{"id":35343,"date":"2024-12-21T21:32:55","date_gmt":"2024-12-21T21:32:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35343"},"modified":"2024-12-21T21:32:55","modified_gmt":"2024-12-21T21:32:55","slug":"un-presepe-siciliano-del-settecento-di-giovanni-antonio-matera-dal-museo-giannettino-luxoro-di-genova-esposto-a-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/12\/21\/un-presepe-siciliano-del-settecento-di-giovanni-antonio-matera-dal-museo-giannettino-luxoro-di-genova-esposto-a-bologna\/","title":{"rendered":"Un presepe siciliano del Settecento di Giovanni Antonio Matera dal Museo Giannettino Luxoro di Genova esposto a Bologna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/10-Presepe-Giovanni-Antonio-Matera-e1734816037711.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35344\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/10-Presepe-Giovanni-Antonio-Matera-e1734816037711.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"412\" \/><\/a>Come una tradizione nella tradizione, da anni in prossimit\u00e0 del Natale i Musei Civici d&#8217;Arte Antica del Settore Musei Civici\u00a0Bologna in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare, organizzano\u00a0<strong>presso il Museo Civico d&#8217;Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini una mostra dedicata al presepe<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Grazie al prestito di una straordinaria \u201cscarabattola\u201d proveniente dal\u00a0Museo Giannettino Luxoro\u00a0di Genova, quest&#8217;anno l&#8217;<\/strong><strong>esposizione &#8211; curata da Adele Tomarchio e visitabile dal 7 dicembre 2024 al 19 gennaio 2025 con ingresso gratuito<\/strong><strong>\u00a0&#8211; presenta al pubblico un presepe siciliano,<\/strong> con lo scopo di documentare la fortuna di questo specifico tipo di produzione artistica e il suo declinarsi in maniera diversa di regione in regione.<\/p>\n<p><strong>Fulcro della scena del gruppo presepiale \u00e8<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>l&#8217;Adorazione dei Magi di Giovanni Antonio Matera (Trapani, 1653 &#8211; Palermo, 1718)<\/strong>, <strong>al cui nome si lega la fortuna della scultura presepiale modellata secondo la tecnica della &#8220;tela e colla&#8221;, di cui fu insuperato caposcuola.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;identit\u00e0 artistica di Matera fu cos\u00ec descritta da Giuseppe Maria Fogalli barone d&#8217;Imbrici, vissuto a Trapani tra il 1770 e il 1840, autore di Memorie biografiche di trapanesi illustri: <strong>&#8220;<em>fu inimitabile nello scolpire le piccole figure di legno, nelle quali seppe riunire tutti i caratteri del bello, che possono nelle grandi figure concorrere e risplendere (&#8230;) I pastori fatti da lui in tela e colla, o in legno, per uso di presepe ed altro gli accrebbero tale onore che nessuno in Palermo volle comprare tale sorta di pastori se non costasse a loro di essere sortiti dalla mano del Matera. Tanto fu il merito di questo trapanese, scultore in piccolo<\/em>&#8220;.<\/strong><\/p>\n<p>Elogiato per la \u00abinsuperabile semplicit\u00e0, verit\u00e0 ed espressioni ne&#8217; pastori\u00bb, Giovanni Antonio Matera <strong>si distingue dall&#8217;infinita schiera dei &#8220;pasturari&#8221; del tempo,<\/strong> per porsi come originale creatore di una tipologia iconografica che avr\u00e0 numerosissimi imitatori. Per modellare i suoi pastori, si avvaleva di materiali poveri, come il legno, la tela e la colla. Intagliava solo viso braccia e gambe, sbozzando appena il corpo, fatto di legno di tiglio o cipresso, quindi immergeva piccole strisce di telo di lino in una mistura di colla e gesso, variamente colorata e le applicava ancora bagnate, organicamente sovrapposte, sul corpo delle statuine. La colla, indurendosi, conferiva alle vesti morbidamente drappeggiate un aspetto plastico e armonioso. Per infondere infine effetti mimetici e naturali, interveniva rifinendo a pittura le parti in legno, rivelando notevoli doti non solo nell&#8217;arte plastica, ma anche nella resa di sensibili sottigliezze cromatiche. Le tecniche e lo stile adoperati dal Matera furono a lungo modelli di riferimento per i costruttori di pastori da presepe siciliani, grazie anche all&#8217;economicit\u00e0 dei materiali usati che favor\u00ec una larga diffusione popolare di questa tradizione artigianale.<\/p>\n<p>Posto a confronto con la consistente e coeva collezione permanente del presepe felsineo che, come \u00e8 noto, era modellato interamente in terracotta,<strong>\u00a0il presepe di Matera esprime un realismo narrativo dalla forte carica gestuale<\/strong>, in cui si possono cogliere echi del naturalismo pittorico seicentesco e della scultura di Bernini, per corrispondere meglio alle esigenze di fede che la cultura artistica dell&#8217;Isola, sotto al dominio spagnolo, aveva necessit\u00e0 di trasmettere in termini di coinvolgente e spettacolare retorica. Strumenti di catechesi e di devozione popolare, i gruppi presepiali si prestavano ad attivare l&#8217;empatia e la partecipazione dei fedeli, per promuovere un ritorno a valori religiosi profondamente sentiti.<\/p>\n<p>La grande scena dell&#8217;Adorazione dei Magi riferito alle Collezioni Civiche genovesi, sottoposto a intervento di pulitura e consolidamento in occasione dell&#8217;esposizione a Bologna, rivela l&#8217;arte squisita e pregevole del Matera nella raffinata resa dei dettagli. Su una base sagomata in legno dorato, poggiante su piedini a zampa di leone, si erge una scenografia architettonica, che associa una costruzione in rovina con un&#8217;ambientazione rurale, precipua del presepe. Al centro della composizione vi \u00e8 il gruppo della Nativit\u00e0, verso cui convergono umili pastori e magnificenti Re Magi, avvolti in mantelli scenograficamente sostenuti dai caudatari.<\/p>\n<p>Se l&#8217;architettura aderisce al gusto del &#8216;rovinismo&#8217;, da intendersi sia come richiamo al mondo classico, sia come allegoria cristiana della distruzione del paganesimo, l&#8217;ambientazione si completa nelle &#8216;meraviglie&#8217; della natura &#8211; conchiglie, madrepore, concrezioni calcaree, rametti di corallo &#8211; che giungono dal mare e connotano in modo unico la produzione presepiale siciliana, capace di unire materiali &#8216;ricchi&#8217; del mondo dell&#8217;oreficeria con quelli &#8216;poveri&#8217;, quali la cartapesta e il sughero, utilizzati dall&#8217;autore per realizzare le rocce.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Come una tradizione nella tradizione, da anni in prossimit\u00e0 del Natale i Musei Civici d&#8217;Arte Antica del Settore Musei Civici\u00a0Bologna in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare, organizzano\u00a0presso il Museo Civico d&#8217;Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini una mostra dedicata al presepe. 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