{"id":35356,"date":"2024-12-23T21:03:29","date_gmt":"2024-12-23T21:03:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35356"},"modified":"2024-12-23T21:03:29","modified_gmt":"2024-12-23T21:03:29","slug":"lamericana-helen-frankenthaler-e-il-dipingere-senza-regole-la-mostra-a-palazzo-strozzi-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/12\/23\/lamericana-helen-frankenthaler-e-il-dipingere-senza-regole-la-mostra-a-palazzo-strozzi-a-firenze\/","title":{"rendered":"L\u2019americana Helen Frankenthaler e il dipingere senza regole. La mostra a Palazzo Strozzi a Firenze"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/06-dsc09959-migliorato-nr-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987004342.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35357\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/06-dsc09959-migliorato-nr-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987004342.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>Palazzo Strozzi a Firenze presenta fino al 26 gennaio 2025 \u00a0&#8220;<em>Helen Frankenthaler: Dipingere senza regole&#8221;<\/em>, la pi\u00f9 grande mostra mai realizzata in Italia, dedicata a\u00a0una delle pi\u00f9 importanti artiste americane del Novecento.<\/strong> Insieme a un&#8217;ampia selezione di opere realizzate tra il 1953 e il 2002,\u00a0trenta grandi tele e sculture di Frankenthaler, provenienti dalla Helen Frankenthaler Foundation e in prestito da<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/10-ds-06012-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987037528.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35358 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/10-ds-06012-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987037528.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a> importanti musei e collezioni private, la mostra permetter\u00e0 di scoprire connessioni, influenze e amicizie dell&#8217;artista. L<strong>e opere di Frankenthaler sono infatti a confronto con i lavori di artisti a lei contemporanei, alcuni parte dalla sua collezione personale, come Anthony Caro, Morris Louis, Robert Motherwell, Kenneth Noland, Jackson Pollock, Mark Rothko, David Smith, Anne Truitt.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Figura chiave nella seconda generazione di pittori astratti americani del dopoguerra,<\/strong>\u00a0<strong>Frankenthaler\u00a0(1928-2011)\u00a0ha avuto un ruolo fondamentale nel passaggio dall&#8217;Espressionismo astratto alla cosiddetta Color Field Painting.<\/strong> In oltre sessant&#8217;anni di carriera Frankenthaler si \u00e8 imposta sulla scena artistica americana tramite un approccio\u00a0<em>&#8220;senza regole&#8221;<\/em>, sfidando i limiti delle tecniche pittoriche ma anche le aspettative di genere dell&#8217;epoca, imponendosi come una delle principali artiste della sua generazione. Grazie all&#8217;eclettica immaginazione e alle capacit\u00e0 improvvisative ha esplorato una nuova relazione tra colore e forma, espandendo le possibilit\u00e0 della pittura astratta in un modo che ancora oggi ispira generazioni di artisti. Colore e spazio, astrazione e poesia: l&#8217;arte di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/15-ds-06156-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987064982.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35359\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/15-ds-06156-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987064982.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>Frankenthaler si distingue per una capacit\u00e0 unica nell&#8217;unire tecnica e immaginazione, ricerca e improvvisazione, andando oltre canoni, regole e convenzioni alla ricerca di una nuova libert\u00e0 nella pittura.<\/p>\n<p>Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, afferma: &#8220;<em>Siamo entusiasti di presentare l&#8217;opera di Helen Frankenthaler in una grande mostra senza precedenti in Italia, permettendo al pubblico di scoprire un&#8217;artista fondamentale del XX secolo. Con il s<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/19-dsc06069-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987089461.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35360 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/19-dsc06069-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987089461.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>uo approccio innovativo e controcorrente, Frankenthaler si \u00e8 distinta come figura pionieristica nel campo della pittura astratta, ampliandone le potenzialit\u00e0 in un modo che continua a ispirare ancora oggi nuove generazioni di artisti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Organizzata cronologicamente, l&#8217;esposizione ripercorre lo sviluppo della pratica creativa di Frankenthaler con\u00a0ogni sala dedicata a un decennio della sua produzione dagli anni &#8217;50 agli anni &#8217;90. Le sue innovazioni artistiche, accostate a dipinti, sculture e opere su carta di artisti a lei contemporanei, permetteranno di mettere in luce le sinergie e le affinit\u00e0 tra questi autori<strong>. La mostra mette cos\u00ec in scena la consolidata influenza di Jackson Pollock su Frankenthaler negli anni Cinquanta, con Number 14 (1951), un dipinto in bianco e nero a confronto con Mediterranean Thoughts di Frankenthaler (1960), un colorato lavoro a olio che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/31-dsc06082-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987126815.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35361\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/31-dsc06082-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987126815.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>presenta analoghi &#8220;elementi di realismo astratto o di Surrealismo&#8221;, frase che Frankenthaler us\u00f2 per descrivere l&#8217;opera di Pollock dopo averla vista di persona la prima volta.<\/strong> Tutti-Frutti (1966), un dipinto a &#8220;soak-stain&#8221; di nuvole colorate fluttuanti, trova un analogo tridimensionale in Untitled (1964), scultura in acciaio dipinto di David Smith, composta da forme geometriche impilate l&#8217;una sull&#8217;altra, appoggiate su quattro piccole ruote. Heart of London Map (1972), un assemblaggio in acciaio, si pone a confronto invece con Ascending the Stairs di Anthony Caro (1979-1983), nella sua costruzione pezzo per pezzo.<\/p>\n<p>Nel percorso della mostra le\u00a0opere degli anni Ottanta, Novanta e Duemila\u00a0sono la testimonianza di un&#8217;artista che non ha mai smesso di infrangere le<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/39-dsc00313-migliorato-nr-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987151442.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35362 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/39-dsc00313-migliorato-nr-photoelabialkowskaoknostudio-e1734987151442.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a> regole per esplorare nuovi modi di fare arte. L&#8217;esposizione sar\u00e0 arricchita da progetti educativi e apparati che consentiranno ai visitatori di conoscere e approfondire la vita e la pratica artistica di Frankenthaler anche attraverso documenti d&#8217;archivio, fotografie e corrispondenza con amici.<\/p>\n<p><strong>Helen Frankenthaler. <\/strong>Nata a New York, Helen Frankenthaler (1928-2011) compie i suoi studi artistici con Paul Feeley al Bennington College, prima di tornare a Manhattan, dove si avvicina all&#8217;arte astratta. All&#8217;inizio degli anni Cinquanta entra in contatto con gli esponentii della Scuola di New York e a figure chiave dell&#8217;arte americana del dopoguerra, sviluppando rapporti di amicizia e di lavoro. Presto Frankenthaler si trova circondata da artisti che condividono con lei un forte impegno nella sperimentazione. Alcuni diventano amici con cui convidive studio visit, intense corrispondenze e scambi di opioni, oltre a collezionarne le opere, che espone nella sua casa di Manhattan. Tra queste, alcune saranno protagoniste della mostra a Palazzo Strozzi come il lavoro su carta Helen&#8217;s Collage (1957) di Robert Motherwell, Aleph Series V (1960), dipinto di Morris Louis, o la scultura Ascending the Stairs (1979-1983) di Anthony Caro.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 co-organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, e Helen Frankenthaler Foundation, New York, ed \u00e8 curata da Douglas Dreishpoon, Direttore, Helen Frankenthaler Catalogue Raisonn\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Palazzo Strozzi a Firenze presenta fino al 26 gennaio 2025 \u00a0&#8220;Helen Frankenthaler: Dipingere senza regole&#8221;, la pi\u00f9 grande mostra mai realizzata in Italia, dedicata a\u00a0una delle pi\u00f9 importanti artiste americane del Novecento. Insieme a un&#8217;ampia selezione di opere realizzate tra il 1953 e il 2002,\u00a0trenta grandi tele e sculture di Frankenthaler, provenienti dalla Helen Frankenthaler Foundation e in prestito da importanti musei e collezioni private, la mostra permetter\u00e0 di scoprire connessioni, influenze e amicizie dell&#8217;artista. Le opere di Frankenthaler sono infatti a confronto con i lavori di artisti a lei contemporanei, alcuni parte dalla sua collezione personale, come Anthony Caro, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/12\/23\/lamericana-helen-frankenthaler-e-il-dipingere-senza-regole-la-mostra-a-palazzo-strozzi-a-firenze\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,231285,44441,87,35351,26,17505,35188,206,4625,409394],"tags":[298314,255698,376454,596858,473082,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35356"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35356"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35364,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35356\/revisions\/35364"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}