{"id":35731,"date":"2025-01-22T17:53:34","date_gmt":"2025-01-22T17:53:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35731"},"modified":"2025-01-22T18:03:41","modified_gmt":"2025-01-22T18:03:41","slug":"didier-barra-e-limmagine-di-napoli-nel-primo-seicento-la-mostra-alla-certosa-e-museo-di-san-martino-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/22\/didier-barra-e-limmagine-di-napoli-nel-primo-seicento-la-mostra-alla-certosa-e-museo-di-san-martino-di-napoli\/","title":{"rendered":"Didier Barra e l\u2019immagine di Napoli nel primo Seicento. La mostra alla Certosa e Museo di San Martino di Napoli"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Didier-Barra-invito-digitale-e1737567828729.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-35732\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Didier-Barra-invito-digitale-e1737567828729.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"560\" \/><\/a>Marted\u00ec 21 gennaio 2025 alle 17.00 alla Certosa e Museo di San Martino \u00e8 stata \u00a0inaugurata la mostra\u00a0<em>\u201cDidier Barra e l\u2019immagine di Napoli nel primo Seicento\u201d<\/em>, a cura di Pierluigi Leone de Castris, realizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/7-1-low.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35733 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/7-1-low.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/7-1-low.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/7-1-low-300x160.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/7-1-low-768x410.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/a> con il supporto della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019evento inaugurale si \u00e8 aperto\u00a0 con la presentazione, nel Refettorio della Certosa, della mostra e del catalogo, alla presenza del Direttore generale Musei, Massimo Osanna. Interverranno il dirigente delegato alla Direzione regionale Musei nazionali Campania, Luana Toniolo, il funzionario delegato ai Musei nazionali del Vomero, Antonietta Manco, e il curatore della mostra Pierluigi Leone de Castris, docente ordinario all\u2019Universit\u00e0 degli Studi Suor Orsola Benincasa.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 allestita all\u2019interno della sezione\u00a0<em>Immagini e memorie<\/em>\u00a0del Museo di San Martino, dedicata al racconto dello sviluppo urbano e della storia di Napoli attraverso documenti cartografici, immagini e reperti storici dal Quattrocento all\u2019Ottocento e approfondisce il tema dell\u2019immagine della citt\u00e0 di Napoli agli inizi del Seicento, nota sia grazie ad alcune straordinarie cartografie ed incisioni \u2013 prima fra tutte quella assai rara di Alessandro Baratta (1627-29), conservata al Museo di San Martino \u2013 sia grazie a una serie di vedute dipinte su tela, che doverono costituire un \u201cgenere\u201d a se stante, gradito alla committenza aristocratica e ben documentato<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/didier-barra_5-837x974-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35734 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/didier-barra_5-837x974-1.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"664\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/didier-barra_5-837x974-1.jpg 837w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/didier-barra_5-837x974-1-258x300.jpg 258w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/didier-barra_5-837x974-1-768x894.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a> all\u2019interno dei palazzi e delle collezioni del tempo.<\/p>\n<p><strong>La gran parte di queste vedute dipinte di primo Seicento sono attribuibili alla bottega di due pittori lorenesi nativi della stessa citt\u00e0 di Metz, amici tra loro e collaboratori, che le fonti e gli studi hanno da sempre per\u00f2 avuto difficolt\u00e0 a distinguere l\u2019uno dall\u2019altro, Fran\u00e7ois de Nom\u00e9 e Didier Barra, uniti sotto un\u2019unica etichetta e un unico problema critico, che Raffaello Causa significativamente defin\u00ec nel 1956\u2006\u201cl\u2019enigma Mons\u00f9 Desiderio\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/4-1-low-e1737567912361.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-35735\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/4-1-low-e1737567912361.jpg\" alt=\"\" width=\"542\" height=\"206\" \/><\/a>Grazie alla migliore conoscenza che oggi abbiamo di questi due artisti attraverso le loro opere firmate, i documenti emersi negli ultimi decenni sull\u2019uno e sull\u2019altro, e alcuni nuovi dipinti sinora ignoti conservati presso musei, fondazioni e collezioni private, l\u2019esposizione intende provare a sciogliere questo \u201cenigma\u201d restituendo a Didier Barra, attivo a Napoli tra il 1619 e il 1656, il ruolo di massimo specialista di questo genere di vedute e mettendo in luce la conoscenza reciproca e gli scambi intercorsi tra lui e i maggiori incisori e cartografi, tutti anch\u2019essi forestieri e attivi in citt\u00e0 nel corso dei primi decenni del Seicento. Allo stesso tempo la mostra mira a offrire un momento di conoscenza e di riflessione sulla topografia della citt\u00e0 di Napoli nel Seicento, sul suo sviluppo urbanistico e sui quartieri, le strade, le chiese e i castelli che a quel tempo ne caratterizzavano l\u2019aspetto di grande porto mediterraneo e di capitale del Viceregno spagnolo.<\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 visitabile fino al 19 aprile 2025 ed \u00e8 compresa nel biglietto ordinario di ingresso al Museo.<\/p>\n<p>ll Museo di San Martino, oltre a essere una straordinaria Certosa barocca, \u00e8 soprattutto il museo per eccellenza della citt\u00e0, deputato alla conoscenza della sua storia e della sua immagine. Il luogo appropriato, dunque, a ospitare la mostra dedicata alla veduta di Napoli nel primo Seicento: un\u2019esposizione ricca di novit\u00e0, v\u00f2lta a ricostruire la figura del primo grande vedutista attivo a Napoli a inizio Seicento, il lorenese Didier Barra, distinguendola finalmente da quella di Fran\u00e7ois de Nom\u00e9, suo compatriota, amico e collaboratore, che le fonti e gli studi hanno da sempre avuto difficolt\u00e0 a separare da Barra, riunendoli infatti sotto il nome unico di \u00abMons\u00f9 Desiderio\u00bb.<\/p>\n<p>Grazie al confronto tra i dipinti e la produzione incisoria e cartografica, la mostra si propone inoltre di <strong>restituire a Barra il ruolo di vero e principale specialista della \u201cveduta a volo d\u2019uccello\u201d,<\/strong> mettendo in luce la conoscenza reciproca e gli scambi intercorsi tra lui e i maggiori incisori e cartografi, anch\u2019essi forestieri, attivi a Napoli nei primi decenni del Seicento (a cominciare dagli autori della celebre \u201cpianta Baratta\u201d), e di comprendere meglio l\u2019immagine della citt\u00e0 negli anni dei vicer\u00e9 spagnoli e sino alla rivoluzione di Masaniello e alla peste del 1656, il suo sviluppo urbanistico e i quartieri, le strade, le chiese e i castelli che ne caratterizzavano l\u2019aspetto di grande porto e di capitale del Viceregno. [dal saggio di\u00a0<strong>Pierluigi Leone de Castris<\/strong>, curatore della mostra]<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Marted\u00ec 21 gennaio 2025 alle 17.00 alla Certosa e Museo di San Martino \u00e8 stata \u00a0inaugurata la mostra\u00a0\u201cDidier Barra e l\u2019immagine di Napoli nel primo Seicento\u201d, a cura di Pierluigi Leone de Castris, realizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania con il supporto della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. L\u2019evento inaugurale si \u00e8 aperto\u00a0 con la presentazione, nel Refettorio della Certosa, della mostra e del catalogo, alla presenza del Direttore generale Musei, Massimo Osanna. 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