{"id":35458,"date":"2024-12-31T17:04:21","date_gmt":"2024-12-31T17:04:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35458"},"modified":"2024-12-31T17:04:21","modified_gmt":"2024-12-31T17:04:21","slug":"frammenti-di-bruxelles-libro-principe-di-elena-basile-e-il-libro-dellanno-spazia-tra-politica-sociologia-costume-geografie-e-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2024\/12\/31\/frammenti-di-bruxelles-libro-principe-di-elena-basile-e-il-libro-dellanno-spazia-tra-politica-sociologia-costume-geografie-e-storie\/","title":{"rendered":"\u201cFrammenti di Bruxelles\u201d libro principe di Elena Basile. E&#8217; il libro dell\u2019anno, spazia tra politica, sociologia, costume, geografie e storie."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/9788831492959.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35460\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/9788831492959.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/9788831492959.jpg 359w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/9788831492959-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>In questo 2024 devo aver letto oltre duecento libri, sono un divoratore di testi, tra romanzi e saggistica, mi offrono uno sguardo diverso e ampio della vita. Tra quelli di quest\u2019anno pongo su un altare \u201cFrammenti di Bruxelles\u201d di Elena Basile.\u00a0 E\u2019 il libro dell\u2019anno, senza se e senza ma.\u00a0 Ancora un libro, ma non il solito romanzo, pur se quelli scritti da Elena Basile sono di un elevato traguardo letterario. Ora \u00e8 la volta di <em>\u201cFrammenti di Bruxelles\u201d<\/em>\u00a0(Sandro Teti Editore, 2024, pagg. 201), una raccolta di dieci racconti (che la scrittrice ha chiamato \u201cframmenti\u201d) dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia Elena Basile, che ormai ci delizia quale scrittrice di narrativa, ma anche preziosa esperta di geopolitica internazionale<\/strong>. L\u2019Autrice conosce perfettamente la capitale del Belgio, Bruxelles, sede anche del Parlamento europeo, avendo guidato dal 2017 al 2021 la sede diplomatica, come prima donna a farlo. Qui anche adesso, pur non ricoprendo pi\u00f9 l\u2019incarico, avendo abbandonato la carriera diplomatica con qualche anno di anticipo, si reca spesso in diversi periodi dell\u2019anno. Il libro vive di una serie di dieci racconti a s\u00e9 stanti, ma ha come filo conduttore una Bruxelles moderna e cosmopolita, approdo e sogno di molte persone che intendono fare un salto di qualit\u00e0 nella loro vita. Scrive Elena Basile: \u201c<em>Per chi ama Bruxelles. Per chi vuole vedere istantanee del Parlamento Europeo, del socialismo, della borghesia liberale ed orgogliosa, dei suoi dogmi. Ironia, leggerezza, ma spero di aver ritratto storie piene di umanit\u00e0 con personaggi teneri a volte amari.\u201d<\/em> Un\u2019opera piacevole con spunti che spingono ad un\u2019attenta riflessione, capaci di incorniciarsi in un quadro di rinnovato \u201cverismo\u201d, con un linguaggio che sa del grande Verga. Scritti civili che caratterizzano le realt\u00e0 politiche in quel di Bruxelles\u00a0 considerata la capitale de facto dell&#8217;Unione europea in quanto sede di varie istituzioni, tra cui la Commissione europea, il Consiglio europeo, il Consiglio dell&#8217;Unione europea; \u00a0i testi evidenziano anche \u00a0toni ironici e leggeri, dipingendo tipi umani, un p\u00f2 particolari e quasi usciti dalla penna di Emile Zola, ed anche\u00a0 arcigni o \u00a0comici,\u00a0 frutto di mondi chiusi, presi da leggi e leggine, verniciati di squallido conformismo sociale. \u00a0<strong>E da analista qual\u2019\u00e8, anche il\u00a0Parlamento Europeo\u00a0non ne esce indenne dalla sua penna acuta,<\/strong> come quando accende luci e riflettori su una certa borghesia liberale, non pi\u00f9 nobile, ma spesso invasata come per miracolo, che crede in una favola avulsa dalla realt\u00e0, eppure pienamente convinta di rendere un buon servizio all\u2019Europa e al mondo. I racconti sono calati un una storia che dipana passato e presente, punta il dito su ideologie, i fallimenti del socialismo e le societ\u00e0 ormai trasformate e seppellite dalla partitocrazia. <strong>Sembrerebbe che Bruxelles raccolga tutti i mali dell\u2019Occidente e dell\u2019Europa, che si avvale persino del \u201cPolitico\u201d la \u201cbibbia brussellese\u201d.<\/strong> Non di meno per istituzioni come Ambasciate e Istituti di cultura (vedi il racconto \u201cDon Abbondio\u201d), divenuti circoli per pensionati, luoghi futili e d\u2019altri tempi; comprese le consorterie del mondo universitario. <strong>Il libro \u00e8 proprio una miniera di storia e di storie, scritto non solo da una scrittrice con i fiocchi ma da una politologa superlativa.<\/strong>\u00a0 Bruxelles in controluce, con le sue atmosfere e le sue stagioni, la pioggia e il grigiore, una citt\u00e0 che raccoglie sogni evaporati, delusioni, ma anche paure e rancori di una umanit\u00e0 tradita. Anche in questo libro di racconti il femminile \u00e8 esplorato -basti pensare a Klara- balzando fra mille sfumature nascoste, e mostrando poeticamente anche la solitudine che accompagna la relazione tra i due sessi.<\/p>\n<p>Il primo dei racconti \u00e8 \u201c<strong>il Dottore<\/strong>\u201d, un personaggio <em>\u201celetto al Parlamento europeo a furor di popolo per i tanti servizi resi esercitando la sua professione di medico in circostanze particolari, quando la sua bella isola era stata il rifugio di tanti derelitti\u201d. <\/em>Il racconto si snocciola tra l\u2019edifico del Parlamento lussemburghese, le commissioni parlamentari e le chocolaterie, e il paese di un\u2019isola persa nel Mediterraneo -si pensa la Sicilia- dalla quale proviene il protagonista; <strong>un andirivieni tra il paese delle origini e il ritorno in Belgio, tanto che dopo aver fatto \u201c<em>provviste di umanit\u00e0, provviste di sofferenza, poteva ritornare ricaricato fra gli automi di Bruxelles.\u201d <\/em><\/strong>E\u2019 forte il contrasto tra la vita e la natura dell\u2019isola e l\u2019ambiente formale del Parlamento europeo, ci\u00f2 si mostra chiaramente nelle difficolt\u00e0 dell\u2019europarlamentare italiano ad ambientarsi ed accettare le dinamiche di un politichese distante dagli interessi dei cittadini; questa frase \u00e8 indicativa: \u201cE\u2019 il mio terzo mandato e non si muove foglia gli sussurr\u00f2 Letizia che gli si era seduta accanto. \u201cSe mi fossi assentata a tutte le riunioni precedenti e tornassi oggi per la prima volta, riprenderei il filo del discorso esattamente dove l\u2019ho lasciato anni addietro\u201d. Un giudizio amaro ma che tocca da vicino quanto si fa -poco e male- al Parlamento europeo.\u00a0 <strong>Fin dal primo racconto e poi via via negli altri, intensa e po<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/Elena-Basile-624x422-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35461 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/Elena-Basile-624x422-2.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/Elena-Basile-624x422-2.jpg 624w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2024\/12\/Elena-Basile-624x422-2-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/a>etica la descrizione del clima e del paesaggio atmosferico lussemburghese, con pagine di raffinata scrittura.<\/strong> Ecco: <em>\u201cAveva imparato che a Bruxelles vi erano quattro stagioni in una giornata e le nuvole del mattino potevano trasformarsi in un cielo terso per poche ore per poi ritornare pi\u00f9 convinte e sciogliersi in una pioggia a dirotto\u201d<\/em>. E ancora: <em>\u201cLe nuvole nere erano mosse dal vento e all\u2019improvviso la luna pallida e tenebrosa fece capolino rischiarando per qualche breve istante la rue Royale. Carmelita si interruppe.<\/em> <em>Indic\u00f2 alla compagna il cielo che sembrava un dipinto pregiato. \u201cMi ricorda John Constable ma le tinte sono pi\u00f9 fosche\u201dmormor\u00f2\u201d.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>Nel racconto \u201c<strong>Fiori nel letame\u201d<\/strong> si narra dell\u2019amore tra uno stagista europeo e una sedicenne ungherese ingenua e innocente che fugge dalla prostituzione, visto che i marciapiedi di Bruxelles sono invasi di ragazze dell\u2019Est che si vendono alle uscite di ristoranti e negozi lussuosi; \u201c<em>Maurizio non seppe pi\u00f9 nulla di Klara anche se a volte gli sembr\u00f2 di scorgere la sua silhouette e l\u2019ovale del viso di cera tra la folla del centro storico, da lontano, come un miraggio nascosto dietro una Madonna o una maschera di Pulcinella. Non la dimentic\u00f2 neanche quando conobbe nuovi amori. Klara rest\u00f2 il volto dell\u2019altro, di \u201cquell\u2019altro\u201d che i tanti non sospettavano neanche \u2026..\u201d.<\/em> In\u00a0<strong>\u201cOrdinaria tristezza borghese\u201d <\/strong>Elena Basile\u00a0 ci porge \u00a0il quadro di una relazione sentimentale e dell\u2019 ambiente aristocratico brussellese; tutto si sviluppa nell\u2019incontro-scontro tra la sensibilit\u00e0 ingenua della protagonista che dichiara \u201cme ne ero innamorata a prima\u00a0 vista\u201d e Jean Jacques che viveva di un mondo pregno di ipocrisie e convenzioni, frutto \u00a0di una classe in declino, trasvolando \u00a0sull\u2019autenticit\u00e0 dei sentimenti; <em>\u201cExtra Ecclesiam nulla salus. La frase mi risuonava nelle orecchie mentre restavo dietro i vetri dello studio a contemplare con Minou il giardino spoglio e mal curato nella primavera appena accennata. Non c\u2019\u00e8 salvezza fuori dalla chiesa. Mi sembrava di ricordare confusamente che i comunisti negli anni Settanta avevano pronunciato parole simili contro chi voleva rinnovare il partito, sostenendo i diritti dell\u2019individuo contro la ragion di stato. Aristocratici, clericali, comunisti, non c\u2019era scampo! Ogni microcosmo si difendeva come un organismo dotato di un programma interno che attivava per la propria sopravvivenza.\u201d<\/em> Non pu\u00f2 non risaltare il racconto titolato <strong>\u201cCamminando a tentoni\u201d<\/strong>, ove si narra di un leader socialista immaginario che \u00e8 stato il protagonista focale della fine delle speranze di una delle tradizioni politiche europee pi\u00f9 prestigiose; \u00a0il politico \u00e8 raccontato nei suoi umori, \u00a0nei suoi stati d\u2019animo, nelle relazioni torbide con i compagni del partito e con una giovane marocchina di cui \u00e8 l\u2019amante (\u201c<em>Il fiammingo restava in piedi alla finestra. Man mano si calmava. Il respiro decelerava. Avvert\u00ec un piccolo dolore al petto e pens\u00f2 che sarebbe finito in questo modo, un infarto nella camera dell\u2019amante. Che fine da babbuino! Intuiva la resa di Aisha e sapeva che a breve sarebbe stata sua. Si ricord\u00f2 di una sera in cui Van Bever, l\u2019unica persona che avesse rispettato nella sua lunga vita, gli aveva raccontato come le leonesse, un momento dopo che il leone aveva sconfitto il capo branco e ucciso i loro figli, andassero in calore e fossero pronte al coito col vincitore assassino. \u00abQueste sono le femmine, lo sai?\u00bb. Si era voltato a guardarlo con occhi buoni e chiari. Aveva aggiunto: \u00abLe femmine, non le donne\u201d).<\/em> Certo appare chiaro come il partito sia cambiato, e gli spazi politici si siano ristretti, domina il politichese, e pur senza rinunciare alle trame per mantenere il potere, riesce ad esprimere il rimpianto dei tempi andati. \u00a0\u00a0Il racconto di<strong> \u201cSaid\u201d <\/strong>\u00a0chiude la raccolta,\u00a0 ma credo \u00a0inserito solo perch\u00e9 -rifacendosi a un nuovo verismo- mette in luce il quartiere dell\u2019immigrazione marocchina a Bruxelles, la comunit\u00e0 pi\u00f9 numerosa e integrata; sono protagonisti due fratelli, il loro estraniamento nella famiglia patriarcale, la lenta e dolorosa scoperta di una citt\u00e0 che li attrae e li respinge fino all\u2019abbraccio della libert\u00e0 e della rivolta contro la tristezza dei genitori, i dogmi e i tab\u00f9 lasciati alle spalle.<\/p>\n<p><strong>Leggo in quarta di copertina: \u201c<em>[\u2026] Nelle sue molteplici sfaccettature la citt\u00e0 belga fa da teatro a dieci storie, dieci frammenti, in cui ciascuno dei protagonisti, vittima o carnefice di un sistema sociale distante dalla realt\u00e0, tenta di ritagliarsi il proprio spazio in un mondo governato dall\u2019interesse individuale\u2026\u201d<\/em>. <\/strong>Elena Basile, ancora una volta, ha avuto il coraggio di descrivere il profondo, descrivere il vero, dire la verit\u00e0, e la verit\u00e0, se non ossequiente a canoni o poteri, fa male e spessissimo chi la dice viene offeso. Molto bello \u00e8 anche il vivere in tutti i racconti il trapasso delle stagioni, unitamente alle et\u00e0 della vita qui vissute in Belgio assecondando stati d\u2019animo particolari; \u201caveva ormai imparato che a Bruxelles vi erano quattro stagioni in una giornata\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In questo 2024 devo aver letto oltre duecento libri, sono un divoratore di testi, tra romanzi e saggistica, mi offrono uno sguardo diverso e ampio della vita. Tra quelli di quest\u2019anno pongo su un altare \u201cFrammenti di Bruxelles\u201d di Elena Basile.\u00a0 E\u2019 il libro dell\u2019anno, senza se e senza ma.\u00a0 Ancora un libro, ma non il solito romanzo, pur se quelli scritti da Elena Basile sono di un elevato traguardo letterario. 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