{"id":35752,"date":"2025-01-24T13:44:15","date_gmt":"2025-01-24T13:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=35752"},"modified":"2025-01-24T13:44:38","modified_gmt":"2025-01-24T13:44:38","slug":"carla-badiali-e-il-vento-della-geometria-e-della-poesia-in-una-mostra-alla-m77-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/24\/carla-badiali-e-il-vento-della-geometria-e-della-poesia-in-una-mostra-alla-m77-di-milano\/","title":{"rendered":"Carla Badiali e il vento della geometria e della poesia in una mostra alla M77 di Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/02-1-756x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-35753\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/02-1-756x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"603\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/02-1-756x1024-1.jpg 756w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/02-1-756x1024-1-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><\/a>\u201c\u2026un cadenzato fermento di linee e di colori effusi di calore cromatico e di delicata poesia compone la trama vistosa di una vastissima passione artistica che segna l\u2019avvento sicuro del suo inconfondibile contributo all\u2019arte assoluta\u201d. (Alberto Sartoris,\u00a0<em>Carla Badiali<\/em>, in \u201cOrigini\u201d; Roma, 1942).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/03-3-1024x677-1-e1737725779818.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-35754 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/03-3-1024x677-1-e1737725779818.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"280\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fra le artiste italiane,\u00a0<strong>Carla Badiali<\/strong>\u00a0(1907-1992) \u00e8 una delle poche a poter essere inquadrata nell\u2019ambito di quella che Lea Vergine defin\u00ec \u201cl\u2019altra met\u00e0 dell\u2019avanguardia\u201d sottolineando l\u2019apporto dato dalle donne all\u2019evoluzione della pittura italiana nella prima met\u00e0 del secolo scorso.<\/p>\n<p><strong>A Carla Badiali, protagonista dell\u2019Astrattismo comasco, la galleria M77 di Milano dedica, dal 20 gennaio al 15 marzo 2025, un\u2019ampia retrospettiva<\/strong>, organizzata in collaborazione con gli eredi dell\u2019artista, dal titolo\u00a0<strong><em>Geometria e poesia<\/em><\/strong><em>. <\/em>La rassegna, curata da Luigi Cavadini a cui si deve il Catalogo generale della sua opera, ripercorre l\u2019intera carriera di Carla Badiali, lungo ben sei decenni di attivit\u00e0, dalla prima met\u00e0 degli anni venti fino alla fine degli anni ottanta, attraverso oltre\u00a0<strong>cinquanta, tra dipinti, disegni e collage<\/strong>.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si apre con la fase legata alla figura, riconducibile a un breve arco temporale, all\u2019incirca tra il 1925 e il 1932, tra cui spicca il delicato\u00a0<strong><em>Autoritratto<\/em><\/strong>(1926), un pastello colorato su carta e prosegue con il suo ingresso nell\u2019ambito dell\u2019arte astratta, tra il 1932 e il 1934, bench\u00e9 come lei stessa ha pi\u00f9 volte sostenuto \u201cnon sono mai passata da un periodo figurativo a uno astratto. Ho cominciato subito con le composizioni<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_065-1024x683-1-e1737725812809.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35755 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_065-1024x683-1-e1737725812809.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"383\" \/><\/a> astratte\u201d.<\/p>\n<p>Carla Badiali fu, fin da subito, dentro all\u2019esperienza di quel cenacolo di artisti, passato alle cronache come \u201cGruppo Como\u201d, contribuendo al dibattito artistico e di confronto con gli astrattisti milanesi riuniti attorno alla Galleria del Milione, in un momento in cui alle donne non veniva dato molto credito, ma forte del sostegno e degli stimoli a percorrere la strada dell\u2019astrazione di Manlio Rho, una delle figure di riferimento, assieme a Mario Radice, dell\u2019avventura astratta sorta sulle rive del Lario.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_053-1024x683-1-e1737725847680.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-35756\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_053-1024x683-1-e1737725847680.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"369\" \/><\/a>Esemplari di quegli anni, a cavallo tra gli anni trenta e quaranta, sono le\u00a0<strong><em>Composizioni<\/em><\/strong>, dove elementi di libera geometria, esaltati da una attenta e precisa scelta di colori, s\u2019inseriscono in uno spazio virtuale.<\/p>\n<p>Parallelamente alla sua ricerca geometrica, le opere di Carla Badiali assumono un valore lirico e musicale di grande rilevanza. \u00c8 il caso della serie\u00a0<strong><em>Le vent se l\u00e9ve<\/em><\/strong>, ben documentata in mostra, in cui le forme essenziali fluttuano sulla tela o sulla carta, che l\u2019avvicinano al lirismo di Osvaldo Licini o, ancor di pi\u00f9, a Vassily Kandinsky, riletto in assoluta originalit\u00e0, a dimostrazione di una ormai raggiunta autonomia linguistica.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il periodo \u2013 siamo agli inizi degli anni quaranta &#8211; che segna la sua prima affermazione sul palcoscenico dell\u2019arte pubblica, dapprima con l\u2019adesione al gruppo\u00a0<em>Valori Primordiali<\/em>, che nasce dall\u2019entusiasmo della omonima rivista fondata da Franco Ciliberti, quindi al\u00a0<em>Gruppo Primordiali Futuristi<\/em>, assieme a Cesare Cattaneo, Pietro Lingeri, Marcello Nizzoli, Mario Radice, Manlio Rho, Osvaldo Licini, Giuseppe Terragni e Alberto Sartoris, che port\u00f2 alla formulazione del manifesto e alla denominazione definitiva di\u00a0<em>Gruppo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_048-1024x683-1-e1737725880313.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35757 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_048-1024x683-1-e1737725880313.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"370\" \/><\/a> Primordiali Futuristi Sant\u2019Elia.<\/em><br \/>\nL\u2019entrata nell\u2019orbita di Marinetti fu di grande importanza per gli astrattisti comaschi, cui venne riservata un\u2019intera sala alla Biennale di Venezia del 1942, nella quale Carla Badiali espose tre opere, e concesse loro l\u2019opportunit\u00e0 di essere presenti alla Quadriennale di Roma del 1943.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_031-683x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-35758\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_031-683x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_031-683x1024-1.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_031-683x1024-1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a>In virt\u00f9 degli strascichi dolorosi della guerra e del rinnovato impegno nel dare nuova vita al suo studio di disegno tessile che ebbe straordinaria fortuna in Italia e all\u2019estero, con le collaborazioni, tra gli altri, con Hubert de Givenchy e con Pierre Balmain, gli anni cinquanta e i primi anni sessanta passarono sotto silenzio. Fu la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1966 a dare slancio alla sua ricerca artistica.<\/p>\n<p>La rassegna d\u00e0 inoltre ampio riscontro dell\u2019uso della tecnica del\u00a0<strong>collage<\/strong>, luogo di sperimentazione e di scansione spaziale e plastica, ma che Carla Badiali considerava lo strumento pi\u00f9 immediato, forse pi\u00f9 efficace del disegno, per assegnare alle forme la loro giusta collocazione, ideale base progettuale per futuri lavori e che ha accompagnato la sua ricerca fino nel pieno degli anni ottanta.<\/p>\n<p>La mostra, a trentacinque anni dall\u2019antologica tenuta Como nel 1990, si chiude con un rapido excursus sull\u2019astrattismo comasco e sui suoi esponenti che per tutta la vista hanno continuato una ricerca in ambito astratto, da\u00a0<strong>Manlio Rho a<\/strong>\u00a0<strong>Mario Radice, da Aldo Galli a Carla Prina ad Alvaro Molteni<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_041-1024x683-1-e1737725933385.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-35759 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2025\/01\/CB_M77_Ph_Lorenzo_Palmieri_LOW_041-1024x683-1-e1737725933385.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"386\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Carla Badiali<\/strong>\u00a0nasce a Novedrate (CO) nel 1907. Dopo pochi anni, si trasferisce con la famiglia in Francia a Saint-\u00c9tienne, dove si dedica alla musica e all\u2019arte. Tornata in Italia, a Como, prosegue i suoi studi presso l\u2019Istituto Nazionale di Setificio. Dopo le prime opere degli anni venti, raffiguranti paesaggi e nature morte, l\u2019artista si avvicina all\u2019astrattismo tra il 1933 e il 1934. Nel frattempo, si dedica all\u2019arte applicata nel campo del tessile, organizzando e gestendo un importante laboratorio. Nel 1938 aderisce al gruppo\u00a0<em>Valori Primordiali<\/em>, di cui fanno parte anche Terragni e Lingeri e due anni dopo sottoscrive il\u00a0<em>Manifesto del Gruppo primordiali futuristi Sant\u2019Elia<\/em>. Partecipa a una serie di prestigiose esposizioni, tra cui la XXIII Biennale di Venezia nel 1942 e la IV Quadriennale d\u2019Arte Nazionale di Roma nel 1943. La produzione artistica di Carla Badiali s\u2019interrompe a causa del secondo conflitto mondiale, ma riprende a esporre gi\u00e0 nel 1951; da questo momento in poi, l\u2019attivit\u00e0 prosegue fino alla sua morte, avvenuta a Como nel 1992.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201c\u2026un cadenzato fermento di linee e di colori effusi di calore cromatico e di delicata poesia compone la trama vistosa di una vastissima passione artistica che segna l\u2019avvento sicuro del suo inconfondibile contributo all\u2019arte assoluta\u201d. (Alberto Sartoris,\u00a0Carla Badiali, in \u201cOrigini\u201d; Roma, 1942). Fra le artiste italiane,\u00a0Carla Badiali\u00a0(1907-1992) \u00e8 una delle poche a poter essere inquadrata nell\u2019ambito di quella che Lea Vergine defin\u00ec \u201cl\u2019altra met\u00e0 dell\u2019avanguardia\u201d sottolineando l\u2019apporto dato dalle donne all\u2019evoluzione della pittura italiana nella prima met\u00e0 del secolo scorso. A Carla Badiali, protagonista dell\u2019Astrattismo comasco, la galleria M77 di Milano dedica, dal 20 gennaio al 15 marzo 2025, un\u2019ampia [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2025\/01\/24\/carla-badiali-e-il-vento-della-geometria-e-della-poesia-in-una-mostra-alla-m77-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[74779,9894,231285,10357,74799,44441,87,35351,35224,35266,26,17505,409394],"tags":[456390,597852,597853,406534,597851,597854,597052,376571,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35752"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35752"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35752\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35762,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35752\/revisions\/35762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}