{"id":35616,"date":"2025-01-13T18:50:26","date_gmt":"2025-01-13T18:50:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35616"},"modified":"2025-01-13T18:50:26","modified_gmt":"2025-01-13T18:50:26","slug":"la-camera-oscura-di-mario-giacomelli-a-senigallia-la-mostra-per-il-centenario-della-nascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/13\/la-camera-oscura-di-mario-giacomelli-a-senigallia-la-mostra-per-il-centenario-della-nascita\/","title":{"rendered":"La camera oscura di Mario Giacomelli. A Senigallia la mostra per il centenario della nascita."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/9788817192392_0_424_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35617\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/9788817192392_0_424_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"387\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/9788817192392_0_424_0_75.jpg 424w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/9788817192392_0_424_0_75-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/><\/a>Nell\u2019ambito delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Mario Giacomelli<\/strong>, che prenderanno il via nel 2025,\u00a0<strong>l\u2019Archivio Mario Giacomelli<\/strong>\u00a0<strong>inaugura a Senigallia<\/strong>, citt\u00e0 natale dell\u2019artista,\u00a0<strong>la mostra<\/strong>\u00a0<strong><em>La Camera Oscura di Giacomelli.<\/em><\/strong>\u00a0Questo evento rappresenta un grande omaggio alla figura di uno dei pi\u00f9 importanti fotografi italiani del Novecento, un maestro che ha saputo trasformare la realt\u00e0 in visioni straordinarie<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/470173978_992928512878460_5283619908919789353_n-e1736793549129.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35618 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/470173978_992928512878460_5283619908919789353_n-e1736793549129.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"441\" \/><\/a> attraverso un linguaggio unico e profondamente personale.<br \/>\n<strong><br \/>\nL\u2019esposizione, ospitata dal 13 dicembre 2024 al 6 aprile 2025 nello storico Palazzo del Duca,\u00a0<\/strong>offre un\u2019immersione nell\u2019immaginario e nella tecnica di Giacomelli. Il percorso espositivo\u00a0<strong>si apre con un\u2019installazione multimediale dal titolo\u00a0<em>Sotto la pelle del reale<\/em><\/strong>, che riproduce il flusso creativo dell\u2019artista. I visitatori saranno guidati dalla sua stessa voce, tratta da un\u2019intervista per\u00a0<em>Radio 3 Suite<\/em>\u00a0del 2000, mentre immagini in movimento e frammenti scritti di pensieri si alternano, evocando la sua visione profonda e poetica della fotografia come mezzo per esplorare la realt\u00e0 e l\u2019interiorit\u00e0:\u00a0<strong>qui, le immagini<\/strong>, nelle loro metamorfosi, seguono gli stessi moti delle impennate verticali e le cadute nel vuoto con cui Giacomelli rincorreva l\u2019Infinito e ne\u00a0<strong>imitano la gestualit\u00e0 in camera oscura<\/strong>, all\u2019ingranditore, con la carta sensibile tenuta obliqua per immergere il mondo nella vertigine.<\/p>\n<p><strong>Fulcro della mostra \u00e8 la camera oscura<\/strong>, il luogo dove Giacomelli dava forma al suo immaginario trasformando la materia in visioni potenti e universali.\u00a0<strong>Oltre alle opere esposte si trovano attrezzature originali, come la sua macchina fotografica Kobell<\/strong>, e oggetti di scena utilizzati per i suoi scatti. Accanto a questi, provini di stampa, appunti manoscritti e interviste documentano il processo creativo dell\u2019artista, mostrando la sua incessante sperimentazione e la continua trasformazione del reale.<br \/>\n<strong><br \/>\nL\u2019esposizione raccoglie circa cento fotografie originali, tra vintage e stampe d\u2019epoca<\/strong>, che attraversano tutta la produzione di Giacomelli,\u00a0<strong>dagli anni Cinquanta fino al 2000<\/strong>, anno della sua morte. Particolare attenzione \u00e8 riservata al rapporto tra fotografia e poesia, elemento fondante del lavoro dell\u2019artista: poesia come cassa di risonanza delle sue emozioni, che fuoriescono sotto forma di immagini fotografiche. Opere come\u00a0<em>Io non ho mani che mi accarezzino il volto<\/em>, ispirata ai testi di Padre David Maria Turoldo da cui trae origine la famosa serie fotografica dei\u00a0<em>Pretini<\/em>\u00a0del 1961 e che apre il percorso espositivo,\u00a0<em>Passato<\/em>\u00a0(1986) di Cardarelli e\u00a0<em>Spoon River Anthology<\/em>\u00a0(1971-1973) di Edgar Lee Masters, testimoniano come la poesia abbia sempre rappresentato per Giacomelli una fonte inesauribile di ispirazione e introspezione, un mezzo per esplorare l\u2019essenza dell\u2019uomo e del mondo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/470220407_992928699545108_7665219929277013863_n-e1736793621788.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35619\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/470220407_992928699545108_7665219929277013863_n-e1736793621788.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"434\" \/><\/a>Attraverso una narrazione che intreccia temi chiave della poetica giacomelliana,\u00a0<strong>il percorso espositivo<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<strong>suddiviso in otto sale<\/strong>\u00a0<strong>tematiche<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<strong>rappresenta il mondo interiore di Mario Giacomelli<\/strong>, l\u2019emersione di un mondo profondo e ancestrale che si manifesta in un continuo flusso di immagini come parole di un lungo discorso. Un racconto che, pur partendo da vicissitudini autobiografiche, parla con la voce antica e infinita dell\u2019umanit\u00e0. Nelle sue opere, paesaggi antropomorfizzati diventano ritratti umani, intrecciando memoria e materia in un dialogo continuo. La figura materna, evocata attraverso elementi simbolici, emerge come presenza costante e fondativa della sua visione artistica. La luce, elemento essenziale del suo lavoro, interrompe l\u2019oscurit\u00e0 per illuminare piccoli e preziosi frammenti di realt\u00e0, offrendo una visione che oscilla tra l\u2019immenso e l\u2019intimo, tra il concreto e il metaforico.<br \/>\n<strong><br \/>\nLa camera oscura torna<\/strong>\u00a0ancora,\u00a0<strong>a fine percorso, nelle riproduzioni fotografiche<\/strong>\u00a0<strong>commissionate da Guido Harari<\/strong>\u00a0in occasione del progetto editoriale\u00a0<em>Nella camera oscura di Mario Giacomelli. L\u2019antro dello sciamano<\/em>\u00a0(Rizzoli Lizard, 2024), realizzato in collaborazione con l\u2019Archivio Mario Giacomelli di Rita e Simone Giacomelli. Un lavoro di recupero e memoria di un luogo magico definito dallo stesso Harari \u201cantro dello sciamano\u201d.\u00a0<em>La Camera Oscura di Giacomelli<\/em>\u00a0non \u00e8 solo un\u2019esposizione, ma un viaggio nell\u2019universo creativo di un artista che ha saputo parlare all\u2019anima dell\u2019uomo attraverso la fotografia, trasformando ogni immagine in un frammento di interiorit\u00e0 e poesia.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito delle Celebrazioni per il Primo Centenario dalla Nascita di Mario Giacomelli, che avranno inizio nel 2025, l\u2019Archivio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/470201594_992928526211792_297069605336254569_n-e1736793652257.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35620 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/470201594_992928526211792_297069605336254569_n-e1736793652257.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"500\" \/><\/a> Mario Giacomelli, all\u2019interno di un pi\u00f9 complesso e articolato programma, dar\u00e0 corpo a una serie di grandi mostre che documentano l\u2019intera produzione del grande fotografo e ne aggiornano la sua interpretazione critica. Le prime due importanti mostre saranno quelle di Roma e Milano; la prima a Roma presso Palazzo delle Esposizioni, dal 17 aprile al 1\u00b0 settembre 2025, seguita poco dopo da quella di Palazzo Reale, a Milano, dal 24 maggio al 21 settembre 2025, per proseguire con un calendario espositivo che toccher\u00e0 varie sedi nazionali e internazionali per concludersi nel 2027. La mostra \u00e8 stata realizzata nell\u2019ambito del progetto\u00a0<em>Senigallia Citt\u00e0 della Fotografia\u00a0<\/em>promosso dalla Regione Marche ed \u00e8 stata organizzata dal Comune di Senigallia e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.<\/p>\n<p><strong>Mario Giacomelli<\/strong>\u00a0<strong>nasce nel 1925 a Senigallia, nelle Marche, citt\u00e0 dalla quale non si divider\u00e0 mai<\/strong>, per cui sar\u00e0 il mondo dell\u2019arte, negli anni, a raggiungerlo nella Tipografia Marchigiana, sua dal 1950. Inizia a fotografare nel 1953 sotto l\u2019ala del maestro Giuseppe Cavalli, fotografo erudito, critico della fotografia nell\u2019Italia degli anni \u201940 e \u201950. Fondatore del movimento La Bussola (Milano 1947) e assertore della fotografia come racconto e come arte, riconosce in Giacomelli un carattere nuovo e cos\u00ec forte da lasciare un segno nella storia della fotografia. Sin dagli esordi, anarchico creatore di un linguaggio tutto suo fatto di contrasti e stonature, specchio della sua interiorit\u00e0, Giacomelli apparve sconvolgente nel suo sguardo sul paesaggio e sui temi delicati dell\u2019umanit\u00e0, tanto che Paolo Monti nel 1955 lo definisce \u201cl\u2019uomo nuovo della fotografia\u201d: il suo \u201crealismo magico\u201d superava la visione neorealista in cui la fotografia italiana si era arenata, arricchendola di un espressionismo intimo e verace, materico. Seguito e spronato dalla critica, largamente presente nelle riviste specializzate, divenne presto un punto di riferimento per i fotografi italiani degli anni Sessanta e ancora oggi fonte d\u2019ispirazione per i fotografi di tutto il mondo. Nel 1964, fu l&#8217;unico italiano selezionato per\u00a0<em>The photographer&#8217;s eye<\/em>, la mostra curata da John Szarkowski per il MOMA di New York, acquisendo sue opere per la collezione permanente del museo. Nel 1965 Giacomelli invia l&#8217;intera serie\u00a0<em>A Silvia<\/em>\u00a0all&#8217;altrettanto prestigiosa George Eastman House di Rochester (NY), dove espone in una personale antologica del 1968, presentata l&#8217;anno successivo in varie citt\u00e0 degli Stati Uniti. Saranno quelle le prime tappe di un&#8217;ascesa inarrestabile, mentre i maggiori musei del mondo includono opere di Mario Giacomelli nelle loro collezioni permanenti. Nel 1978 viene invitato a esporre sue opere fotografiche di paesaggio alla\u00a0<em>Biennale di Venezia<\/em>\u00a0<em>Dalla natura all&#8217;arte, dall&#8217;arte alla natura<\/em>. La definitiva consacrazione di Giacomelli in Italia arriv\u00f2 nel 1980, quando lo CSAC di Parma gli dedica una retrospettiva. <strong>Attivo fino alla fine, senza mai smettere di sperimentare la fotografia, si spegne nel 2000.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nell\u2019ambito delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Mario Giacomelli, che prenderanno il via nel 2025,\u00a0l\u2019Archivio Mario Giacomelli\u00a0inaugura a Senigallia, citt\u00e0 natale dell\u2019artista,\u00a0la mostra\u00a0La Camera Oscura di Giacomelli.\u00a0Questo evento rappresenta un grande omaggio alla figura di uno dei pi\u00f9 importanti fotografi italiani del Novecento, un maestro che ha saputo trasformare la realt\u00e0 in visioni straordinarie attraverso un linguaggio unico e profondamente personale. 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