocchi e spaccato dell\u2019estetica del barocco meridionale, contribuendo a definire l\u2019identit\u00e0 culturale di un\u2019epoca, offrendo una prospettiva unica sull\u2019arte sacra e aprendo nuove strade per la ricerca scientifica e storica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo Castromediano, Pinacoteca \u201cAntonio Cassiano\u201d\u00a0di Lecce ospita fino al 18 dicembre 2024 in anteprima assoluta\u00a0\u201cLegni Preziosi del Barocco dell\u2019Italia meridionale\u201d,\u00a0l\u2019esposizione di\u00a0tre preziose sculture votive in legno policromato,\u00a0restituite ai colori e alle dorature originali\u00a0grazie al\u00a0lavoro del centro interdisciplinare M.O.S.A.I.C.\u00a0 e\u00a0per la prima volta esposte al pubblico. 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