{"id":35740,"date":"2025-01-23T16:28:20","date_gmt":"2025-01-23T16:28:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35740"},"modified":"2025-01-23T16:28:20","modified_gmt":"2025-01-23T16:28:20","slug":"brafa-2025-70-edizioni-di-eccellenza-il-meglio-dellarte-e-della-cultura-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/23\/brafa-2025-70-edizioni-di-eccellenza-il-meglio-dellarte-e-della-cultura-mondiale\/","title":{"rendered":"BRAFA 2025: 70 edizioni di eccellenza. Il meglio dell\u2019arte e della cultura mondiale."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/BRAFA2024-Generalview_T638489521308346785-2-e1737649228727.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35742\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/BRAFA2024-Generalview_T638489521308346785-2-e1737649228727.jpg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"365\" \/><\/a>Nel 2025 BRAFA ce<\/strong><strong>lebra la sua 70a edizione: sette decenni all\u2019insegna della tradizione ma anche della capacit\u00e0 di rinnovarsi continuamente<\/strong>. Sin dai suoi inizi, nel 1956, questa prestigiosa fiera d&#8217;arte ha continuato a evolversi conservando un DNA sulla qualit\u00e0 delle opere esposte e sull&#8217;eclettismo, affascinando anno dopo anno galleristi, collezionisti e amanti dell&#8217;arte di tutto il mondo. BRAFA \u00e8 diventato cos\u00ec un evento imperdibile nel calendario del mercato dell&#8217;arte. <strong>La storia di BRAFA \u00e8 iniziata 70 anni fa nella<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/ClaesGallery_T638417715902680621-e1737649197119.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35741 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/ClaesGallery_T638417715902680621-e1737649197119.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"372\" \/><\/a> Salle Arlequin delle Galeries Louise di Bruxelles, quando si tenne la prima &#8220;Foire des Antiquaires\u201d. L&#8217;iniziativa, nata da Charles Van Hove, all&#8217;epoca\u00a0presidente della Camera belga degli antiquari, mirava a riunire i principali antiquari del Paese. All&#8217;epoca della sua fondazione esistevano solo altre due fiere d&#8217;arte internazionali in grado di competere con questo appuntamento: Grosvenor House a Londra e Prinsenhof a Delft.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il successo fu immediato e nel 1968 il numero crescente di partecipanti spinse gli organizzatori a spostare l&#8217;esposizione al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, una sede pi\u00f9 adatta alle ambizioni di BRAFA. Attirando un numero sempre maggiore di espositori dall&#8217;estero, l&#8217;evento crebbe a livello internazionale, una trasformazione iniziata nel 1995 sotto l&#8217;influenza di Christian de Bruyn, che ha presieduto la Fiera dal 1971 al 2002. 3 Fin dall&#8217;inizio, il successo di BRAFA si \u00e8 basato in gran parte sulla fedelt\u00e0 dei suoi espositori. Gallerie rinomate, alcune delle quali presenti fin dalle prime edizioni, hanno portato la loro esperienza contribuendo a rendere BRAFA un evento di primo piano. Una continuit\u00e0 rappresentata, tra gli altri, dalla galleria di Anversa N. Vrouyr, specializzata in tappeti e tessuti. Presente dal 1956, incarna una tradizione familiare che viene attualmente perpetuata da Na\u00efry Vrouyr, pronipote del fondatore. Axel Vervoordt, presente dal 1976, presenta ogni anno stand molto diversi tra loro, combinando archeologia, design e opere d&#8217;arte contemporanea. Allo stesso modo, la galleria ginevrina De Jonckheere ha partecipato in numerose occasioni, esponendo capolavori di antichi maestri e artisti moderni. Presenze ripetute che sono garanzia di qualit\u00e0 e testimoniano il forte legame tra queste gallerie e BRAFA.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2024.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-35743\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2024.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2024.jpg 356w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2024-281x300.jpg 281w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/a>Da quando si \u00e8 trasferito all&#8217;Expo di Bruxelles nel 2022, BRAFA ha beneficiato dell&#8217;infrastruttura di questo sito storico, eredit\u00e0 delle Esposizioni Universali del 1935 e del 1958.<\/strong> Una sede particolarmente apprezzata sia dagli espositori che dai visitatori. BRAFA \u00e8 molto pi\u00f9 di una fiera d&#8217;arte. \u00c8 diventata una vera e propria istituzione, un luogo di scoperta e di scambio per appassionati ed esperti in un&#8217;atmosfera elegante e accogliente. Sotto la presidenza di Klaas Muller, eletto lo scorso giugno, BRAFA intende consolidare il proprio ruolo sulla scena internazionale e a garantire un equilibrio tra le diverse specialit\u00e0 offerte. La visione del presidente \u00e8 chiara: mantenere l&#8217;eccellenza tenendo conto delle nuove esigenze del mercato dell&#8217;arte. Con un team appassionato e un Consiglio di Amministrazione composto esclusivamente da galleristi attivi, Klaas Muller \u00e8 fiducioso sul futu<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2025-galerie-lowet-de-wotrenge-jacques-jordaens-an-academy-of-a-seated-male-nude-e1735250889491.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35744 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2025-galerie-lowet-de-wotrenge-jacques-jordaens-an-academy-of-a-seated-male-nude-e1735250889491.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"583\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2025-galerie-lowet-de-wotrenge-jacques-jordaens-an-academy-of-a-seated-male-nude-e1735250889491.jpg 418w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/brafa-2025-galerie-lowet-de-wotrenge-jacques-jordaens-an-academy-of-a-seated-male-nude-e1735250889491-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a>ro di BRAFA.<\/p>\n<p><strong>Le nuove gallerie del BRAFA 2025 . BRAFA 2025 riunir\u00e0 circa 130 gallerie provenienti da 16 Paesi. Il Consiglio di Amministrazione ha selezionato 16 nuovi espositori soprattutto in base alla qualit\u00e0 delle opere proposte.<\/strong> Queste scelte sono anche commisurate al desiderio di presentare il pi\u00f9 ampio ventaglio possibile di settori nelle corsie della Fiera, al fine di sviluppare ulteriormente l&#8217;eclettismo caratteristico di BRAFA. Tra i nuovi partecipanti, BRAFA accoglie questo\u2019anno COLNAGHI, con sede a Londra, New York, Madrid e Bruxelles. Fondata nel 1760, la galleria si \u00e8 affermata in Europa e negli Stati Uniti come uno dei principali commercianti di dipinti, stampe e disegni degli Old Master, presentando capolavori ai principali collezionisti e musei del mondo.<\/p>\n<p><strong>Stoppenbach &amp; Delestre, fondata nel 1982 con sede a Londra, parteciper\u00e0 per la prima volta alla fiera. La galleria presenta opere di artisti francesi appartenenti ai principali movimenti artistici come la Scuola di Barbizon, l&#8217;Impressionismo e il post-impressionismo, che abbracciano il XIX e l&#8217;inizio del XX secolo.<\/strong> Sempre a Londra, la DYS44 Lampronti Gallery \u00e8 specializzata in dipinti di maestri italiani del XVII e XVIII secolo, con particolare attenzione a vedute, paesaggi e nature morte, da Caravaggio a Canaletto e ai loro successori. Altre nuove gallerie partecipanti sono Hoffmans Antiques, con sede a Stoccolma specializzata in mobili e opere d&#8217;arte gustaviane del XVIII e dell&#8217;inizio del XIX secolo, e J. Baptista, con sede a Lisbona, che offre gioielli e argenti portoghesi, oltre a pezzi di gioiellieri internazionali. Arrivano invece dai Paesi Bassi Kunstconsult 20th century art I objects (Zaandam), specializzato in arti applicate del XX secolo, e la Stone Gallery (Baarn), che esporr\u00e0 cristalli, fossili e meteoriti.<\/p>\n<p><strong>All&#8217;elenco dei partecipanti si \u00e8 aggiunta anche una nuova galleria italiana. Situata in Via Margutta, la via degli antiquari nel cuore di Roma, Valerio Turchi porter\u00e0 a BRAFA l&#8217;archeologia greco-romana.<\/strong> BRAFA \u00e8 inoltre lieta di annunciare la prima partecipazione di due gallerie d&#8217;arte contemporanea di fama internazionale: TEMPLON (Parigi, Bruxelles, New York), fondata nel 1966 Daniel Templon, 21 anni all&#8217;epoca e Galerie Nathalie Obadia (Parigi, Bruxelles). Dalla Francia si aggiunger\u00e0 alla lista dei partecipanti la Galerie BG Arts (Parigi). Benjamin Gastaud \u00e8 affascinato dall&#8217;opera di Ren\u00e9 Lalique da quasi 15 anni. Si definisce prima di tutto un collezionista, poich\u00e9 la sua attivit\u00e0 professionale si fonda sulla passione per il maestro e la sua opera. Tra le altre gallerie francesi presenti a BRAFA 2025 figurano la Galerie Capazza (Nan\u00e7ay), che presenter\u00e0 opere di Goudji (Bordjomi, 1941), e Christophe Perl\u00e8s (Parigi), specializzato in ceramiche antiche.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il Belgio, la 70a edizione accoglier\u00e0 gallerie rinomate nei loro settori, come la Galleria Edouard Simoens (Knokke), che si concentra sull&#8217;arte contemporanea e del dopoguerra, la Galerie Lowet de Wotrenge (Anversa), specializzata in dipinti, disegni e sculture di maestri fiamminghi e olandesi, e Objects with Narratives (Bruxelles), che focalizzata sul design, con particolare attenzione agli artisti belgi.<\/p>\n<p><strong>Grandi ritorni. <\/strong>BRAFA segna anche il ritorno della Galleria Patrick Derom (Bruxelles), gestita da Patrick Derom e da suo figlio Edouard. Coprendo un periodo che va dal 1880 ai giorni nostri, la galleria presenta opere che rappresentano i movimenti moderni dal simbolismo alla pop art, con occasionali incursioni nell&#8217;arte contemporanea. Anche van der Meij Fine Arts (Amsterdam), esperta di arte ottocentesca del Nord Europa, torner\u00e0 al BRAFA nel 2025, cos\u00ec come la galleria Sylvia Kovacek &#8211; Vienna, specializzata in vetro dal 1500 al 1950 e in pittura e scultura austriaca e internazionale del XIX e XX secolo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Screenshot-2023-11-29-alle-09.02.54-822x591-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-35745\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Screenshot-2023-11-29-alle-09.02.54-822x591-1.jpg\" alt=\"\" width=\"597\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Screenshot-2023-11-29-alle-09.02.54-822x591-1.jpg 822w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Screenshot-2023-11-29-alle-09.02.54-822x591-1-300x216.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/Screenshot-2023-11-29-alle-09.02.54-822x591-1-768x552.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 597px) 100vw, 597px\" \/><\/a>Joana Vasconcelos: ospite d&#8217;onore Joana Vasconcelos \u00e8 un&#8217;artista visiva portoghese nata nel 1971.<\/strong> Nel corso della sua carriera trentennale ha utilizzato un&#8217;ampia variet\u00e0 di mezzi di materiali. Pur prediligendo i tessuti, Joana Vasconcelos lavora anche con cemento, metallo, ceramica, vetro e oggetti trovati. \u00c8 famosa per le sue sculture monumentali e le installazioni immersive. La sua ambizione \u00e8 quella di decontestualizzare gli oggetti quotidiani e di rivisitare il concetto di artigianato nel XXI secolo. Il suo lavoro, ironico e divertente, esamina la condizione della donna, la societ\u00e0 dei consumi e l&#8217;identit\u00e0 collettiva. La sua fama internazionale si \u00e8 consolidata nel 2005, alla prima Biennale di Venezia curata da donne, dove ha presentato l&#8217;opera The Bride, un lampadario di forma classica i cui pendenti di cristallo erano stati sostituiti da circa 14.000 assorbenti. Joana Vasconcelos \u00e8 stata la pi\u00f9 giovane artista e la prima donna a esporre al Castello di Versailles nel 2012. Nel 2018 \u00e8 stata la prima artista portoghese ad esporre con una personale al Guggenheim Museum di Bilbao. Nel 2023 ha avuto l&#8217;onore di esporre alle Gallerie degli Uffizi e a Palazzo Pitti a Firenze, accanto a grandi maestri come Leonardo da Vinci, Michelangelo e Caravaggio. A BRAFA 2025 esporr\u00e0 due Valchirie, sculture ispirate alle figure femminili della mitologia norrena che sorvolavano i campi di battaglia riportando in vita i guerrieri pi\u00f9 coraggiosi per unirsi alle divinit\u00e0 del Valhalla. Realizzate in tessuto, danno piena espressione alla creativit\u00e0 dell&#8217;artista, coinvolgendo una variet\u00e0 di tessuti e passamanerie. Il risultato \u00e8 una sorprendente combinazione di volumi, texture e colori. Composte da un corpo centrale, una testa, una coda e diverse braccia, molte delle Valchirie combinano l&#8217;artigianato tradizionale con metodi pi\u00f9 tecnologici, come l&#8217;inserimento di luce per simulare la vibrazione e la respirazione, che d\u00e0 movimento all&#8217;opera.<\/p>\n<p><strong>Una nuova collaborazione con KIK- IRPA &#8211; Istituto Reale per i Beni Culturali.\u00a0 Sin dalla sua fondazione nel 1948,<\/strong> l&#8217;Istituto Reale per i Beni Culturali (KIK-IRPA) ha svolto un ruolo pionieristico nella conservazione di un&#8217;ampia variet\u00e0 di oggetti del patrimonio, tra cui dipinti, sculture in legno e pietra, arazzi, metalli preziosi, vetri ed elementi del patrimonio architettonico. L&#8217;edificio di Bruxelles che ospita il KIK-IRPA dal 1962 \u00e8 stato il primo al mondo a essere progettato appositamente per incoraggiare un approccio interdisciplinare alla conservazione delle opere d&#8217;arte, in cui lavorano insieme restauratori, chimici, ingegneri, specialisti di immagini, fotografi e storici dell&#8217;arte. Circa 100 scienziati lavorano a progetti ambiziosi a livello nazionale e internazionale. KIK-IRPA \u00e8 nota soprattutto per i suoi prestigiosi restauri, come quello dell&#8217;Adorazione dell&#8217;Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck nell&#8217;ex battistero della Cattedrale di San Bavone a Gand. Nei suoi laboratori all&#8217;avanguardia, strumenti avanzati come la microscopia 3D, la macro-XRF e la datazione al radiocarbonio forniscono informazioni cruciali sui materiali e sulle tecniche utilizzate da artisti e artigiani, contribuendo a garantire la corretta conservazione dei tesori culturali per le generazioni future. Grande importanza viene attribuita alla documentazione rigorosa e alla ricerca storica dell&#8217;arte. Ad esempio, l&#8217;Istituto conserva la memoria visiva collettiva del Belgio nel database online BALaT, che contiene oltre un milione di fotografie di oggetti culturali, centinaia di migliaia delle quali possono essere scaricate gratuitamente.<\/p>\n<p>A BRAFA, accanto allo spazio della Fondazione Re Baldovino, l\u2019Istituto Reale per i Beni Culturali presenter\u00e0 i molteplici aspetti del suo lavoro, dalla conservazione e restauro delle opere d&#8217;arte alla gestione del patrimonio e all&#8217;analisi scientifica. I visitatori saranno invitati a scoprire come gli specialisti analizzano e documentano le opere d&#8217;arte, fornendo affascinanti approfondimenti sulla loro storia e sulle loro tecniche di lavorazione.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel 2025 BRAFA celebra la sua 70a edizione: sette decenni all\u2019insegna della tradizione ma anche della capacit\u00e0 di rinnovarsi continuamente. Sin dai suoi inizi, nel 1956, questa prestigiosa fiera d&#8217;arte ha continuato a evolversi conservando un DNA sulla qualit\u00e0 delle opere esposte e sull&#8217;eclettismo, affascinando anno dopo anno galleristi, collezionisti e amanti dell&#8217;arte di tutto il mondo. BRAFA \u00e8 diventato cos\u00ec un evento imperdibile nel calendario del mercato dell&#8217;arte. 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