{"id":35674,"date":"2025-01-18T18:21:15","date_gmt":"2025-01-18T18:21:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35674"},"modified":"2025-01-18T18:21:15","modified_gmt":"2025-01-18T18:21:15","slug":"fotografia-wulz-trieste-la-famiglia-e-latelier-la-mostra-al-magazzino-delle-idee-di-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/18\/fotografia-wulz-trieste-la-famiglia-e-latelier-la-mostra-al-magazzino-delle-idee-di-trieste\/","title":{"rendered":"Fotografia Wulz. Trieste, la famiglia e l\u2019atelier. La mostra al Magazzino delle Idee di Trieste"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/WSA-F-000034-0000-2048x1549-1-e1737223838989.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35675\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/WSA-F-000034-0000-2048x1549-1-e1737223838989.jpg\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"413\" \/><\/a>Un\u00a0percorso\u00a0fotografico\u00a0lungo\u00a0oltre\u00a0cent\u2019anni,\u00a0scandito\u00a0sia\u00a0dagli\u00a0eventi\u00a0che\u00a0hanno\u00a0collocato la cit<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Giuseppe-Wulz-Ritratto-di-un-ciclista-in-sella-al-suo-penny-farthing-Trieste-ca.-1880.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35676 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Giuseppe-Wulz-Ritratto-di-un-ciclista-in-sella-al-suo-penny-farthing-Trieste-ca.-1880.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"803\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Giuseppe-Wulz-Ritratto-di-un-ciclista-in-sella-al-suo-penny-farthing-Trieste-ca.-1880.jpg 900w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Giuseppe-Wulz-Ritratto-di-un-ciclista-in-sella-al-suo-penny-farthing-Trieste-ca.-1880-207x300.jpg 207w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Giuseppe-Wulz-Ritratto-di-un-ciclista-in-sella-al-suo-penny-farthing-Trieste-ca.-1880-707x1024.jpg 707w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Giuseppe-Wulz-Ritratto-di-un-ciclista-in-sella-al-suo-penny-farthing-Trieste-ca.-1880-768x1112.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><\/a>t\u00e0 di\u00a0Trieste\u00a0al centro dello scenario internazionale, sia dalle tappe del suo sviluppo economico, demografico, sociale e culturale. Una lunga storia vista attraverso il filtro privilegiato\u00a0della\u00a0famiglia\u00a0Wulz,\u00a0che\u00a0per\u00a0pi\u00f9\u00a0di\u00a0un\u00a0secolo\u00a0gest\u00ec\u00a0l\u2019omonimo\u00a0atelier\u00a0fotografico triestino. \u00c8 Fotografia Wulz. Trieste, la famiglia, l\u2019atelier la mostra che si inaugura al Magazzino delle Idee di Trieste, curata da Antonio Giusa e Federica Muzzarelli.<\/strong><\/p>\n<p>Organizzata dall\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Fondazione Alinari di Firenze, l\u2019esposizione presenta una selezione storica e critica dell\u2019archivio dello <strong>Studio fotografico Wulz di Trieste (1868-1981), uno tra i pi\u00f9 importanti complessi archivistici conservati oggi negli Archivi Alinari,<\/strong> divenuti patrimonio pubblico grazie all\u2019acquisizione della Regione Toscana che li ha affidati alla Fondazione Alinari per la Fotografia.<br \/>\nL\u2019esposizione rimarr\u00e0 aperta al pubblico\u00a0 fino al 27 aprile 2025, inserendosi cos\u00ec nel palinsesto di \u201cGO!2025&amp;Friends\u201d, il cartellone di eventi collegato al programma ufficiale di \u201cGO!2025Nova Gorica &#8211; Gorizia Capitale europea della Cultura\u201d. Grazie alla selezione critica del patrimonio Alinari operata dai due curatori e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Marion-Wulz-In-guardia-Irene-Camber-Trieste-1952.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35677\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Marion-Wulz-In-guardia-Irene-Camber-Trieste-1952.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"529\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Marion-Wulz-In-guardia-Irene-Camber-Trieste-1952.jpg 900w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Marion-Wulz-In-guardia-Irene-Camber-Trieste-1952-215x300.jpg 215w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Marion-Wulz-In-guardia-Irene-Camber-Trieste-1952-736x1024.jpg 736w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Marion-Wulz-In-guardia-Irene-Camber-Trieste-1952-768x1069.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>alla presenza di altri materiali provenienti da istituzioni pubbliche, come la Wolfsoniana di Genova, il Museo Revoltella e i Civici Musei di Storia e Arte di Trieste, ma anche da collezioni private quali quelle della Libreria antiquaria Drogheria 28 di Trieste e la Collezione Sergio Vatta, con questa mostra si vogliono offrire nuovi spunti di riflessione e proporre letture nuove o aggiornate della produzione fotografica dei Wulz. Attraverso quasi trecento pezzi, tra stampe fotografiche, negativi, documenti e oggetti dell\u2019archivio dello Studio fotografico Wulz, la mostra ci restituisce una Trieste per certi versi inedita, una citt\u00e0 calata in un periodo storico cruciale per la sua evoluzione, quello che va dalla seconda met\u00e0 dell\u2019800 alla seconda del \u2018900.<br \/>\n<strong>Ma Fotografia Wulz \u00e8 anche una storia familiare, un viaggio attraverso diverse generazioni vissute nel cuore del loro atelier, un cammino che va dalle sperimentazioni di Giuseppe Wulz a quelle delle sorelle Wanda e Marion, che con il loro lavoro sono diventate protagoniste dell\u2019avanguardia artistica del Novecento, promuovendo anche l\u2019affermazione sociale delle donne.<\/strong><br \/>\nNella mostra i visitatori possono ammirare anche opere inedite, che ripercorrono i tre periodi artistici della famiglia Wulz.<strong> Il primo \u00e8 quello degli esordi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Fotografia-Wulz.-Trieste-la-famiglia-latelier-e1737223944775.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35678 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Fotografia-Wulz.-Trieste-la-famiglia-latelier-e1737223944775.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"286\" \/><\/a> e dei primi successi di Giuseppe Wulz, dalla sua formazione nello studio Engel (attorno al 1865) all\u2019apertura dell\u2019ultimo Atelier nel 1891 in Palazzo Hierschel, al civico 19 dell\u2019attuale Corso Italia a Trieste<\/strong>. In questi anni, Giuseppe segue da una parte gli stilemi del ritratto tipici del romanticismo fotografico e dimostra, dall\u2019altra, un\u2019attitudine per la realizzazione di vedute, soprattutto dall\u2019alto, delle colline che circondano la citt\u00e0. <strong>Il secondo periodo prende il via nel 1891 ed \u00e8 caratterizzato da un consolidamento dell\u2019attivit\u00e0 tra Giuseppe e il figlio Carlo, il quale proseguir\u00e0 poi in modo autonomo, a causa delle condizioni di salute del padre.<\/strong><br \/>\nCarlo si dedica alla sperimentazione di nuove tecniche e si apre a una dimensione collettiva, realizzando, al di fuori o all\u2019interno dello studio, ritratti di gruppo delle categorie sociali emergenti. In parallelo con l\u2019impegno politico irredentista, suo e dei fratelli Vittorio e Antonio &#8211; il primo, di professione medico con laurea a Graz; il secondo, musicista, driver di cavalli e commerciante che poi si stabilir\u00e0 a Vienna &#8211; l\u2019Atelier Wulz diventa la meta di un mondo artistico e culturale triestino che si rapporta con la famiglia al di l\u00e0 delle necessit\u00e0 di ripresa, sviluppo e stampa delle <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Wanda-Wulz-Autoritratto-Trieste-1932.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35679\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Wanda-Wulz-Autoritratto-Trieste-1932.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Wanda-Wulz-Autoritratto-Trieste-1932.jpg 900w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Wanda-Wulz-Autoritratto-Trieste-1932-230x300.jpg 230w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Wanda-Wulz-Autoritratto-Trieste-1932-786x1024.jpg 786w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Wanda-Wulz-Autoritratto-Trieste-1932-768x1001.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a>fotografie. Fuori dallo studio, Carlo documenta lo sviluppo industriale del periodo precedente alla Prima guerra mondiale.<br \/>\n<strong>Il terzo periodo, infine, inizia dopo la morte di Carlo Wulz, nel 1928, e si protrae fino alla chiusura dell\u2019attivit\u00e0 da parte delle sorelle Wanda e Marion Wulz nel 1981. Proseguendo la tradizione del ritratto e del ritratto famigliare, Wanda e Marion Wulz ci hanno lasciato, oltre a un\u2019importante produzione professionale di atelier e alla documentazione dei giorni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Carlo-Wulz-Marion-e-Wanda-Wulz-Trieste-1927.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35680 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Carlo-Wulz-Marion-e-Wanda-Wulz-Trieste-1927.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"774\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Carlo-Wulz-Marion-e-Wanda-Wulz-Trieste-1927.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Carlo-Wulz-Marion-e-Wanda-Wulz-Trieste-1927-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a> della\u00a0<em>Liberazione di Trieste\u00a0<\/em>immortalati da Marion, un\u2019originale esperienza del fotografico con cui hanno raccontato la loro vita autonoma e orgogliosa, il loro essere donne attive e consapevoli, e il loro interesse per una liberazione del corpo e del gesto tipici di quella fase di aspettative e desideri di modernit\u00e0. Questo scambio culturale arricchisce ulteriormente il loro lavoro, rendendo le opere della famiglia Wulz un importante punto di riferimento per la fotografia triestina e non solo.<\/strong> Le immagini delle due sorelle possono essere lette come l\u2019occasione di visualizzare concretamente i progressivi mutamenti dell\u2019identit\u00e0 delle donne, che nei primi decenni del Novecento intrapresero una delle fasi pi\u00f9 importanti del loro percorso di emancipazione e indipendenza. Consacrata unica donna fotografa del Futurismo italiano nella mostra organizzata nel 1932 a Trieste, Wanda ha goduto di una giusta fama mondiale concentrata sull\u2019icona di Io + Gatto, di cui sono esposte le lastre negative originali. Il\u00a0 percorso espositivo ricostruisce le vicende che portarono all\u2019esperienza futurista di Wanda, ma ne allarga le prospettive alla sinergia creativa stabilita anzitutto con Marion e con l\u2019amica designer e artistaAnita Pittoni, con le quali dette vita a performances fotografiche intessute di idee anticonformiste e di sperimentazione artistica. In quanto donne, usarono la fotografia come uno strumento capace di veicolare un \u201cprogetto politico\u201d che, da una prospettiva individuale e privata, si fece interprete di bisogni storici e sociali condivisi. Wanda e Marion, oltre a fotografarsi reciprocamente, usano la fotografia per ritrarre altre donne moderne, che cos\u00ec hanno lasciato nell\u2019archivio Wulz la traccia del loro uso del corpo libero e dinamico in qualit\u00e0 di donne, di sportive, ballerine, ginnaste e danzatrici, artiste, poetesse, scrittrici e attrici. <strong>La storia fotografica della famiglia Wulz ci mette a disposizione un prezioso strumento per conoscere l\u2019evoluzione del mondo e della societ\u00e0 dall\u2019800 al \u2018900, ponendo al centro la citt\u00e0 di Trieste e le sue trasformazioni. Una mostra, Fotografia Wulz. Trieste, la famiglia, l\u2019atelier che riavvicina Triesteall\u2019archivio di questo storico Atelier e ai suoi protagonisti, consentendone inoltre nuove prospettive di studio e metodologie interpretative, per una lettura inedita della loro produzione fotografica.<\/strong> La mostra \u00e8 sostenuta da Calliope Arts Foundation, ente impegnato nella salvaguardia e promozione del patrimonio culturale delle donne. Calliope cura pubblicazioni come <em>The\u00a0Curators\u2019\u00a0Quaderno<\/em>,\u00a0chevedr\u00e0\u00a0per\u00a0l\u2019occasione\u00a0la\u00a0stampa\u00a0di\u00a0un\u00a0nuovo\u00a0numero\u00a0dedicato alle sorelle Wulz.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un\u00a0percorso\u00a0fotografico\u00a0lungo\u00a0oltre\u00a0cent\u2019anni,\u00a0scandito\u00a0sia\u00a0dagli\u00a0eventi\u00a0che\u00a0hanno\u00a0collocato la citt\u00e0 di\u00a0Trieste\u00a0al centro dello scenario internazionale, sia dalle tappe del suo sviluppo economico, demografico, sociale e culturale. Una lunga storia vista attraverso il filtro privilegiato\u00a0della\u00a0famiglia\u00a0Wulz,\u00a0che\u00a0per\u00a0pi\u00f9\u00a0di\u00a0un\u00a0secolo\u00a0gest\u00ec\u00a0l\u2019omonimo\u00a0atelier\u00a0fotografico triestino. \u00c8 Fotografia Wulz. Trieste, la famiglia, l\u2019atelier la mostra che si inaugura al Magazzino delle Idee di Trieste, curata da Antonio Giusa e Federica Muzzarelli. Organizzata dall\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Fondazione Alinari di Firenze, l\u2019esposizione presenta una selezione storica e critica dell\u2019archivio dello Studio fotografico Wulz di Trieste (1868-1981), uno tra i pi\u00f9 importanti complessi archivistici conservati oggi negli Archivi Alinari, divenuti [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/18\/fotografia-wulz-trieste-la-famiglia-e-latelier-la-mostra-al-magazzino-delle-idee-di-trieste\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,80688,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,10357,44441,87,28340,26,17505,35188,28369,7576,51665,4625],"tags":[597015,597011,597012,597013,451829,597016,25102,597014],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35674"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35674"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35674\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35690,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35674\/revisions\/35690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}