{"id":35152,"date":"2024-12-03T20:54:33","date_gmt":"2024-12-03T20:54:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35152"},"modified":"2024-12-03T20:54:33","modified_gmt":"2024-12-03T20:54:33","slug":"enrico-pea-scrittore-deccezione-amico-di-ungaretti-viani-puccini-montale-carra-e-pound-la-mostra-a-palazzo-ducale-a-lucca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/12\/03\/enrico-pea-scrittore-deccezione-amico-di-ungaretti-viani-puccini-montale-carra-e-pound-la-mostra-a-palazzo-ducale-a-lucca\/","title":{"rendered":"Enrico Pea scrittore d\u2019eccezione. Amico di Ungaretti, Viani, Puccini, Montale, Carr\u00e0 e Pound. La mostra a Palazzo Ducale a Lucca"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/scrittori_da_riscoprire_-_enrico_pea_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35153\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/scrittori_da_riscoprire_-_enrico_pea_1.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/scrittori_da_riscoprire_-_enrico_pea_1.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/scrittori_da_riscoprire_-_enrico_pea_1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/a>Enrico Pea scrittore d\u2019eccezione<\/em><\/strong><strong> che affascin\u00f2 Ungaretti e Pound, amico tra gli altri di Puccini, Montale, Viani e Carr\u00e0, rivive in una mostra a Lucca. Dal 23 novembre 2024 al 12 gennaio 2025, nella sala Tobino di Palazzo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/image002-1-e1733258286529.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35154 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/image002-1-e1733258286529.jpg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"411\" \/><\/a> Ducale (cortile Carrara), saranno esposti documenti inediti, lettere, libri, fotografie originali, quadri d\u2019autore per raccontare una delle voci pi\u00f9 sincere e significative del Novecento italiano<\/strong>:<strong> ENRICO PEA, poeta, drammaturgo e impresario teatrale oltre che scrittore.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Promossa dall&#8217;<strong>Associazione Amici di Enrico Pea<\/strong>, a cura di Giovanna Bellora, presidente dell\u2019associazione e pronipote di Pea, e da Marcello Ciccuto, professore ordinario di Letteratura Italiana presso la facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa, si propone di riportare alla luce la figura e l\u2019opera dell\u2019autore versiliese (1881-1958), che, pur apprezzata da critici illustri, rischia oggi di essere dimenticata.<\/p>\n<p>Il titolo <strong><em>Enrico Pea scrittore d\u2019eccezione <\/em><\/strong>nasce dalla qualifica che gi\u00e0 Pietro Pancrazi nel 1946 attribuiva a Pea per quella originalit\u00e0 compositiva e di linguaggio, fuori dalle regole accademiche e dalle correnti tradizionali letterarie.<\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Che cosa fu Enrico Pea<\/em>?\u201d scrive Giuseppe Ungaretti in un <em>Ricordo <\/em>del 1959, dopo la sua morte<\/strong>. \u201c<em>Poeta, vero poeta, uomo di principi fermi, uomo radicato nella terra, nella sua terra che \u00e8 cristiana, d\u2019un Cristianesimo primitivo, ma fremente anche d\u2019umori pi\u00f9 terreni, anche se era avvezzo a mitigare la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455558-e1733258321143.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35155\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455558-e1733258321143.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a>sua furia\u2026<\/em>\u201d e continua poi. \u201c<em>Per alcuni tuoi libri che sono miracoli, per la tua fierezza d\u2019uomo che sapeva inoltre bene quanto un\u2019anima umana sia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455560-e1733258351527.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35156 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455560-e1733258351527.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a> debole, e quanto una vita umana sia oscuratamente insediata, Enrico Pea, come un Maestro ti ricorderemo sempre, e ti ricorderanno a lungo quelli dopo di noi<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Tutti i documenti e le opere in mostra, originali, provengono dall\u2019Archivio Pea-Bellora, gi\u00e0 appartenenti allo scrittore, e trovano un inquadramento storico e critico nel volume edito per l\u2019occasione da Maria Pacini Fazzi, curato da Marcello Ciccuto e Giovanna Bellora<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Questa esposizione, oltre al poeta e scrittore, al drammaturgo e all&#8217;impresario teatrale, pone l\u2019accento su <strong>Pea <\/strong><strong>appassionato d\u2019arte<\/strong>,<strong> amico di Viani, Carlini, Levy, Nomellini e altri artisti. In mostra troviamo circa cinquanta opere &#8211; dipinti, disegni, incisioni &#8211; della sua collezione personale, alcune mai esposte prima: tra queste ci sono numerosi ritratti di Pea, spesso con dedica, come quello di Fanelli (1915), pittore livornese di fama internazionale e suo grande amico. Un dipinto, mai esposto prima al pubblico, che cattura la sua essenza irrequieta e anticonformista e che, proprio per questa \u00e8 stata scelta come immagine del catalogo e della mostra.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455555-e1733258384379.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35157\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455555-e1733258384379.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a>&#8220;<em>Questo evento<\/em> &#8211; afferma Giovanna Bellora, Presidente dell&#8217;Associazione Amici di Enrico Pea &#8211; <em>non \u00e8 solo un omaggio a un grande scrittore, ma<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455556-e1733258412431.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35158 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455556-e1733258412431.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a> un&#8217;opportunit\u00e0 per riscoprire un&#8217;intera epoca culturale attraverso gli occhi di un suo protagonista fuori dagli schemi<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>Il <strong>percorso espositivo<\/strong>, articolato in quattro sezioni, guida il visitatore attraverso le tappe fondamentali della vita e della produzione letteraria di Pea: le prime tre raccontano tre fasi biografiche significative, la quarta i rapporti di amicizia con grandi del Novecento con i quali Pea si relazionava. Ne emerge una figura poliedrica e il ruolo centrale che ebbe nel panorama culturale del primo \u2018900, offrendo, al contempo, uno spaccato del fermento culturale di quel periodo, di cui fu protagonista e testimone.<\/p>\n<p>Di grande interesse storico-letterario, i <strong>carteggi <\/strong>con <strong>Giuseppe Ungaretti e Ezra Pound<\/strong>, documenti che gettano nuova luce sul ruolo di Pea come figura di spicco nel panorama letterario internazionale, cos\u00ec come quelli relativi al rapporto di amicizia e collaborazione con il celebre compositore Giacomo Puccini, finora poco nota, incentrata sulla realizzazione di teatri all&#8217;aperto in Versilia. Puccini, tra l\u2019altro, ebbe un ruolo fondamentale nella pubblicazione di <em>Moscardino<\/em> per Treves nel 1922, tradotto poi, nel 1955 in inglese da Pound.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455557-e1733258451277.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35159\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455557-e1733258451277.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a>L&#8217;allestimento ricrea l&#8217;atmosfera dei luoghi cari a Pea, uno fra tutti il caff\u00e8 dove aveva dato vita al circolo culturale \u2018Quarto Platano\u2019, a Forte dei Marmi, in cui era solito incontrare intellettuali come Eugenio Montale, Carlo Carr\u00e0, Giuseppe De Robertis, Maria Bellonci, Anna Banti,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455561-e1733258526946.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35161 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455561-e1733258526946.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a> Roberto Longhi, Alberto Vigevani e altri.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Le sezioni della mostra<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>La preistoria di Enrico Pea: 1881-1914<\/strong><\/p>\n<p>Questa prima sezione raccoglie quadri, documenti, citazioni di questa prima parte della sua vita: cartoline fotografiche di Seravezza, della lavorazione del marmo, del palazzo mediceo prima di essere ristrutturato, il quadro di Moses Levy <em>La<\/em> <em>raccolta delle olive<\/em>. Segue il periodo legato all\u2019Egitto, dove emigr\u00f2 nel 1896 per sfuggire alla miseria. Oltre al passaporto e ai documenti necessari per lavorare in questo paese, troviamo foto originali che testimoniano l\u2019incontro con Ungaretti e la poesia, la sua nuova vita con la moglie Aida, i tre figli Valentina, Pia e Marx e la tata araba Farida. Nel 1914 rientra a Viareggio, ma nei precedenti viaggi di andata e ritorno tra la Versilia e Alessandria d\u2019Egitto, Pea ha gi\u00e0 pubblicato <em>Fole<\/em> (1910), <em>Montignoso<\/em> (1912) e <em>Spaventacchio<\/em> (1914). Fra il 1914 e il 1919, svolge una fervida attivit\u00e0 di drammaturgo e impresario teatrale, collaborando anche con Giacomo Puccini, che sostiene la costruzione del Teatro all\u2019aperto del Bosco Apuano, nel 1918.<\/p>\n<p><strong>Pea e la Versilia 1914-1943<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455562-e1733258579946.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35162\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455562-e1733258579946.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a>Grazie alla mediazione di Giacomo Puccini con l\u2019editore Treves, Pea pubblica nel 1922 <em>Moscardino<\/em>, l\u2019opera principale, che lo render\u00e0 famoso. Nel 1922 assume anche la direzione artistica del Politeama di Viareggio. Continua a scrivere e rappresentare drammi teatrali, ma ormai la sua attivit\u00e0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455564-e1733258611437.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35163 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455564-e1733258611437.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a> volge sempre di pi\u00f9 verso romanzi e racconti. Dal 1920 al 1943, tenendosi sempre \u201ca latere\u201d della politica e della cultura fascista, scrisse moltissime opere, tutte presenti in versione originale in questa sezione. Nel 1938, vince il premio Viareggio-R\u00e8paci con <em>La Maremmana<\/em>. Prosegue il suo interesse per il teatro e soprattutto per i \u201cMaggi\u201d, antica forma di rappresentazioni popolari, di cui \u00e8 drammaturgo, organizzatore ed attore. Un\u2019esperienza che descrive in <em>Il maggio in Versilia<\/em>, <em>in Lucchesia e in Lunigiana<\/em>, pubblicato nel 1954. Con la famiglia numerosa cambia spesso casa, spostandosi da piazza Shelley ad altri luoghi di Viareggio, abitando per un periodo anche al teatro Politeama, che dirige. Nel 1941, a Rapallo, incontra Pound, di cui nella prefazione all\u2019edizione inglese di <em>Moscardino<\/em> (<em>Moscardino<\/em> translated by Ezra Pound) fa un ritratto di grande forza espressiva. Nel carteggio fra i due scrittori (1941-1958), si evince la difficolt\u00e0 di Pound a tradurre in inglese le molte parole versiliesi usate da Pea, ma, al tempo stesso, anche la grande intesa umana e intellettuale che si era creata, nonostante la lingua. Pea racconta di come si spiegavano ricorrendo a disegni, uno dei quali sar\u00e0 in mostra. Ci saranno anche articoli e poesie pubblicati su giornali su riviste d\u2019epoca.<\/p>\n<p><strong>1943-1958<\/strong> <strong>Via Elisa 49<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455563-e1733258646430.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35164\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455563-e1733258646430.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><\/a>Pea arriva a Lucca, nel 1945, dopo lo sfollamento nella campagna lucchese e si trasferisce in via Elisa 49. D&#8217;estate si sposta a Forte dei Marmi, nella sua casetta davanti al mare, in Via Versilia, (vicino a Villa Bertelli). Qui frequenta diversi caff\u00e8, come era sempre stato solito fare, essendo per lui il caff\u00e8 non solo luogo d\u2019incontro, ma d\u2019ispirazione e di lavoro. Al caff\u00e8 Roma crea il circolo culturale del \u2018Quarto Platano\u2019. Attorno a lui siedono scrittori, critici e pittori e per lunghe stagioni ne diventa il punto di riferimento, il \u201cnume tutelare\u201d, come scrive Piero Bigongiari. Nel 1954 si mette alla prova anche con il cinema come attore principale nel film \u201cGli orizzonti del sole\u201d di Giovanni Paolucci e, realizza interviste e racconti con la Rai Radio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455565.660x368.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35165 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455565.660x368.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455565.660x368.jpg 660w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/mostra-enrico-pea-lucca-455565.660x368-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/a> Italiana. Muore l\u201911 agosto 1958, lo stesso giorno arriva alla sua casa una cartolina di Pound da Merano, esposta in mostra, ignaro, in cui scrive \u201cEP saluta EP\u201d.<\/p>\n<p><strong>Saluto a Pea <\/strong><\/p>\n<p><strong>In questa ultima sezione sono esposti contributi significativi su Pea, dopo la morte. Nel 1959, Ungaretti lo ricorda al Pasquilio, sulle Apuane, insieme a Maccari; Montale gli dedica una bellissima e significativa poesia nel 1978, <em>All\u2019amico Pea, <\/em>anche questa in mostra. Troviamo, inoltre: saggi critici e omaggi tra cui il ritratto a Pea di Primo Conti e <em>Il mare \u00e8 il mio elemento<\/em>, ritratto a Pea realizzato da Antonio Possenti. Nel 2022, a cura dell\u2019associazione Amici di Enrico Pea, vengono ripubblicati Moscardino, nell\u2019edizione di Treves 1922, in anastatica, e la traduzione di Moscardino di Pound del 1956.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uyPTH.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35166\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uyPTH.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uyPTH.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/AA1uyPTH-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/a>Nel corso della mostra avr\u00e0 luogo un convegno di approfondimento. L&#8217;evento \u00e8 reso possibile grazie a: Comune di Lucca, Comune di Forte dei Marmi, Comune di Viareggio, Comune di Seravezza, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ed ha il patrocinio della Regione Toscana, dei Comuni di Pietrasanta, Montignoso, Borgo a Mozzano, di Fondazione Ricci, Fondazione Paolo Cresci, Fondazione Catarsini, Fondazione Giacomo Puccini, Fondazione Villa Bertelli, Fondazione Mario Tobino, Fondazione Corrente.<\/p>\n<p><strong>L\u2019associazione culturale \u201cAmici di Enrico Pea\u201d<\/strong> si \u00e8 costituita alla fine del 2020 con il progetto di promuovere e rivalutare la figura e dell&#8217;opera di Enrico Pea, come uno dei nomi pi\u00f9 significativi del panorama letterario del primo Novecento italiano. L\u2019associazione ha realizzato negli anni vari eventi come: per i 140 anni dalla nascita a Seravezza (2021); la ripubblicazione in anastatica del <em>Moscardino<\/em> in occasione dei 100 anni dall\u2019uscita a Villa Bertelli \u2013 Forte dei Marmi (2022), approfondendo la relazione tra Pea e Pound; il convegno \u201cENRICO PEA: amici, corrispondenti, lettori\u201d, Atti del Convegno promosso dall\u2019Associazione Amici di Enrico Pea, Lucca, Villa Bottinil,11 e 12 ottobre 2023, a cura di Giovanna Bellora.<\/p>\n<p><strong>Biografia di Enrico Pea. <\/strong>Nato a Seravezza il 29 ottobre 1881, ebbe sin dai primi anni una vita travagliata. Nel settembre del 1885 un&#8217;alluvione del Serra e del Vezza spazz\u00f2 via la casa di famiglia e due mesi dopo il padre mor\u00ec sul lavoro. Rimasto orfano di padre e dopo aver abitato con la madre a Chifenti per un anno, and\u00f2 poi a vivere in un cascinale sul Monte di Ripa con il nonno (uscito una ventina d&#8217;anni prima dal manicomio di Fregionaia) dove oltre ai primi rudimenti dell&#8217;alfabeto apprese anche le leggi della natura, la poesia, i concetti di libert\u00e0, di adattamento, che il nonno gli impartiva durante le veglie invernali davanti al fuoco. Cos\u00ec l&#8217;autodidatta \u00e8 entrato nella letteratura del Novecento. Giovanissimo, emigr\u00f2 ad Alessandria d&#8217;Egitto nel 1896, dove rest\u00f2 fino al 1914 e dove nei primi anni svolse vari lavori manuali da operaio nelle fonderie Sloder a meccanico in un cantiere navale. Dopo il 1901 avvi\u00f2 un&#8217;attivit\u00e0 commerciale di marmo, legname e vini fra l&#8217;Italia e l&#8217;Egitto il cui deposito era una baracca rossa, luogo d&#8217;incontro di anarchici, ribelli e fuoriusciti un po&#8217; da ogni parte ma anche di intellettuali; proprio l\u00ec incontr\u00f2 e strinse un&#8217;inossidabile amicizia con Giuseppe Ungaretti, anch&#8217;egli figlio di emigrati lucchesi. E fu proprio grazie ad Ungaretti, correttore dei primi versi, che nel 1910 pubblic\u00f2 &#8220;Fole&#8221;. In uno dei viaggi in Italia nel 1910 fece parte della &#8220;Repubblica di Apua&#8221;, un&#8217;utopistica repubblica politico-letteraria basata su principi di libert\u00e0 e giustizia fondata da Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, cui aderirono anche Lorenzo Viani, Luigi Salvatori e lo stesso Ungaretti. Tornato definitivamente in Italia dopo il 1914, si stabil\u00ec con la famiglia a Viareggio dove si fece impresario teatrale, realizz\u00f2 teatri all&#8217;aperto e scrisse molte opere teatrali fra cui &#8220;Giuda&#8221;, tragedia che poi ripudi\u00f2 e da cui inizi\u00f2 la \u201cconversione\u201d. In quegli anni rappresent\u00f2 anche diversi \u201cMaggi\u201d, una passione che si portava dietro sin dall&#8217;infanzia. Nel 1922 pubblic\u00f2 la prima e pi\u00f9 importante opera in prosa, &#8220;Moscardino&#8221;, edita da Treves cui Giacomo Puccini aveva raccomandato lo scritto. Durante gli anni del fascismo incontr\u00f2 qualche difficolt\u00e0 in termini di riconoscimenti e dovette dividere con Vittorio G. Rossi il premio Viareggio assegnatogli nel 1938 con \u201cLa Maremmana\u201d. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Pea si trasfer\u00ec a Lucca dalla figlia Pia, dopo aver soggiornato anche nella campagna lucchese in seguito a un bombardamento che aveva danneggiato il suo teatro Politeama a Viareggio. Pare che in quella circostanza fossero andati distrutti molti manoscritti fra cui quello di \u201cVita in Egitto\u201d, una delle migliori opere di Pea, motivo per cui Pea avrebbe dovuto riscriverla quasi tutta per pubblicarla nel 1949. Fra gli anni \u201940 e \u201850 Pea collabor\u00f2 a importanti quotidiani e riviste, scrisse molti romanzi, incontr\u00f2 e strinse un rapporto di grande amicizia e stima con Ezra Pound, che tradusse in inglese \u201cMoscardino\u201d, pubblicato nel 1955 in USA dalla casa editrice New Direction e in Italia nel 1956 da Vanni Scheiwiller. D&#8217;estate era solito trasferirsi nella sua casetta di Forte dei Marmi e frequentare il caff\u00e8 Roma dove ama scrivere, sedendo al \u2018Quarto Platano\u2019 insieme a De Robertis, Montale, Carr\u00e0, Longhi. Mor\u00ec a Forte dei Marmi l&#8217;11 agosto 1958.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Enrico Pea scrittore d\u2019eccezione che affascin\u00f2 Ungaretti e Pound, amico tra gli altri di Puccini, Montale, Viani e Carr\u00e0, rivive in una mostra a Lucca. Dal 23 novembre 2024 al 12 gennaio 2025, nella sala Tobino di Palazzo Ducale (cortile Carrara), saranno esposti documenti inediti, lettere, libri, fotografie originali, quadri d\u2019autore per raccontare una delle voci pi\u00f9 sincere e significative del Novecento italiano: ENRICO PEA, poeta, drammaturgo e impresario teatrale oltre che scrittore. \u00a0Promossa dall&#8217;Associazione Amici di Enrico Pea, a cura di Giovanna Bellora, presidente dell\u2019associazione e pronipote di Pea, e da Marcello Ciccuto, professore ordinario di Letteratura Italiana presso [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/12\/03\/enrico-pea-scrittore-deccezione-amico-di-ungaretti-viani-puccini-montale-carra-e-pound-la-mostra-a-palazzo-ducale-a-lucca\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,80688,74779,66803,66558,9894,10357,41640,44545,44441,87,35351,17030,26,17505,35188,28369,51665,4625],"tags":[596755,596759,596756,596757,35961,66607,596760,73595,596758,596762,355195,271371],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35152"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35152"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35152\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35170,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35152\/revisions\/35170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}